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Ranieri Razzante, Antonio Ingroia: "La prima banca in Italia? Oggi è la Mafia" (Panorama 11 Gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Gio, 12/01/2012 - 16:31 in

Ranieri Razzante

Fonte: Panorama online

A cura di Nadia Francalacci
"La prima banca in Italia è la Mafia". Letta e scritta così sembra davvero una notizia clamorosa sulla quale riflettere e intrecciare discussioni e dibattiti mediatici infiniti dai risultati però pressochè scontati. Infatti non è certamente una novità che le mafie oggi più che in altri periodi storici, abbiano maggiori disponibilità rispetto a qualunque altro istituto di credito.

È un'affermazione forte dal grande impatto mediatico ma piuttosto scontata se si analizzano i dati degli ultimi anni sull'usura e sull'infiltrazione delle organizzazioni criminali all'interno delle grandi aziende in crisi attraverso l'acquisizione, spesso in modo occulto o attraverso prestanomi, delle quote societarie…

Antonio Ingroia, procuratore antimafia: "Non è certamente una novità che la Mafia spa, la holding criminale, disponga di notevoli capitali finanziari. La liquidità di camorra, mafia siciliana e ‘ndrangheta messe assieme in questo momento di forte crisi economica supera quella degli istituti di credito. L'aspetto che deve allarmare è che in questi ultimi anni si sta assistendo proprio ad un incremento del riciclaggio di denaro illecito all'inteno delle attività imprenditoriali ovvero al ricorso sempre più frequente degli imprenditori strozzati dai debiti ai "finanziamenti" dei mafiosi. Questo avviene dopo i prestiti negati dai canali bancari. E accade al Nord come al Sud, senza distinzione. I mafiosi diventano per gli imprenditori le nuove banche"

Ranieri Razzante, Presidente Associazione italiana responsabili antiriciclaggio e consulente commissione parlamentare antimafia: "Per riuscire a capire il volume impressionate di liquidità che le mafie riescono a gestire basta solamente prestare attenzione alle numerose operazioni della Guardia di Finanza così come ai beni e ai capitali che di volta in volta vengono confiscati alla criminalità. Si tratta sempre di sequestri dal valore di decine o centinaia di milioni di euro. Le organizzazioni criminali secondo le stime dispongono di 100 miliardi di euro. E  sono analisi in difetto. In questo periodo di crisi economica a rafforzare il potere della Mafia Spa, intesa come impresa, purtroppo vi è un sistema bancario inadeguato. Deve essere rimodulato e rivisto urgentemente tutto il sistema creditizio alle piccole e medie imprese per agevolarle  sia negli investimenti che nel consolidamento delle proprie attività. Solo così sarà possibile sottrarle all'aggressione economica delle organizzazioni mafiose .

Quanto e come la crisi economica può modificare il modus operandi delle organizzazioni criminali?

Ingroia: "Adesso sono le aziende  il punto nevralgico dei loro investimenti. Le mafie  subentrando nelle strutture societarie attraverso insospettabili, si stanno fortificando economicamente. Le organizzazioni criminale stanno aggredendo e stritolando le aziende in difficoltà. Per l'imprenditore che non ha disponibilità economiche, il mafioso che gli concede il prestito o gli acquista le quote societarie, diventa la "boccata d'ossigeno" che gli permette apparentemente di sopravvivere alle dure leggi del mercato. Ed invece l'imprenditore non si  rende conto che è in quel momento che sta iniziando il vero fallimento con una prima lunga fase di svuotamento e poi stritolamento delle sue attività.

Razzante: Le mafie hanno individuato nelle piccole e medie aziende l'anello debole per infiltrarsi nel tessuto economico del Paese. Rimangono loro, escluse dai finanziamenti legali dei canali bancari, ad essere le più sofferenti e ad avere più necessità di liquidità. E' lì che la malavita investeed investirà il proprio denaro.

Da qualche anno di parla dell'attenzione delle mafie sul settore alimentare. Secondo lei, qual è il settore più a rischio escludendo gli appalti pubblici?

