UIF

UIF: Protocollo intesa con la Procura della Repubblica di Roma (10 maggio 2017)

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  • Fonte: sito UIF (pdf)

Protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Roma e la UIF

Il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, e il Direttore  dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Claudio Clemente, hanno stipulato in data odierna un protocollo d’intesa volto a rendere ancora più efficace la collaborazione in tema di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria, del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio dei capitali illeciti.
L’accordo delinea la cornice dei rapporti di collaborazione tra Procura e UIF, provvedendo a ratificare le migliori prassi da tempo in uso, disciplina lo scambio di informative di reciproco interesse, prevede l’individuazione di aree tematiche per l’analisi congiunta di fatti e informazioni.
Sono regolate le modalità di utilizzo della documentazione e quelle dello scambio telematico dei dati e sono previste iniziative di formazione reciproca.
Il protocollo stimola la crescita della cooperazione per fronteggiare le sempre più sofisticate minacce criminali, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano.

Roma, 9 maggio 2017  

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Antiriciclaggio: protocollo d’intesa tra Procura Milano e UIF (1° febbraio 2017)

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  • Fonte: Comunicato UIF (pdf) del 27 gennaio 2017

Protocollo d'intesa tra la Procura della Repubblica di Milano e la UIF

Il Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, e il Direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia, Claudio Clemente, hanno stipulato in data odierna un protocollo d'intesa volto a rendere ancora più intensa la collaborazione in tema di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria, del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio dei capitali illeciti e a dare piena ed efficace attuazione alle norme in materia di scambio di informazioni.
L'accordo delinea la cornice dei rapporti di collaborazione tra Procura e UIF, provvedendo a ratificare le migliori prassi da tempo in uso, disciplina lo scambio di informative di reciproco interesse, prevede l'individuazione di aree tematiche per l'analisi congiunta di fatti e informazioni.
Sono regolate le modalità di utilizzo della documentazione e quelle dello scambio telematico dei dati e viene rimarcata l'esigenza di iniziative di formazione reciproca.
Il protocollo stimola la crescita della cooperazione per fronteggiare le sempre più sofisticate minacce della criminalità anche terroristica, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano.

Milano, 27 gennaio 2017

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UIF: Quaderno n. 7 – casistiche riciclaggio e finanziamento terrorismo (1° gennaio 2017)

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Classificazione JEL: K14, K22
Parole chiave: riciclaggio, finanziamento del terrorismo, casistiche, tipologie, operazioni sospette.
La seconda edizione delle Casistiche di riciclaggio segue la precedente pubblicazione dell’aprile 2015 con la quale la UIF ha raccolto alcuni casi di particolare interesse riscontrati nelle proprie attività di analisi finanziaria.

  • di Catello Criscuolo, Maria Benedetta Bastioni, Maria Colonnello, Fabrizio Giallombardo, Stefania Iacobelli, Simone Pace, Stefania Santoro

Quaderni dell’antiriciclaggio Numero 7: Casistiche di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo

Attraverso l’utilizzo di un linguaggio quanto più accessibile e ricorrendo a schemi esemplificativi dell’operatività analizzata, la pubblicazione si propone finalità divulgative e può costituire un utile strumento di supporto per i segnalanti, affiancandosi a indicatori di anomalia, schemi di comportamenti anomali e comunicazioni della UIF.
Le fattispecie pubblicate sono molto diverse tra loro in termini di complessità e rilevanza economica, a riprova della notevole varietà di comportamenti che possono generare un sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo; esse forniscono una rassegna quanto più attuale dei comportamenti finanziari potenzialmente illeciti. È stata data rilevanza a casi di possibile finanziamento del terrorismo, fenomeno caratterizzato dall’utilizzo di somme di importo unitario esiguo e dall’origine non necessariamente illecita; in un simile contesto le informazioni riferite alla singola operazione possono essere valutate per la ricostruzione di flussi finanziari più ampi che, correttamente interpretati, consentono di correlare tra loro diversi soggetti e Paesi. Si è poi inteso dare un primo riferimento sul ricorso a valute virtuali, strumenti che, per la particolare idoneità ad agevolare l’anonimato delle transazioni, possono essere utilizzati per dissimulare le tracce finanziarie di eventuali reati. Sono state, infine, approfondite specifiche modalità operative di fenomeni più ricorrenti, come il trasferimento di fondi verso paradisi fiscali, condotte corruttive, casi di appropriazione indebita e di associazione a delinquere.
Nell’ottica di rendere comprensibili gli stretti rapporti tra sistema di prevenzione e di repressione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, all’esito della descrizione del singolo caso è individuata, ove possibile, la verosimile attività illecita sottesa ai movimenti finanziari analizzati dall’Unità. Quando noto, è riportato l’eventuale esito giudiziale degli approfondimenti investigativi. A finalità similari è volta l’indicazione dei provvedimenti di sospensione adottati dall’Unità, ove presenti.
In continuità con la prima edizione, per ogni caso trattato si è dato conto del collegamento tra operatività analizzata e indicatori di anomalia, schemi di comportamenti anomali e comunicazioni della UIF.

