Singapore: stop al riciclaggio e super-bonus per chi innova (Fisco Oggi, 14 luglio 2014)

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Fonte: Fisco Oggi
Un centro finanziario oramai affermato, all’apice e stimato in crescita, è stato completamente ridisegnato
di Stefano Latini
Come cambia, in trenta giorni, il look fiscal-finanziario del maggior hub finanziario nel sud-est asiatico.
L’esordio con l’adesione, completa e senza corollari, al piano Usa, FATCA, sullo scambio d’informazioni.
A seguire, doppia apertura all’Unione europea prima, e all’Ocse in seconda battuta, sulla normativa in materia trasparenza in tema di fisco e di finanza internazionale.
E per concludere con clamore, un colpo al riciclaggio, equiparando tale reato a quello di “terrorismo finanziario” e innalzando le pene fino al massimo previsto dal sistema giudiziario di Singapore, ovvero, 10 anni.

30 giorni per il restyling d’una cassaforte mondiale

L’esempio di Singapore  da manuale.
Un centro finanziario oramai affermato, all’apice e stimato in crescita, è stato completamente ridisegnato, almeno in termini giusnormativi, da due emendamenti, posti in appendice all’ultima legge finanziaria approvata lo scorso febbraio.
Nel primo è riportata, e descritta, la stretta sul riciclaggio che preoccupa sempre di più un Paese che ogni anno vede affluire sui conti delle sue banche e delle società finanziarie centinaia di miliardi da ogni angolo del Pianeta.
Leggendo la motivazione sull’innalzamento della pena e delle sanzioni aggiuntive, si spiega in maniera piuttosto lucida come di fronte ad un mercato con protagonisti, multinazionali, holding, trust e enti finanziari, che operano e si muovono applicando canali, manuali, regole, e tecnologie sempre più complesse e spesso impossibili da tracciare, fosse oramai irrimandabile un cambiamento radicale e altrettanto innovativo delle regole del gioco.
Il rischio da evitare, infatti, è quello di assistere alla trasformazione di Singapore in una sorta di porto franco per i miliardi di capitali illeciti derivanti dalle attività di decine di grandi gruppi criminali e che una volta fatto il loro ingresso nel circuito finanziario della giurisdizione asiatica ne uscirebbero completamente rigenerati e, soprattutto, ripuliti.   

E nella lotta al riciclaggio finisce anche l’evasione

Riciclaggio uguale evasione più elusione.
È la logica della nuova normativa che ha riscritto dalle fondamenta la legge sulle attività criminali “gravi”.
Il principio è chiaro: non si può porre un freno al riciclaggio se non si rafforza la stretta contro evasione ed elusione.
Seguendo questo ragionamento, una ulteriore aggiunta all’emendamento sul riciclaggio ha visto comparire i termini evasione ed elusione. In pratica, da ora in avanti in caso di evasione, o di elusione, da parte di aziende e cittadini stranieri, queste attività saranno perseguite e sanzionate, qualora siano riconosciute passibili di pena, o sanzione, nei Paesi d’origine della multinazionale o del soggetto al centro del procedimento. In più, per sveltire lo scambio d’informazioni, l’autorità fiscale di Singapore potrà avanzare richieste o scambiare dati con le Amministrazioni finanziarie di altri Paesi senza dover richiedere specifiche autorizzazioni e sottoscrivere memorandum ad hoc con le autorità fiscali del Paese con il quale intende scambiare dati e profili di Intelligence fiscal-tributaria.

Spazio a ricerca e innovazione

Ma il passo avanti che in molti attendevano è quello in tema di ricerca, sviluppo e produttività, e innovazione.
Anche in questo caso è stato sufficiente un semplice emendamento alla legge finanziaria.
E così ecco serviti i supporter delle nuove tecnologie e dell’informatica, della ricerca e dello sviluppo.
In pratica, mentre il bonus, PIC, per le spese dirette a potenziare l’innovazione e la produttività di una azienda sarà prorogato fino al 2018, a questa misura si affiancherà una deduzione speciale, con un tetto massimo di 300mila euro, di cui potranno beneficiare le piccole e medie imprese per spese dirette a ricerca, sviluppo, innovazione e produttività.
Prorogata inoltre fino al 2025 anche la deduzione del 50per cento delle spese per le aziende che investono in ricerca e sviluppo, e fino al 2020 per le grandi imprese che elaborano importanti progetti che, una volta approvati dall’Ufficio dedicato del Ministero, rientrano automaticamente nella platea dei beneficiari dei bonus sulla ricerca e sullo sviluppo.
Naturalmente, per evitare abusi, quindi spese o progetti solo annunciati ma che non si traducono affatto in realtà concrete, a parte beneficiare del bonus, per impedire tali forme di ingiustificato favore, saranno strette maglie e condizioni per accedere ai fondi. In particolare, crediti, bonus e sconti scatteranno soltanto qualora i materiali, i beni e i macchinari indicati nei progetti risulteranno effettivamente stoccati, trasferiti e in uso da arte dell’azienda. Stessa cosa per i nuovi posti di lavoro potenziali indicati.

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