Ingroia: "Sì, il settore agroalimentare è preso d'assedio. Così come la grande distribuzione. In Sicilia, ad esempio,  stanno nascendo i mega centri commerciali  e sono nel mirino della mafia. Credo che in questo periodo anche il  settore del gioco in qualsiasi forma sia d'interesse per la malavita. Mi riferisco in particolare al gioco online e alle sale bingo e  scommesse".

Razzante: "Sicuramente il settore alimentare ma anche rifiuti e energia alternativa.  Quest'ultimi permettono alle organizzazioni illegali guadagni enormi e margini di operatività molto elevati"

Secondo un documento dell'intelligence dopo Sicilia, Calabria e Campania tra le Regioni d'Italia dove le mafie hanno maggiori interessi e si sono radicante con forza nel tessuto economico,  compare inaspettatamente la Toscana…

Ingroia: Tutto il Centro Nord è nel mirino degli investimenti mafiosi, la Toscana e l'Emilia Romagna in particolare. La Toscana soddisfa gli appetiti agroalimentari delle organizzazioni criminali che ripuliscono denaro sporco acquistando in particolare terreni e aziende agricole"

Razzante:" La Toscana, però, è interessante anche per il settore orafo, tessile e le strutture ricettive.  È una regione turistica con numerose località balneari nelle quali sono possibili grandi investimenti. Le mafie italiane puntano in Toscana all'industria tessile del pratese e non disdegnano di fare affari anche le la criminalità cinese presente nella zona. Stesso interesse anche per l'oro, lavorato nel distratto fiorentino e aretino.

a cura di Nadia Francalacci
Mercoledì 11 Gennaio 2012

Ranieri Razzante: "Quel limite al contante e alla libertà" (Finanza e Mercati dell'11 gennaio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Mer, 11/01/2012 - 15:57 in

Ranieri Razzante

(testo completo sul sito AIRA)

In ogni occasione in cui si parli di contrasto all'evasione fiscale immancabilmente si parla anche di limitazione all'utilizzo del contante e di monitoraggio ai fini fiscali dei conti dei cittadini.
Il contante ed il suo utilizzo vengono, in parte a ragione, visti come strumenti principali attraverso i quali si pongono in essere sia i reati tributari che quelli finanziari (su tutti, il riciclaggio e l'usura).
L'antesignana della norma atta a limitare l'utilizzo di moneta non elettronica è la regolamentazione antiriciclaggio sin dalla legge 197/1991, ed oggi la 231/2007. Con due distinti interventi nel corso del 2011. Il legislatore ha abbassato prima a 2.500 euro e poi a 1.000 euro la soglia oltre al quale i privati cittadini non possono scambiarsi tra loro, a titolo oneroso o gratuito, denaro contante per cifre pari o superiori a quelle indicate; la conseguenza della violazione è una sanzione amministrativa dall'1 al 40% dell'importo trasferito.
Per essere chiari, a chi circola nel nostro Paese è consentito acquistare beni e servizi, o fare donazioni liberamente in contanti fino a 999,99 euro. E d'altronde il nostro codice civile, all'articolo 1277, stabilisce che l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie deve essere effettuato con la moneta «di carta», quella cioè che ha corso legale all'atto dell'adempimento stesso.
Bene. La legge antiriciclaggio non ha potuto, evidentemente, derogare a questo principio. Ha limitato ma non "vietato", i trasferimenti di euro (o controvalore, se di altre valute, ovvero di titoli al portatore).
I cittadini si chiederanno ora perché molti di loro stanno subendo ulteriori limitazioni dal sistema bancario. Tanti operatori, ingiustificabilmente disinformati, hanno negato nell'ultimo periodo prelievi da conti correnti per cifre superiori a 1.000 euro, invitando i correntisti a tornare a più riprese a fare operazioni «frazionate». Ciò produce due evidenti storture.

