Scambio automatico di informazioni finanziarie (CRS) – standard Ocse in xml (FiscoOggi.it, 29 Luglio 2016)

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L'Organizzazione ha messo a punto lo status message XML schema relativo a quelli contenuti nelle due tipologie

  • di Matteo Mascia

CRS: da Ocse uno standard ad hoc per notifica errori di file o dati

Gli Stati che hanno aderito allo scambio automatico di informazioni finanziarie (CRS) inizieranno a trasmettere e ricevere i file, secondo il cd. CRS XML Schema, sviluppato dall’Ocse, a partire dal settembre 2017.

Le tipologie di errore e il tracciato XML

Le informazioni contenute nei file oggetto di trasmissione potrebbero contenere errori dovuti sia alla non corretta generazione del file, sia ad incompletezze o inesattezze relative ai singoli record di dati.
Tenuto conto di questa eventualità, l’Ocse ha predisposto un apposito tracciato XML (con annessa Guida per utenti), finalizzato a consentire alle Autorità fiscali di scambiarsi informazioni relative alla gestione e correzione di questi errori.
Il cd. CRS Status Message XML Schema consente all’Autorità fiscale che ha ricevuto un file XML relativo allo scambio automatico CRS di comunicare all’Autorità inviante che il file ricevuto è errato, oppure contiene uno o più errori relativi a specifici record contenuti.

Il CRS Multilateral Competent Authority Agreement

Gli errori relativi al file nel suo complesso sono quelli che non consentono all’Autorità fiscale ricevente di aprire il file trasmesso.
Si tratta quindi errori che sono alla base della trasmissione, per i quali l’Ocse raccomanda, da un lato la massima tempestività nell’invio del messaggio di errore e, dall’altro la speditezza nel ritrasmissione del file corretto.
Questo approccio consente la corretta applicazione della Section 4 del CRS Multilateral Competent Authority Agreement, in relazione alla notifica e correzione di errori che impediscono l’effettivo scambio di informazioni.

Le due sezioni del CRS Status Message XML

Il CRS Status Message XML Schema può, inoltre, essere utilizzato da un’Autorità fiscale per fornire un riscontro dei dati forniti da un’istituzione finanziaria residente nello stesso Stato dell’Autorità.
Il CRS Status Message XML Schema si compone di due sezioni:

  • l’intestazione del messaggio con l’indicazione del soggetto inviante, del soggetto ricevente, del tipo di messaggio e del momento in cui è stato prodotto;
  • il corpo del messaggio, che contiene indicazioni in merito all’eventuale individuazione di errori, al tipo di errore individuato ed alla decisione in merito al fatto se accettare o meno il messaggio CRS.

Il procedimento e la validazione

Per ciascun file CRS ricevuto, l’Autorità ricevente trasmette alla propria controparte inviante un messaggio che indica il risultato del processo di validazione.
Con riferimento agli errori presenti nei singoli record una richiesta di correzione o eliminazione di record in un messaggio CRS non deve essere inviata all’Autorità inviante fino a quando l’Autorità ricevente non ha confermato la ricezione del messaggio, o prima di quindici giorni a partire dalla ricezione del file.
Quando l’Autorità che ha ricevuto il file indica nel CRS Status Message XML Schema che il messaggio è stato rifiutato deve specificare almeno un tipo di errore registrato.
Quando non viene registrato alcun tipo di errore, il messaggio deve essere accettato.
Anche se vengono indicati errori, il file può comunque essere accettato nel caso in cui l’errore non sia considerato così grave da giustificare un rifiuto completo.

L’errore nei record

Nel caso venga individuato un errore nei singoli record, è opportuno che il messaggio sia accettato, a meno che i record errati non siano così frequenti da imporre un rifiuto completo del file trasmesso.
Quando il file è stato rifiutato, lo stesso deve essere corretto e ritrasmesso, nel caso in cui il rifiuto è dovuto ad un errore che ne inficia la capacità di lettura da parte dell’Autorità ricevente.
Qualora, invece, siano presenti molti errori nei singoli record le Autorità competenti si consulteranno, ai sensi della Section 6 del CRS Multilateral Competent Authority Agreement, al fine di trovare un accordo che consenta la corretta ed effettiva trasmissione dei dati.

