MEF

MEF: antiriciclaggio, consultazione pubblica per la regolamentazione dei compro oro (13 dicembre 2016)

161213-mef-cons-compro-oro.jpg

  • Fonte: sito MEF

La direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio (c.d. IV Direttiva AMLD), abrogando le precedenti direttive in materia di antiriciclaggio ed allineando gli Stati membri ai più avanzati standard internazionali di settore, ha introdotto disposizioni finalizzate ad ottimizzare l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, costituendo, a partire dallo spirare del termine di recepimento, l’unico atto legislativo dell’Unione europea cui dovranno conformarsi gli Stati membri nel definire i propri ordinamenti interni.
In particolare, l’articolo 2 paragrafo 7 della citata direttiva prevede che “Nel valutare il rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ai fini del presente articolo, gli Stati membri devono prestare particolare attenzione alle attività finanziarie considerate particolarmente suscettibili, per loro natura, di uso o abuso a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”.
Ai fini del recepimento di tale specifica disposizione l’articolo 15, comma 2, lettera l) della legge 12 agosto 2016, n. 170, prevede uno specifico criterio di delega per l’adozione di una disciplina organica di settore diretta a garantire il monitoraggio ed il contrasto di attività criminali riconducibili all’attività di compravendita di oggetti in oro e di preziosi usati da parte degli operatori economici non riconducibili agli operatori professionali in oro disciplinati dalla legge 17 gennaio 2000, n. 7.
Il Dipartimento del tesoro, ritiene opportuno sottoporre a consultazione pubblica lo schema di decreto legislativo, predisposto nel rispetto del citato criterio di delega per il recepimento della IV Direttiva AMLD.
La consultazione è curata dall’Ufficio IV – Direzione V del Dipartimento del tesoro.
I commenti possono essere inviati per e-mail, specificando nell’oggetto l’argomento posto in consultazione, entro il 23 dicembre 2016, all’indirizzo: dt.antiriciclaggio@tesoro.it.
I commenti pervenuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli.
Il generico avvertimento di confidenzialità del contenuto della e-mail, in calce alla stessa, non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti inviati.

Testo in consultazione

  • Disciplina organica del settore dei compro oro in attuazione dell’articolo 15, comma 2, lettera l) della legge 12 agosto 2016, n. 170 – testo in consultazione (pdf, 232 K, 8 pp.)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

MEF: antiriciclaggio, consultazione pubblica per l’attuazione della direttiva UE AML (30 novembre 2016)

161130-mef-consultazione-aml.jpg

Consultazione pubblica per l’attuazione della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE) e l’attuazione del regolamento (UE) 2015/847 del Parlamento Europeo e del Consiglio riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) 1781/2006

La direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio (c.d. IV Direttiva AMLD), abrogando le precedenti direttive in materia di antiriciclaggio ed allineando gli Stati membri ai più avanzati standard internazionali di settore, ha introdotto disposizioni finalizzate ad ottimizzare l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, costituendo, a partire dallo spirare del termine di recepimento, l’unico atto legislativo dell’Unione europea cui dovranno conformarsi gli Stati membri nel definire i propri ordinamenti interni.
Il Dipartimento del tesoro, ritiene opportuno sottoporre a consultazione pubblica lo schema di decreto legislativo (pdf, 947 K, 85 pp.), predisposto nel rispetto dei criteri di delega per il recepimento della IV Direttiva AMLD, volto a rettificare la normativa antiriciclaggio nazionale (decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni) nonché ad emendare le disposizioni normative collegate alla materia.
Obiettivo della consultazione è quello di acquisire i primi orientamenti e le osservazioni che i soggetti obbligati alle disposizioni antiriciclaggio, anche attraverso le associazioni di categoria rappresentative dei settori di appartenenza, volessero segnalare.
La consultazione è curata dall’Ufficio IV – Direzione V del Dipartimento del tesoro. I commenti possono essere inviati per e-mail, specificando nell’oggetto l’argomento posto in consultazione, entro il 20 dicembre 2016, all’indirizzo:dt.antiriciclaggio@tesoro.it
I commenti pervenuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli. Il generico avvertimento di confidenzialità del contenuto della e-mail, in calce alla stessa, non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti inviati

Documenti oggetto di Consultazione

  • Schema decreto legislativo recepimento IV AML (pdf, 947 K, 85 pp.)

