Spagna: controlli antiriciclaggio anche sui beni all’estero (FiscoOggi.it, 12 Marzo 2015)

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Ad annunciarlo il direttore dell’Agenzia Tributaria, Santiago Menéndez, nell’ultima audizione al Congresso dei Deputati

  • di Silvano Forte

Dare priorità nel 2015 al controllo dei contribuenti che non hanno presentato o lo hanno fatto in modo non corretto, il modello 720 per la dichiarazione di beni e diritti all'estero o per aver omesso l’indicazione nel 2013 di beni e diritti che avevano allora, ma che non sono denunciati fino al 2014.
A indicarlo è stato il direttore dell’Agenzia Tributaria, Santiago Menéndez, nel corso della recente audizione al Congresso dei Deputati durante la quale sono stati presentati anche i risultati delle attività di controllo realizzate nel 2014.

Il controllo su chi presenta il modello 720

L’analisi del grande gruppo di contribuenti selezionati per la verifica da parte delle autorità fiscali in relazione al modello 720, ha ricordato Menéndez, è supportata da un significativo aumento dei patrimonio e dei diritti situati all'estero che i contribuenti hanno dichiarato nel 2014, secondo anno in cui è obbligatoria la presentazione di questa dichiarazione.
Così ai più di 88.000 milioni dichiarati per la prima volta nel 2013 se ne sono aggiunti nel 2014 un totale di 20.615 milioni di euro nuovi che, d'ora in poi, saranno parte integrante delle banche dati del Fisco per le future verifiche.

Risultati dei controlli nel 2014

Nel corso dell’audizione il direttore della Agenzia delle Entrate ha inoltre evidenziato l'importanza dei risultati del monitoraggio realizzato nel 2014.
In particolare l'Agenzia ha riscosso 12.318 milioni di euro a seguito del lavoro di prevenzione e lotta contro la frode, il 12,5% in più rispetto all'anno precedente e, nonostante la diminuzione della base imponibile dei recenti esercizi, peraltro ancora soggetti ad accertamenti.
Nell'ultimo anno sono state ulteriormente rafforzate le attività di controllo per un totale di 99.580 verifiche nominali, il 6,8% in più rispetto all'anno precedente e il 35% in più rispetto al 2011.
In questo modo si sta riuscendo a compensare l’effetto negativo che ha sulla riscossione, a seguito della lotta all’evasione fiscale, il fatto che oggetto di verifica sono soprattutto gli anni di crisi economica. In questo contesto, gli organi ispettivi dell’Agenzia Tributaria hanno comunque liquidato quasi 5.000 milioni di euro di accertamento fiscale.
Di questo totale, il 35% riguarda le attività svolte sui grandi contribuenti.
Per le aree di controllo che sono state già oggetto di attenzione negli anni precedenti e hanno continuato ad esserlo nel 2014, come ad esempio i professionisti, a partire dallo scorso anno sono stati significativamente rafforzati i controlli per la regolarizzazione dei benefici fiscali applicati in modo non corretto.

L’emersione dell’economia sommersa

Per tutto il 2014, terzo anno del piano speciale contro l’economia sommersa realizzato dall’Agenzia delle Entrate, si sono consolidate le verifiche destinate al controllo ‘in situ’ di obblighi formali e registrazioni contabili in settori a rischio fiscale.
A proposito delle 21.075 attività di questo tipo, è interessante rilevare ancora una volta il notevole incremento registrato in accertamenti destinati agli affitti nascosti (+ 11,3%), per un totale di 7.410, e le 11.223 visite (+ 9,3%) realizzate nell’ambito del programma specifico che riguarda l’economia sommersa.
Parallelamente, e in conformità con le linee guida del piano di controllo fiscale 2014, lo scorso anno l’Agenzia ha sensibilmente aumentato l’impiego di unità specializzate in audit informatico (UAI), gruppi di lavoro con esperti del rilevamento di manipolazioni elettroniche della contabilità e occultamento parziale di attività.
Così nel 2014 si è realizzato un totale di 1.536 interventi con la partecipazione del UAI, il 59% in più rispetto all’anno precedente. Il direttore delle Entrate ha ovviamente sottolineato la necessità di continuare a promuovere e incrementare queste unità specializzate.

La lotta al riciclaggio di denaro

L’Agenzia Tributaria spagnola ha inviato a Sepblac (Comisión de Prevención de Blanqueo de Capitales e Infracciones Monetarias, Servicio Ejecutivo) un elenco di 705 contribuenti indiziati di riciclaggio di denaro che utilizzano la dichiarazione fiscale speciale.
Obiettivo delle attività di analisi è rilevare comportamenti illeciti legati alla frode fiscale.
La presenza di elementi di prova di riciclaggio di denaro, in base all’articolo 95 della legge generale tributaria, ha permesso di presentare una lunga lista di contribuenti al Sepblac per approfondire l’analisi e la valutazione.
Una volta che il Sepblac avrà effettuato le attività di competenza, comunicherà all’Ufficio Nazionale delle Frodi (ONIF), su quali contribuenti focalizzare l’attenzione. Nei restanti casi, dopo aver acquisito le informazioni dal Sepblac, l’ONIF potrà iniziare un’indagine più approfondita.

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