Privacy: Newsletter del Garante n. 366 del 29 novembre 2012 – cambio sesso, alberghi, sperimentazione medica

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la newsletter n.366 del 29 novembre 2012  .
Tre gli argomenti trattati:

  1. Cambio di sesso: su diploma di laurea privacy garantita
  2. Schedine d'albergo via web: ok del Garante alle nuove regole
  3. Sperimentazione clinica su pazienti traumatizzati

Cambio di sesso: su diploma di laurea privacy garantita

La ristampa del diploma di laurea non deve contenere alcun riferimento al nome originario
La ristampa del diploma di laurea degli studenti che hanno cambiato sesso non deve contenere alcun elemento idoneo a rivelare l'avvenuta  rettificazione di attribuzione di sesso, quali il  nome originario  dell'interessato o l'annotazione della motivazione della ristampa.
Lo ha stabilito il Garante per la privacy rispondendo a due richieste di chiarimenti: la prima di uno studente che dopo il cambio di sesso voleva ottenere il diploma di laurea con indicati solo i nuovi dati anagrafici, e la seconda dell'Università interessata che proponeva il rilascio di un secondo diploma con la nuova identità ritenendo, che l'ipotesi alternativa - con l'annotazione  della motivazione della ristampa  sul diploma di laurea - potesse ledere la riservatezza dello studente. La soluzione prospettata dall'Università è stata accolta dal Garante perché ritenuta idonea a tutelare adeguatamente la dignità della persona e il suo diritto a vedere correttamente rappresentata la propria identità sessuale.
L'Autorità inoltre, ha prescritto a tutte le  Università  di adottare, nell'ambito della propria autonomia, accorgimenti e cautele, anche simili a quelli individuati nel caso esaminato, in modo da non rilasciare certificazioni o documentazione dalle quali possano desumersi il cambiamento di sesso e il nome originario dell'interessato.  Informazioni, queste ultime, contenute in atti o documenti che l'Università è comunque obbligata a conservare a norma di legge.
Il provvedimento del Garante è stato trasmesso al Miur e alla Conferenza dei Rettori delle Università italiane affinché valutino l'adozione di eventuali iniziative volte a orientare in modo corretto e omogeneo le procedure delle Università in casi analoghi.

Schedine d'albergo via web: ok del Garante alle nuove regole

Il Garante della privacy ha dato parere favorevole sullo schema di decreto riguardante la comunicazione esclusivamente per via telematica alle autorità di pubblica sicurezza dell'arrivo di persone che alloggeranno in strutture ricettive. Il testo predisposto dal Ministero dell'interno, come suggerito dal Garante, sostituisce completamente la normativa precedente, così da evitare eventuali incertezze applicative tra gli operatori, e consentendo un utilizzo sicuro delle nuove tecnologie per la trasmissione delle cosiddette "schedine d'albergo".
In base al nuovo decreto, i gestori delle strutture ricettive dovranno provvedere a comunicare i dati delle persone alloggiate (le generalità, gli estremi del documento di riconoscimento e il numero dei giorni di permanenza) alle questure competenti entro 24 ore dal loro arrivo, tramite un apposito servizio attivato sul web dal Centro Elettronico Nazionale (Cen) della Polizia di Stato.
Per tutelare la riservatezza dei dati sono previste particolari procedure e misure di sicurezza sia per gli esercenti, sia per gli operatori di polizia.
Gli alberghi e le altre strutture ricettive dovranno innanzitutto chiedere un apposito certificato elettronico per abilitarsi al servizio di trasmissione via web. Nel caso in cui, per motivi di natura tecnica, il servizio web risultasse non funzionante, gli operatori potranno comunque inviare i dati dei clienti tramite fax o posta elettronica certificata (Pec). I dati trasmessi dovranno essere cancellati subito dopo l'invio, mentre le ricevute di trasmissione dovranno essere conservate per cinque anni al fine di consentire eventuali controlli.
Una volta inviate, le informazioni saranno registrate, presso una struttura informatica del Cen, in aree di memoria logicamente separate in base all'ufficio territoriale competente, così da consentire un accesso selettivo al personale della Polizia di Stato espressamente autorizzato. Per quindici giorni i dati potranno essere consultati dai soli operatori incaricati per finalità di prevenzione, di accertamento e repressione dei reati, nonché di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Trascorso tale periodo, i dati sulle persone alloggiate potranno essere consultati esclusivamente dagli ufficiali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza della Polizia di Stato addetti ai servizi investigativi con profilo di accesso a livello nazionale. Trascorsi 5 anni dalla registrazione, le schedine d'albergo dovranno essere definitivamente cancellate anche dal Cen.