Rassegna web

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Segui ComplianceNet sui social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

MEF: Valutazione attività prevenzione antiriciclaggio 2015 (21 ottobre 2016)

161021-mef-ar.jpg

  • Fonte: sito MEF

Online la Relazione sull’Antiriciclaggio: in Italia un efficace sistema di prevenzione e vigilanza del fenomeno

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica l’annuale “Relazione sulla valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo - anno 2015” (pdf, 2.5 M,  115 p.), inoltrata dal Ministro Pier Carlo Padoan al Parlamento dopo l’approvazione da parte del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), cabina di regia in materia di antiriciclaggio e prevenzione del finanziamento illecito al terrorismo, presieduta dal Direttore Generale del Tesoro, Vincenzo La Via.
La Relazione rende conto dell’attività svolta da tutti i soggetti istituzionali nell'attivazione e monitoraggio dell'efficacia dei presidi di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Il documento mette in luce come in Italia esista un efficace sistema di prevenzione del rischio e di rilevazione delle violazioni grazie alla rete di collaborazione costituita da soggetti pubblici ma anche da privati (es. banche, assicurazioni, studi professionali).
La prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo passa infatti necessariamente per una piena responsabilizzazione dei soggetti obbligati a monitorare e intercettare il “rischio” insito nella pratica quotidiana della loro attività professionale, come nel caso di notai e commercialisti.
In particolare, nella Relazione si sottolinea come il sistema delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS) da parte dei soggetti obbligati abbia permesso di creare un circuito che ha reso sempre più complessa e costosa l'operazione di riciclaggio del denaro proveniente da reato.
La relazione rende altresì conto dell’analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, condotta dal Comitato di Sicurezza Finanziaria quale punto di raccordo per la definizione delle strategie da attuare per fare fronte comune alle minacce e ai rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Il documento presenta anche i dati sulle sanzioni amministrative pecuniarie relative a violazioni della normativa antiriciclaggio irrogate dal Dipartimento del Tesoro: si tratta di un importo complessivo di 54,3 milioni di euro nel 2015.
Il testo completo della “Relazione sulla valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo” è disponibile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Allegato

  • Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), “Valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo - Anno 2015” (pdf, 2.5 M,  115 p.)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Social networks

140709-linkedin2.jpg  facebook facebook

*

ComplianceNet: 

231-01: Ministero Giustizia e MEF istituiscono Commissione per contrasto criminalità economica (3 marzo 2016)

160302-andrea-orlando.jpg

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Ministro dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan hanno costituito, presso gli uffici di Gabinetto dei rispettivi Dicasteri, una Commissione di studio per la modifica del decreto legislativo recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”.
L’obiettivo è quello di effettuare una ricognizione, a quindici anni dall’entrata in vigore del predetto decreto legislativo, per contrastare e prevenire la criminalità economica, considerata importante elemento di distorsione dei mercati e di freno della crescita.
La Commissione, pertanto, ha il compito di formulare proposte di modifica normativa e, più in generale, di rilanciare le politiche di prevenzione.
Il gruppo di lavoro, coordinato da Giovanni Melillo e Roberto Garofoli, capi di Gabinetto rispettivamente del Ministero della Giustizia e del Ministero dell’Economia e delle finanze, è così composta:

  • Margherita Bianchini, vice direttore generale di Assonime;
  • Francesco Centonze, ordinario di diritto penale dell’Università Cattolica di Milano;
  • Massimo Ceresa Gastaldo, ordinario di diritto processuale penale dell’Università Bocconi di Milano;
  • Tommaso Epidendio, magistrato con funzioni di assistente di studio della Corte Costituzionale;
  • Giorgio Fidelbo, consigliere della Corte di Cassazione;
  • Enrico Laghi, ordinario di economia aziendale dell’Università La Sapienza di Roma;
  • Antonio Matonti, responsabile affari legislativi di Confindustria;
  • Paolo Montalenti, ordinario di diritto commerciale dell’Università di Torino;
  • Luigi Orsi, sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione;
  • Carlo Piergallini, ordinario di diritto penale dell’Università di Macerata.