(Continua sul sito AIRA)

Ranieri Razzante a Uno Mattina intervistato su i nuovi "limiti" al contante (30 dicembre 2011)

Posted by Cristina Cellucci on Sab, 31/12/2011 - 19:27 in

Ranieri Razzante

Fonte: AIRA

Ranieri Razzante, presidente di AIRA, è intervenuto alla trasmissione "Uno Mattina" su RAI 1 del 30 dicembre 2011 sul tema dei nuovi "limiti" al contante.
Sul sito AIRA è disponibile il filmato dell'intero servizio tratto da RAI1 (12 minuti circa)
Alla trasmissione hanno partecipato oltre a Ranieri Razzante anche Michele Albanese, direttore generale della Bcc Monte Pruno e Achille Perego giornalista economico QN Quotidiano Nazionale. 

Altri interventi in audio video di Ranieri Razzante

Altri video su ComplianceNet

AIRA: Resoconto del convegno antiriciclaggio "Le novità sui controlli e sull'adeguata verifica" del 30 novembre 2011

Posted by Massimiliano Tiberio on Mar, 06/12/2011 - 15:28 in

Il 30 novembre 2011 si è svolto a Milano, presso la Sala delle Colonne di Banca Popolare di Milano, il convegno antiriciclaggio "Le novità sui controlli e sull'adeguata verifica" organizzato da AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Nell'occasione è stato anche presentato il libro di Ranieri Razzante, presidente di AIRA, dal titolo "Finanziamento al Terrorismo e Antiriciclaggio - normativa di contrasto e prassi operativa" Ed. Nuova Giuridica (qui la copertina).
Di seguito il resoconto del convegno. Le slide degli interventi sono disponibili, per gli associati, sul sito AIRA (qui il link).

Relatori

  • Ferdinando Santagata, Segretario Generale di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
  • Ranieri Razzante, docente presso l'Università di Bologna, presidente AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
  • Giacomo Giuseppe Scaringi, U.O. Compliance Country Anti Money Laundering Officer for Italy, Deutsche Bank
  • Elisa Dellarosa, Responsabile Direzione Controlli CARIM, Cassa di Risparmio di Rimini
  • Marco Frascolla, Direttore Controlli di Rete e Compliance, Banca Popolare di Milano
  • Fabrizio Vedana, responsabile servizi legali presso Unione Fiduciaria
  • Marcello Alonzo, Membro Commissione Intermediari Finanziari AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
  • Armando Tadini, Ufficiale GdF addetto al Centro Operativo DIA, Direzione Investigativa Antimafia.

Ferdinando Santagata, Segretario Generale di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio

Ferdinando Santagata ha aperto i lavori del convegno presentando i temi ed i relatori. Santagata ha ricordato che nel marzo 2011 Banca d'Italia aveva dichiarato che il suo "Provvedimento sull'adeguata verifica ai fini della disciplina antiriciclaggio" sarebbe stato emanato entro il mese di ottobre 2011 (qui in pdf  il "Programma annuale di pubblicazione delle normative" annunciato dal Bankit e disatteso); così non è stato. Alla data è disponibile solo una "bozza" del provvedimento che è stato inviato alle associazioni di categoria. Dunque le analisi e le valutazioni di cui si è discusso nel convegno sono basate su tale bozza. 

Ranieri Razzante, docente presso l'Università di Bologna, presidente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio

Il professor Razzante ha svolto una brillante e a tratti caustica "lettura" del provvedimento in bozza di Banca d'Italia sull'adeguata verifica evidenziando alcuni aspetti "di difficile interpretazione".
Ranieri ha poi ripreso la "Circolare esplicativa in materia di disciplina antiriciclaggio" del MEF del 4 novembre 2011 (qui i riferimenti) che ha chiarito che il prelievo in contanti di somme superiori a 2.500 euro non comporta di per sé una violazione diretta dell'articolo 49, 1° comma; viceversa occorre avere concreti elementi di sospetto per ipotizzare tale violazione ed è proprio sul riconoscimento di validi elementi di sospetto che ci sono numerosi dubbi in materia.
In generale per Razzante il contante non è "rischioso" di per sé; a suo avviso è impossibile imporre al cittadino di non usare il contante e usare solo carte di credito.
La criminalità organizzata infatti ormai non utilizza più "sacchi pieni di contante" ma pagamenti elettronici e carte di credito come tutti.