Allegato

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A Milano un convegno sulla compliance fiscale (FiscoOggi.it, 29 luglio 2016)

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Agenzia, professionisti e intermediari allo stesso tavolo per discutere dell’assistenza ai contribuenti

  • di Sonia Ogliari

Collaborare per un fisco più semplice, equo e trasparente e soprattutto per rendere un servizio di assistenza efficiente ai cittadini.
Questo il tema degli incontri organizzati dalla Direzione regionale della Lombardia nell’ultima settimana.
Lo scorso 26 luglio (2016 ndr) , l’Agenzia ha infatti incontrato gli intermediari e, il 28 luglio, ha approfondito il tema con un convegno ad hoc “L’Agenzia delle Entrate cambia verso”, (comunicato in pdf) organizzato dalla Direzione regionale della Lombardia in collaborazione con gli Ordini dei commercialisti e degli esperti contabili appartenenti al Codis (Coordinamento degli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili dell’Italia settentrionale).
Al convegno presenti il Direttore regionale delle Entrate, Giovanna Alessio, e il presidente del Codis, Mario Tagliaferri, che insieme a rappresentanti di entrambe le organizzazioni si sono confrontati sulle iniziative già avviate dall’Agenzia per garantire un dialogo preventivo con i contribuenti e con i professionisti che li rappresentano.
I momenti di dialogo e confronto - ha sottolineato il Direttore regionale - sono importanti per individuare congiuntamente strategie e soluzioni utili a garantire una sempre maggiore efficienza del sistema tributario e per trovare soluzioni condivise per la gestione di casi complessi, col fine ultimo di collaborare per offrire un’assistenza qualificata ai contribuenti.
L’Agenzia è infatti sempre più impegnata nella semplificazione degli adempimenti e delle procedure che agevolino il corretto comportamento tributario.
Anche in questa occasione Agenzia e professionisti hanno rinsaldato la loro collaborazione nel processo di realizzazione di un sistema fiscale più trasparente ed equo, basato sulla semplificazione e sulla conseguente riduzione dei costi connessi agli adempimenti fiscali.
In questa direzione vanno, ad esempio, le dichiarazioni precompilate e i corner di assistenza per la trasmissione, attivati recentemente presso la maggior parte degli uffici territoriali.
Ma in questa direzione va soprattutto una delle ultime iniziative più rilevanti nell’ottica del dialogo preventivo, ovvero le lettere per l’adempimento spontaneo inviate per informare i cittadini su possibili errori o dimenticanze nei redditi dichiarati nel 2013; o ancora le più recenti lettere inviate a contribuenti  nei confronti dei quali sono stati effettuati controlli fiscali conclusi con la consegna di uno o più processi verbali di constatazione (PVC) in cui sono riportate violazioni per l’anno d’imposta 2012.
Tutte iniziative che sono finalizzate ad instaurare un dialogo preventivo con il contribuente che ha così la possibilità di sanare la propria posizione evitando un accertamento.
C’è tempo fino a tutto settembre per rispondere alle richieste di documentazione inviate dalla metà di giugno dalle Entrate.
Lo slittamento riguarda le richieste di documentazione inviate per il modello Unico 2014 ed è concesso per evitare che i contribuenti debbano adempiere ad obblighi nel mese di agosto.
Gli incontri si sono conclusi con un focus sui servizi telematici, con un approfondimento su come gestire l’attività di assistenza attraverso questi canali, tra cui Civis, messi a disposizione dall’Agenzia.

Allegato – il testo del Decreto Legislativo 5 agosto 2015, n. 128

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Anti-Money Laundering: 2016 Basel AML Index (29 July 2016)

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Fifth edition of the Basel Anti-Money Laundering (AML) Index developed by the Basel Institute on Governance.
Among the European countries, the highest risk countries are Luxembourg, Serbia, Greece, Switzerland, Italy, Germany, Moldova and Bosnia-Herzegovina. The rankings for Slovenia, Estonia, Serbia and Finland have deteriorated significantly within this region

The Basel AML Index is an annual ranking assessing country risk regarding money laundering/terrorism financing.
It focuses on anti-money laundering and counter terrorist financing (AML/CTF) frameworks and other related factors such as financial/public transparency and judicial strength.
This is the fifth edition of the Basel Anti-Money Laundering (AML) Index developed by the Basel Institute on Governance.
The Basel Institute published the Basel AML Index for the first time in 2012 and has since then been the only non-profit organisation to create a research-based ranking focusing on the risk of money laundering and terrorist financing.
The Basel AML Index provides the following key features:

  • Overview of 149 countries according to their risk level in money laundering/terrorist financing
  • Composite index based on public sources and third party assessments
  • Independent research-based risk ranking which is updated annually
  • AML country risk assessment tool for compliance purposes (see Expert Edition)

Basel AML Index 2016

The Basel AML Index 2016 Report summarises the key findings and provides a detailed explanation about our methodology.
See also what is new in the 2016 edition and the recent changes in our methodology.
Our annual review section outlines the main discussions and feedback received from external experts with academic, supervisory and law enforcement background.

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What does the Basel AML Index measure?

The Basel AML Index measures the risk of money laundering and terrorist financing of countries based on publicly available sources.
A total of 14 indicators that deal with AML/CFT regulations, corruption, financial standards, political disclosure and rule of law are aggregated into one overall risk score.
By combining these various data sources, the overall risk score represents a holistic assessment addressing structural as well as functional elements in the AML/CFT framework.
As there are no quantitative data available, the Basel AML Index does not measure the actual existence of money laundering activity or amount of illicit financial money within a country but is designed to indicate the risk level, i.e. the vulnerabilities of money laundering and terrorist financing within a country.

