MEF: l’attività di vigilanza antiriciclaggio nel 2013 – sintesi (23 settembre 2014)

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  • Fonte: sintesi del capitolo “4. L’attività di Vigilanza” della “Relazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria. Valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”, Anno 2013 (qui in pdf , 674 K 19 pp.). Qui per leggere l'intera "Relazione"

Indice dell'articolo

4. L’attività di vigilanza
 4.1. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla UIF
 4.2. L’attività di vigilanza dalla Banca d’Italia
  4.2.1. Accertamenti ispettivi di carattere generale
  4.2.2. Accertamenti mirati presso direzioni generali
  4.2.3. Le verifiche presso le dipendenze delle banche
  4.2.4. I controlli di vigilanza cartolare
  4.2.5. Le procedure sanzionatorie
  4.2.6. I risultati dell’attività di vigilanza
 4.3. L’attività di vigilanza di Consob e Ivass
 4.4. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla Guardia di Finanza

4. L’attività di vigilanza

Il decreto legislativo 231/2007 stabilisce un’articolata ripartizione dei compiti di controllo tra la UIF, le autorità di vigilanza e gli organi investigativi.
Di seguito si riportano gli esiti delle attività di vigilanza e controllo effettuate nel corso del 2013 nonché gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche eseguiti dalla Guardia di finanza e dalla Direzione investigativa antimafia.

4.1. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla UIF

L’attività ispettiva è esercitata dalla UIF, attraverso ispezioni di carattere generale e di tipo mirato (nota 43), nei confronti di soggetti la cui selezione avviene sulla base di criteri collegati al rischio.
Nel 2013 la UIF ha effettuato complessivamente 21 ispezioni di carattere generale e 12 ispezioni di tipo “mirato”.
Le verifiche sono state svolte su intermediari caratterizzati da specificità operative o da scostamenti rispetto ai livelli di collaborazione attesi.
Gli accertamento generali sono stati svolti, in collaborazione con l’IVASS, presso un’impresa assicurativa.
Verifiche generali sono state effettuate anche nel comparto del risparmio gestito, ove sono state riscontrate carenze nella collaborazione attiva derivanti da disfunzioni nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, specie con riferimento a soggetti nei cui confronti l’intermediario aveva maturato una conoscenza solo formale o comunque non idonea a definire correttamente il profilo di rischio.
Analoghe criticità nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica e conseguenti carenze nella capacità di rilevazione delle operazioni sospette sono state riscontrate nell’operatività bancaria on-line.
Gli accertamenti ispettivi di carattere mirato hanno riguardato l’approfondimento di operazioni collegate a rapporti intrattenuti dalle banche con particolari categorie di soggetti (curatele fallimentari, “compro-oro”) ovvero caratterizzati da un consistente utilizzo di banconote di grosso taglio. Una specifica attenzione è stata dedicata anche ad anomale operazioni di intermediazione in titoli da parte di società estere in contropartita con banche e intermediari finanziari italiani.
Nel 2013 è proseguito il programma di ispezioni sull’utilizzo anomalo delle carte di pagamento e sulla gestione dei relativi flussi informativi e finanziari (nota 44).
In tale ambito operativo sono emerse carenze operative suscettibili di minare il corretto adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette.
È stata, inoltre, rilevata un’ampia casistica di utilizzi delle carte da parte di soggetti diversi dal titolare, desunti dalla contemporanea effettuazione di operazioni in luoghi geograficamente distanti; frequente è risultato il caso di clienti titolari presso uno stesso intermediario di un numero molto elevato di carte di pagamento, specie prepagate, in assenza di limiti al numero di carte detenibili.
L’anomala frequenza dell’operatività richiede, per essere individuata, l’adozione di adeguate procedure di rilevazione automatica.
Tuttavia gli applicativi utilizzati dagli intermediari non sempre ricomprendono dati presenti nei sistemi gestionali che risultano essenziali per intercettare le irregolarità (l’ora esatta delle operazioni, i punti di prelevamento o ricarica); tali carenze impediscono l’identificazione di comportamenti rilevanti quali l’utilizzo in sequenza di più carte riconducibili a una pluralità di soggetti presso ricorrenti punti vendita, ATM o POS installati presso determinati esercenti.
Carenze sono state riscontrate nelle procedure di controllo sulla veridicità dei dati forniti dalla clientela, sulla concentrazione di operazioni in contanti poste in essere presso singoli punti operativi esterni e sui collegamenti tra operazioni di prelevamento e di accreditamento tra più carte.
Dall’attività ispettiva condotta dalla UIF, sono emersi fatti di possibile rilievo penale che sono stati oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria, nonché violazioni di natura amministrativa per le quali sono stati trasmessi al MEF i relativi verbali di contestazione per lo svolgimento del successivo iter istruttorio.
La UIF ha, inoltre, avviato 29 procedimenti amministrativi diretti all’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per l’omessa segnalazione di operazioni sospette, contestando operazioni non segnalate per un importo complessivo di circa 67,8 milioni di euro.
L’Unità ha altresì curato l’istruttoria di 7 procedimenti sanzionatori per violazione dell’obbligo di dichiarazione riguardante operazioni di trasferimento o commercio di oro di valore pari o superiore a 12.500 euro. Nello stesso anno è stata predisposta l’istruttoria di 7 procedimenti sanzionatori per violazione dell’obbligo di congelamento di fondi e di risorse economiche a carico dei soggetti destinatari.
(…)