Ranieri Razzante: "Centri commerciali a rischio" (Il Sole 24 Ore Roma del 23 novembre 2011)

Posted by Cristina Cellucci on Lun, 28/11/2011 - 15:05 in

Qui la versione pdf

Ranieri Razzante

Denunce per riciclaggio in netto aumento rispetto a quelle per reati associativi.
Nel biennio 2009-2010, secondo la relazione del prefetto Giuseppe Pecoraro alla Commissione parlamentare Antimafia, i reparti del Lazio hanno svolto 59 indagini, denunciato 174 soggetti (di cui 16 arrestati) e sequestrato beni e disponibilità finanziarie per 26 milioni.
A parlarne è Ranieri Razzante, presidente dell'Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira) e consulente della Commissione parlamentare antimafia.

Quali sono le attività più a rischio di riciclaggio a Roma e nel Lazio?
Sicuramente il commercio e le attività legate al turismo, come alberghi e ristoranti. Il caso del Cafè de Paris ne è testimonianza emblematica. Non vanno dimenticati i settori ortofrutticoli e ittico, dove la malavita si è infiltrata gestendo la logistica e gli approvvigionamenti attraverso capitali illeciti da reinvestire.
Indagini ancora in corso, e quindi non citabili, fanno poi pensare che proventi della criminalità organizzata vengano reinvestiti anche in attività legate ai centri commerciali, dove spesso la frequenza degli acquisti non è tale da consentire a un'attività di mantenersi.

La relazione del prefetto di Roma sottolinea come le denunce per riciclaggio siano in aumento rispetto a quelle per i reati associativi.
Si tratta del sintomo più lampante che la criminalità trova terreno fertile nella capitale grazie alla concentrazione commerciale elevata e a una congiuntura economica difficile per commercianti e imprese, costretti a vendere a chi ha liquidità facile.

Tra gennaio 2010 e settembre 2011 sono state rilasciate 272 licenze per aprire negozi Compro Oro, con un aumento del 18 per cento.
I Compro Oro sono un caso emblematico nell'ambito del riciclaggio. Pur senza criminalizzare un'intera categoria, per aprire un punto vendita basta 24 ore: è sufficiente la sola licenza della questura. In passato l'Aira ha lanciato un allarme specifico – e più di noi ha fatto il Prefetto - perché le attività legate all'oro sono a rischio, laddove il Compro Oro onesto viene costretto a vendere l'attività alle mafie oppure - al contrario - attraverso prestanome utilizza denaro frutto di attività illecite.

Nella relazione del prefetto vengono citati anche i Money transfer e gli invii verso la Cina.

I maggiori fruitori dei Money transfer sono di etnia cinese e in molti casi proprio questi canali di trasferimento di denaro - e non le banche quasi del tutto ignorate, nonostante abbiano creato prodotti finanziari ad hoc - vengono utilizzati per spedire all'estero o in patria proventi di attività, quasi sempre di natura commerciale che spesso sono il risultato di attività di riciclaggio di denaro. Per evitare i controlli, le operazioni si parcellizzano verso mittenti spesso inesistenti. Non bisogna dimenticare, inoltre, che la mafia cinese è legata a doppio filo con la criminalità organizzata italiana.

Ranieri Razzante: Riciclaggio e Mafia

Posted by Cristina Cellucci on Gio, 03/11/2011 - 22:04 in

Il 25 ottobre 2011 Radio Voce della Speranza ha intervistato Ranieri Razzante, presidente di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, in occasione del VII Forum Nazionale contro la Mafia tenutosi a Firenze il 18 e 19 ottobre 2011.
Di seguito il link all’intervista audio (solo spezzone con Razzante o intero servizio) e la trascrizione dell’intervista.
Si ringrazia AIRA per aver concesso la ripubblicazione della trascrizione.

Trascrizione

Radio Voce della Speranza (RVS): Adesso vorrei approfondire il tema della relazione fra Mafia e Finanza con il professor Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio presso la scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza e professore di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università di Firenze.
Il professor Razzante è anche consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e ha fatto parte della Commissione per la redazione del Testo Unico antiriciclaggio del Ministero dell’Economia.

