Orrick: focus diritto societario – responsabilità sindaci omessa vigilanza (6 ottobre 2014)

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Fonte: Fonte: sito Orrick (qui in pdf, 125 k, 4 pp.), a cura del Dipartimento italiano Corporate

Il presente documento è una nota di studio.
Quanto nello stesso riportato non potrà pertanto essere utilizzato o interpretato quale parere legale né utilizzato a base di operazioni straordinarie né preso a riferimento da un qualsiasi soggetto o dai suoi consulenti legali per qualsiasi scopo che non sia un’analisi generale delle questioni in esso affrontate.
La riproduzione del presente documento è consentita purché ne venga citato il titolo e la data accanto all’indicazione: Orrick, Herrington & Sutcliffe, Newsletter.

Client Alert - Ottobre 2014 - Focus giurisprudenziale di diritto societario

Il 3 ottobre 2014 lo studio Orrick ha pubblicato la newsletter “Client Alert - Ottobre 2014 - Focus giurisprudenziale di diritto societario” che riporta una breve rassegna dei provvedimenti normativi, regolamentari giurisprudenziali maggiormente significativi in materia di diritto societario.
Nel seguito:

  • l’indice della newsletter
  • il paragrafo dedicato alla “Responsabilità dei sindaci per omessa vigilanza”

Indice della newsletter

1. Clausole di prelazione
1.1 Clausole di prelazione, efficacia reale e riscatto, Corte di Cassazione, Sez. I, Civile – 3 giugno 2014 n. 12370
1.2 Operatività della clausola di prelazione, Corte di Appello di Torino – 14 ottobre 2013
2. Opzioni put
2.1 Opzioni put e risoluzione per eccessiva onerosità ex art. 1467 c.c, Tribunale di Milano, Sez. Imprese – 30 gennaio 2014
2.2 Le opzioni put e il divieto di patto leonino, Tribunale di Milano, Sez. Imprese – 3 ottobre 2013 n. 12213
3. Organi sociali
3.1 Responsabilità dei sindaci per omessa vigilanza , Corte di Cassazione, Sez. I, Civile - 13 giugno 2014 n. 13517
3.2 Applicabilità dell’art. 2409 c.c. alle S.r.l. , Corte Costituzionale - 7 maggio 2014 n. 116 (ordin.)
3.3 Diritto al compenso degli amministratori, Corte di Cassazione, Sez. lav., Civile – 16 aprile 2014 n. 8897
3.4 Ruolo e responsabilità degli amministratori cd. di fatto della società di capitali, Corte di Cassazione, Sez. I, Civile – 11 aprile 2014 n. 8591
3.5 Il diritto del socio di impugnare le delibere del CdA, Tribunale di Milano, Sez. Imprese – 29 marzo 2014 (ordin.)
4. Holding
4.1 Società fiduciarie e responsabilità da direzione e coordinamento, Tribunale di Roma, Sez. III, Civile – 30 luglio 2014 n. 16534

3.1 Responsabilità dei sindaci per omessa vigilanza

Corte di Cassazione, Sez. I, Civile - 13 giugno 2014 n. 13517

Con la sentenza n. 13517 del 13 giugno 2014, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha confermato l’ormai prevalente e pacifico orientamento giurisprudenziale in merito alla responsabilità del collegio sindacale di una società per azioni per la violazione del dovere di vigilanza sull’operato degli amministratori imposto dall’art.2407, comma 2, del codice civile.
La disposizione normativa testé richiamata, infatti, sancisce espressamente in capo ai sindaci il dovere di adempiere all’esercizio delle loro funzioni con la professionalità e la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico; tanto che, sono ritenuti solidalmente responsabili con gli amministratori “per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica” (nota 2).
Occorre precisare, tuttavia, che il controllo dei sindaci non riguarda specificatamente ed esclusivamente l’attività degli amministratori, ma si estende a tutta l’attività sociale, in quanto posta a tutela non solo dell’interesse dei soci, ma anche di quello, concorrente, dei creditori sociali.
In aderenza a questo principio, dapprima il Tribunale, successivamente la Corte di Appello, avevano condannato i sindaci al risarcimento dei danni causati per l’omesso adempimento degli obblighi di informativa e di controllo loro spettanti, ravvisando, quindi, una “violazione del dovere di vigilanza in relazione all’inerzia manifestata a fronte della censurabile attività svolta dagli amministratori”.
In particolare, la Corte d’Appello aveva ritenuto ingiustificata l’inerzia dei sindaci in seguito all’emissione, da parte degli amministratori, di bonifici (n. 2) a favore di una società facente parte del medesimo gruppo, anche in considerazione del rilevante importo degli stessi e per essere la fattura destinata ad essere utilizzata per ottenere un finanziamento pubblico, oltre che per l’estraneità del titolo di pagamento all’attività della società e alla mancanza di un’effettiva causale al compimento di tale attività.
La Corte di Cassazione, investita della questione, ha confermato quanto precedentemente statuito dai giudici di merito, rigettando le doglianze avanzate dai sindaci soccombenti, relativamente all’asserita violazione dell’art. 1223 (nota 3) c.c. e dell’art. 2407 c.c., adducendo, in tal senso, l’impossibilità di impedire il pregiudizio alla società.
La Suprema Corte, in particolare, ha affermato che: “ai fini della configurabilità della violazione del dovere di vigilanza imposto ai sindaci, non è necessaria l’individuazione di specifici comportamenti che si pongono espressamente in contrasto con tale dovere, essendo invece sufficiente che i componenti dell’organo di controllo non abbiano rilevato una macroscopica violazione o comunque non abbiano in alcun modo reagito di fronte ad atti di dubbia legittimità e regolarità, e non abbiano quindi posto in essere quanto necessario per assolvere l'incarico con diligenza, correttezza e buona fede, eventualmente anche segnalando all'assemblea le irregolarità riscontrate, ovvero denunziando i fatti al P.M., per consentire l'adozione delle iniziative previste dall'art. 2409 c.c.”.
Il principio testé enunciato, posto dalla Corte di Cassazione a supporto della propria decisione, trova, ormai, conferma pressoché unanime in giurisprudenza e dottrina, non essendovi alcun dubbio, in merito alla responsabilità ex art. 2407, comma 2, c.c., del collegio sindacale per i fatti così come esposti ed analizzati nella sentenza in commento.

Note al testo

  • 2) Art. 2407, comma 2, c.c., così cit.
  • 3) Art. intitolato “Risarcimento del danno”, per quel che concerne il caso in esame, i ricorrenti affermavano la violazione di tale norma “in riferimento all’affermato nesso di causalità esistente tra la condotta omissiva contestata ed il danno subito dalla società”.

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