What has changed from the 2015 edition?

The 2016 Basel AML Index covers 149 countries.
Four countries were removed from the 2015 edition of the Basel AML Index: Barbados, Samoa, Suriname and Swaziland.
They were excluded from this year’s rating due to insufficient data.
Sudan was added to the 2016 Basel AML Index as more data became available.
The methodology remains the same as the 2015 edition, when a key methodological adjustment was conducted.
It takes into consideration the modifications brought to the assessment mechanism of the FATF Mutual Evaluation Reports.
For the first time they include an effectiveness assessment in addition to the assessment of legal compliance with the FATF recommendations.
While last year five countries were assessed according to the new FATF methodology, this year’s edition includes 14 countries with the new FATF Mutual Evaluation Reports as a source for the Basel AML Index.

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Download

  • Download the 2016 Basel Index Report (pdf, 2.5 M, 26 pp. )
  • Media release: Fighting money laundering remains weak in most countries according to Basel AML Index 2016 (pdf, 823 K, 4 pp.)

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UIF: antiriciclaggio, nuova funzionalità di caricamento segnalazioni operazioni sospette (27 luglio 2016)

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  • Fonte: comunicato di Banca d’Italia (pdf)

Nuova funzionalità per la compilazione delle segnalazioni di operazioni sospette di tipo money transfermediante il data-entry

Dal 27 luglio 2016 è disponibile sul portale Infostat-UIF una nuova funzionalità del data-entry che agevola la compilazione della segnalazione di operazioni sospette di tipo money transfer.
Previo inserimento del fenomeno E08, i segnalanti possono caricare un file in formato csv, elaborato in autonomia secondo gli standard del tracciato record previsto, inserendo in automatico i dati della segnalazione.
La funzionalità genera, sempre in automatico, un report che riporta il dettaglio relativo all’esito del caricamento dei dati.
Si ricorda che il popolamento automatico dei dati della segnalazione mediante un file in formato csv costituisce un ausilio alla compilazione mediante la funzionalità di data-entry; il processo di trasmissione deve essere completato con le usuali modalità, attivando i controlli automatici per la “VERIFICA” di correttezza e coerenza dei dati inseriti e inoltrandola segnalazione in diagnostico o in consegna

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Agenzia delle Entrate: Fatca, arrivano le istruzioni per correggere gli errori (27 luglio 2016)

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  • Fonte: comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate (pdf)

Fatca, arrivano le istruzioni per correggere gli errori

Gli operatori interessati saranno avvisati dalle Entrate via Pec

Pronte le regole che gli operatori finanziari italiani devono seguire per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati corretti sui conti intestati a cittadini statunitensi.
A seguito della notifica ricevuta da parte dell’autorità fiscale degli Stati Uniti, infatti, le Entrate avviseranno gli operatori tramite Pec, permettendo loro di fornire le informazioni corrette.
Le modalità di gestione delle comunicazioni sono illustrate nel provvedimento del direttore dell’Agenzia pubblicato oggi, che integra il provvedimento del 7 agosto scorso.

Rassegna web

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Vigilanza finanziaria: accordo tra Banca d’Italia e AIF della Santa Sede (26 luglio 2016)

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  • Fonte: comunicato di Banca d’Italia (pdf)

Accordo di Cooperazione tra la Banca d’Italia e l’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) della Santa Sede

La Banca d’Italia e l’Autorità di In formazione Finanziaria (AIF) della Santa Sede hanno concluso un accordo di cooperazione finalizzato a facilitare , su base di reciprocità, lo scambio di informazioni in materia di vigilanza finanziaria.
L’accordo consente ad entrambe le Autorità di ampliare i canali informativi per vigilare sui rapporti tra gli intermediari italiani e gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano.
Sono state previste, tra le altre, clausole sulla riservatezza e sull’utilizzo delle informazioni.
Questo accordo di cooperazione segue quello già siglato tra l’Unità di Informazione Finanziaria e l’AIF nel 2013 per la collaborazione nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

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ComplianceNet: cosa leggere oggi (25 luglio 2016)

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Il complicato mosaico dei dati anti-evasione, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016

  • di Alessandro Santoro

I rapporti dell’Ocse e del Fmi sono ricchi di spunti e indicazioni sia di natura organizzativo-istituzionale sia di natura legislativa. Fra i primi, vi è un aspetto richiamato in entrambi i report che è particolarmente sfidante: la necessità di sviluppare un approccio strategico all’analisi del rischio di evasione (compliance risk). L’Ocse  … (leggi in pdf su Rassegna Stampa dell’Agenzia delle Entrate)

Fmi, Ocse e il fisco che ancora non c'è, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016

  • di Marco Mobili e Giovanni Parente

Il Fisco italiano visto dall’estero è un po’ come l’isola che non c’è. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) disegnano un’amministrazione finanziaria che non esiste e potrebbe non esistere mai perché il Governo sembra orientato su tutt’altra strada. (leggi in pdf su Rassegna Stampa dell’Agenzia delle Entrate)