(RVS): Professor Razzante dal suo punto di vista qual è la linfa vitale della Mafia?

Ranieri Razzante (RR): La linfa vitale della Mafia per chi studia il riciclaggio è data dalle ricchezze illecite cioè dall’accumulazione e dalla ridistribuzione delle ricchezze illecite nell’economia legale.

RVS: Ci faccia un esempio.

RR: Parliamo di accumulazione di capitali rivenienti da reati: si vende droga, si intermedia in armi, si estorce il pizzo, si acquistano beni ricettati, si accumulano patrimoni in banca o presso investitori insospettabili che ne detengono il possesso, non la proprietà. La proprietà resta alla Mafia, cioè il possesso per fare una distinzione giuridica resta alla Mafia, e poi si investono questi denari nell’economia legale facendo acquisire ulteriori ricchezze. Il moltiplicatore della ricchezza di Mafia è del 300% rispetto all’investimento iniziale.

RVS: Quindi professor Razzante mi sembra di capire che la tracciabilità dei movimenti finanziari e l’utilizzo delle intercettazioni e dei tabulati telefonici forniscono alla magistratura oggi delle grosse potenzialità in fatto di lotta alle organizzazioni criminali.
Possiamo dire che la lotta alla mafia è soprattutto nelle mani della magistratura ma al tempo stesso vorrei anche dire che forse qualcosa per combattere la mafia, forse nel nostro piccolo possiamo cominciare a combatterla passando dalla lotta contro la cultura mafiosa.

RR: Il comportamento mafioso è rappresentato da tutti quei comportamenti che sono contro la legge. La Mafia è per definizione l’antistato e coincide con tutto ciò che si oppone alle leggi dello Stato.
Tutti i nostri comportamenti che in qualche modo tendono ad eludere e ad evadere gli obblighi legislativi sono comportamenti che io definisco paramafiosi perché si avvicinano a quanto fa chi si presta alla malavita che oggi è soprattutto la Mafia dei colletti bianchi e dei liberi professionisti.
Io credo che bisogna combattere il comportamento mafioso in ciascuno di noi perché la connivenza molto spesso è la rassegnazione di cui parla Ingroia; la connivenza è spesso anche nostra che facciamo finta di non vedere o comunque accettiamo passivamente ciò che vediamo.
Questa cultura antimafiosa si dovrebbe diffondere a mio giudizio a partire dall’Università (dove quest’evento è stato organizzato molto bene) per arrivare fino alle istituzioni pubbliche senza tralasciare nessuno dei nostri comportamenti.

AIRA: convegno antiriciclaggio "Le novità sui controlli e sull'adeguata verifica", Milano, 30 novembre 2011

Posted by Cristina Cellucci on Dom, 30/10/2011 - 15:30 in

Il 30 novembre 2011 a Milano, presso la Sala delle Colonne di Banca Popolare di Milano, AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, approfondirà il tema dei controlli e dell'adeguata verifica in materia di antiriciclaggio.
Nell'occasione sarà presentato e distribuito il libro di Ranieri Razzante, presidente di AIRA, dal titolo "Finanziamento al Terrorismo e Antiriciclaggio - normativa di contrasto e prassi operativa" Ed. Nuova Giuridica.

Programma (provvisorio)

  • Prof. Avv. Ranieri Razzante, Docente "Intermediazione finanziaria e legislazione antiriciclaggio" presso l'Università di Bologna, sede di Forlì, Presidente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
  • Ten. Col. Armando Tadini. DIA, Direzione Investigativa Antimafia, Centro Operativo di Milano
  • Elisa Dellarosa, Responsabile Direzione Controlli CARIM Cassa di Risparmio di Rimini
  • Giacomo Giuseppe Scaringi, U.O. Compliance Country Anti Money Laundering Officer for Italy, Deutsche Bank
  • Fabrizio Vedana, Unione Fiduciaria
  • Dott. Marco Frascolla, Banca Popolare di Milano, Direttore Controlli di Rete e Compliance
  • Invitato a partecipare esponente d'Italia (*)
  • Invitato a partecipare esponente Ministero dell'Economia e delle Finanze (*)