Testo della pubblicazione

  • UIF: Quaderno n. 7 – casistiche riciclaggio e finanziamento terrorismo, di Catello Criscuolo, Maria Benedetta Bastioni, Maria Colonnello, Fabrizio Giallombardo, Stefania Iacobelli, Simone Pace, Stefania SantoroDicembre 2016 (pdf, 4 M,  57 pp.)

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Antiriciclaggio: per i commercialisti invio operazioni sospette attraverso il Consiglio Nazionale (28 dicembre 2016)

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Protocollo d’intesa CNDCEC – UIF. Un software garantirà l’anonimato del segnalante

Il Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli Esperti contabili (CNDCEC), Gerardo Longobardi, e il Direttore generale dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (UIF), Claudio Clemente, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa in virtù del quale i commercialisti potranno adempiere all’obbligo di segnalazione di operazioni sospette previsto dalla normativa antiriciclaggio anche attraverso il Consiglio Nazionale.
L’art. 43 del d.lgs. 231/2001, nel disciplinare le modalità di segnalazione da parte dei professionisti, prevede infatti che questi ultimi possano trasmettere la segnalazione direttamente alla UIF o ai rispettivi ordini professionali.
Gli ordini professionali che possono ricevere la segnalazione di operazione sospetta dai propri iscritti sono individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della Giustizia.
Tale decreto interministeriale, che per quanto riguarda la categoria dei Commercialisti è stato emanato il 4 maggio 2012, demandava ad un protocollo tra la UIF e il CNDCEC la disciplina delle modalità di trasmissione in via telematica delle segnalazioni di operazioni sospette.
Il protocollo siglato oggi prevede che Il Consiglio riceva dai commercialisti e dagli esperti contabili le segnalazioni di operazioni sospette ai sensi dell’art. 41 del d.lgs. n. 231/2007 e provveda a trasmetterle senza ritardo, in via telematica, alla UIF. 
Il Consiglio trasmetterà il testo integrale della segnalazione, escludendone l’indicazione del nominativo del commercialista o dell’esperto contabile segnalante, adottando adeguate misure per assicurare la massima riservatezza dell'identità dei commercialisti e degli esperti contabili che effettuano la segnalazione. Inoltre, i presidi di sicurezza adottati non consentono al Consiglio di conoscere il contenuto della segnalazione.
Ed è proprio la garanzia della riservatezza del segnalante il punto al quale il Consiglio ha dedicato la maggiore attenzione, sviluppando a tal fine un software in grado di assicurare la ricezione di segnalazioni in forma anonima.
Più precisamente, il commercialista compilerà la segnalazione e invierà un file cifrato al CNDCEC, utilizzando un software che consentirà di criptare i dati del segnalante e della segnalazione.
A sua volta, il CNDCEC provvederà a caricare il file contenente la segnalazione nella piattaforma predisposta dalla UIF, ricevendo da quest’ultima una ricevuta di accettazione o scarto, in formato PDF, contenente il protocollo rilasciato da UIF e l’ID univoco della segnalazione.
Tale ricevuta, che verrà inoltrata automaticamente dal sistema di messaggistica della procedura ad una casella di posta elettronica all’uopo predisposta dal CNDCEC, consentirà al software di associare all’ID univoco della segnalazione il protocollo comunicato da UIF, cui farà riferimento per le eventuali comunicazioni successive (ad es. integrazioni e/o seguiti).
Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente dei commercialisti Gerardo Longobardi e dal Consigliere Attilio Liga per il raggiungimento di questo importante obiettivo dell’area di delega.
“Si è realizzato – affermano - lo scopo di fornire agli iscritti uno strumento telematico di immediato accesso e di agevole utilizzo, dotato di adeguati livelli di sicurezza, in grado di assicurare la riservatezza dei segnalanti conformemente a quanto previsto dalla normativa di riferimento.
Al contempo, il CNDCEC si è dotato di uno strumento che in ogni caso avrebbe dovuto predisporre nei prossimi mesi: la bozza di decreto attuativo della quarta direttiva comunitaria, attualmente in pubblica consultazione, prevede infatti espressamente che gli “organismi di autoregolamentazione” (tra i quali rientrano gli ordini professionali) ricevano le segnalazioni di operazioni sospette da parte dei propri iscritti, per il successivo inoltro alla UIF".

