San Marino

San Marino: cooperazione fiscale internazionale – OCSE, FATCA (8 gennaio 2016)

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(il testo completo di quest’articolo è disponibile in formato pdf, - 113 K, 7 pp. - di seguito l’indice e la “premessa” del documento - immagine: Wikipedia)

  • di Emanuela Montanari

La legislazione di San Marino sulla cooperazione fiscale internazionale in linea con gli obblighi, le prescrizioni e le procedure stabiliti dagli standard internazionali sulla conformità fiscale: Fatca, Global Standard e Common Reporting Standard OCSE  e Direttive dell’Unione Europea.  

Indice

  • Premessa.Il quadro normativo internazionale ed europeo
  • Global Standard OCSE
  • Common Reporting Standard: Procedure di identificazione, due diligence e di comunicazione delle informazioni finanziarie.
  • Direttive UE sullo scambio di informazioni   
  • FATCA

Decisione del Consiglio dell’Unione Europea del  21/10/2015 che approva l’accordo fra l’Unione Europea e San Marino sullo scambio automatico di informazioni finanziarie: addio alla ritenuta Ecofin e avvio delle procedure di due diligence per l’attuazione degli standard internazionali di conformità fiscale OCSE Global Standard e Common Reporting Standard (CRS), Direttiva Europea 2011/16/UE e FATCA.

Premessa.Il quadro normativo internazionale ed europeo

La Repubblica di San Marino si è adeguata agli standard internazionali in materia di conformità fiscale attuando dal 1/7/2014 la normativa FATCA e dal 1/1/2016 le indicazioni dell’OCSE. Con l’emanazione della Legge del 27 novembre 2015 n. 174 sulla Cooperazione Fiscale Internazionaleentrata in vigore il 12/12/2015 infatti la Repubblica ha recepito dando esecuzione a vari accordi internazionali sottoscritti con Paesi o giurisdizioni estere fra cui:

  1. la Convenzione Multilaterale sulla Mutua Assistenza Amministrativa in materia fiscale sottoscritta a Jakarta il 21/11/2013 (MAC)
  2. gli accordi bilaterali volti ad assicurare lo scambio di informazioni in materia fiscale su richiesta in base agli standard OCSE (TIEA)
  3. gli accordi bilaterali volti ad eliminare la doppia imposizioni fiscale in base agli standard OCSE comprensivi delle disposizioni in materia di scambio di informazioni (DTA – l’art. 26 Modello OCSE 2005 comprende lo scambio a richiesta, automatico e spontaneo)
  4. l’accordo con il Governo degli Stati Uniti d’America (Model IGA 2) e le pertinenti intese tecniche volti ad attuare lo standard di conformità fiscale FATCA.
  5. l’accordo con  la Comunità Europea che stabilisce misure equivalenti a quelle definite nella Direttiva 2003/48/CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi e Memorandum d’intesa firmati a Bruxelles il 7 dicembre 2004 così come emendato dal protocollo modificativo parafato in data 26 ottobre 2015 e avviato alle procedure di firma e ratifica che prevede lo scambio automatico di informazioni ai sensi della Direttiva 2011/16/UE.

Gli standard internazionali rappresentano criteri, linee guida e orientamenti definiti e formalizzati nell’ambito di organismi internazionali relativi all’applicazione della cooperazione fiscale nell’ambito dello scambio di informazioni automatico, spontaneo e su richiesta.
In particolare:

  • Lo Standard Globale definito dall’OCSE si applica allo scambio automatico di informazioni finanziarie (Global Standard for automaticexchange of financial account information) che include il Common Reporting Standard CRS ovvero le regole e procedure di identificazione, verifica e comunicazione delle informazioni.
  • Lo Standard OCSE in materia di scambio di informazioni su richiesta (Model Agreement on Exchange of Information on TaxMatter e l’art. 26 del Model Tax Convention on Income and on Capital)
  • Lo Standard di conformità Fiscale FATCA si applica già dal 1/7/2014 sulla base delle disposizioni incluse nell’Accordo Intergovernativo Model IGA2 e nelle treasuryregulation stabilite dalla legislazione fiscale americana e prevede lo scambio automatico ed a richiesta di informazioni finanziarie.
  • La direttiva 2014/107/UE del Consiglio del 9 dicembre 2014 recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico di informazioni finanziarie in ambito comunitario.