160303-ministero-giustizia.jpg

Ultimi articoli su 231-01

Ultimi articoli su MEF

ministero-delleconomia-2

ComplianceNet: 

Antiriciclaggio: Rapporto FATF 2015 sull’Italia (dirittobancario.it, 12 febbraio 2016)

160212-mef-mer-italia2015.jpg

 

Fonte: www.dirittobancario.it

Il Dipartimento del Tesoro del MEF http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_fina... ha pubblicato la versione in italiano (traduzione non ufficiale) del Rapporto predisposto nell’ambito della Missione di valutazione in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Mutual Evaluation Report of Italy) condotta dal FMI in Italia nel gennaio 2015.
Il Rapporto riassume le misure antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo in forza in Italia alla data della Missione condotta dal Team di Valutazione (14-30 gennaio 2015), descrivendo il sistema normativo e l’azione svolta dall’Italia nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e ne fa una dettagliata analisi.
Il Rapporto analizza altresì il livello di conformità alle 40 Raccomandazioni GAFI e il grado di efficacia del sistema italiano in materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, e fornisce indicazioni ai fini del rafforzamento del sistema.
Nel Rapporto sono state individuate tre aree di rischio maggiore:

  1. evasione fiscale,
  2. criminalità organizzata
  3. corruzione.

Il rischio legato al terrorismo e al suo finanziamento è presente, ed è in crescita dopo i recenti attacchi terroristici dell’ISIL.
Nonostante il peso di tali rischi, le azioni di contenimento e contrasto condotte dall’Italia sono ritenute efficaci.
Il Rapporto raccomanda comunque diverse azioni volte a potenziare il sistema laddove è meno efficace.

Disclaimer sulla prima pagina della traduzione

La presente traduzione, non ufficiale, del MER Italia riveste carattere divulgativo ed è stata effettuata a cura della Direzione V del Dipartimento del Tesoro (MEF), www.dt.tesoro.it/prevenzionereatifinanziari (attenzione link errato! Quello corretto è http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_fina...)

Il testo ufficiale del Rapporto è in lingua inglese ed è pubblicato sui siti web IMF e FATF - GAFI
È consentita la riproduzione del  presente  testo per  esclusivo  uso  personale.
Ogni altro  utilizzo  necessita  della preventiva autorizzazione del MEF

Allegati

  • Financial Action Task Force (FATF) – Groupe d’Action Financière (GAFI), “Rapporto di mutua valutazione (MER)” – Italia, febbraio 2016 (pdf, 2 M, 199 pp.)
  • Anti-money laundering and counter-terrorist financing measures – Italy. Mutual Evaluation Report February 2016 (pdf, 2.3 M, 230 pp.)

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

443px-Money-laundering.svg.png

(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg)

Ultimi articoli su MEF

ministero-delleconomia-2

ComplianceNet: 

Prevenzione usura: da MEF 12 milioni per crediti a imprese e famiglie a rischio (23 dicembre 2015)

ministero-delleconomia-2

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso uno specifico Fondo, ha concesso a selezionate fondazioni e associazioni del Terzo Settore nonché ad alcuni Confidi (Consorzi di imprese) 12 milioni di euro per promuovere e garantire i finanziamenti a favore di aziende e famiglie a rischio di usura, da utilizzare nel corso del 2016