La Cassazione stringe sul riciclaggio, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016

  • Fonte: Antonio Iorio, “La Cassazione stringe sul riciclaggio”, Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2016, pag. 17

Per perseguire l’illecito può bastare un solo frammento della condotta in Italia
Reati tributari. Dalle decisioni della Suprema Corte un orientamento particolarmente restrittivo anche per eventi all’estero
(leggi on line su rassegna stampa IusLetter)

Panama Papers, l'Africa saccheggiata dalle offshore dei potenti, L’espresso 25 luglio 2016

  • Fonte: Paolo Biondani, Mauro Munafò, Marco Pratellesi e Leo Sisti, “ Panama Papers, l'Africa saccheggiata dalle offshore dei potenti”, L’espresso 25 luglio 2016

La nuova inchiesta giornalistica internazionale svela 1.400 società anonime utilizzate per spogliare le risorse naturali del continente nero. Petrolio, gas, oro, diamanti: ecco come i soldi sottratti alle popolazioni in miseria finiscono nei paradisi fiscali. Tra corruzioni, guerre, colpi di stato e riciclaggio di denaro sporco (leggi on line)

Il regime sanzionatorio in materia bancaria e finanziaria: novità normative e spunti di riflessione, DirittoBancario.it

  • Fonte: Roberto Della Vecchia e Paola Tumbarello, “Il regime sanzionatorio in materia bancaria e finanziaria: novità normative e spunti di riflessione”, Studio Legale Carbonetti e Associati per DirittoBancario.it

Con la Direttiva 2013/36/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (cd. CRD IV) il legislatore dell’Unione ha delineato i tratti essenziali del vigente sistema sanzionatorio comunitario (leggi on line  e anche in pdf)

I mercati offshore del RMB in Europa: prospettive per una maggiore integrazione finanziaria tra Europa e Cina”, Banca d’Italia, luglio 2016

  • Fonte:Daniela Marconi, Lorenzo Bencivelli, Anna Marra, Alessandro Schiavone e Raffaele Tartaglia-Polcini, “I mercati offshore del RMB in Europa: prospettive per una maggiore integrazione finanziaria tra Europa e Cina”, Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers) di Banca d'Italia,  luglio 2016

L’integrazione finanziaria della Cina con il resto del mondo è considerevolmente inferiore rispetto a quella commerciale, in virtù dei controlli ai movimenti di capitale e del sottosviluppo dei suoi mercati finanziari. Dal 2009 le autorità cinesi hanno avviato l’internazionalizzazione del renminbi (RMB) promuovendone l’uso da parte dei non residenti; il processo è stato accompagnato da una graduale, ancorché incompleta, liberalizzazione del conto finanziario della bilancia dei pagamenti. Questo lavoro offre una panoramica degli sviluppi nel processo di internazionalizzazione della valuta cinese. I mercati offshore svolgono un ruolo importante nel promuovere l’utilizzo del RMB da parte dei non residenti. (online e pdf  - testo in inglese)

Osservatorio sul Riciclaggio e Finanziamento del Terrorismo, Weekly Report n.61 (settimana 18 - 24 luglio 2016.)

  • Fonte: Osservatorio sul Riciclaggio e sul Finanziamento del Terrorismo istituito presso la Fondazione Bruno Visentini

Riciclaggio solo nel caso di sostituzione del denaro frutto di reato
L’impiego diretto di denaro di provenienza illecita in attività economiche o finanziarie in grado di “ripulirlo” non costituisce riciclaggio… (online  )

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ComplianceNet: cosa leggere oggi (22 luglio 2016)

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(immagine tratta da Wiki Commons)

Il Sole 24 Ore: Antiriciclaggio, un registro sui titolari effettivi (21/07/16)

  • di Valerio Vallefuoco

La Commissione europea ha adottato il 5 luglio 2016 una proposta di direttiva con alcune modifiche...
(continua a leggere online  qui su rassegna stampa IusLetter o in pdf su rassegna stampa FiscoOggi)

IusLetter: La Commissione UE adotta una proposta di modifica alla IV Direttiva antiriciclaggio

  • di Luca Bettinelli

Si rende noto che la Commissione Europea ha recentemente adottato una proposta di direttiva con alcune modifiche all’attuale quadro normativo in materia di antiriciclaggio dettato dalla Direttiva 2015/849/UE (c.d. “IV Direttiva Antiriciclaggio”).
Nello specifico, la proposta propone una serie di misure volte a migliorare la lotta al finanziamento del terrorismo ed a garantire una maggiore trasparenza delle transazioni finanziarie e di entità societarie sotto il quadro giuridico preventivo in atto nell’Unione, ossia la direttiva (UE) 2015/849 (la “4AMLD”).
(continua a leggere qui)