ComplianceNet: 

Società di revisione, la Consob "conferma" le disposizioni antiriciclaggio (Ipsoa, 27 novembre 2012)

Con incarichi presso enti di interesse pubblico
La Commissione di vigilanza sulla borsa, attraverso la delibera n. 18382 del 21 novembre, ha confermato – in seguito all’entrata in vigore del decreto del MEF che ha istituito il nuovo Registro unico dei revisori – l’applicabilità, in capo alle società aventi incarichi presso enti di interesse pubblico, della disciplina in materia di antiriciclaggio contenuta nella delibera n. 17836 del 2011.
Con la citata delibera n. 17836 del 28 giugno 2011 la Consob, d’intesa con la Banca d’Italia e l’Isvap, aveva dettato una serie di disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni delle società di revisione, volti a prevenirne l’utilizzo a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Tale delibera era stata adottata in attuazione dell’art. 7 del d.lgs. n. 231/2007, il quale, provvedendo al recepimento della Direttiva 2005/60/CE aveva ridisegnato l’intera normativa in materia antiriciclaggio.
Orbene, l’authority di vigilanza borsistica, in seguito all’entrata in vigore (dal 13 settembre scorso) del decreto del MEF n. 144/2012, che ha istituito il nuovo Registro unico dei revisori contabili e delle società di revisione, ha inteso confermare la validità della predetta delibera.
La precisazione della Consob si rendeva necessaria alla luce della soppressione dell’Albo Speciale delle società di revisione tenuto dalla Consob ai sensi del previgente art. 161 del TUF. Inoltre – prosegue la delibera – il chiarimento si rendeva opportuno in ragione dell’entrata in vigore, dal 17 ottobre 2012, del d.lgs. n. 169/2012 che ha introdotto alcune modifiche alla disciplina volta alla prevenzione del fenomeno del riciclaggio.
In definitiva la Consob, alla luce del quadro normativo così ridefinito e in attesa dell’adozione degli ulteriori decreti attuativi del d.lgs. n. 39/2010 ha chiarito, in considerazione dell’Istituzione del Registro unico, che a far data dallo scorso 17 ottobre le disposizioni della delibera n. 17836 si intendono riferite alle società di revisione con incarichi presso enti di interesse pubblico.

Convegno Cabel: "L'industria bancaria italiana e le prospettive di rilancio", disponibili le slide (Cabel.it, 23 novembre 2012)

Testi degli interventi dei relatori - Empoli 10 Novembre 2012

Cabel ringrazia tutti coloro che a titolo sia di relatori sia di partecipanti, sono intervenuti all’evento organizzato ad Empoli nelle giornate del 10 e 11 Novembre u.s. sul tema “L’industria bancaria italiana tra prospettive di rilancio e bisogno di concretezza”.
La rappresentatività dei soggetti istituzionali coinvolti (Banca d’Italia, Amministrazioni locali, Università, Confindustria, Fondazioni bancarie) e degli operatori economici (imprese, assicurazioni, banche, outsourcer informatici) ha dato risalto all’iniziativa, incoraggiando a proseguire lungo la strada delle soluzioni concrete, che aiutino ad affrontare le criticità del contesto socio – economico che stiamo vivendo.
Un ringraziamento particolare a Sua Eminenza Silvano Piovanelli, Arcivescovo Emerito della diocesi fiorentina, che, presente all’evento, ha richiamato le responsabilità di tutti per il superamento dell’attuale momento.

L’industria bancaria italiana tra prospettive di rilancio e bisogno di concretezza

Intervento D. Corsini (slide disponibili)

Coordina F. Locatelli Direttore del giornale web Firstonline.
Partecipano:

  • M. Benvenuti Banca d’Italia Firenze, Tendenze interpretative dell’economia del territorio (slide disponibili)
  • S. Bettini Presidente Confindustria Firenze, La media impresa, vero motore di sviluppo (slide disponibili)
  • A. Lattanzi Presidente Fondazione Carilucca, Nuovi interessi proprietari per le banche del territorio?
  • R. Varaldo Scuola Superiore S.Anna, innovazione e start up tecnologiche (slide disponibili)
  • F. Ferrarotti Sociologo, Idropouts: gli esclusi da mercati e società 
  • M. Comana Università Luiss, Banche locali in equilibrio tra strategie di mercato e mission territoriale, lecture (slide disponibili).
  • F. Bosio DG Banca di Cambiano, banca locale un ruolo che si rinnova, testimonianza

