Orrick: Focus 231 - Le nuove linee guida di Confindustria ex D. Lgs. 231/01 (4 agosto 2014)

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  • Fonte: sito Orrick  (qui il testo in pdf, 95 K 10 pp.)

A cura del Dipartimento italiano Corporate

Il presente documento è una nota di studio.
Quanto nello stesso riportato non potrà pertanto essere utilizzato o interpretato quale parere legale né utilizzato a base di operazioni straordinarie né preso a riferimento da un qualsiasi soggetto o dai suoi consulenti legali per qualsiasi scopo che non sia un’analisi generale delle questioni in esso affrontate.
La riproduzione del presente documento è consentita purché ne venga citato il titolo e la data accanto all’indicazione: Orrick, Herrington & Sutcliffe, Newsletter.

Il 4 agosto 2014 lo studio Orrick ha pubblicato la newsletter “Alert normativo” dedicata a “Le nuove linee guida di Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/01” redatta da Alessandro De Nicola, Ivan Rotunno e Giuseppe Cuminetti.
Nel seguito:

  • l’indice della newsletter
  • il paragrafo dedicato alla “Legge anticorruzione (L. n. 190/2012)

Indice

Introduzione
1. Nuove disposizioni di Confindustria: parte generale
 1.1 Aggiornamento del Modello organizzativo
1.2 Deleghe e procure
1.3 Formazione
1.4 Principi di controllo
1.5 Soggetti che agiscono per conto dell’ente
1.6 Sistema disciplinare
1.7 Organismo di Vigilanza (OdV)
1.8 Responsabilità da reato nei gruppi di imprese
2. Parte Speciale
2.1 Delitti informatici e trattamento illecito di dati
2.2 Legge anticorruzione (L. n. 190/2012)
2.2.1 Bribery Act
2.3 Delitti di criminalità organizzata
2.4 Delitti contro l’industria e il commercio
2.5 Delitti contro la personalità individuale
2.6 Delitti in materia di violazione del diritto d’autore
2.7 Reati ambientali
2.8 Impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

2.2 Legge anticorruzione (L. n. 190/2012)

La L. n. 190/2012 ha apportato significative modifiche ai tipici reati di corruzione passiva, con importanti riflessi sul Decreto 231:

  • art. 319-quater c.p., regolante il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. L’articolo introduce l’importante novità che soggetto attivo di tale delitto possa essere non più solo il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, ma anche il soggetto privato che partecipa al reato corrispondendo o impegnandosi a dare l’utilità.
  • la concussione (art. 317 c.p.) è ora riferibile soltanto alla figura del pubblico ufficiale e circoscritta alle sole ipotesi in cui vi sia la costrizione del privato;
  • il reato di corruzione per atto d’ufficio è stato sostituito dalla corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.). Questa nuova fattispecie è configurabile laddove vi sia un flusso illecito di denaro (o altra utilità) tra esponenti aziendali e un soggetto pubblico, nell’esercizio delle proprie funzioni o dei propri poteri, senza la necessità che sia dimostrato un nesso causale tra la prestazione (o l’utilità erogata) e un singolo e specifico provvedimento o atto della PA. In questo contesto acquisiscono significativa rilevanza le aree aziendali che comportino rapporti con la PA, in particolare nei casi in cui essi abbia carattere continuativo. Dovrà essere inoltre rivolta specifica attenzione alle politiche aziendali finalizzate alla corresponsione di prestazioni a titolo gratuito, laddove elargite nei confronti di soggetti pubblici.

Queste modifiche comportano la necessità in capo agli enti di una revisione dei modelli organizzativi, al fine che essi mantengano la propria efficacia e capacità esimente della responsabilità. La nuova disciplina può comportare l’ampliamento in termini significativi delle aree di attività potenzialmente sensibili, che dovranno essere puntualmente individuate perché possano essere predisposti i relativi presidi e controlli preventivi.La L.n. 190/2012 ha, altresì, introdotto l’art. 2635 c.c., rubricato “corruzione tra privati” che, per il tramite del nuovo art. 25-ter, lett. s-bis), che ha esteso il c.d. catalogo dei reati presupposto della responsabilità ex Decreto 231, a tal proposito le Linee Guida suggeriscono l’adozione di principi di controllo in relazione:

  • alla negoziazione e stipula dei contratti;
  • alla successiva fase di gestione del contratto;
  • all’inserimento nel Codice Etico di specifiche previsioni;
  • allo svolgimento di attività di formazione;
  • all’introduzione di apposite procedure relative all’acquisto di beni e servizi:
  • all’istituzione di una procedura volta a fornire ai soggetti aziendali alcune regole comportamentali;
  • all’introduzione di apposite procedure per la selezione del personale.

2.2.1 Bribery Act

Il 1 luglio 2011 è entrato in vigore in Gran Bretagna il c.d. Bribery Act, che prevede regole in materia di corruzione che estendono la responsabilità penale alle persone giuridiche in caso di:

  • reati di corruzione commessi da soggetti che operano in nome e per conto delle medesime;
  • reato di mancata prevenzione della corruzione.

Il Bribery Act si applica anche alle aziende italiane, qualora operino in Gran Bretagna. Le Linee Guida dedicano un paragrafo a tale disciplina, che presenta svariate similitudini con il Decreto 231. Sussistono tuttavia alcune differenze:

  • il Bribery Act si riferisce in modo pressoché esclusivo ai reati di corruzione, mentre il Decreto 231 si estende a diverse e numerose categorie di reato, in costante ampliamento;
  • le sanzioni del Bribery Act sono sanzioni penali, mentre le sanzioni del Decreto 231 sono di natura amministrativa;
  • le sanzioni del Bribery Act sono solamente di natura economica e non prevedono un limite predeterminato, mentre quelle del Decreto 231 possono essere sia di natura economica sia di natura interdittiva, prevedendo altresì un limite minimo e massimo.

I due sistemi di organizzazione, gestione e controllo presentano, come detto, dei punti di contatto. Infatti entrambi prevedono un preliminare risk assessment dell’azienda, del business, dei settori e delle attività che la caratterizzano al fine di individuare le aree a rischio commissione dei reati-presupposto. Prevedono inoltre la predisposizione di un modello organizzativo e di un Codice Etico che siano in grado di vincolare – attraverso policies e procedure – anche i terzi che entrino in rapporto con l’azienda.

È necessario che le aziende italiane operanti nel Regno Unito verifichino che il proprio modello organizzativo sia conforme alle previsioni del Bribery Act e che provvedano ad una sua eventuale integrazione. Inoltre le Linee Guida considerano indispensabili dei “programmi di formazione con particolare riguardo alle funzioni e ruoli aziendali maggiormente esposti al rischio di commissione di reati corruttivi, valutato in una prospettiva internazionale” (nota 9)

Note al testo

  • nota 9)  V. Linee Guida Confindustria 2014, pag. 110.

Allegati

  • Orrick, “Focus 231 - Le nuove Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/01”, agosto 2014, pdf, 95 K 10 pp.)

Confindustria: “Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001 , N . 231 Approvate il 7 marzo 2002 (aggiornate al marzo 2014 )”

  • Parte generale (pdf, 1.4 M, 83 pp.)
  • Parte speciale (pdf, 1.M, 78 pp.)

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231

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