4.2. L’attività di vigilanza dalla Banca d’Italia

(…)

4.2.1. Accertamenti ispettivi di carattere generale

Da gennaio a dicembre 2013 sono stati condotti complessivamente 184 accertamenti ispettivi di carattere generale (cd. “a spettro esteso”) presso intermediari45 distinti, per tipologia, in:

  • 15 gruppi bancari (di cui 1 follow up);
  • 122 banche;
  • 11 società di intermediazione mobiliare;
  • 9 società di gestione del risparmio;
  • 15 società finanziarie iscritte nell'elenco speciale ex articolo 107 TUB;
  • 7 società finanziarie iscritte nell'elenco generale ex articolo 106 TUB;
  • 4 istituti di pagamento;
  • 1 istituto di moneta elettronica.

Gli accertamenti ispettivi hanno individuato le seguenti disfunzioni:

  • a) ritardi o carenze nell’adempimento degli obblighi relativi all’attività di adeguata verifica della clientela (41 rilievi);
  • b) mancata osservanza degli obblighi di conservazione dei documenti e di registrazione delle transazioni in AUI, quali omesse o tardive registrazioni, duplicazioni o errate imputazioni delle causali o della titolarità delle operazioni, ovvero mancata o errata rappresentazione dei dati anagrafici (8 rilievi). Nella maggior parte dei casi le disfunzioni sono risultate riconducibili a problematiche di natura tecnico-procedurale; è stata riscontrata, in taluni casi, la violazione degli obblighi di conservazione delle informazioni raccolte per adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela;
  • c) criticità inerenti alle segnalazioni di operazioni sospette (37 casi);
  • d) anomalie concernenti la limitazione all’uso del contante e titoli al portatore (3 casi);
  • e) manchevolezze nel rispetto degli obblighi in materia di organizzazione e controlli antiriciclaggio ( nota 47);
  • f) anomalie riguardo ai presidi organizzativi volti al contrasto del finanziamento al terrorismo (1 caso).

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4.2.2. Accertamenti mirati presso direzioni generali