Coordina: M. Salvatori, Direttore della rivista Azienda Banca.
Partecipano:

  • G. Correnti Partner Nolan & Norton, gruppo Kpmg, tendenze della tecnologia nell’industria bancaria (slide disponibili)
  • G. Apicella Guerra Consulente organizzativo, What the banks Want. Nuove sfide per l’organizzazione della banca (slide disponibili)
  • V. Fiore AD Auriga, i pagamenti, terreno di confronto tra banche e non banche (slide disponibili)
  • A Pallini AD Oasi, gruppo ICBPI, il ruolo dell’outsourcer, tecnologia ma non solo (slide disponibili)
  • P. Franchini Banca d’Italia, amministrazione Centrale, Rischio informatico e normativa di vigilanza (slide disponibili)

Conclusioni D. Corsini (slide disponibili)

ComplianceNet: 

Il punto su Basilea III e la stabilità finanziaria (YouTrend.it, 19 novembre 2012)

    di Matteo Bidese

      Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, istituito nel lontano 1974 dai paesi del G10, si occupa di regolamentazione internazionale del sistema bancario e finanziario al fine di garantirne la stabilità. La stabilità del sistema finanziario è indispensabile per mantenere e coltivare la fiducia dei depositanti, i cui fondi sono sulla carta disponibili ed esigibili, ma è chiaro come questo non sia conciliabile con l’attività d’impiego a medio-lungo termine svolta dalla banca, in credito o altri strumenti finanziari. Il rischio di default delle istituzioni deve essere ridotto ai minimi termini, ancor più in un sistema interconnesso e complesso come quello attuale. La caduta di una singola istituzione può innescare un effetto domino all’interno del sistema (come insegna il caso Lehman Brother).
      Il sistema prescelto dal Comitato è di vigilanza prudenziale. Si richiede sostanzialmente alle banche di detenere a fronte degli impieghi, considerando il loro livello di rischio (un mutuo ipotecario è per definizione meno rischioso di un prestito a un privato senza garanzie), un certo ammontare minimo di capitale (il requisito base è dell’8%), finanziando solo la restante parte attraverso il debito. Ciò dovrebbe garantire una maggiore solidità della banca, limitandone almeno in parte l’esposizione finanziaria e coprendo il rischio di credito. Prendiamo una banca che fa prestiti per 100. Nel primo caso è finanziato per 100 dai depositanti, nel secondo per 92 dai depositanti e 8 da capitale. Se la banca incassa una perdita di 5, nel primo caso i depositanti vedono ridotti i propri risparmi e vorranno uscire dalla banca. Nel secondo caso la perdita di 5 verrà assorbita dal capitale e i depositi non saranno intaccati garantendo la continuità del sistema.
      Fino ad oggi l’applicazione delle racco- mandazioni del Comitato è avanzata al rallentatore, i progressi sono stati notevoli (Basilea II la più importante con i sistemi di rating interni) ma la regolamentazione si è sempre trovata ad inseguire l’innovazione finanziaria, in ritardo rispetto alla necessità di stabilizzare l’attività bancaria. Le conseguenze sono evidenti, il ritardo per buona parte politico. Sorte migliore non sembra toccare a Basilea III, l’ultimo set di norme da applicare gradualmente, a partire da Gennaio 2013 ed entro il 2019. L’Europa si appresta non senza malumori al varo (per la verità le banche europee hanno già iniziato autonomamente ad allinearsi) ma in questi giorni arriva lo stop della FED. Non c’è abbastanza tempo per chiarire come applicare le nuove raccomandazioni.
      La verità è che i nuovi requisiti di capitale sono decisamente più stringenti, sia a livello di requisito minimo che di qualità del capitale (maggiore common equity a scapito di strumenti subordinati o convertibili). Basilea III potenzia inoltre i requisiti per il rischio di mercato ed introduce norme a copertura del rischio liquidità, imponendo accantonamenti di liquidità per scongiurare problemi di solvibilità più o meno acuti dell’istituzione. Tutti questi requisiti risultano inoltre considerevolmente acuiti per quelle istituzioni considerate come fonte di rischio sistemico, le cosiddette SIFI (tra cui compare anche Unicredit), le too big to fail.
      Altro aspetto evidenziato è quello della prociclicità delle norme. È infatti il livello di rischio a determinare la quantità di capitale minimo da detenere. In periodi di crescita economica, quando il rischio scende, i requisiti diventano meno stringenti liberando risorse da investire per la banca, a parità di capitale. D’altro canto, in periodi di recessione il rischio sale e il capitale minimo da detenere cresce; a parità di capitale la banca è quindi costretta ridurre il suo attivo per rispettare i parametri contraendo l’offerta di credito e innescando un spirale recessiva per l’economia reale. In tal senso si prevede un buffer (“cuscinetto”) anticiclico, un ulteriore aumento dei requisiti di capitale da attivare nei periodi di crescita economica per smussare il picco del ciclo e poi da riassorbire nei periodi di recessione. Questo buffer sarebbe da costituire attraverso la ritenzione degli utili a scapito della distribuzione di dividendi e di bonus per i manager.