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AICOM: slide interventi evento su Antiriciclaggio, lotta al finanziamento del terrorismo e all'immigrazione clandestina (17 novembre 2016)

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Fonte: sito AICOM

Slide presentate al convegno AICOM - Associazione Italiana Compliance - "Antiriciclaggio, lotta al finanziamento del terrorismo e all'immigrazione clandestina" del 9 novembre 2016.

Slide disponibili

  • Magda Bianco, Capo Servizio Tutela dei Clienti e Antiriciclaggio Banca d’Italia, “Le regole antiriciclaggio nelle relazioni tra cliente e intermediario: presente e futuro” (pdf, 671 K, 23 slide)
  • Claudio Clemente, Direttore Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), “L’attività di analisi dell’UIF a fini di contrasto  del finanziamento  del terrorismo e del traffico di immigrati”  (pdf, 2.9 M, 29 slide)
  • Giuseppe Maresca, Direttore generale prevenzione reati finanziari Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), “Antiriciclaggio, lotta al finanziamento del terrorismo e all’immigrazione clandestina”  (pdf, 1 M, 27 slide)
  • Ugo Poggi, Colonnello Guardia di Finanza, Vice Comandante Operativo Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, “I meccanismi di controllo preventivo con riferimento al terrorismo e all’immigrazione clandestina”  (pdf, 3.3 M, 39 slide )
  • Antonio Graziano, Responsabile Antiriciclaggio BancoPosta, Poste Italiane “Bancoposta, funzione antiriciclaggio” (pdf, 327 K, 7 slide)

AICOM - leggi anche

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UIF: Quaderni antiriciclaggio – dati statistici (3 ottobre 2016)

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Scarica il Quaderno (pdf, 3.1 M, 80 pp.)

Nel primo semestre del 2016, l’Unità di Informazione Finanziaria ha ricevuto 52.049 segnalazioni di operazioni sospette.
Il notevole incremento rispetto al primo semestre dell’anno precedente (33,6 per cento) trova spiegazione anche nel significativo numero di segnalazioni di voluntary disclosure (oltre 13.000).
L’effetto di quest’ultima componente segnaletica si è rilevato anche nella partecipazione più attiva di alcune categorie di professionisti: le segnalazioni effettuate da commercialisti e avvocati, sia singoli che associati, sono passate dalle 158 del primo semestre 2015 alle 3.467 del corrispondente periodo del 2016.
Conseguentemente, si è evidenziato un mutamento nella ripartizione delle segnalazioni per tipologia del segnalante: le banche, nonostante abbiano trasmesso circa 8.300 segnalazioni in più rispetto al primo semestre del 2015, presentano una riduzione dell’incidenza sul totale (dall’81,6 al 77,1 per cento) mentre i professionisti salgono dal 4,8 al 10,5 per cento e gli operatori non finanziari dal 2,4 al 2,9 per cento.
Proprio a motivo della componente connessa alla voluntary disclosure l’incremento si è concentrato nelle regioni del Centro Nord, in particolare in Lombardia, dove le segnalazioni sono aumentate di quasi l’84 per cento rispetto al primo semestre 2015; la crescita è stata molto sostenuta anche in Liguria (+50,5 per cento), Piemonte (+35,8 per cento), Veneto (+28,3 per cento), Emilia Romagna (+27,9 per cento), Toscana (+25 per cento).
Le segnalazioni di sospetto finanziamento del terrorismo sono aumentate in maniera rilevante, anche se il loro numero assoluto resta naturalmente contenuto; nel semestre ne sono state ricevute 306, a fronte delle 273 pervenute nell’intero 2015.
L’Unità ha complessivamente analizzato e trasmesso agli Organi Investigativi oltre 52.000 segnalazioni (circa 12.000 in più rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente) e ha adottato 17 provvedimenti di sospensione di operazioni sospette ai sensi dell’articolo 6, comma 7, lettera c) del d.lgs. 231/07, per un valore di complessivi di 7,2 milioni di euro.
Nel semestre, la UIF ha ricevuto 119 richieste di informazioni da parte dell’Autorità Giudiziaria e ha inviato alla stessa 246 note di risposta, trasmettendo 618 segnalazioni.
Lo scambio informativo con le FIU estere si è sensibilmente accresciuto e ha riguardato complessivamente 1.853 casi (1.170 nello stesso periodo del 2015).
Nel semestre in esame le Segnalazioni AntiRiciclaggio Aggregate (SARA) sono rimaste sostanzialmente stabili in termini di importo.
Risultano diminuiti i bonifici da paesi a fiscalità privilegiata o non cooperativi, nella cui lista è entrata la Bosnia Erzegovina a seguito dei risultati della valutazione di giugno 2015 del GAFI.