Gli accertamenti mirati hanno riguardato un gruppo bancario, una banca popolare e una banca di credito cooperativo.
Le ispezioni effettuate presso il gruppo bancario hanno individuato criticità nei processi del comparto antiriciclaggio, principalmente a causa di disfunzioni dei processi organizzativi e dei presidi di controllo.
In particolare, le significative debolezze dell’impianto organizzativo (normativa e procedure interne, assetti organizzativi, procedure ed applicativi informatici) non hanno garantito il presidio omogeneo del rischio, minando affidabilità ed efficacia dei processi di adeguata verifica, di registrazione in AUI e di segnalazione delle operazioni sospette.
Tra l’altro sono stati riscontrati consistenti arretrati nel completamento del processo di adeguata verifica, nell’attività di valutazione delle operazioni sospette ed anomalie nella tenuta dell’archivio AUI.
Considerati gli esiti della verifica, è stato richiesto di definire un articolato piano d’interventi tesi al superamento delle carenze e delle anomalie evidenziate ed è stata avviata la procedura sanzionatoria amministrativa per le carenze nell’organizzazione e nel sistema dei controlli.
La verifica eseguita presso la banca popolare ha individuato carenze nel processo di valutazione delle operazioni sospette e scarsa organicità, sistematicità e profondità delle attività di controllo.
In particolare, con riferimento all’individuazione e valutazione delle operazioni (sia da parte delle dipendenze che della funzione deputata), sono emerse talune debolezze nella regolamentazione e nelle prassi adottate, mentre l’analisi è risultata poco approfondita ed estremamente sintetica. L’attività svolta dalla funzione antiriciclaggio si è rivelata poco incisiva e molto circoscritta, sia con riferimento alla mancata conduzione di verifiche interne su sistemi, procedure e conservazione della documentazione, sia per l’insufficiente vaglio critico degli esiti delle verifiche rafforzate condotte dalle dipendenze.
L’accertamento condotto presso la BCC ha fatto emergere l’esigenza di un generale potenziamento del processo di valutazione delle operazioni anomale, nonché della procedura di adeguata verifica della clientela.

4.2.3. Le verifiche presso le dipendenze delle banche

Nel 2013 le ispezioni mirate antiriciclaggio sono state condotte presso 78 dipendenze bancarie.
L’autorità di vigilanza ha concentrato l’attività presso un numero minore di intermediari (11 intermediari ispezionati rispetto ai 20 del 2012), aumentando, però, il numero di sportelli ispezionati per ciascun intermediario.
Tale scelta ha permesso di ottenere maggiori informazioni utili a definire il profilo antiriciclaggio degli intermediari ispezionati.
Le ispezioni mirate sono concentrate su intermediari ubicati in aree territoriali individuate in base alla presumibile maggiore esposizione al rischio di riciclaggio, utilizzando un apposito set di indicatori.
A tale scopo sono state utilizzate le informazioni rivenienti dall’interlocuzione con gli organi investigativi e la UIF e quelle reperite da fonti qualificate (relazioni periodiche della Direzione investigativa antimafia e della Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati).
Tali coordinate, assieme alla necessità di effettuare verifiche presso aree territoriali non ancora interessate dalle precedenti campagne ispettive su dipendenze, hanno portato a ispezionare le filiali di banche localizzate in: Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, Toscana (cfr. grafico 17).
In tale ambito, sono stati intrapresi approfondimenti sull’utilizzo anomalo di contante, che proseguiranno nel corso della campagna sportellare 2014.
Gli accertamenti sono stati condotti sulla base dell’apposito questionario predisposto per questo tipo di verifiche.

L’esito delle verifiche ha confermato, per il 2013, il permanere di lacune organizzative nel processo di adeguata verifica della clientela, nella formazione del personale, nell’alimentazione dell’AUI. Frequenti sono stati i casi in cui, nel processo di valutazione del cliente e dell’operatività del medesimo, non si è tenuto in debito conto di informazioni relative a procedimenti giudiziari in corso.
Le ispezioni hanno rilevato anche alcune disfunzioni nel processo di analisi delle operazioni sospette.
A conclusione dell’attività ispettiva l’autorità ha richiesto agli intermediari l’adozione iniziative correttive delle disfunzioni e, nei casi di rilievi di competenza dell’Autorità giudiziaria e della UIF, trasmesso le opportune comunicazioni.

4.2.4. I controlli di vigilanza cartolare
(…)

4.2.5. Le procedure sanzionatorie

Nel corso del 2013 sono state avviate 38 procedure per l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie relative a violazioni della normativa antiriciclaggio nei confronti di altrettanti intermediari (26 banche, 3 SIM, 4 SGR, 1 società iscritta nell’elenco generale di cui all’articolo 106 TUB e 4 intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 TUB).
Delle predette procedure, 36 si sono concluse con l’emanazione del relativo provvedimento sanzionatorio, mentre 2 sono state archiviate. Per le inosservanze, riconducibili a disfunzioni nella struttura organizzativa e dei controlli interni, sono state irrogate sanzioni per complessivi 9,7 milioni di euro.