      ComplianceNet: 

      In arrivo una nuova MiFID (laVoce.info, 16 novembre 2012)

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      di Massimo Scolari  segretario generale di Ascosim, associazione delle Sim di consulenza
      La direttiva Mifid disciplina i servizi di investimento nell'Unione Europea. Presto ne entrerà in vigore una versione profondamente rivista, che aumenta la trasparenza verso i risparmiatori. Soprattutto in Italia, comporterà la fine di prassi obsolete che hanno regolato il mercato negli ultimi decenni.
      La direttiva Mifid, che disciplina i servizi di investimento nei paesi dell’Unione Europea, è stata approvata nel 2004 e, dopo l’emanazione di direttive applicative (di secondo livello), è stata recepita nei diversi ordinamenti nazionali, Italia inclusa, nel 2007.
      La direttiva conteneva clausole di revisione che prevedevano una manutenzione della normativa alla fine del primo triennio di applicazione.
      I primi tre anni di vita della Mifid hanno coinciso con una fase di profonda instabilità dei mercati finanziari: ciò ha reso ancor più indispensabile, anche in virtù di impegni assunti nel quadro degli accordi del G20, una revisione della normativa al fine di assicurare una maggiore protezione degli investitori e una maggiore uniformità nell’applicazione nei diversi paesi europei.
      La revisione è stata avviata nel 2010 con una pubblica consultazione; nell’ottobre 2011 la Commissione europea ha adottato un testo che costituisce la proposta di modifica della direttiva - più precisamente, si tratta di una proposta di una nuova direttiva (Mifid 2) e di un regolamento (Mifir).

      La proposta della Commissione europea

      Le tematiche sulle quali si sofferma la proposta della nuova direttiva sono molteplici, trasparenza e integrità dei mercati, high frequency trading, istituzione e gestione di Otf (Organised Trading Facility), regole di trasparenza pre e post trading, accesso ai mercati europei da parte di intermediari di paesi terzi.
      Nell’ambito della protezione degli investitori sono introdotte alcune novità importanti nella disciplina del servizio di consulenza in materia di investimenti.
      In primo luogo, si trova una conferma dell’ampia definizione di consulenza finanziaria e della sua rilevanza nell’ambito dei servizi di investimento.
      La novità più rilevante è l’introduzione di una specifica tipologia di consulenza definita “indipendente”, nella quale si prevede l’obbligo di considerare, per le raccomandazioni di investimento, un’ampia gamma di emittenti e di strumenti finanziari, in particolare non limitandosi agli strumenti o prodotti finanziari emessi o gestiti dalle società del gruppo di appartenenza, e il divieto di percepire “incentivi” da società terze, ossia le retrocessioni di commissioni da parte delle società-prodotto.
      Il Recital n. 52 della proposta della Commissione europea chiarisce infatti che “al fine di definire ulteriormente il contesto all’interno del quale viene prestato il servizio di consulenza in materia di investimenti (…) risulta appropriato stabilire le condizioni per l’offerta di questo servizio, quando esso viene prestato su base indipendente. Al fine di rafforzare la protezione degli investitori e di accrescere l’informativa ai clienti in merito al servizio ricevuto, risulta appropriato restringere ulteriormente la possibilità per le società di investimento di accettare o ricevere incentivi da terze parti, e particolarmente da fornitori di prodotti finanziari nell’ambito del servizio di consulenza e di gestione patrimoniale”.
      Vengono quindi introdotti nuovi obblighi di comportamento per tutte le società e gli intermediari che offrono questo servizio alla clientela “retail”: il cliente deve essere preventivamente informato su la tipologia della consulenza offerta (indipendente o non) e se il monitoraggio delle raccomandazioni viene effettuato su base continuativa.