(*) In attesa di conferma

Link utili

Compliance-antiriciclaggio rassegna web - settimana dal 10 al 16 ottobre 2011

Posted by Cristina Cellucci on Dom, 16/10/2011 - 18:28 in

La rassegna è disponibile anche nelle versioni:

Lunedì 10 ottobre 2011

"Compliance, responsabilità penale delle imprese e reati finanziari" - intervista a Alessandro De Nicola, Senior Partner, Orrick (ComplianceNet)

Link: http://www.compliancenet.it/content/compliance-responsabilita-penale-delle-imprese-e-reati-finanziari-intervista-alessandro-de-nicola   
Fonte: ComplianceNet
Autore: Cristina Cellucci
Tag: compliance, 231/01, Orrick

ComplianceNet (CN): Buongiorno Alessandro e grazie per l'intervista. Vuoi presentare Orrick?

Alessandro De Nicola (ADN): Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP, fondato nel 1863 a San Francisco è oggi uno studio legale internazionale di cui fanno parte oltre 1100 avvocati, presenti in 23 sedi nel mondo distribuite fra America, Europa ed Asia.
La clientela di Orrick è composta a livello internazionale da grandi società imprenditoriali ed industriali, banche e istituzioni finanziarie, start-up, enti governativi ed individui.
Orrick ha inaugurato i propri uffici in Italia nel 2003 a Milano e dal 2004 il team italiano si è ulteriormente ampliato con l'apertura della sede di Roma.
Attualmente Orrick Italia conta oltre 100 avvocati.

CN: Due parole su di te

ADN: Sono Senior Partner di Orrick in Italia (Milano e Roma); dal 2006 al 2009 sono stato responsabile dell'European Corporate Group di Orrick. Precedentemente ho lavorato in Ernst & Young  fino a diventare responsabile nazionale per l'ufficio legale.
Mi sono laureato in giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1985. Ho conseguito successivamente il Master in Legge nel 1989 presso l'Università di Cambridge e sempre a Cambridge il dottorato nel 2007.
Ho scritto diversi testi sul diritto societario.
Collaboro infine con il Sole 24Ore.
Il mio curriculum completo si trova in http://www.orrick.com/lawyers/Bio.asp?ID=144708

CN: Cosa offre Orrick in materia di Compliance, responsabilità penale delle imprese e reati finanziari?

ADN: Orrick offre assistenza alla propria clientela anche in relazione alle tematiche connesse al D. Lgs. 231/01, il provvedimento che ha introdotto nel sistema giuridico italiano la responsabilità delle persone giuridiche per i reati commessi dai propri amministratori, dirigenti o dipendenti.
L'attività principale di Orrick in tale ambito consiste principalmente nella predisposizione, in collaborazione con i vertici aziendali, di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo la cui finalità è tutelare la società medesima da eventuali sanzioni che potrebbero discendere dalla commissione di determinati reati, individuati dallo stesso D. Lgs. 231/01 (tra cui, ad esempio, reati nei confronti della Pubblica Amministrazione, reati societari, reati di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e reati nei confronti della personalità individuale).
Continua

Mafie al nord, si è conclusa la due giorni di formazione e analisi (Blog AIRA)

Link: http://www.blog-aira.it/?p=861  
Fonte: AIRA
Autore: AIRA
Tag: mafia, codice antimafia
Discorso di chiusura di Don Luigi Ciotti
“Il nuovo codice antimafia che entrerà in vigore è un preoccupante passo indietro. Un codice, che viaggia senza tendere le orecchi nemmeno alla commissione giustizia della Camera che unanimemente ha chiesto la revisione di alcuni pezzi di questa complessa normativa, è certamente un segnale chiaro alle mafie. Misurando le parole, io dico che non c’è solo il rischio di un passo indietro nella lotta alle mafie. Il passo indietro c’è già, perché, fra le altre difficoltà che introduce, in questo codice c’è la furbizia di una prescrizione breve anche dei beni confiscati. Ci sono norme che complicano terribilmente la vita degli amministratori dei beni. Una riguarda la prescrizione che decreta la decadenza automatica del provvedimento di confisca se entro 18 mesi una sentenza d’appello non conferma il primo grado. Sappiamo bene che quei signori possono permettersi ottimi avvocati che sanno molto bene come fare scadere il tempo. I beni confiscati e restituiti alla collettività  uniscono etica ed estetica, non ci sono ideologie dietro questo lavoro. Non c’è ideologia dietro la nostra difesa dei beni confiscati: non è un dogma, ma che sia una rara eccezione la vendita dei beni confiscati.
Continua