4.2.6. I risultati dell’attività di vigilanza

I risultati dei controlli di vigilanza condotti dalla Banca d’Italia nel corso del 2013 indicano una crescente aderenza degli operatori agli obblighi previsti dalla disciplina antiriciclaggio, confermando l’andamento decrescente del numero di anomalie rilevate in sede di verifica (da 217 rilievi su 184 ispezioni nel 2010, a 104 rilievi su 187 ispezioni del 2013, cfr. grafico 5).

Permangono, tuttavia, aree di criticità presso alcuni intermediari: a fronte di una stabilizzazione del numero complessivo di rilievi rispetto al 2012, aumentano le manchevolezze in materia di segnalazione di operazioni sospette.
Per la prima volta, inoltre, è stato formulato un rilievo in materia di contrasto del finanziamento del terrorismo relativamente all’adeguatezza delle procedure di monitoraggio delle operazioni con controparti estere.
I rilievi relativi agli obblighi di adeguata verifica sono risultati in diminuzione pur rimanendo, in tale contesto, elevato il numero di intermediari presso i quali si è constatato un ritardo nel completamento dell’adeguata verifica di clienti acquisiti prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 231/2007.
Tale criticità è, nella maggior parte dei casi, legata alle difficoltà riscontrate nel recupero dei dati in occasioni successive all’apertura del rapporto continuativo, nonché, presso gli intermediari più grandi, all’elevato numero di posizioni da sistemare.
Sebbene molti operatori abbiano provveduto ad attivare le procedure informatiche necessarie alla soluzione del problema (blocchi informatici all’operatività in caso di assenza di informazioni di adeguata verifica o blocco dei rapporti in caso di impossibilità di recupero delle stesse), i ritardi accumulati sono dovuti ad una serie di fattori tra cui rilevano motivazioni di natura commerciale, gli alti costi di recupero, nonché l’inerzia della clientela (nota 48).
Con riferimento all’osservanza di obblighi di adeguata verifica rafforzati nei confronti di clientela connotata da elevato rischio di riciclaggio, sono state individuate debolezze organizzative che non consentono un’accurata profilatura del cliente. Permangono criticità nella corretta individuazione del titolare effettivo (ascrivibili anche alla complessità degli adempimenti normativi richiesti). In netta diminuzione risultano i rilievi sulla corretta tenuta dell’AUI, mentre sporadici sono stati i rilievi relativi a ritardate o non corrette registrazioni in AUI (nota 49).
Le contestazioni relative alla mancata segnalazione di operazioni sospette è collegabile al persistere di inefficienze procedurali e organizzative oltreché alla non sufficiente capacità valutativa del personale addetto all’analisi delle operazioni.
Il rafforzamento delle procedure valutative (anche attraverso una maggiore informatizzazione del processo) e interventi formativi specifici per il personale addetto sono individuati dall’autorità di vigilanza quali idonei strumenti in grado di migliorare l’assolvimento degli obblighi di collaborazione attiva da parte degli intermediari.