Compliance Journal: Antiriciclaggio e contrasto al terrorismo: la proposta della Commissione Europea per modificare la IV Direttiva

  • A cura di Nicola Mainieri, Dirigente di Banca d’Italia

Il 5 luglio 2016 la Commissione Europea ha adottato una proposta volta a rafforzare le norme antiriciclaggio e di contrasto al terrorismo contenute nella Quarta direttiva (n. 2015/849/UE). La proposta dovrà ora essere tradotta in una direttiva da adottare, secondo la procedura legislativa ordinaria, dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

  • (continua a leggere qui)

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Ue: una comunicazione ad hoc per la tutela dei whistle-blowers (FiscoOggi.it, 18 Luglio 2016)

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Il documento elaborato dalla Commissione europea passa in rassegna i progressi raggiunti e i settori dove intervenire

  • di Alessandra Gambadoro

Contrastare l’evasione fiscale e rendere più equo il sistema tributario europeo sono due facce della stessa medaglia.
Da questo assunto di base muove la Comunicazione (qui in pdf) presentata nei giorni scorsi dalla Commissione europea.
Il documento mette nero su bianco le azioni che l’esecutivo comunitario intende mettere in campo, anche alla luce del recente scandalo dei Panama Papers.

I danni dell’evasione fiscale

La Comunicazione evidenzia innanzitutto i danni causati dall’evasione fiscale.
L’evasione sottrae al gettito delle casse degli Stati Ue miliardi di euro ogni anno, danneggia la concorrenza e il mercato, gravando soprattutto sulle piccole e medie imprese, sfavorite rispetto alle grandi che possono adottare una pianificazione fiscale aggressiva.
L’evasione danneggia indirettamente anche l’occupazione.
I governi, infatti, per compensare le perdite in termini di tasse evase, scelgono spesso di aumentare la pressione fiscale, in particolare quella sul lavoro.
L’evasione, in sostanza, rende meno equo il sistema fiscale, contribuendo a minare il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini.
Per contrastarla, sottolinea il documento della Commissione, è necessario un coordinamento più stringente tra tutti gli Stati dell’Unione.

La tutela dei whistle-blowers

Il documento sottolinea la volontà dell’esecutivo Ue di voler migliorare la protezione dei whistle-blowers.
Numerosi casi hanno recentemente portato alla ribalta il ruolo di chi informa le autorità pubbliche dei crimini commessi contro la collettività, tra cui anche il reato di evasione fiscale.
La Commissione intende sia supportare i Paesi membri nella tutela dei whistle-blowers a livello nazionale, sia garantire a livello europeo una protezione generale, dato che le norme comunitarie tutelano queste figure solo in alcuni settori.
La Comunicazione, infine, informa che la Commissione presenterà in autunno un primo rapporto sulle misure da adottare per garantire uno scambio efficace di informazioni tra gli Stati membri sul beneficiario effettivo.

I punti chiave della strategia antievasione

La Comunicazione passa in rassegna i passi avanti realizzati fino a ora dall’Unione europea per garantire maggiore trasparenza fiscale e una tassazione più equa per tutti i contribuenti.
Il documento rimarca, però, che nonostante gli sforzi fatti fino ad adesso l’Ue ha ancora davanti parecchia strada da compiere sul fronte dell’evasione fiscale, soprattutto dopo gli eventi recenti legati alla divulgazione dei Panama Papers.
Il testo della Commissione individua, quindi, i punti chiave dove è necessario intervenire.
Primo: modificare in parte la Quarta Direttiva europea sull’antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo, con lo scopo di rafforzare il contrasto al riciclo di denaro sporco connesso a fenomeni evasivi.
In quest’ambito, la Commissione, inoltre, intende stilare per la prima volta una lista di Paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo.
Secondo il documento, l’esecutivo comunitario sta studiando anche le strategie migliori per assicurare un controllo delle pratiche di pianificazione fiscale aggressiva.
La Commissione sta già lavorando con l’Ocse e altre organizzazioni internazionali per mettere a punto un approccio globale e condiviso sulla trasparenza delle attività dei professionisti e degli intermediari finanziari che spesso favoriscono l’adozione di questo tipo di strategie fiscali.
Il prossimo autunno, inoltre, l’esecutivo Ue lancerà una consultazione pubblica sull’argomento.
Un altro punto in agenda riguarda il rafforzamento di misure per promuovere la buona governance fiscale, tra cui la stipula di accordi con Stati terzi.
La Commissione e il Gruppo “Codice di condotta”, inoltre, stanno lavorando alla stesura di un elenco di Paesi extra-Ue che non rispettano gli standard della buona governance.
La lista dovrebbe essere pronta per il 2017.

Allegato

  • Communication from the Commission to the European Parliament and the Council, "Communication on further measures to enhance transparency and the fight against tax evasion and avoidance", Strasbourg, 5.7.2016, COM(2016) 451 final, (pdf, 223 K, 10 pp.)