Gli standard internazionali sono applicati dalla Repubblica di San Marino attraverso la Legge n. 174/2015 e il Decreto Delegato n. 186/2015 nello scambio di informazioni nei confronti dei paesi OCSE, dei paesi europei e degli USA.
Il provvedimento disciplina gli adempimenti in attuazione dei citati standard internazionali (Global Standard e CRS) la cui decorrenza è fissata al 1/1/2016 e della normativa Fatca in vigore dal 1/7/2014.
Il completamento del pacchetto normativo applicativo dello standard di conformità fiscale comprende entro il fine anno l’emanazione di linee guida attuative per le Istituzioni Finanziarie e di un regolamento congressuale che disciplini le misure di trattamento dei dati di natura personale che si conformeranno alla Direttiva 95/46/CE.
Le Istituzioni Finanziarie Tenute alla Comunicazione e le autorità competenti di ciascuno Stato membro sono considerate responsabili del trattamento dei dati personali della clientela e devono nominare internamente gli incaricati del trattamento applicando tutti i presidi della Legge n. 70/1995 in materia di raccolta informatizzata di dati personali.
A partire dal 2016, banche, fiduciarie, società di gestione del risparmio e altri intermediari saranno tenuti a identificare tutti i soggetti non residenti, acquisendo da ciascuno un’attestazione di residenza fiscale e il relativo codice fiscale nonché lo status ai fini del CRS delle persone giuridiche ed entità controllate da soggetti non residenti.
Le informazioni finanziarie relative a tali soggetti, fra cui il numero e la tipologia di rapporto ed il relativo controvalore al 31 dicembre di ogni anno, unitamente alle informazioni anagrafiche saranno comunicare ai rispettivi stati di residenza entro il 31 marzo dell’anno successivo.
Mentre nei confronti dei Paesi OCSE lo scambio di informazioni avverrà nei confronti di una lista di Stati che sarà resa nota attraverso una Delibera del Congresso di Stato, nei confronti dei Paesi europei lo scambio sarà automatico già dal 2016 a seguito della sottoscrizione del Protocollo di modifica dell’Accordo Ecofin del 2004.
Inoltre lo scambio di informazioni avverrà attraverso le Autorità Competenti a San Marino il CLO l’Ufficio Centrale di collegamento a differenza della normativa FATCA che sulla scorta del Modello IGA 2 prevede lo scambio delle informazioni finanziarie diretto fra Istituzioni finanziarie e l’Amministrazione Fiscale Americana (IRS).

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Allegato

  • Emanuela Montanari, “La legislazione di San Marino sulla cooperazione fiscale internazionale in linea con gli obblighi, le prescrizioni e le procedure stabiliti dagli standard internazionali sulla conformità fiscale: Fatca, Global Standard e Common Reporting Standard OCSE  e Direttive dell’Unione Europea”, 13 dicembre 2015 (pdf, 113 K, 7 pp.)

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Voluntary disclosure e le Banche della Repubblica di San Marino chiarita l’interpretazione: “waiver” superfluo (29 agosto 2015)

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L’Agenzia delle Entrate chiarisce che per l’accesso alla procedura di collaborazione volontaria non è necessaria l’autorizzazione della Banca con sede nella Repubblica di San Marino. I  benefici del rimpatrio giuridico dei capitali detenuti nella Repubblica di San Marino.  Sanzioni e termini di accertamento ridotti