4.3. L’attività di vigilanza di Consob e Ivass

Nell’ambito della propria attività istituzionale, la Consob ha effettuato mirati controlli antiriciclaggio sulla base del protocollo d’intesa siglato nel 2011 con la Banca d’Italia.
Su richiesta della Banca d’Italia sono stati, quindi, avviati accertamenti ispettivi mirati in materia di antiriciclaggio nei confronti di due SIM ed una SGR.
Le verifiche sono state indirizzate ad accertare il corretto adempimento degli obblighi di adeguata verifica, di tenuta e aggiornamento dell’AUI, di formazione del personale nonché di corretta osservanza del provvedimento della Banca d’Italia, del marzo 2010, in tema di organizzazione, procedure e controlli interni.
La Consob ha, inoltre, trasmesso alla Banca d’Italia gli esiti di una verifica avviata nel 2012 nei confronti di una SGR.
Nel corso delle verifiche presso le SIM, sono emerse manchevolezze nelle procedure di adeguata verifica e di registrazione delle informazioni acquisite nonché negli assetti organizzativi e nei controlli.
La Banca d’Italia, ha quindi avviato le procedure sanzionatorie amministrative nei confronti delle società inadempienti.
Per le irregolarità di rilievo penale, individuate in omesse e tardive registrazioni, sono state effettuate le segnalazioni alle competenti Procure della Repubblica.
Alla conclusione delle verifiche effettuate presso la/le SGR la Consob ha evidenziato disfunzioni nell’acquisizione delle informazioni attinenti l’adeguata verifica e nella profilatura del rischio.
Con riguardo a tali rilievi la Banca d’Italia ha richiamato l’intermediario e ha richiesto un aggiornamento sulle iniziative correttive adottate.
I rilievi, sempre individuati dalla Commissione e concernenti inefficienze nel processo di individuazione delle operazioni sospette, sono stati segnalati dalla Banca d’Italia alla UIF per gli aspetti di competenza.
La Consob, inoltre, nell’ambito di un’attività diretta alla verifica delle modalità di applicazione delle prescrizioni antiriciclaggio da parte di tutte le società di revisione con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico, ha sviluppato un’analisi per individuare i contesti sui quali svolgere approfondimenti di vigilanza, anche di tipo ispettivo.
All’esito di tale analisi sono state condotte verifiche ispettive mirate in tema di antiriciclaggio nei confronti di due società di revisione, terminate nel mese di dicembre 2013.
Le successive azioni di vigilanza, volte al migliore allineamento dei soggetti ispezionati rispetto alla disciplina di riferimento, sono state intraprese nei primi mesi del 2014.
Nel corso del 2013, nell’ambito delle funzioni di vigilanza e controllo nei confronti degli intermediari assicurativi, l’IVASS ha effettuato 6 accertamenti ispettivi presso le direzioni generali di alcune compagnie assicurative.
Le verifiche eseguite hanno accertato alcune mancanze nell’attività di profilatura della clientela, finalizzata a definirne il profilo di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Tale attività è risultata incompleta poiché effettuata sulla base delle sole informazioni ottenute dall’AUI o presenti in archivi anagrafici.
In particolare, non risulta considerato, e valorizzato ai fini di una corretta attività di profilatura, il comportamento del cliente o l’eventuale status di PEP in caso di operatività eseguita tramite bonifico bancario.
Le verifiche hanno rilevato ritardi nell’acquisizione dei questionari di adeguata verifica della clientela (soprattutto in relazione a situazioni di cambi del contraente delle polizze), utilizzo di procedure informatiche inadeguate (con conseguenti omissioni e ritardi nelle registrazioni) e alcuni casi di superamento dei limiti massimi temporali stabiliti per l’adempimento dell’obbligo di registrazione in AUI.
In due casi sono state rilevate criticità nel sistema dei controlli interni, mentre una verifica ha accertato il mancato funzionamento del flusso informatico di rilevazione delle anomalie, con conseguente ritardo nella valutazione delle operazioni potenzialmente sospette.
Le ispezioni condotte presso due compagnie hanno appurato, in un caso lo svolgimento di attività di formazione del personale non adeguate , mentre la verifica eseguita nei confronti dell’altra compagnia ha rilevato che la stessa aveva completamente disatteso all’obbligo formativo del personale.
In merito alle irregolarità riscontrate, l’Ivass ha formulato gli opportuni rilievi e sollecitato l’adozione di interventi risolutivi. Sono state, inoltre, effettuate dall’autorità di vigilanza due segnalazioni di fattispecie penalmente rilevanti all’Autorità giudiziaria, una segnalazione all’Unità d’informazione finanziaria relativamente a disfunzioni nella registrazione in AUI con possibili conseguenze sulla qualità dei dati statistici aggregati, nonché due contestazioni di violazioni amministrative.

4.4. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla Guardia di Finanza

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza è competente al controllo sul rispetto degli obblighi antiriciclaggio da parte di una vasta platea di operatori economici che ricomprende i professionisti, gli operatori non finanziari ed alcuni degli intermediari finanziari.
Inoltre, previe intese con la Banca d’Italia, il Nucleo può effettuare ispezioni nei confronti degli intermediari iscritti nell’albo di cui all’articolo 106 del TUB.
Nel 2013 sono state concluse 396 tra ispezioni e controlli antiriciclaggio, a seguito delle quali sono state accertate 274 violazioni penali e 208 infrazioni amministrative.
Le violazioni amministrative maggiormente riscontrate riguardano l’uso irregolare del contante mentre, tra le violazioni penali si evidenziano quelle relative all’inosservanza degli obblighi di adeguata verifica e registrazione di operazioni superiori a15 mila euro.
La maggior parte degli interventi ispettivi ha riguardato gli operatori finanziari, in particolare gli agenti in attività finanziaria.
Nella categoria dei professionisti giuridico-contabili il maggior numero di controlli ha riguardato i commercialisti e i notai, mentre, tra gli altri operatori non finanziari, le categorie maggiormente controllate sono state l’offerta di giochi o scommesse su rete fisica e il commercio di oggetti preziosi (tra cui i c.d. “compro oro”).

