La Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2014 (27 febbraio 2015)

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Come previsto dalla legge, la Relazione sulla politica della sicurezza anche quest’anno viene presentata al Parlamento entro il mese di febbraio.
La novità è per quanti utilizzano smartphone, tablet oppure e-reader perché oltre al tradizionale formato PDF, la Relazione 2014 è disponibile anche in formato ePub.

Allegati

  • Relazione al Parlamento 2014 (pdf, 4.1 MB)
  • Relazione al Parlamento 2014 (ePUB, 1.1 MB)

Indice della Relazione 2014

premessa
L’intelligence nell’impianto istituzionale
Un percorso di rinnovamento
Le linee guida della relazione
Parte I – le asimmetrie della minaccia
La cyberthreat
Le dinamiche economico-finanziarie
Strumentalizzazioni estremiste e minaccia eversiva
La minaccia terroristica internazionale e la sua dimensione domestica
La proliferazione di armi non convenzionali
Parte II – le aree di instabilità
Gli scenari di crisi in africa
Il conflitto siriano e il medio oriente
Il quadrante afghano-pakistano
Scenari e tendenze: una sintesi
Allegato: documento di sicurezza nazionale

Premessa alla Relazione 2014

(qui la “Premessa” completa  in pdf , 381 K, 15 pp.)

Sintesi

L’impianto espositivo della Relazione compone il quadro dei prioritari ambiti di attenzione dell’intelligence aggregandoli attorno a tre macro-aree tematiche:

  • il fenomeno jihadista,
  • le vulnerabilità del tessuto economico e le connesse dinamiche sociali,
  • le minacce attestate nello spazio cibernetico.

In linea con la precedente edizione, chiudono la Relazione un breve capitolo sulle prospettive del rischio e l’allegato “Documento di Sicurezza Nazionale” che riferisce, come previsto dalla normativa vigente (art. 38, comma 1-bis della legge 124/2007), sulle attività svolte in materia di tutela delle infrastrutture critiche nonché di protezione cibernetica e sicurezza informatica.

1° parte - “Jihad globale, Jihad regionale”

La 1° parte, dal titolo “Jihad globale, Jihad regionale”, si sofferma in primo luogo sull’evoluzione de La minaccia in Occidente, così come qualificata dall’affermazione dello Stato Islamico, dall’accresciuta effervescenza della galassia jihadista e dalla connessa, accentuata capacità di presa del messaggio radicale, affidato a forme di comunicazione sempre più efficaci e pervasive.
In quest’ottica l’estremismo homegrown, inteso anche quale bacino di reclutamento per aspiranti combattenti, viene individuato come il principale driver della minaccia terroristica, riferibile tanto a lupi solitari e a cellule autonome quanto al diretto ingaggio da parte di organizzazioni strutturate operanti nei teatri di jihad.
Segue quindi il capitolo sugli Scenari africani e mediorientali, nel quale l’attivismo delle formazioni terroristiche di ispirazione jihadista rappresenta un significativo connettore tra le aree di instabilità che interessano il Nord Africa, il quadrante sahelo-sahariano e il Medio Oriente.
In esordio vengono tratteggiati gli sviluppi intervenuti nel corso dell’anno in Libia, Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto. Si prosegue con le evoluzioni in Mali, Somalia, Kenia, Golfo di Guinea, Nigeria, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan. Quanto alle regioni mediorientali, una sezione ad hoc è dedicata al conflitto in “Syrak”, con specifico riguardo all’accresciuto protagonismo dello Stato Islamico, a scapito delle altre formazioni estremiste, e all’impatto della crisi in chiave umanitaria e di sicurezza sui Paesi limitrofi, quali Libano e Giordania. I passaggi successivi sono dedicati al difficile processo di stabilizzazione in atto in Yemen, alle evoluzioni del dossier nucleare iraniano e agli sviluppi del processo di pace israelo-palestinese.
Il focus sulle criticità regionali si sposta più ad Est, con una panoramica su Vecchie e nuove frontiere del jihad, in relazione alla situazione sul campo in Afghanistan e Pakistan, ancora caratterizzata dal dinamismo della componente Taliban, all’attivismo estremista in altre realtà centroasiatiche e al possibile incremento delle attività terroristiche nel Sub-continente indiano e nel Sud-Est asiatico.