Testo della pubblicazione

  • Quaderni dell'antiriciclaggio - Collana Dati statistici I-2016 (pdf, 3.1 M, 80 pp.)

Leggi anche

Rassegna stampa

  • Marco Mobili, "La voluntary traina le segnalazioni", Il Sole 24 Ore, 4 ottobre 2016 (via IusLetter)
  • "Nuovo Quaderno dell’antiriciclaggio con i dati relativi al primo semestre 2016", Dirittobancario.it, 4 Ottobre 2016  
  • "Antiriciclaggio: effetto voluntary sulle segnalazioni di operazioni sospette", Ipsoa.it, 4 Ottobre 2016
  • Luca Bettinelli, "UIF: pubblicato il quaderno dell’antiriciclaggio relativo al I semestre", 5 ottobre 2015, IusLetter

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UIF: schema anomalie antiriciclaggio operatività società estere intermediazione mobiliare (2 agosto 2016)

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  • Fonte: sito UIF (pdf, 207 K, 4 pp.)

Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’articolo 6, comma 7, lettera b) del d.lgs. 231/2007 – operatività over the counter con società estere di intermediazione mobiliare

Negli ultimi anni si è realizzata una rapida crescita dei c.d. mercati over the counter, sedi di negoziazione di titoli diverse dai mercati regolamentati o dai sistemi multilaterali di negoziazione, caratterizzate dalla mancanza di regole organiche sul sistema degli scambi; le dimensioni di tali mercati sono divenute sempre più significative.
Le quotazioni dei titoli negoziati nei mercati OTC sono determinate dall’incontro tra domanda e offerta; tipica di queste sedi di negoziazione è la spiccata volatilità del valore di mercato dei titoli, con rilevanti oscillazioni dei prezzi anche nell’arco della stessa giornata.
La scarsa trasparenza nel meccanismo di formazione dei prezzi, la presenza di scambi aventi a oggetto titoli non standardizzati (nota 1) nonché gli ingenti volumi movimentati, espongono tali mercati al rischio di manipolazioni dei prezzi per finalità illecite.
Il Moneyval e il GAFI, rispettivamente nel 2008 e nel 2009, hanno rilevato che i mercati OTC richiedono una più attenta valutazione del rischio di riciclaggio rispetto ai mercati regolamentati (nota 2).
L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia ha condotto approfondimenti su anomale transazioni in strumenti finanziari effettuate over the counter da intermediari residenti con società estere di intermediazione mobiliare; gli intermediari residenti possono assumere in tali ambiti il ruolo di:

  • controparte in operazioni di compravendita di strumenti finanziari, in conto proprio o per conto di terzi;
  • prestatore del servizio di compensazione, attraverso conti intestati alle società estere di intermediazione mobiliare, sui quali transitano le operazioni di regolamento connesse con le compravendite in strumenti finanziari concluse da tali società estere.

Sono emerse operatività potenzialmente anomale riconducibili alle seguenti fattispecie:

  • movimentazioni poste in essere dalla clientela al fine di trasferire all’estero fondi di pertinenza ovvero, nei casi più gravi, disponibilità sottratte mediante artifizi o raggiri a terzi, tra cui enti pubblici, fondazioni o enti morali;
  • comportamenti infedeli dei dipendenti degli intermediari in danno delle società di appartenenza o della relativa clientela (nota 3).