4.5. L’attività a tutela dell’economia legale e del sistema finanziario svolta dalla Direzione investigativa antimafia

Ai fini della prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e più in generale nell’azione di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, la Direzione investigativa antimafia ha svolto, nel 2013, diverse attività51 caratterizzate dall’esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n.231.

In particolare:

  • 5 provvedimenti di accesso presso le case da gioco operanti nel territorio nazionale (Casinò di Venezia, Saint Vincent, Campione d’Italia e Sanremo). Nel corso di tali attività sono state acquisite informazioni relative a 101 soggetti collegati direttamente o indirettamente ad organizzazioni criminali;
  • 10 provvedimenti di accesso e accertamento eseguiti presso istituti di credito distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tali attività hanno portato all’acquisizione di notizie e documentazione relative a posizioni finanziarie ritenute meritevoli di approfondimento d’indagine, poiché ricollegabili a soggetti legati alla criminalità organizzata;
  • 15 richieste di dati e informazioni, notificate alle sedi centrali di 15 intermediari finanziari, scaturite dall’interrogazione all’Archivio dell’Anagrafe dei rapporti di conto e di deposito52, nei confronti di soggetti verosimilmente legati alla criminalità organizzata.

Nel corso di tale attività è stata acquisita documentazione relativa a un totale di 17 persone fisiche e 11 imprese.

L’analisi delle informazioni acquisite è stata specificatamente sottesa a consentire l’avvio di specifiche attività di indagine sia in materia di misure di prevenzione che di natura giudiziaria.

Note al testo

  • 43)  Le ispezioni generali sono volte essenzialmente a verificare l’adeguatezza delle procedure di segnalazione, il rispetto delle regole e l’esistenza di adeguati presidi per l’adempimento degli obblighi di collaborazione attiva da parte del soggetto ispezionato. Gli accertamenti mirati traggono origine da esigenze di approfondimento delle segnalazioni ricevute o da ipotesi di omessa segnalazione; tali verifiche vengono condotte anche nell’ambito dei rapporti di collaborazione intrattenuti, in particolare, con l’Autorità giudiziaria e gli Organi investigativi.
  • 44) L’attività ha condotto alla diffusione (nel febbraio 2014) da parte della UIF dello schema di anomalia descritto nel paragrafo
  • 45) Al 31.12.2012 operavano in Italia 706 banche, 75 gruppi bancari, 101 SIM, 19 gruppi di SIM, 172 SGR, 186 finanziarie iscritte nell’albo speciale ex articolo 107, 658 finanziarie iscritte nell’albo generale ex articolo 106, 3 istituti di moneta elettronica e 44 istituti di pagamento.
  • 48 Le soluzioni adottate dai singoli intermediari non sono state uniformi e in taluni casi le modalità adottate non sono risultate pienamente efficaci (taluni intermediari prevedono il blocco dell’operatività solo in caso di apertura di nuovi rapporti da parte del cliente non profilato).
  • 49 Tali rilievi sono in genere riconducibili a negligenze o errori materiali del singolo operatore, oltre che alle residue aree di manualità nell’immissione dei dati nell’archivio. In tale ambito permangono problemi legati a carenze nelle procedure informatiche utilizzate dagli outsourcer.
  • 50 Sono comprensivi i dati dei controlli effettuati nei confronti dei c.d. “compro oro”.
  • 51 Attività scaturite da approfondimenti investigativi riguardanti sia le segnalazioni di operazioni sospette sia presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale.
  • 52 Previsto dall’articolo 20, comma.4, della legge.30 dicembre 1991, n. 413 e articolo 4, c. 2, lettera c) del decreto interministeriale 4 agosto 2000 n. 269 (regolamento attuativo).

Qui il testo completo del capitolo 4 in formato pdf , 674 K , 19 pp.

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