Approvata dalla Commissione antimafia la Relazione sul gioco lecito ed illecito (AIRA)

Link: http://www.airant.it/content/approvata-dalla-commissione-antimafia-la-re...
Fonte: AIRA
Autore: AIRA
Tag: mafia, commissione antimafia, gioco, Ranieri Razzante
"Relazione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito" - Commissione antimafia
Di seguito la Relazione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito, dicussa il 6 ottobre 2011, sotto il coordinamento del Prof. Ranieri Razzante.
Tale attività  è stata svolta con il prezioso contributo dei consulenti della Commissione assegnati al Comitato: Ranieri Razzante (coordinatore del gruppo tecnico di lavoro), Giorgio Pieraccini, Francesco Paolo Rampolla,Riccardo Guido, Salvatore Scaduti e Antonio D’Amato (nota 2 del Documento).
Leggi la Relazione http://www.iusconsulting.it/attachments/article/146/DocXXIII08%20(1).pdf

AIRA: nuova sezione multimediale del sito

Posted by Cristina Cellucci on Mar, 11/10/2011 - 21:54 in

Sul sito AIRA è presente una nuova sezione "Multimedia" che contiene materiale audiovisivo relativo all’antiriciclaggio. Al momento sono presente 3 video:

  1. 4 ottobre 2011 - Il Prof. Ranieri Razzante, presidente Aira, ospite della trasmissione "Uno Mattina" su RAI 1 per parlare del fenomeno dei "Compro Oro" e del rischio di riciclaggio
  2. 27 settembre 2011 - Il Prof. Ranieri Razzante, presidente Aira, ospite di Buongiorno Italia - Rai3 Lazio per parlare del fenomeno dei "Compro Oro" e del rischio di riciclaggio.
  3. 20 aprile 2011 - Il Prof. Ranieri Razzante, presidente Aira, ospite della trasmissione "Punto e a capo" sulla tv Class MSNBC (canale 27 del digitale terrestre) per parlare del caso "Madoff dei Parioli".

Link utili

Compliance-antiriciclaggio rassegna web - settimana dal 3 al 9 ottobre 2011

Posted by Cristina Cellucci on Dom, 09/10/2011 - 17:50 in

La rassegna è disponibile anche nelle versioni:
•    epub  
•    pdf 
•    xhtml 
•    doc 
•    odt  

Lunedì 3 ottobre 2011

De Censi: "Usiamo meno contante alle banche costa 3,5 miliardi l'anno"  (Repubblica Affari&Finanza)