Le analisi condotte hanno permesso di individuare alcuni indici di detta anomala operatività che assumono rilevanza ai fini della collaborazione attiva; l’identificazione e la valutazione di tali indici possono consentire agli intermediari residenti di prevenire, oltre al rischio di riciclaggio, anche altre forme di rischio.
D’altro canto, i presidi già esistenti presso i soggetti obbligati orientati al controllo dell’attività in trattazione ben si prestano a essere utilizzati per favorire la collaborazione attiva.
In particolare, è emerso che, sul piano soggettivo, le transazioni anomale over the counter sono state poste in essere con società estere aventi talune caratteristiche ricorrenti, specie per quanto riguarda l’area geografica di provenienza o di operatività prevalente, gli assetti proprietari e il regime di controllo cui sono sottoposte.
Sotto il profilo oggettivo, rileva l’attività di intermediazione in strumenti finanziari sovente illiquidi caratterizzati da un volume ridotto di emissione, a volte con cedole aventi strutture di indicizzazione complesse.
Ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dalla circostanza che controparte nelle operazioni è un ente pubblico.
Per agevolare le valutazioni relative all’adempimento degli obblighi segnaletici, si fornisce, ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b), del decreto legislativo n. 231 del 2007 e successive modifiche e integrazioni, l’accluso schema recante anomalie nell’operatività con società estere di intermediazione mobiliare che possono risultare funzionali al riciclaggio di disponibilità di origine illecita.
Gli intermediari bancari e finanziari sono chiamati a svolgere un costante e attento monitoraggio delle transazioni over the counter poste in essere con dette società, con particolare riguardo agli elementi qualificanti tali transazioni riportati nel seguente allegato.
Si rammenta che, per il corretto adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette, da un lato, non è necessario che ricorrano contemporaneamente tutti i comportamenti descritti nello schema operativo; dall’altro, la mera ricorrenza di singoli comportamenti individuati nello schema non è di per sé motivo sufficiente per procedere alla segnalazione.
Qualora emergano operazioni sospette riconducibili al fenomeno descritto, è necessario che i soggetti tenuti le segnalino con la massima tempestività, ove possibile prima di dar corso alla loro esecuzione.
Sarà cura dei soggetti tenuti agli obblighi di segnalazione, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, diffondere con le modalità più idonee le indicazioni operative fra il personale e i collaboratori incaricati della valutazione delle operazioni sospette nel settore in trattazione.

Allegato

Operatività over the counter con società estere di intermediazione mobiliare

Nell’operatività over the counter con società estere di intermediazione mobiliare i destinatari degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette valutano la ricorrenza dei seguenti fattori ai fini dell’espletamento degli obblighi di collaborazione attiva di cui al d.lgs. n. 231/2007.

1. Profilo oggettivo

Sotto il profilo oggettivo, le anomalie possono emergere da alcuni elementi qualificanti delle transazioni analizzate, quali prezzo, quantità e controvalore, spesso a cifra tonda, nonché modalità di negoziazione e tipologia di controparte.
In tale quadro, può assumere rilevanza anche l’entità delle commissioni, specie se inusualmente elevate, applicate dall’intermediario residente per la tenuta dei conti e per porre in essere le operatività indicate.
Nel caso del servizio di compensazione delle operazioni in strumenti finanziari, l’assenza di alcuni dati e informazioni condiziona la capacità dell’intermediario di individuare eventuali anomalie.
Non sempre sono noti, ad esempio, le controparti di negoziazione delle società estere di intermediazione mobiliare ovvero i prezzi in base ai quali le parti hanno concluso la compravendita (cd. compensi franco valuta).
In ogni caso, ai fini della valutazione del sospetto, gli intermediari verificano la correttezza di tutti gli elementi informativi acquisiti nell’ambito dell’attività svolta.
Tra i fattori oggettivi di rischio si annoverano:
1.1 transazioni relative a strumenti finanziari che presentano margini eccezionalmente elevati tra prezzo di acquisto e di vendita, eseguite con controparti ricorrenti nella stessa giornata o in date molto ravvicinate. In particolare, sono state rilevate operazioni in cui le società estere scambiano con la medesima controparte, nella stessa giornata o in date molto ravvicinate, la stessa quantità nominale del medesimo titolo, con differenziali di prezzo/controvalore tra le operazioni di acquisto e quelle di vendita particolarmente rilevanti;
1.2 molteplici operazioni di acquisto e vendita su uno o più titoli, in cui le transazioni, che singolarmente considerate si chiudono in perdita, sono sistematicamente compensate da altre in forte guadagno, con un risultato netto complessivo a fine giornata sempre positivo, spesso a cifra tonda;
1.3 operazioni ripetute e concentrate nei confronti di una medesima controparte o di controparti ricorrenti anche per differenziali di prezzo contenuti, ma su volumi complessivamente significativi di strumenti finanziari scambiati;
1.4 regolamento delle compravendite over the counter di titoli oggetto di quotazione in mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione a prezzi notevolmente differenti da quelli determinati su detti mercati o sistemi nelle stesse date di negoziazione;
1.5 interposizione apparentemente non giustificata delle società estere di intermediazione mobiliare in fase di collocamento di strumenti finanziari tra la banca acquirente e la banca capofila che dirige e coordina il consorzio di collocamento;
1.6 ripetute richieste a un intermediario residente di interporsi, senza giustificazioni plausibili, in una compravendita tra la società estera e la sua controparte che hanno autonomamente raggiunto un accordo. In questi casi l’intermediario esegue la transazione in nome proprio ma per conto della società estera di intermediazione mobiliare, acquistando il titolo dall’effettivo venditore e rivendendolo all’effettivo acquirente per la quantità nominale e il prezzo a cui essi si erano accordati;
1.7 trasferimento sistematico - con carattere periodico, costante e unidirezionale - di fondi di importo significativo derivanti dalle attività di intermediazione, mediante bonifici verso conti accesi presso intermediari esteri, ad esempio ubicati nel Paese d’origine della società estera di intermediazione mobiliare (nota 4) o in Paesi a rischio (cfr. par. 2.1).