  • di Emanuela Montanari

All’avvicinarsi del termine di scadenza per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure) l’Agenzia delle Entrate ha emanato nuovi chiarimenti con la Circolare n. 31/E del 28 agosto 2015 inerenti le procedure applicabili nei confronti delle Banche con sede nella Repubblica di San Marino confermando l’inutilità dell’autorizzazione (waiver) che il contribuente deve allegare all’istanza di deposito e trasmettere all’amministrazione finanziaria per fruire del miglior regime sanzionatorio premiale previsto dalla norma.
Con riguardo agli intermediari bancari sammarinesi ci si era posta la problematica della corretta applicazione della Legge n. 186/2014 che ha modificato l’art. 5 – quinquies del DL n. 167/1990 il quale ha escluso la punibilità per alcuni reati tributari e per il reato di riciclaggio ed autoriciclaggio, qualora i suddetti reati fiscali costituiscano reato presupposto. Il decreto stabilisce al comma 4 le sanzioni applicabili in funzione dei paesi esteri in cui sono depositate o trasferite le attività finanziarie dei soggetti che aderiscono alla procedura di collaborazione volontaria. Le sanzioni sono applicate in misura pari alla metà del minimo edittale se le attivita' sono detenute o trasferite in Italia o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni con l'Italia, inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996 pubblicato nella G. U. n. 220 del 19 settembre 1996, ovvero se l'autore delle violazioni rilascia all'intermediario finanziario estero presso cui le attivita' sono detenute l'autorizzazione a trasmettere alle autorita' finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attivita' oggetto di collaborazione volontaria allegando all’istanza copia di tale autorizzazione controfirmata dall'intermediario finanziario estero.
L’Agenzia, nella interpretazione della norma, aveva già indirettamente chiarito con la circolare n. 27/E del 16/07/2015 par. 5.3 e 6.3 e la circolare n. 30/E dell’11/08/2015 par. 3.2, 4 che per la Repubblica di San Marino l’autorizzazione è superflua in quanto l’amministrazione finanziaria italiana ha la possibilità di richiedere ogni informazione necessaria alle Autorità competenti del Paese.
La Repubblica, come si legge nella circolare n. 31/E del 28/08/2015, è uno Stato eliminato dalla lista degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato (black list) con decreto del MEF del 12 febbraio 2014 ed è stata inclusa con decreto del 29 dicembre 2014, nella lista di cui al decreto del MEF 4 settembre 1996 c.d. white list l’elenco degli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni sulle doppie imposizioni, essendo un Paese collaborativo ed avendo sottoscritto e ratificato con l’Italia un accordo sullo scambio di informazioni conforme all’articolo 26 dell’Ocse già operativo dalla data del 3/10/2013.
Pertanto si è definitivamente chiarito che l’Amministrazione Finanziaria riconosce il regime sanzionatorio premiale previsto dalla procedura sia per quanto attiene la massima riduzione delle sanzioni sia per quanto riguarda i termini di accertamento nel caso di detenzione o di trasferimento di attività finanziarie nella Repubblica di San Marino, quale Paese extra UE che ha in atto con la Repubblica italiana una convenzione per evitare le doppie imposizioni che prevede un effettivo scambio di informazioni secondo i più recenti standard internazionali.
L’assenza del rilascio del waiver non comporta l’applicazione della sanzione ordinaria, ritenendosi comunque garantita la possibilità da parte delle Autorità Finanziarie italiane di monitorare tali attività mediante una richiesta di scambio di informazioni da inoltrare direttamente alle Autorità fiscali del Paese presso cui è localizzato l’intermediario, ai sensi della Convenzione contro le doppie imposizioni con lo stesso vigente.
Con riguardo all’ambito temporale della procedura di collaborazione volontaria, in caso di regolarizzazione di attività detenute nella Repubblica di San Marino non si applica il raddoppio dei termini ordinari di decadenza della potestà di accertamento e di quella di contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale di cui all’articolo 12, commi 2-bis e 2-ter del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 in ragione della circostanza che il Paese, al momento di entrata in vigore della legge, è collaborativo non frapponendo ostacoli allo scambio di informazioni, anche in mancanza del rilascio del waiver, non avendo ravvisato il legislatore l’esigenza del c.d. monitoraggio rafforzato in relazione ad un Paese già collaborativo al momento dell’entrata in vigore della legge. Non rientrano infine nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria le attività detenute nella Repubblica di San Marino in annualità per le quali sono ordinariamente scaduti i termini per l’accertamento e per la contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale.
Inoltre la sanzione minima per violazione dell’obbligo dichiarativo in materia di monitoraggio fiscale fissata al 3% prevista dall’articolo 5-quinquies, comma 7, del DL 167/90, si applica per le violazioni attinenti attività detenute in Paesi collaborativi come San Marino al momento dell’entrata in vigore della legge.
Pertanto con il pronunciamento ufficiale dell’Amministrazione Finanziaria che ha riconosciuto che l’autorizzazione è superflua per Stati non aderenti al See che attuano lo scambio di informazioni effettivo, si rende San Marino equivalente ai Paesi comunitari e di conseguenza i clienti e i lori professionisti non avranno più la necessità di avanzare richieste di waiver agli istituti bancari sammarinesi.