      La posizione del Parlamento europeo

      La proposta della Commissione europea ha suscitato molte discussioni e opposizioni tra alcune associazioni rappresentanti delle banche e degli altri intermediari, soprattutto in Francia e in Italia. I paesi del Nord Europa, in particolare Gran Bretagna (nella quale sta per entrare in vigore la normativa nazionale Retail and Ditribution Review) e Olanda, ne sono invece i maggiori sostenitori.
      Le opposizioni allo schema della Commissione hanno trovato riscontro nella posizione assunta dal Parlamento europeo, e in particolare dalla commissione per i problemi economici e monetari, (Econ), che ha formulato alcune proposte di modifica del testo, sulla base di un rapporto elaborato da Mirkus Ferber.
      Gli emendamenti della commissione Econ cancellano di fatto la tipologia di “indipendenza” nel servizio di consulenza e sostituiscono il divieto della percezione degli incentivi con un obbligo di maggiore trasparenza e disclosure alla clientela. Viene altresì consentito ai diversi Stati membri di introdurre disposizione più vincolanti in tema di incentivi.
      Il Parlamento europeo ha approvato la proposta, in seduta plenaria, il 26 ottobre.

      Antitrust: approvato il regolamento sul rating di legalità (15 novembre 2012)

      Rating di legalità: Antitrust approva  regolamento, meccanismo operativo  entro fine anno
      Sarà operativo entro fine anno il rating di legalità delle imprese: l’Antitrust, nella riunione del 14 novembre 2012, ha infatti varato il regolamento che stabilisce criteri e modalità di attribuzione dei punteggi.
      Il regolamento, che ha ricevuto il parere favorevole dei ministeri dell’Interno e della Giustizia, dovrà essere ora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione.
      Di seguito le principali novità:
      Come richiedere il rating
      Potranno richiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni. Le aziende interessate dovranno presentare una domanda, per via telematica, utilizzando un formulario che sarà presto pubblicato sul sito dell’Autorità.
      Da una a tre ‘stellette’
      Il rating avrà un range tra un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.
      Una ‘stelletta’
      Per ottenere il punteggio minimo l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore (o i suoi soci, rappresentanti e dirigenti apicali se impresa collettiva) non hanno ricevuto sentenze di condanna per reati tributari e reati contro la pubblica amministrazione. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non dovranno essere in corso procedimenti penali.
      L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori.  Non dovrà inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, né avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione. Tutti i provvedimenti che impediscono l’attribuzione di una ‘stelletta’ dovranno essere divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato.
      L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.
      Da due a tre stellette
      Il regolamento prevede 6 ulteriori requisiti che, se rispettati, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette. Se ne verranno rispettati 3 si otterranno due stellette. In particolare le aziende dovranno:
      rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria; utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;       adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa; adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsability; essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa; avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.
      Sarà valorizzata anche la denuncia, all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia, di reati previsti dal Regolamento commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori, qualora alla denuncia sia seguito l’esercizio dell’azione penale.
      Durata del rating
      Il rating di legalità ha durata di dueanni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una ‘stelletta’, l’Autorità dispone la revoca del rating. Se vengono meno i requisiti grazie ai quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto l’Antitrust riduce il numero di stellette.
      L’Autorità pubblicherà sul proprio sito, mantenendolo aggiornato, l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato, con la relativa decorrenza.

      Allegato

      • Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, “Regolamento rating di legalità” (pdf, 31 K, 8 pp.)
      ComplianceNet: 

      Garante Privacy: "Archivio rapporti finanziari, sì alle modalità per la trasmissione dei dati" (15 novembre 2012)

      L'Autorità Garante per la protezione dei dati ha espresso il suo parere sullo schema di provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate che stabilisce le modalità con le quali gli operatori finanziari dovranno trasmettere all'Agenzia, a fini di controllo fiscale, le informazioni contabili relative ai conti correnti e ai rapporti finanziari per la cosiddetta "comunicazione integrativa annuale".