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Immagine tratta da transparencyinternational

European Commission: Questions and Answers on Anti-money Laundering Directive (15 July 2016)

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The Commission has today (5 July 2016) adopted a proposal to further reinforce EU rules on anti-money laundering to counter terrorist financing and increase transparency about who really owns companies and trusts.
The adoption of the Fourth Anti-Money Laundering Directive (AMLD) in May 2015 was a major step forward in improving the effectiveness of the EU's efforts to combat the laundering of money from criminal activities and to counter the financing of terrorist activities.
This Commission proposal is the first initiative to implement the Action Plan for strengthening the fight against terrorist financing of February 2016.
The recent terrorist attacks and the Panama Papers revelations highlighted the need for the EU to take further measures and step up its fight against money laundering and terrorism financing.
This proposal, amending the Fourth Anti-Money Laundering Directive, intends to complement the existing preventive legal framework in place in the Union, by setting out additional measures to better counter the financing of terrorism and to ensure increased transparency of financial transactions and legal entities.

1. Tackling Terrorism Financing

How does the EU currently tackle the use of the financial system for terrorist financing purposes?

The EU has set up strong rules to combat money laundering and the financing of terrorism, to prevent the EU financial system from being misused for these purposes. The Fourth Anti-Money Laundering Directive, adopted on 20 May 2015, set high standards to ensure that credit and financial institutions are equipped to detect and take action against such risks. For instance, it introduced a requirement for Member States to put in place national registers of beneficial owners, to ensure transparency around certain ownership structures.
The swift transposition and implementation of these new rules is the first key step. Member States have committed at the level of Finance Ministers to bring forward the date for effective transposition and entry into force to end 2016 at the latest.
Given the evolving risks, the Commission is today proposing some amendments to improve the current legislative framework, and speed up some other non-legislative initiatives.

What changes does today's proposal introduce to fight terrorist financing?

The Commission proposes a number of targeted amendments to the Fourth Anti-Money Laundering Directive.
The amendments will strengthen the following points:

  • Apply enhanced checks (“due diligence measures/counter-measures”) towards high risk third countries;
  • Bring virtual currency exchange platforms under the scope of the Directive;
  • Strengthen transparency measures applicable to prepaid instruments, such as prepaid cards, by lowering thresholds for identification from €250 to €150 and widening customer verification requirements;    
  • Enhance the powers of Financial Intelligence Units and facilitate their cooperation by further aligning the rules for such Units with the latest international standards;
  • Give Financial Intelligence Units swift access to information on the holders of bank-and payment accounts, through centralised registers or electronic data retrieval systems.

What are Financial Intelligence Units?

They are public authorities that exist in every Member State. They collect and analyse information about any suspicious transactions spotted by banks, for instance, or any other relevant information related to money laundering or terrorism financing. If their analysis of a file raises concerns regarding possible criminal activity, they transfer the file to law enforcement authorities for further action.

How will the work of Financial Intelligence Units in the fight against terrorism financing be facilitated?

The access of Financial Intelligence Units (FIUs) to – and exchange of – information will be enhanced in two ways:

  • by introducing centralised bank and payment account registers: centralised registers at national level allow for identification of all national bank accounts belonging to one person, or other similar mechanisms such as "central retrieval systems". They are used by law enforcement authorities to facilitate financial investigations, including those relating to terrorism financing. The establishment of these centralised registers or electronic data retrieval systems in all Member States will rapidly provide FIUs (or other competent authorities) with information on the identity of holders of bank and payment accounts. In parallel, the Commission will look into the possibility of a distinct legal instrument to broaden the scope for accessing these centralised bank and payment account registers for other purposes (e.g. law enforcement investigations, including asset recovery, tax offences) and by other authorities (e.g. tax authorities, Asset Recovery Offices, other law enforcement services, Anti-corruption authorities). Any initiative would have to be accompanied by appropriate safeguards, in particular as regards data protection, and conditions of access.
  • by aligning the rules for Financial Intelligence Units (FIUs) with the latest international standards: FIUs play an important role in identifying the financial operations of terrorist networks across borders and in detecting their financial backers. International standards now emphasise the importance of extending the scope of and access to information available to FIUs (that information is currently limited in certain Member States by the requirement that a prior Suspicious Transaction Report has first been made by an obliged entity). The Commission proposes to amend the Fourth AMLDin order to enhance the access to information available to FIU's.

What can the EU do to further address terrorist financing risks linked to high-risk third countries?

Today, the Fourth AMLD requires obliged entities, such as banks and financial institutions, to apply enhanced customer due diligence measures (i.e. extra checks and monitoring of financial transactions in order to prevent, detect and disrupt suspicious transactions) when doing business with natural or legal entities established in "high risk third countries" (see also below). However, at present, Member States are not required to include, in their national regimes, a specific list of enhanced measures and thus various regimes – stricter and less strict – exist in this field.
Harmonisation of these measures at EU level will avoid or at the least limit the risk of forum-shopping between the different Member States, thus avoiding weak spots that could be exploited by terrorists to channel their funds in an out of the EU.
The enhanced measures proposed are fully compliant with the list of such actions drawn up by the Financial Action Task Force ("FATF"). The list of countermeasures set out by FATF should also be adequately reflected in Union legislation.