L’usura è un fenomeno criminale diffuso, con intensità diverse, su tutto il territorio nazionale e trae forza da situazioni in cui piccole imprese e nuclei familiari hanno difficoltà di accesso alla liquidità.
La garanzia statale, che favorisce l’accensione di prestiti del circuito bancario, serve dunque a prevenire l’esclusione finanziaria di soggetti deboli, che senza una forte garanzia rischierebbero di essere preda dei canali illegali del credito.
Dal 1998 fino ad oggi, tramite il Fondo per la prevenzione dell’usura, il Dipartimento del Tesoro del MEF ha erogato un totale di circa 600 milioni di euro finalizzati alla concessione di garanzie.
Il Fondo, alimentato anche con i proventi delle sanzioni antiriciclaggio e valutarie, ha consentito di garantire 81.000 finanziamenti, per un importo complessivo di oltre 1,9 miliardi di euro, grazie al meccanismo della leva finanziaria, che si basa su un moltiplicatore medio di 3,2.
I contributi del Fondo sono assegnati, con vincolo di destinazione, ad Associazioni e Fondazioni del Terzo settore che svolgono attività di assistenza e solidarietà a favore dei soggetti in difficoltà economica, nonché a Confidi, espressione di imprese appartenenti allo stesso settore produttivo o alla stessa area geografica, che svolgono un’attività di tipo mutualistico finalizzata alla prestazione di garanzie per agevolare le imprese associate.
“Lavorare sulla prevenzione in tema di usura è la l’arma vincente. – spiega Giuseppe Maresca, Presidente della Commissione di gestione del Fondo - I contributi, attraverso i Confidi e le associazioni del Terzo Settore che conoscono bene il territorio, producono risultati concreti, impedendo a famiglie e imprese, magari solo per un temporaneo problema economico, di entrare nei circuiti dell’illegalità da cui è difficile poi uscire. Come Dipartimento effettuiamo una costante attività di monitoraggio affinché le risorse siano spese tempestivamente e bene, e interveniamo laddove siano riscontrate inefficienze”.
I contributi infatti sono ripartiti sulla base di una combinazione di indicatori collegati sia all’efficienza nella capacità di spesa dei contributi ricevuti da parte dei beneficiari, sia all’indice del rischio di usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’ente assegnatario, indice prodotto avvalendosi di indicatori finanziari, economici, criminologici e di un’analisi sociale del fenomeno dell’usura, calcolato su tutte le province italiane.
L’elenco dei Confidi, delle Associazioni e delle Fondazioni beneficiarie, con l’ammontare dei contributi concessi a ciascuno, è disponibile sul sito del Dipartimento del Tesoro al seguente indirizzo: http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/fondi_usura.html

Ultimi articoli su MEF

Ultimi articoli su Usura

ComplianceNet: 

MEF: Scambio automatico informazioni fiscali e procedure di adeguata verifica fiscale (29 dicembre 2015)

ministero-delleconomia-2

  • Fonte: sito MEF

In attesa della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, si rende disponibile il testo del decreto (pdf, 501 K, 47 pp.) del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2015, recante attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95, e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, corredato dalla relazione illustrativa (pdf,  304 K 18 pp.).

(nel seguito l’inizio della “Relazione Illustrativa”)

Relazione illustrativa

Il presente decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95, e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, disciplina le modalità di rilevazione, trasmissione e comunicazione all’Agenzia delle entrate delle informazioni relative ai conti finanziari, nonché le procedure relative agli obblighi di adeguata verifica (“due diligence”) ai fini fiscali.
L’obiettivo della lotta alla frode e all’evasione fiscale internazionale ha da sempre rappresentato una priorità per l’Italia, che ha supportato costantemente le iniziative a livello internazionale volte a promuovere lo scambio automatico di informazioni tra Stati.
Con l’approvazione nel 2010, da parte del Congresso degli Stati Uniti, del «Foreign Account Tax Compliance Act» (comunemente denominato FATCA), che prevede l’obbligo, in capo alle istituzioni finanziarie non statunitensi, di identificare la propria clientela al fine di comunicare all’Autorità statunitense (Internal Revenue Service) le informazioni relative ai conti finanziari detenuti da cittadini statunitensi e da soggetti residenti ai fini fiscali negli Stati Uniti, si è sviluppata una spinta politica per l’adozione di uno standard globale di scambio di informazioni.
Tuttavia, la vera svolta che ha ampliato enormemente il campo d’azione della trasparenza fiscale è stata la conclusione di accordi bilaterali tra gli Stati Uniti d’America e vari altri Paesi (inclusi tutti gli Stati membri dell’Unione europea) sullo scambio automatico di informazioni, finalizzati ad applicare tale normativa.
In particolare, la necessità di superare gli ostacoli giuridici connessi all’applicazione della normativa FATCA e di rendere lo scambio di informazioni reciproco, ha condotto dal febbraio 2012 i Paesi del “G5” (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia) ad avviare trattative con il governo statunitense per la elaborazione di un modello di accordo intergovernativo (Intergovernmental Agreement– IGA 1) da utilizzare per la futura conclusione di accordi bilaterali con il governo USA.
Tale modello prevede l’invio da parte delle istituzioni finanziarie dei dati relativi ai conti finanziari alle Autorità dei Paesi in cui le istituzioni finanziarie sono localizzate, che provvedono, a loro volta, a trasmetterli all’Autorità statunitense.
Nel contesto internazionale il modello di accordo intergovernativo ha, inoltre, ispirato l’elaborazione, nell’ambito dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), di uno standard comune per lo scambio automatico di informazioni (Standard for automatic exchange of financial account information in tax matters), che prevede l’obbligo, in capo alle Amministrazioni finanziarie degli Stati aderenti, di scambiarsi automaticamente i dati relativi ai conti finanziari detenuti da soggetti non residenti ad esse trasmessi dalle istituzioni finanziarie (banche, fondi comuni, assicurazioni, trust, fondazioni ecc.) localizzate nel loro territorio.
Lo standard si compone di:

  • un modello di accordo intergovernativo che definisce le norme che regolano lo scambio stesso;
  • regole comuni che disciplinano le procedure per l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica e di comunicazione (Common Reporting Standard – CRS);
  • un Commentario, contenente i principali chiarimenti interpretativi

(continua a leggere in pdf)

Allegati

  • MEF, “Decreto di attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale”, 29 dicembre 2015 (pdf, 501 K, 47 pp.)
  • MEF, “Relazione illustrativa al Decreto di attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95”, 29 dicembre 2015  (pdf,  304 K 18 pp.)

Ultimi articoli su MEF

Articoli collegati su Fisco

ComplianceNet: 

MEF: Report on the 2014 activities against money laundering (September 14th, 2015)

ministero-delleconomia-2

On September 14th 2014, the Italian Ministry of Economy and Finance (MEF) released the “2014 Report” on national preventive actions against money laundering and the financing of terrorism (pdf, 2.9 M, 142 pp.).
The 5th chapter (“The Supervisory activities”) illustrates controls carried out during 2014 by the FIU, the Bank of Italy, the Financial Police and the Anti-Mafia Investigation.

See also

MEF: Relazione sulle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo 2014 (14 settembre 2015)

ministero-delleconomia-2

  • Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze (link is external), Dipartimento del Tesoro (pdf, 2.9 M, 142 pp.)

Il 14 settembre 2015 il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Dipartimento del Tesoro, ha pubblicato la “Relazione al Ministro dell'economia e delle finanze del Comitato di sicurezza finanziaria - Valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, Anno 2014”, (pdf, 2.9 M, 142 pp.)
Di seguito l’indice del documento.