      Fisco: archivio rapporti finanziari, sì alle modalità per la trasmissione dei dati, ma il Garante privacy vigilerà sul nuovo sistema

      L'Autorità Garante per la protezione dei dati ha espresso, nella riunione di oggi, il suo parere sullo schema di provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate che stabilisce le modalità con le quali gli operatori finanziari dovranno trasmettere all'Agenzia, a fini di controllo fiscale, le informazioni contabili relative  ai conti correnti (saldo iniziale e finale, importi totali degli accrediti e degli addebiti) e ai rapporti finanziari per la cosiddetta "comunicazione integrativa annuale".
      Lo schema tiene conto delle osservazioni e delle richieste avanzate dall'Autorità, in un precedente parere del 17 aprile 2012, finalizzate all'adozione da parte dell'Agenzia di più elevate misure di sicurezza a protezione dei dati dei contribuenti, considerata l'enorme concentrazione di informazioni presso l'Anagrafe tributaria e il potenziale di rischio difficilmente riscontrabile in un ordinario esercizio dell'attività finanziaria o bancaria.
      Il nuovo schema prevede che i dati vengano trasmessi attraverso una nuova infrastruttura, il "Sistema di interscambio" (SID), e non più con il servizio Entratel inizialmente individuato. Il nuovo sistema consente di realizzare procedure di trasmissione totalmente automatizzate. Banche e operatori finanziari dovranno utilizzare due sistemi alternativi di intercambio informatizzato con il SID: o mediante un server FTP, cioè un "nodo" di colloquio con l'Agenzia, o mediante il servizio di Posta elettronica certificata (PEC), utilizzabile in caso di file di piccole e medie dimensioni.
      La predisposizione dei file da trasmettere all'Agenzia dovrà essere effettuata esclusivamente dall'operatore finanziario che non potrà avvalersi di intermediari fiscali e dovrà utilizzare meccanismi automatizzati di estrazione, composizione, compressione e cifratura. Il file cifrato dovrà essere conservato nei nodi FTP per il tempo strettamente necessario allo scambio dei dati.
      Come richiesto dal Garante, il provvedimento definisce anche il periodo di conservazione dei dati: non potrà superare i 6 anni, allo scadere dei quali le informazioni saranno automaticamente cancellate.
      Nell'esprimere parere favorevole, il Garante ha chiesto all'Agenzia di adottare alcune misure di sicurezza, prevedendo innanzitutto che il protocollo FTP utilizzato per l'intercambio dei dati sia cifrato. L'Autorità ha, inoltre, individuato le misure e gli accorgimenti che l'Agenzia e gli operatori finanziari, chiamati a svolgere un ruolo rilevante nella messa in sicurezza del nuovo canale di trasmissione, dovranno adottare al fine di minimizzare i rischi di accessi abusivi e trattamenti non consentiti. Nel prescrivere queste misure, il Garante ha tenuto conto delle esigenze dei piccoli operatori che non riescono ad automatizzare completamente la procedura di estrazione e invio.
      L'Autorità, visto l'attuale stato di avanzamento della realizzazione del SID, si è comunque riservata di verificare nel dettaglio il completamento delle funzionalità della nuova infrastruttura informatica, anche prima della messa in esercizio.
      Per quanto riguarda infine il provvedimento del Direttore dell'Agenzia con il quale saranno individuati i criteri per la formazione delle liste selettive dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l'Agenzia ha dichiarato che sarà sottoposto preventivamente al Garante. La procedura di verifica preliminare dovrà comunque essere prevista per ogni ulteriore utilizzo dei dati collegato ad altre finalità (es. controlli ISEE).

      Documenti citati

      ComplianceNet: 

      Ue: Iacolino (Ppe), unione bancaria vero strumento contro riciclaggio (ASCA, 14 Novembre 2012)

      Palermo, 14 nov - ''L'Unione bancaria potrebbe diventare un efficace strumento contro il riciclaggio di denaro in Europa''. Lo afferma Salvatore Iacolino, relatore permanente della Commissione speciale per la lotta contro la criminalità organizzata del Parlamento europeo.
      ''L'attività della Commissione CRIM mette in luce le differenze in termini normativi nei diversi paesi d'Europa - aggiunge l'esponente del Ppe/Pdl - e come le attività del riciclaggio di denaro sfruttino queste diversità per assicurare la ''pulizia'' dei propri proventi derivati nella maggior parte dei casi da attività di narcotraffico e di scommesse illegali. Per questo abbiamo bisogno di armonizzare le normative degli Stati membri, anche attraverso la previsione di norme specifiche sul cosiddetto autoriciclaggio (il riutilizzo in attività lecita di proventi illeciti da parte dello stesso autore di reato) - spiega Iacolino - nonché' di definire nuovi strumenti di controllo''. Nel corso dell'audizione della Commissione CRIM sul riciclaggio svoltasi al Parlamento europeo, la Commissione europea ha annunciato un'importante revisione della direttiva sul riciclaggio entro la fine del 2013. La nuova direttiva, in sintesi, definirà un nuovo quadro normativo sanzionatorio europeo, un sistema di controlli più severo, una maggiore cooperazione giudiziaria e di polizia e un approccio basato sui rischi anziché' sugli obblighi. Alcune cifre, secondo l'eurodeputato: sul totale dei controlli effettuati oggi in Europa sulle operazioni bancarie, solo l'1% risulta sospetto e ascrivibile a ipotesi di reato di riciclaggio, evidenziando ''una distanza siderale tra l'esito dei controlli e la verosimile realtà dei fatti''.