2. Profilo soggettivo

Costituiscono fattori potenzialmente rappresentativi di un profilo di rischio soggettivo delle società estere di intermediazione mobiliare:
2.1 l’aver sede, succursali ovvero operatività prevalente in Paesi o territori:
non ricompresi in quelli a regime antiriciclaggio equivalente stabiliti con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze;
indicati dagli organismi internazionali competenti (es. GAFI, OCSE) come esposti a rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, non cooperativi nello scambio di informazioni anche in materia fiscale ovvero con carenze strategiche nei rispettivi regimi nazionali di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo;
caratterizzati da elevato rischio di riciclaggio in base alle risultanze dell’assessment interno svolto dall’intermediario residente;
2.2 l’assenza, nel Paese dove la società estera di intermediazione mobiliare ha sede o succursali operative, di un regime di vigilanza adeguato; tale circostanza è desumibile:
dall’iscrizione, in base alla normativa nazionale, in albi o elenchi tenuti da organismi di autoregolamentazione locali in assenza di strumenti di controllo da parte delle autorità di vigilanza locali;
dall’impossibilità per le predette autorità di vigilanza di ottenere le informazioni necessarie a effettuare adeguate forme di supervisione su tali intermediari;
dalla ridotta entità del capitale sociale o della dotazione patrimoniale richiesta all’intermediario;
2.3 la presenza tra gli esponenti (rappresentante legale, socio, amministratore, delegato a operare e, se conosciuti, trader) di soggetti di nazionalità od origine italiana, specie se privi di giustificabile legame con il Paese estero ove la società ha sede od opera in misura prevalente;
2.4 la presenza nel capitale sociale di società fiduciarie o trust, che ostacolano il processo di adeguata verifica;
2.5 la ricorrenza tra le controparti operative della società estera di intermediazione mobiliare di soggetti con i quali l’intermediario residente non ha ritenuto di avviare ovvero ha interrotto i rapporti a motivo dell’elevato rischio di riciclaggio.

Note al testo

  1. Spesso si tratta di titoli derivati o warrant i cui sottostanti sono titoli liquidi o illiquidi.
  2. Cfr. Moneyval, Use of securities in money laundering schemes, 2008; FATF, Money Laundering and Terrorist Financing in the Securities Sector, 2009.
  3. Tale fenomeno può essere collegato al conseguimento, da parte delle società estere, di margini inusualmente elevati di guadagno derivanti da compravendite concordate con trader infedeli in danno dell’intermediario residente o di suoi clienti e al successivo trasferimento all’estero di tali disponibilità, con possibile ripartizione dei guadagni sempre all’estero.
  4. Tali trasferimenti potrebbero anche sottendere movimenti di fondi riferibili alla clientela della società estera di intermediazione mobiliare.