150914-mef-relazione.png

1. Il sistema italiano di prevenzione e contrasto dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo
1.1. Il negoziato sulla quarta direttiva antiriciclaggio
1.2 La normativa primaria e secondaria
1.2.1. Il reato di autoriciclaggio - (art. 648-ter.1. c.p.)
1.2.2. La collaborazione volontaria per l’emersione e il rientro di capitali detenuti all’estero: la circolare del Ministero dell’economia e delle finanze
1.2.3. Le misure urgenti per il contrasto del terrorismo. DL n. 7 del 18 febbraio 2015 (convertito nella legge n. 43 del 17 aprile 2015)
1.2.4. Le linee guida del Consiglio nazionale del notariato per l’adeguata verifica della clientela
1.2.5. La lista dei Paesi terzi equivalenti (DM del 10 aprile 2015, pubblicato nella G.U. n. 108 del 12 maggio 2015)
1.3 L’analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo
1.3.1 Principali esiti dell’analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
1.4. “Compro oro” e money transfer. Linee di intervento
1.5. La collaborazione delle autorità nazionali
1.6. La collaborazione della UIF con le Financial Intelligence Unit di altri Paesi
2. La valutazione del sistema italiano di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo
3. Le segnalazioni di operazioni sospette
3.1. I flussi segnaletici
3.2. Le operazioni sospette
3.2.1. Il processo di analisi e la valutazione del rischio delle operazioni segnalate
3.2.2. La metodologia
3.3. Le archiviazioni
3.4. I provvedimenti di sospensione
3.5 La classificazione delle segnalazioni
3.6. Gli indicatori di anomalia, gli schemi e i modelli di comportamenti anomali
3.7. L’analisi strategica e l’esame dei dati aggregati
3.8. La violazione dell’obbligo di segnalazione: le sanzioni amministrative, il contenzioso e le pronunce della giurisprudenza
4. L’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette: l’attività della Guardia di Finanza e della Direzione Investigativa Antimafia
4.1 L’attività della Guardia di finanza e i risultati dell’attività investigativa
4.1.1. L’analisi delle segnalazioni sospette di finanziamento del terrorismo
4.2 L’attività della Direzione investigativa antimafia
4.2.1. Sviluppi investigativi delle segnalazioni analizzate
5. L’attività di vigilanza
5.1. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuati dalla UIF
5.2. L’attività di vigilanza della Banca d’Italia.
5.2.1. Gli accertamenti ispettivi di carattere generale
5.2.2. Gli accertamenti mirati presso direzioni generali
5.2.3. Le verifiche presso le dipendenze delle banche
5.2.4. I controlli di vigilanza cartolare
5.2.5. Le procedure sanzionatorie
5.2.6. I risultati dell’attività di vigilanza
5.3. L’attività di vigilanza di CONSOB e IVASS.
5.4. Gli interventi ispettivi e i risultati delle verifiche effettuate dalla Guardia di finanza
6. La circolazione transfrontaliera dei capitali
6.1 Le dichiarazioni valutarie
6.2 L’attività di controllo e di accertamento
6.3 L’attività sanzionatoria
6.4. Giurisprudenza
7. Le sanzioni finanziarie internazionali
7.1 Il contrasto del finanziamento del terrorismo
7.1.1 Il quadro istituzionale e il contesto attuale
7.1.2 La revisione delle liste UN e UE dei soggetti listati e proposte di designazione
7.1.3 L’attività internazionale di contrasto del finanziamento dell’ISIL: il Counter-ISIL Financing
Group (CIFG)
7.2 Le misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale,
la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina
7.3 Il contrasto del finanziamento della proliferazione
7.3.1 Le misure restrittive adottate nei confronti dell’Iran
7.3.2 Le misure restrittive adottate nei confronti della Corea del Nord
7.3.3 L’attività dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel settore della contro-proliferazione e delle misure restrittive verso determinati paesi terzi
7.4 Le misure restrittive adottate per il contrasto all’attività dei paesi che minacciano pace e sicurezza internazionale
7.4.1 Le misure restrittive nei confronti della Siria
7.4.2 Le misure restrittive nei confronti della Libia
7.5 I congelamenti
7.6 I decreti sanzionatori emanati ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 109/2007
8. L’attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in ambito europeo e internazionale
8.1. L’attività del GAFI
8.1.1 Gruppi regionali associati al GAFI
8.2 Il Comitato di Basilea
8.3 L’Anti-Money Laundering Committee e l’Expert Group
on Money Laundering and Terrorist Financing (EGMLTF)
8.4 Il gruppo Egmont
8.5 Attività G7 e G20

Leggi anche

Ultimi articoli su MEF

Ultimi articoli su "Antiriciclaggio"

ComplianceNet: 

Tax agreement between the Holy See and the Italian Republic (April 1st, 2015)

150309-vatican.png

On April 1st 2015 in the Secretariat of State, an agreement on fiscal matters was signed by the Holy See and the Italian Republic.
It was signed on behalf of the Holy See by Archbishop Paul Richard Gallagher, secretary for Relations with States, and for the Italian Republic by Pier Carlo Padoan, minister of Economics and Finance, with full powers.
The reforms introduced in 2010 and the creation by the Holy See of institutions with specific experience in economics and finance now enable full administrative cooperation, also with regard to fiscal matters.
Within the framework of the special importance of bilateral relations, Italy is the first country with which the Holy See has signed an agreement governing the exchange of information.
In accordance with the current process of establishing transparency in the field of financial relations at a global level, the Convention transposes the most up to date international standard in terms of the exchange of information (article 26 of the OSCE Model) to regulate cooperation between the competent authorities of the two contracting Parties.
The exchange of information relates to the fiscal year starting 1 January 2009.
The Convention, from the date on which it enters into force, will enable full compliance, with simplified procedures, with the tax obligations relating to financial assets held by institutions engaging in financial activities in the Holy See by various physical and legal persons resident in Italy.
The same persons will be able to have access to a procedure for the regularisation of these activities, with the same effects as established by Law 186/2014.
The Convention will also implement the provisions of the Lateran Treaty regarding tax exemption for property belonging to the Holy See, indicated in the same Treaty.
Finally, the Convention incorporates the Exchange of notes between the Ministry for Foreign Affairs and the Secretariat of State in July 2007, which provides for the notification of tax acts to the Holy See authorities via diplomatic channels.

 

ComplianceNet: 

Pagine