      Convegno Cabel: "L'industria bancaria italiana e le prospettive di rilancio" (FirstOnLine, 11 novembre 2012)

      Convegno Cabel a Empoli sull' "Industria bancaria italiana tra prospettive di rilancio e bisogno di concretezza" - Tra le personalità che sono intervenute spiccano Riccardo Varaldo della Scuola Superiore S.Anna di Pisa e Franco Ferrarotti, padre della sociologia in Italia - Ha moderato il direttore di FIRSTonline, Franco Locatelli.
      Banchieri, imprenditori e studiosi a consulto sullo stato di salute delle banche italiane, grandi e piccole, ieri a Empoli (10 novembre 2012 ndr)  in un convegno promosso da Cabel Holding, network indipendente di servizi per banche e imprese, sul tema "L'industria bancaria italiana tra prospettive di rilancio e bisogno di concretezza".
      Tra gli interventi in programma di spicco quelli del professor Riccardo Varaldo della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e quello di Franco Ferrarotti, padre della sociologia in Italia.
      Il convegno si è articolato in due tavole rotonde.
      La prima sul tema "Saranno tutte banche locali? Il territorio, nuova o vecchia frontiera delle relazioni banca-impresa" con la partecipazione di M. Benvenuti della Banca d'Italia, di S. Bertini presidente di Confindustria Firenze, di A. Lattanzi, presidente di Fondazione Carilucca, di Riccardo Varaldo e di Franco Ferrarotti: ha fatto da moderatore il direttore di FIRSTonline, Franco Locatelli.
      La seconda tavola rotonda, nel pomeriggio, ha visto gli interventi di M.Comana della Università Luiss, di F. Bosio, direttore di BCC Cambiano, di V. Fiore, ad di Auriga spa, di G. Correnti, partner di Nolan & Norton, di G. Apicella Guerra di Pramerica Marketing, di A. Pallini, Amministratore Delegato di Oasi del gruppo ICBPI.
      Il convegno è stato concluso verso le 17 dall' Amministratore Delegato di Cabel Holding, Daniele Corsini.

      ComplianceNet: 

      Compliance in Banks 2012, disponibili le slide (14 novembre 2012)

      Sul sito "Compliance community" di ABI sono disponibili, previo registrazione, le presentazione del convegno "Compliance in Banks 2012: verso il nuovo sistema dei controlli" che ha avuto luogo a Roma l'8 e 9 novembre 2012.
      Di seguito programma e link alle "slide".

      Programma dei lavori e documentazione

      • Qui il programma in pdf

      Prima giornata - 8 novembre
      Sessione di apertura : 10.30 – 13.00
      Compliance e crisi economica: rispondere alla crisi di fiducia nella comunità bancaria e finanziaria
      10.30, Apertura del convegno e introduzione ai lavori, Giovanni SABATINI, Direttore Generale, ABI
      11.00, Tavola rotonda:

      • La crisi globale e la sfiducia nei mercati finanziari
      • Le conseguenze della crisi sui rischi sottesi al business bancario
      • Le previsioni di riforma della vigilanza: la Banking Union
      • Il ruolo delle banche nel ricostruire fiducia a partire dal valore creato nelle relazioni con tutti gli stakeholder

      Panel:

      • Isabella BUFACCHI, Il Sole24Ore (Chairman)
      • Vittorio CONTI, Commissario, CONSOB
      • Alessandro CARRETTA, Ordinario Università di Roma Tor Vergata, Presidente Accademia Italiana di Economia Aziendale
      • Paola SCHWIZER, Ordinario Università degli Studi di Parma
      • Pietro MODIANO, Presidente, NOMISMA

      SESSIONE PLENARIA I : 14.00 – 18.00 - Il ruolo della Funzione Compliance tra nuove richieste regolamentari e processi di vigilanza prudenziale
      Chairman: Gianfranco TORRIERO, Direttore Centrale, Responsabile Direzione Strategie e Mercati Finanziari, ABI
      14.00 Prima parte – open session
      Temi e relatori:

      • Il Position Paper ABI sulle nuove disposizioni di Banca d'Italia sul Sistema dei Controlli Interni delle banche. Gianfranco TORRIERO, Direttore Centrale, ABI http://www.compliance-community.it/documents/275/
      • Il potenziale ruolo della Funzione Compliance nei processi di Vigilanza Prudenziale: i risultati delle attività di benchmarking con le banche ABICS, Claudia PASQUINI, Responsabile Ufficio Analisi e Gestione dei Rischi ABI, http://www.compliance-community.it/documents/274/ e Pietro PENZA, Partner, PricewaterhouseCoopers Advisory
      • La compliance secondo le nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le banche sul Sistema dei Controlli Interni, Aldo STANZIALE, Servizio Normativa e Politiche di Vigilanza, Area Vigilanza Bancaria e Finanziaria, BANCA D'ITALIA http://www.compliance-community.it/documents/273/

      16.30 Seconda parte
      Temi e relatori:

      Seconda giornata - 9 novembre

      SESSIONE PLENARIA II : 9.30 – 11.30 - Dalle Norme ai Rischi ai Controlli di Compliance
      Chairman: Laura ZACCARIA, Responsabile Direzione Norme e Tributi, ABI

      9.30 Prima parte
      Temi e relatori:

      • La gestione del rischio fiscale nel disegno di legge delega per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita: ai confini della Funzione Compliance?, Paola Monica GIACHETTO, Responsabile Ufficio Bilancio, Vigilanza e Tributario, ABI http://www.compliance-community.it/documents/268/
      • La Funzione Compliance e la gestione della disciplina FATCA, Cristina ROSSI, Responsabile Direzione Centrale Compliance, CARIPARMA - CRÉDIT AGRICOLE http://www.compliance-community.it/documents/267/
      • La gestione dei conflitti di interesse e delle informazioni privilegiate: il ruolo della Compliance, Eleonora PEZZINO, Responsabile Ufficio Corporate e Investment Banking, Direzione Compliance, INTE SA SANPAOLO http://www.compliance-community.it/documents/266/
      • La riconduzione nel modello aziendale delle informazioni standard: un modello di gestione, Crescenzo LIMONGELLI, Settore Processi di Compliance e Reti Estere, Area Compliance e Customer Care, BANCA MONTE DEI PASCHI D I SIENA http://www.compliance-community.it/documents/265/ e Alberto CASANI, Manager, B.U. Organization & Compliance, NEXEN
      • La gestione integrata dei rischi in una banca locale, Mauro DINARELLI, Direttore Generale, BANCA DEL LAVORO E DE L PICCOLO RISPARMIO http://www.compliance-community.it/documents/264/

      SESSIONE PLENARIA III : 14.00 – 16.00 - Le prospettive: verso un nuovo modello di gestione della compliance?

      Chairman: Claudia PASQUINI, Responsabile Ufficio Analisi e Gestione dei Rischi, ABI

      14.00 Temi e relatori:

      • La Funzione Compliance nella gestione del contesto normativo internazionale: approccio all'interpretazione della normativa e alla valutazione del rischio, Giuseppe SILVESTRO, Head of CAMP, Legal & Compliance, UNICREDIT, Enrico BERTULESSI, Legal & Compliance, UNICREDIT http://www.compliance-community.it/documents/263/ , Gionata FARIOLI, Senior Manager, ACCENTURE
      • L'Area CRO nel sistema dei controlli interni della banca, Carlo PALEGO, Chief Risk Officer, BANCO POPOLARE http://www.compliance-community.it/documents/262/
      • La gestione integrata dei rischi aziendali - il caso Banco Popolare, Antonio ESPOSITO, Sales Director, MEGA e Eleonora BERNARDINI, Consulting Manager, MEGA http://www.compliance-community.it/documents/261/
      • L'integrazione del modello di gestione della compliance con il sistema di governo del business, Massimo VESCOGNI, Responsabile Servizio Compliance di Gruppo, BANCA POPOLARE EMILIA ROMAGNA e Davide BEVINI, Responsabile Ufficio Normative Bancarie, Servizio Compliance di Gruppo, BANCA POPOLARE EMILIA ROMAGNA, http://www.compliance-community.it/documents/260/  

      Materiali relativi alle precedenti edizioni di "Compliance in banks"

      ComplianceNet: 

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