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Antiriciclaggio in Italia, Rapporto 2014

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UIF: antiriciclaggio, nuova funzionalità di caricamento segnalazioni operazioni sospette (27 luglio 2016)

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  • Fonte: comunicato di Banca d’Italia (pdf)

Nuova funzionalità per la compilazione delle segnalazioni di operazioni sospette di tipo money transfermediante il data-entry

Dal 27 luglio 2016 è disponibile sul portale Infostat-UIF una nuova funzionalità del data-entry che agevola la compilazione della segnalazione di operazioni sospette di tipo money transfer.
Previo inserimento del fenomeno E08, i segnalanti possono caricare un file in formato csv, elaborato in autonomia secondo gli standard del tracciato record previsto, inserendo in automatico i dati della segnalazione.
La funzionalità genera, sempre in automatico, un report che riporta il dettaglio relativo all’esito del caricamento dei dati.
Si ricorda che il popolamento automatico dei dati della segnalazione mediante un file in formato csv costituisce un ausilio alla compilazione mediante la funzionalità di data-entry; il processo di trasmissione deve essere completato con le usuali modalità, attivando i controlli automatici per la “VERIFICA” di correttezza e coerenza dei dati inseriti e inoltrandola segnalazione in diagnostico o in consegna

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UIF: Portale per il contrasto al finanziamento del terrorismo (25 maggio 2016)

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  • Fonte: comunicato UIF del 20 maggio 2016 in pdf

Portale per il contrasto al finanziamento del terrorismo

Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia

Roma, 20 maggio 2016

La UIF ha realizzato un Portale che consente agli operatori un facile e immediato accesso a un’ampia selezione di pubblicazioni curate da organismi internazionali in materia di contrasto al finanziamento del terrorismo.
Il portale è consultabile sul sito web della UIF, nella sezione ADEMPIMENTI DEGLI OPERATORI al seguente indirizzo : https://uif.bancaditalia.it/adempimenti-operatori/portale-contrasto/index.html
La UIF intende dare un supporto agli intermediari finanziari, ai professionisti e agli operatori economici che sono chiamati a contribuire al contrasto del finanziamento del terrorismo individuando e segnalando all’Unità di Informazione Finanziaria le operazioni che possono nascondere tale finalità (d.lgs. 231/2007).
La conoscenza delle indicazioni, delle riflessioni e delle esperienze condotte in sede internazionale può potenzia re la capacità di individuare operazioni e comportamenti a rischio.

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Quaderni UIF: Anomalie nell’utilizzo del contante e riciclaggio nei comuni (30 gennaio 2016)

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Quaderno UIF N. 5 - Anomalie nell’utilizzo del contante e riciclaggio: un’analisi econometrica a livello comunale, gennaio 2016

  • di Guerino Ardizzi, Pierpaolo De Franceschis e Michele Giammatteo

 Classificazione JEL: E26, E42, G28, K42

Lo studio propone un modello econometrico per identificare le anomalie nell’utilizzo di contante a livello comunale, potenzialmente riconducibili ad attività criminali; l’analisi ha riguardato 6.810 comuni italiani nel 2010 (ultimi dati disponibili per alcune fonti esterne).
L’utilizzo del contante è misurato dalla quota dei versamenti in contante rispetto al totale dei versamenti a livello comunale: tale variabile, in linea con la letteratura esistente, risulta correlata negativamente con il reddito medio pro-capite e con indicatori di educazione finanziaria e di spessore del settore finanziario; emerge, invece, una correlazione positiva con misure locali di criminalità.
Il modello, tenendo conto dei ‘fondamentali’ socio-economici e finanziari dell’uso del contante, consente di individuare i comuni con la maggiore incidenza di utilizzi anomali (non spiegati): sulla base dei risultati vengono calcolati indicatori comunali di esposizione al rischio di riciclaggio, anche con riferimento a specifiche categorie di reati.
Gli indicatori possono essere utili sia nell’orientare l’azione della UIF e delle altre autorità, sia nel supportare le valutazioni degli intermediari sulla rischiosità della propria attività.

Testo della pubblicazione

  • Anomalie nell’utilizzo del contante e riciclaggio: Un’analisi econometrica a livello comunale estratto non tecnico, in italiano (pdf, 550 K, 9 pp.)
  • Cash payment anomalies and money laundering: An econometric analysis of Italian municipalities  studio completo, in inglese (pdf, 3 M, 31 pp.)

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