San Marino, 29 agosto 2015

Normativa e Prassi

  • Legge del 15 dicembre 2014 n. 186 - Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonche' per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio.
  • Decreto-legge del 28/06/1990 n. 167 -  Rilevazione ai fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l'estero di denaro, titoli e valori
  • Articolo 2 del Decreto legislativo del 05/08/2015, n. 128 - Modifiche alla disciplina del raddoppio dei termini per l'accertamento
  • Provvedimento del 30/01/2015 - Approvazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l'emersione ed il rientro di capitali detenuti all’estero e per l'emersione nazionale
    • Allegato 1 – Modello
    • Allegato 2 - Istruzioni per la compilazione
    • Allegato 3 - Specifiche tecniche per l'invio della relazione di accompagnamento e della documentazione tramite posta elettronica certificata ed elenco degli indirizzi PEC degli uffici competenti alla ricezione
    • Allegato 4 - Format per la redazione della relazione di accompagnamento e per la predisposizione della documentazione
  • Provvedimento del 31/03/2015 - Disposizioni di attuazione dell’articolo 5-quater, comma 6, del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, riguardante gli imponibili riferibili alle attività costituite o detenute in Svizzera da soggetti residenti nel comune di Campione d’Italia
  • Provvedimento del 03/06/2015 - Approvazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi al modello per l’istanza di Collaborazione volontaria, ai sensi dell’art. 1, legge 15 dicembre 2014, n. 186 e per la richiesta di protocollazione della documentazione inviata a corredo
    • Allegato 1 - Specifiche tecniche Istanze di collaborazione volontaria
    • Allegato 2 - Specifiche tecniche del file Segnatura.xml per la richiesta di protocollazione della documentazione inviata nell'ambito della voluntary disclosure
  • Circolare 10/E del 13/03/2015 - Legge 15 dicembre 2014, n. 186, concernente “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”. Prime indicazioni relative alla procedura di collaborazione volontaria
  • Circolare 27/E del 16 luglio 2015 - Legge 15 dicembre 2014, n. 186, concernente “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”. Risposte a quesiti
  • Circolare n. 30/E dell’11/8/2015 - Legge 15 dicembre 2014, n. 186, concernente "Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio"

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Legislazione di San Marino in materia bancaria e finanziaria e armonizzazione europea (20 agosto 2015)

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(Fonte immagine: Wikipedia)

  • di Emanuela Montanari

(il testo completo è disponibile  in pdf, nel seguito il paragrafo “Direttiva UE n. 2013/36/CE – Cause di decadenza e procedure per la scioglimento e la rimozione degli organi sociali e degli assetti societari. Requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza”)

Nel processo di armonizzazione alle disposizioni dell’Unione Europea, la legislazione di San Marino in materia bancaria e finanziaria sotto alcuni profili è all’avanguardia e già in linea con gli obblighi, le prescrizioni e le procedure stabiliti dalle direttive e dai regolamenti comunitari 

Direttiva UE n. 2013/36/CE – Cause di decadenza e procedure per la scioglimento e la rimozione degli organi sociali e degli assetti societari. Requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza

Premessa. Quadro normativo europeo

Con il recepimento della Direttiva 2013/36/UE cd. Crd4 l’Italia ha ampliato i poteri di intervento di Banca d’Italia sulle banche. La nuova disciplina è stata recepita in Italia attraverso il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 che ha modificato il Decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia e con la Circolare emanata da Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013. La novità è che Bankitalia potrà rimuovere i vertici delle banche di dimensioni medio-piccole sotto la propria vigilanza, mentre per le banche più grandi i relativi poteri saranno attuati dalla Autorità di Vigilanza europea.
Nel dettaglio, a Banca d’Italia viene assegnato il potere di rimuovere «uno o più esponenti aziendali» delle banche quando la loro permanenza in carica sia di «pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca» e la possibilità di disporre la rimozione dell’intero board, quale misura alternativa alla gestione provvisoria e alla procedura di amministrazione straordinaria della banca o di liquidazione coatta amministrativa. Il nuovo decreto assegna alla Vigilanza anche poteri intermedi come la facoltà di fissare l’ordine del giorno dei Cda; proporre l’assunzione di determinate decisioni societarie; procedere alla convocazione degli organi collegiali; fissare limiti all’importo totale della parte variabile delle remunerazioni interne; vietare determinate operazioni o di distribuire utili.
Il decreto riforma anche la disciplina dei requisiti dei manager e dei partecipanti al capitale e integra «i requisiti oggettivi di onorabilità e di professionalità» con «criteri di competenza e correttezza». In applicazione del principio in base al quale gli esponenti debbono dedicare un tempo adeguato all’espletamento del proprio incarico, é prevista anche «una disciplina dei limiti al cumulo degli incarichi».
Sono state inasprite inoltre le sanzioni, che arrivano fino a 5 milioni e vengono applicate non solo alle persone fisiche ma anche agli stessi intermediari, ai quali potrà essere inflitta una multa fino al 10% del fatturato. Viene riformata la disciplina delle sanzioni amministrative passando a un sistema che sanzionerà in primo luogo l’ente e «solo sulla base di presupposti individuati nel decreto legislativo» anche l’esponente aziendale o la persona fisica responsabile della violazione.
Nel provvedimento vengono introdotti infine anche i meccanismi per la segnalazione di eventuali violazioni normative, sia all’interno dell’ente sia verso l’autorità di vigilanza, da parte del personale delle banche.

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ComplianceNet: 

San Marino: Antiriciclaggio - trasparenza dei titolari effettivi dei trust (23 gennaio 2015)

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(Fonte immagine: Wikipedia)

La legislazione di San Marino all’avanguardia già in linea con gli obblighi previsti dalla IV direttiva europea in materia di antiriciclaggio e le raccomandazioni n. 24 e 25 del FATF/GAFI  

  • di Emanuela Montanari

Registro dei Trust

La legislazione della Repubblica di San Marino in materia di antiriciclaggio sotto alcuni profili è più innovativa rispetto alla disciplina italiana ed europea anche per effetto dell’adozione di tutte le Raccomandazioni del FATF/GAFI in sede di analisi e follow-up periodici con gli organismi internazionali.   
Possiamo citare a questo proposito il Registro dei Trust tenuto dall’Autorità di Vigilanza in cui vengono registrati tutti gli atti istitutivi di trust regolati dalla legge sammarinese ed i trust esteri aventi sede dell’amministrazione nella Repubblica di San Marino.
Il Registro anticipa le Raccomandazioni n. 24 e 25 del FATF-GAFI sulla trasparenza dei titolari effettivi pubblicate nell’ottobre 2014 che evidenzia la necessità per ciascun paese di adottare misure riguardanti la trasparenza della titolarità effettiva delle entità giuridiche e degli accordi legali come il trust e le fondazioni allo scopo di combattere il riciclaggio, il finanziamento al terrorismo e prevenire altri reati gravi quali i reati fiscali e la corruzione.
Inoltre anticipa le disposizioni previste dalla quarta direttiva europea in materia di antiriciclaggio in ordine all’istituzione di un registro pubblico centrale per ogni stato nel quale riportare i dati relativi alla proprietà effettiva delle entità giuridiche garantendo l’aggiornamento e la disponibilità delle informazioni alle autorità nazionali di controllo.  
La Repubblica si San Marino ha emanato la legge n. 42 del 1° marzo 2010 sull’istituto del trust, dopo aver ratificato la Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 sulla Legge applicabile ai Trusts e sul loro riconoscimento con Decreto Consigliare n. 119 del 20/09/2004, in base alla quale per istituire un trust è necessario redigere un atto pubblico o una scrittura autenticata da notaio.
Anche qualora l’atto sia stipulato al di fuori del territorio sammarinese vi è l’obbligo di nominate un trustee residente ed allegare all’atto istitutivo la dichiarazione di un notaio della Repubblica di San Marino.
La citata legge ha inoltre introdotto un Registro dei trust della Repubblica di San Marino tenuto dall’Autorità di Vigilanza.
È  previsto l’obbligo di registrazione di tutti gli atti istitutivi di trust la cui legge regolatrice è quella della Repubblica di San Marino e dei trust esteri (a cui si applica una legge di uno Stato estero) con sede di amministrazione nella Repubblica di San Marino.
Entro quindici giorni dalla data dell’istituzione del trust, il trustee redige un attestato contenente fra l’altro la denominazione del trust, l’indicazione del trustee, del guardiano, del disponente, dei beneficiari con diritti attuali sul fondo in trust, lo scopo, la durata e la legge regolatrice.
L’attestato è sottoscritto dal trustee con sottoscrizione autenticata da notaio il quale ne cura il deposito entro dieci giorni dalla data dell’autentica presso l’Ufficio del Registro dei trust. Se il notaio omette il deposito vi provvede il trustee.
Sono previste sanzioni amministrative per la violazione delle suddette disposizioni.