Link: http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2011100319820... e in pdf http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2011/2011-10-03/201110...
Fonte: La Repubblica
Autore: Lonardi Giorgio
Tag: antiriciclaggio, contante
Parla il presidente dell'Istituto Centrale Banche Popolari: "Dobbiamo usare di più la moneta elettronica. Così può scendere il numero dei dipendenti"
Lo tsunami che sta investendo la finanza mondiale impone al sistema bancario un severo contenimento delle spese.
Emblematico il caso di Bank of America che poche settimane fa ha annunciato 30 mila licenziamenti entro il 2013 in aggiunta ai 2.500 già effettuati nel corso di quest'anno. In questo quadro anche le banche europee e italiane dovranno recuperare competitività. Tuttavia se il Sistema Paese si muovesse per tempo e con i provvedimenti opportuni si potrebbe ridurre l'impatto sociale della situazione. Ne è convinto Giovanni De Censi, presidente dell'istituto Centrale della Banche Popolari, leader nel comparto della montica e dei pagamenti elettronici con una quota di mercato di circa il 45%. Per De Censi ci sono due aree in cui è possibile intervenire rapidamente ottenendo risultati sensibili. La prima è la "smaterialirazione" dei pagamenti e la seconda quella del contratti dei bancari. Presidente De Censi quanto costa al. nostro Paese lo scarso utilizzo dei pagamenti elettronici e delle carte di credito ? «C'è un dato che dovrebbe far riflettere ed è il costo della gestione del contante. Uno studio dell'Abi ci dice che questo costo, per quanto riguarda il settore privato, ammonta a circa 10 miliardi di euro all'anno. Si tratta di una cifra pari allo 0,6%-0,7% del nostro Pil. Ebbene, di questi 10 miliardi circa il 35 per cento grava sulle banche. Siamo di fronte ad una spesa inutile che si potrebbe tagliare con una serie di vantaggi che coinvolgerebbero non solo gli istituti di credito ma anche le imprese, le amministrazione pubbliche e i cittadini. E non basta. Secondo una stima di massima dell'Abi, l'impatto economico sull'amministrazione pubblica sarebbe di ben 20 miliardi di euro».
(…)
E poi c'è iI sommerso, alimentato dal fiume di denaro liquido. ..L'eccesso di contante in circolazione contribuisce ad alimentare il fenomeno del sommerso, significativamente più elevato in Italia (26,2 percento del PIL) che negli altri Paesi europei (inedia: 17,9 per cento). La riduzione del contante con la conseguente tracciabilità dei pagamenti elettronici si tradurrebbe in una diminuzione sensibile di tutta l'area del sommerso».
(…)
Senza contare l'antiriciclaggio. Ha idea dei costi che il sistema bancario deve sopportare in questo ambito tenendo sotto controllo le operazioni a rischio e segnalandole alle autorità»?
Continua

Martedì 4 ottobre 2011

Ranieri Razzante designato nell'Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria presso Banca d'Italia (ComplianceNet)

Link: http://www.compliancenet.it/content/ranieri-razzante-designato-organismo...
Fonte: Corriere della Sera
Autore: Cristina Cellucci
Tag: Banca d'Italia, mediatori, organismo
Il D.Lgs. 141/2010 che ha recepito la normativa europea relativa ai contratti di credito ai consumatori prevede che la Banca d'Italia vigili anche sulla correttezza e la trasparenza dei rapporti contrattuali con la clientela.
Per tale motivo è stato istituito un "Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi" insediato presso la Banca d'Italia ed investito di compiti e poteri rilevanti; alle attività di gestione degli elenchi – iscrizioni e cancellazioni – degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi si aggiungerà infatti una propria funzione di  controllo, assistita dai connessi poteri di accertamento, anche ispettivi, e sanzionatori.
L'Organismo, sottoposto alla vigilanza  della Banca d'Italia, è formato da cinque membri: Ranieri Razzante, presidente di AIRA (in rappresentanza del Ministero dell'Economia), Andrea Ciani, Michele Faldella, Vittorio Francoli e Maurizio Manetti (nominati dalla Banca d'Italia).
Il 3 ottobre Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della Banca d'Italia, ha presieduto la prima riunione dell'Organismo per la tenuta dell'albo dei mediatori e degli agenti in attività finanziaria.
Link
"Mediatori credito: Tarantola presiede prima riunione Organismo Albo", Corriere della Sera, 4 ottobre 2011 http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Mediatori-credito-Tar...

Ranieri Razzante a Uno Mattina intervistato sul fenomeno "Compro Oro" (Rai)

Link:http://www.airant.it/content/ranieri-razzante-uno-mattina-intervistato-sul-fenomeno-compro-oro-4-ottobre-2011
Fonte: AIRA
Autore: AIRA
Tag: antiriciclaggio, compro oro
Il Prof. Ranieri Razzante, presidente Aira, è stato ospite della trasmissione "Uno Mattina" su RAI 1 per parlare del fenomeno dei "Compro Oro" e del rischio di riciclaggio.
(Qui la versione in alta definizione http://www.airant.it/content/ranieri-razzante-uno-mattina-intervistato-s... )