How can virtual currencies be used to finance terrorism and what can we do to prevent this?

Banks and payment institutions fall under the scope of the Fourth AMLD, which requires them to comply with specific rules, such as verifying customers’ identity and monitoring financial transactions. Virtual currency operators were initially not included in the scope of the Directive.
Virtual currencies are developing quickly and are an example of digital innovation. However, at the same time, there is a risk that virtual currencies could be used by terrorist organisations to circumvent the traditional financial system and conceal financial transactions as these can be carried out in an anonymous manner.
That is why the Commission proposes to bring virtual currency exchange platforms and custodian wallet providers under the scope of the Fourth AMLD, in order to help identify users who trade in virtual currencies. Bringing these two actors under the Fourth AMLD and making them "obliged entities" will ensure better controls, ensuring that they apply customer due diligence and contribute to preventing money laundering and terrorist financing.

What is the difference between a virtual currency exchange platform and a virtual wallet provider?

Virtual currency exchange platforms can be considered as 'electronic' currency exchange offices that trade virtual currencies for real currencies (or so-called 'fiat' currencies, such as the euro). On the other hand, virtual currency custodian wallet providers hold virtual currency accounts on behalf of their customers (by providing virtual wallets from which payments in virtual currencies can be done or received). In the 'virtual currency' world, they are the equivalent of a bank or payment institution offering a payment account.

Why not just ban virtual currencies?

Whilst several jurisdictions in the world, including some European Union Member States and the European Banking Authority, have issued warnings about the risks that virtual currencies may entail, none have actually banned them. Virtual currencies are often considered as a useful tool for international payment transfers, low cost money remittance and close to instantaneous payments. To date, virtual currencies represent an innovative but rather small market. The European Central Bank in its last report on virtual currencies (February 2015) concluded that virtual currencies entail certain risks but do not at this point in time pose a threat to financial stability due to their still limited size – around 70,000 transactions are made daily on virtual currency platforms, worth around €40 million. Obviously, responsible authorities will continue to monitor the developments in this area.

What are the risks linked to pre-paid cards, and how can they be tackled?

Whilst the Commission fully acknowledges that prepaid instruments can have a social purpose and are beneficial for many citizens, including for those who are economically vulnerable or financially excluded, it is also aware of the risks stemming from the anonymity of some of these cards. For this reason, the Commission proposes to amend the Fourth AMLD to minimise the anonymous use of these products.
Given the risk of terrorist financing, the Commission proposes to minimise the use of anonymous payments through pre-paid cards, by lowering thresholds for identification from €250 to €150 and widening customer verification requirements for payments ‘on site’. More stringent provisions will apply for prepaid cards used on the internet so that anonymous use will not be possible online. Proportionality has been taken into account, with particular regard paid to the use of these cards by financially vulnerable citizens.

What about prepaid cards issued outside the EU, that are used in the EU?

While the use of anonymous prepaid cards issued in the EU is essentially limited to the EU territory only, this is not always the case with similar cards issued in third countries. The proposal contains a provision to ensure that anonymous prepaid cards issued outside the EU can be used in the EU only where they can be considered to comply with requirements equivalent to those set out in EU legislation. This means that banks will carry out their checks and will have to refuse payments made with cards from countries that do not have sufficiently high anti-money laundering standards.
What other non-legislative actions will the EU take in the fight against terrorist financing?
a) Support work done by Financial Intelligence Units
The EU will continue delivering operational support to Financial Intelligence Units (FIUs). FIUs in Europe exchange information and identify money laundering and terrorist finance activities by matching information on suspected transaction reports through a decentralised IT system called FIU.net. The FIU.net network was integrated into Europol on 1 January 2016, helping police authorities to fight against terrorist financing.
b) Tackling obstacles to information exchanges between FIUs
A planned mapping exercise among FIUs to identify practical obstacles to access to and exchange of information will be advanced and accelerated. FIUs are also expected to interact closely with other enforcement authorities. In this context, the Commission will also further look at means to support joint analysis of cross-border cases by FIUs and solutions to enhance the level of financial intelligence. The EU FIU Platform – representing Member States FIUs - will provide the results of its analysis before the end of 2016. The Commission will propose new initiatives by mid-2017 to remove the identified obstacles and increase financial intelligence.
c) Conducting a supranational risk assessment of money laundering and terrorist financing risks, in line with the provisions of the Fourth Anti-Money Laundering Directive
In order to avoid blind spots and respond to the evolving nature of terrorism financing, the EU will put in place a framework to analyse terrorism financing risks in a broader perspective. The aim is to analyse the risks affecting the internal market and propose mitigating actions, including Recommendations to Member States (on a "comply or explain" basis) to address such risks. The Commission has already designed the methodology for this assessment and started the analysis process. Such a framework should allow the Commission to develop, in addition to Recommendations to Member States, new policy initiatives at EU level which are both evidence-based and tailored to the actual risks.