Altre disposizioni sulla trasparenza della titolarità effettiva delle entità giuridiche

Vi sono inoltre ulteriori prescrizioni tese alla trasparenza della titolarità effettiva delle società.
Fra esse si evidenzia il Registro delle società tenuto dalla Cancelleria del Tribunale della Repubblica di San Marino, in cui vengono registrati tutti gli atti costitutivi delle società sammarinesi ai sensi della Legge 23 febbraio 2006 n. 47 del che devono avere la forma di atto pubblico.
Il notaio deve depositarne copia conforme presso la Cancelleria entro trenta giorni dalla data di registrazione e l’iscrizione della società nel Registro è richiesta contestualmente al deposito dell’atto costitutivo.
Si può citare l’archivio tenuto da Banca centrale in cui sono registrate le generalità dei titolari effettivi delle partecipazioni fiduciarie detenute in società sammarinesi ai sensi della legge del 7 giugno 2010 n. 98.
È altresì previsto analogo obbligo alle associazioni e fondazioni che devono mantenere presso la propria sede un Registro nominativo degli associati trasmettendo, entro il 31 dicembre di ogni anno, un elenco nominativo degli stessi alla Cancelleria Commerciale del Tribunale, ai fini dell’inserimento e dell’adeguamento dei dati contenuti nel Registro dei membri di Associazioni, Fondazioni ed enti no profit.
Si ricorda infine che tutti gli intermediari bancari e finanziari sono dotati di un Archivio Informatico Antiriciclaggio analogo a quello istituito con provvedimento del 3/4/2013 di Banca d’Italia in cui devono essere registrati i titolari effettivi di ogni entità giuridica che ha acceso un rapporto continuativo, previa verifica ed assunzione della documentazione comprovante ai sensi della Legge antiriciclaggio, conservando gli stessi fino al quinto anno successivo alla estinzione del rapporto.   

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Fatca: San Marino formalizza l’accordo (SMTV, 2 luglio 2014)

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Fonte: San Marino Tv

Il governo sammarinese ha trasmesso al governo degli Stati Uniti, una lettera di intenti per formalizzare la volontà di sottoscrivere l’accordo bilaterale Fatca entro la fine dell’anno. Evidenziata anche la volontà e l’utilità, si legge in una nota congiunta delle Segreterie di Stato finanze ed esteri, di estendere in maniera più appropriata le relazioni fra i due paesi sul piano degli accordi fiscali, per la regolamentazione delle relazioni economiche.
Si tratta della sottoscrizione dell’accordo Foreign Account Tax Compliance Act, con l’adesione al modello di accordo intergovernativo di tipo 2 e con specifica riserva della possibilità di passare al modello di tipo 1.
La valutazione della documentazione, dei testi dell’accordo e degli impegni, conclude la nota, hanno richiesto un lavoro approfondito ed articolato, coordinato dalla Segreteria di Stato Finanze in collaborazione con la Segreteria di Stato Affari Esteri e che ha coinvolto l’intero sistema bancari e finanziario. Confronto che proseguirà in vista della fase di negoziazione e dell’applicazione dell’accordo.

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