Orrick: Corporate Law Alert, speciale “Autoriciclaggio” (18 settembre 2014)

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  • Fonte: sito Orrick (qui in pdf, 125 k, 4 pp.)

A cura del Dipartimento italiano Corporate

Il presente documento è una nota di studio.
Quanto nello stesso riportato non potrà pertanto essere utilizzato o interpretato quale parere legale né utilizzato a base di operazioni straordinarie né preso a riferimento da un qualsiasi soggetto o dai suoi consulenti legali per qualsiasi scopo che non sia un’analisi generale delle questioni in esso affrontate.
La riproduzione del presente documento è consentita purché ne venga citato il titolo e la data accanto all’indicazione: Orrick, Herrington & Sutcliffe, Newsletter.

Client Alert - Settembre 2014 - Corporate Law: focus giurisprudenziale

Il 17 settembre  2014 lo studio Orrick ha pubblicato la newsletter “Corporate Law Alert” che riporta una breve rassegna dei provvedimenti normativi, regolamentari giurisprudenziali maggiormente significativi in materia di corporate governance.
Nel seguito:

  • l’indice della newsletter
  • i paragrafo dedicati all’autoriciclaggio e antiriciclaggio

Indice della newsletter

  • sicurezza sul lavoro, Corte di Cassazione, sez. IV Penale n. 36268/2014 – 8 luglio 2014
  • infedeltà patrimoniale, Corte di Cassazione, sez. II Penale n. 36030/2014 – 22 maggio 2014
  • vendita di prodotti industriali con segni mendaci, Corte di Cassazione, Sez. III Penale n. 21256 – 25 maggio 2014
  • riciclaggio e autoriciclaggio, Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali n. 25191/2014 – 27 febbraio 2014
  • focus normativo, disegno di legge Cdm 29 agosto 2014, autoriciclaggio
  • focus normativo, disegno di legge Cdm 29 agosto 2014, falso in bilancio
  • focus regolamentare, factoring e obblighi antiriciclaggio

Riciclaggio e autoriciclaggio, Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali n. 25191/2014 – 27 febbraio 2014

La Corte Suprema è stata chiamata a pronunciarsi a Sezioni Unite sulla configurabilità del concorso tra i delitti di riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e reimpiego di capitali (648-ter c.p.) e quello di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p) quando la contestazione di riciclaggio o reimpiego riguardi beni o utilità provenienti proprio dal delitto di associazione mafiosa.
Nell’ambito di tale decisione il Collegio – dopo aver statuito che, in forza dell’incipit dell’art. 648-bis (nota 1), non sia imputabile per “auto” riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti derivanti da attività mafiosa il membro di associazione mafiosa che abbia contribuito alla loro realizzazione – si è soffermato sulla fattispecie di trasferimento fraudolento di valori di cui all’art. 12quinquies D.L. 306/1992, in base al quale “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque attribuisce fittiziamente ad altri la titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali o di contrabbando, ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter, è punito con la reclusione da due a sei anni”.
Questa disposizione normativa, non contenendo una clausola di esclusione della responsabilità per l’autore di reati che hanno prodotto i proventi illeciti, ammette la punibilità del soggetto che abbia commesso o abbia concorso a realizzare tali reati presupposto, “qualora abbia predisposto una situazione di apparenza giuridica e formale difforme dalla realtà circa la titolarità o disponibilità dei beni di provenienza delittuosa al fine di agevolare la commissione dei delitti di riciclaggio o di reimpiego”.

Note

  • 1) “Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque…”

Focus normativo, disegno di legge Cdm 29 agosto 2014, auto riciclaggio

Il nostro ordinamento giuridico non prevede la punibilità del c.d. reato di autoriciclaggio, ossia del caso in cui un soggetto che, dopo aver commesso un reato, ne utilizzava i proventi in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa: si riteneva, infatti, che il riciclaggio di denaro o di beni derivanti da reato costituisse una logica conseguenza di quest’ultimo, secondo l’id quod plerumque accidit, portando così a ritenerlo un post-factum non punibile.
Il Consiglio dei Ministri del 29 agosto 2014 ha ritenuto preponderante l’interesse collettivo al contrasto alla formazione di patrimoni illeciti rispetto al principio del ne bis in idem, prevedendo all’art. 3 il nuovo art. 648-bis, che al secondo comma statuisce la punibilità di “chi, avendo commesso un delitto non colposo, sostituisce, trasferisce o impiega denaro, beni o altre utilità, provenienti da tale delitto, al fine di procurare a sé o ad altri un ulteriore vantaggio in attività imprenditoriali o finanziarie.”
Perché si configuri il reato di autoriciclaggio è richiesto il particolare criterio di imputazione soggettiva costituito dal dolo specifico: con ciò assume importanza determinante il fine con cui l’autore pone in essere la condotta antigiuridica, che dovrà essere quello appunto di “procurare a sé o ad altri un ulteriore vantaggio in attività imprenditoriali o finanziarie”. Come conferma la relazione illustrativa dello schema di disegno legge, “si esclude, pertanto, la punibilità dell’autore del reato presupposto per i comportamenti diretti a consentirgli il semplice godimento dei relativi proventi o per quelli di mero ostacolo, volti unicamente a conseguire per sé l’impunità per il delitto”.
È inoltre stata prevista una circostanza aggravante, non presente nell’attuale art. 648-bis, che inasprisce la pena nel caso in cui il fatto sia commesso nell’esercizio di attività professionale bancaria o finanziaria, “nonché nell’esercizio dell’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, ovvero di ogni altro ruolo con potere di rappresentanza dell’imprenditore”.

Focus regolamentare, factoring e obblighi antiriciclaggio

Il 19 agosto scorso, Banca d’Italia ha messo in consultazione il documento “Disposizioni di vigilanza in materia di obblighi antiriciclaggio applicabili a seguito di operazioni di factoring”, con il quale si intende apportare alcune modifiche alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico (AUI) (Provvedimenti della Banca d'Italia del 3 aprile 2013) relative agli obblighi antiriciclaggio applicabili al debitore ceduto nell’ambito delle operazioni di cessioni di crediti in massa.
Le società di factoring hanno rappresentato a Banca d’Italia le difficoltà incontrate nell’effettuare le dovute verifiche sui debitori ceduti ai sensi dei Provvedimenti di cui supra. Ciò deriverebbe dalla mancanza, nella maggior parte dei casi, di un rapporto diretto tra creditore cessionario e debitore ceduto e dall’impossibilità di servirsi di forme di identificazione eventualmente svolte dai creditori originari, in quanto questi sono per lo più società commerciali non sottoposte ad obblighi antiriciclaggio (nota 4).
Alla luce della situazione testé descritta è stata chiesta l’eliminazione degli obblighi di adeguata verifica e di registrazione in AUI dei dati dei debitori ceduti nelle operazioni di factoring. Le modifiche dunque ipotizzate, chiariscono che il ceduto non è cliente, nemmeno occasionale, della società cessionaria (i.e. il factor); pertanto, le operazioni dallo stesso effettuate non vanno sottoposte ad adeguata verifica né registrate in Archivio Unico Informatico.

Note

  • 4) Cfr. la relazione illustrativa delle modifiche emanata da Banca d’Italia in data 19 agosto 2014, p.

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