2.    Tackling transparency of beneficial ownership

What are the issues identified by the Panama Papers?

The Panama Papers revealed that complex ownership structures have been used to hide links to criminal activities and tax obligations. They demonstrated the need for enhanced transparency on the ultimate beneficial ownership of certain legal entities needed to be further enhanced. The fourth AMLD already sets out a comprehensive framework as regards the collection, storing of, and access to information on the beneficial owners of companies, trusts and other corporate vehicles.
The Panama Papers highlighted areas where further enhancements would be advisable. The amendments put forward address these issues and will improve the transparency of beneficial ownership information by clarifying or strengthening some of its features: what is registered (i.e. entities for which information is registered), where registration must take place (which Member State is responsible for registration of a given entity), who is granted access to information (clearer access to information on beneficial ownership), how national registers should be interconnected. In addition, the Commission today announced separately [LINK TO TAX IP] that it would explore ways for information on beneficial ownership to be automatically exchanged between Member States' tax authorities.

Who will have access to the beneficial ownership information?

Currently, under the fourth AMLD, the information about the beneficial ownership of companies and trusts is already accessible to competent authorities and obliged entities in view of facilitating the performance of their "customer due diligence obligations" (i.e. a procedure consisting in properly identifying the customer on the basis of reliable and independent sources, such as for example identity cards or passports).
The Commission now proposes to also provide public access to certain essential beneficial ownership information held in registries regarding companies and trusts that engage in economic activities with a view to gain profit. For privacy reasons, access to information in relation to trusts not engaged in economic activities (e.g. family trusts set up to finance studies) will only be granted to persons and organisations that can demonstrate a legitimate interest.
Today's Communication on promoting tax transparency and fighting tax evasion also sets out our plans to make this information available to tax authorities, giving them all the information they need to crack down on those who do not pay their fair share of taxes.

What impact will the proposal have on the transposition of the Fourth AMLD by the Member States?

The formal transposition date for the fourth AMLD is 26 June 2017. In its Action Plan to strengthen the fight against terrorism financing of 2 February 2016, the Commission called on Member States to bring forward the date for effective transposition of the Directive to Q4 2016.
Although Member States have sped up work, the period to transpose the fourth AMLD is still ongoing. Therefore we must carefully take into account the work already undertaken by the Member States when implementing and transposing rules that are closely linked to the issues that will be revised by the modifying Directive, such as for example the exemption regime for pre-paid cards.
In this respect, continuity must be ensured with the work already undertaken by the Member States regarding the creation of the registries/mechanisms mentioned in articles 30 and 31 of the Fourth Anti-Money Laundering Directive.

3. Protecting the EU financial system from high risk countries

Why does the Commission intend to adopt a list of high risk third countries?

The Fourth Anti-Money Laundering Directive mandates the Commission to identify "high-risk third countries" having strategic deficiencies in their regimes on Anti-Money Laundering (AML) and Countering Terrorist Financing (CFT). The purpose of this list is to protect the proper functioning of the EU financial system from the money laundering and terrorist financing risks emanating from those countries. This requirement follows the approach developed at global level by the Financial Action Task Force (FATF) to respond to the threat posed by countries that did not implement internationally agreed standards on AML/CFT.
In line with the risk-based approach, banks shall apply enhanced due diligence in case of financial flows to/from high risk third countries identified by the Commission.
Those enhanced measures will lead to extra checks and monitoring of those transactions by banks and obliged entities in order to prevent, detect and disrupt suspicious transactions. Hence these measures do not entail any type of sanctions, termination of business relationship, restrictions trade relations, or limiting our development assistance; it only aims to apply enhanced vigilance measures in those cases. The EU will continue to engage across all relevant policy areas with the concerned jurisdictions, including through development cooperation, the ultimate goal being their compliance and removal from the list.In order to further clarify the type of enhanced vigilance to be applied and avoid loopholes in the EU, the Commission proposes to harmonise those enhanced measures through a revision of the Fourth Anti-Money Laundering Directive.  

When will the list of high-risk third countries be applicable?

The Commission plans to adopt the Delegated Act identifying high-risk countries on 14 July 2016. According to the Fourth AMLD, the Delegated Regulation will then be transmitted to the European Parliament and Council who can express objections within a given period of time. The Delegated Regulation will enter into force if no objection has been expressed either by the European Parliament or the Council within a period of one month of the notification – which can be extended on request by one additional month (i.e. maximum 2 months in total) and the Delegated Regulation will be published in the Official Journal after this period and enters then into force.

For more information:IP/16/2380

MEMO/16/2381
Press contacts:

General public inquiries: Europe Direct by phone 00 800 67 89 10 11 or by email

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