2° parte – la sfida Eco-Fin

Le minacce trattate nella 2° parte hanno come riferimento la sfida Eco-Fin e il framework sociale.
Nella sezione concernente Le minacce all’economia, muovendo dagli indicatori che attestano il persistere, nel 2014, della fase recessiva, viene evidenziata la centralità della dimensione economico-finanziaria quale ambito prioritario di attenzione dell’intelligence a presidio degli assetti strategici ed interessi nazionali secondo varie direttrici d’azione: contro lo spionaggio industriale e le pratiche lesive della concorrenza sui mercati nazionali ed internazionali; a tutela dei nostri investimenti all’estero e delle linee di approvvigionamento energetico; in direzione dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale; a protezione della stabilità del sistema bancario e finanziario.
Si continua con il crimine organizzato, in primo luogo per evidenziare come le mafie, sfruttando gli effetti negativi della crisi, abbiano continuato a perseguire strategie d’infiltrazione in diversi settori dell’economia mediante il riciclaggio di capitali di provenienza illecita e l’acquisizione di realtà imprenditoriali in difficoltà. Ci si sofferma poi sugli interessi della criminalità organizzata italiana all’estero e sulla vitalità di strutturati gruppi criminali stranieri operanti in Italia.
In tema di Spinte anti-sistema e minaccia eversiva, si dà conto dei rilevati segnali di intensificazione del disagio e delle possibili tensioni sociali alla luce dell’attivismo di formazioni antagoniste, di diversa matrice, intenzionate a radicalizzare le varie proteste sul territorio e ad innalzare il livello di contrapposizione con le Istituzioni. Sono trattati, inoltre, i profili di rischio riconducibili all’eversione anarco-insurrezionalista e all’estremismo marxista-leninista, nonché, in chiusura, i tratti distintivi e quelli più insidiosi, dell’attivismo di estrema destra.
A seguire, il capitolo La pressione delle crisi sulle frontiere dell’Europa è dedicato al sensibile dossier dell’immigrazione clandestina, che vede i Servizi d’informazione impegnati a contrastare sul piano informativo un fenomeno che trae origine dalle crisi regionali e viene sfruttato da organizzazioni criminali sempre più ramificate ed interconnesse. In questa chiave si fa riferimento alle rotte e direttrici del traffico, ai sodalizi coinvolti ed all’impatto sul territorio nazionale.

3° parte - la minaccia nel cyberspazio

La 3° parte dell’elaborato, intitolata la minaccia nel cyberspazio, muove dai più significativi aspetti fenomenici de La cyberthreat per tratteggiare poi le sfide future che l’intelligence dovrà fronteggiare con riguardo all’evoluzione delle modalità operative e all’ampio range di finalità e attori, cui corrisponde un ventaglio altrettanto diversificato nelle tipologie di rischio per la sicurezza del Sistema Paese: dagli attacchi alla sicurezza delle infrastrutture critiche nazionali allo spionaggio digitale, dall’hacktivismo contro obiettivi istituzionali al cyberjihad.
Segue poi il Capitolo su Azione preventiva e prospettive, centrato sulla risposta dell’intelligence e sulle possibili evoluzioni del fenomeno.

Scenari e tendenze: una sintesi

La Relazione si conclude con “Scenari e tendenze: una sintesi”, che riassume in chiave prospettica il composito panorama della minaccia che impegnerà l’intelligence nell’immediato futuro. Sulla base degli indicatori sin qui raccolti, è prevedibile che l’azione degli Organismi informativi debba rimanere prioritariamente focalizzata sul terrorismo di matrice jihadista e sulle minacce al sistema Paese, incluse quelle che si dispiegano nel cyberspazio.
L’allegato “Documento di sicurezza nazionale”, infine, compendia le attività poste in essere dal Comparto – attraverso un articolato processo al quale partecipano fattivamente tutte le componenti dell’architettura cyber nazionale, così come delineata nel DPCM del 24 gennaio 2013 – in materia di tutela delle infrastrutture critiche materiali e immateriali, nonché di protezione cibernetica e sicurezza informatica nazionale.