La nuova disciplina antiriciclaggio: princìpi e criteri direttivi (9 novembre 2015)

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Indice

  1. Le informazioni sul titolare effettivo e il registro centrale
  2. I trustee e il registro dei trust
  3. I reati fiscali
  4. Le polizze assicurative vita e linked
  5. I money transfer UE
  6. Le persone politicamente esposte (PEP)
  7. Il sistema sanzionatorio
  8. I compro oro
  9. Le ulteriori misure

Lo scorso 6 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato (in via definitiva) il disegno di legge di delegazione europea 2015 (il “Ddl”) che precisa, all’art. 14, i princìpi e criteri direttivi che il legislatore italiano dovrà osservare al fine di dare organica attuazione alla IV Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva UE 2015/849).
La nuova disciplina antiriciclaggio contempla rilevanti modifiche all’attuale impianto normativo di prevenzione consacrato nel D.Lgs. n. 231/2007.

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1.    Le informazioni sul titolare effettivo e il registro centrale

La lettera d), dell’art. 14, del Ddl, mira alla trasparenza delle persone ‘non fisiche’ (persone giuridiche, trust, società fiduciarie, fondazioni) prevedendo, non solo che ciascuna entità giuridica debba provvedere ad ottenere e conservare le informazioni adeguate, accurate e attuali circa la propria titolarità effettiva (prescrivendo idonee sanzioni in caso di inosservanza da parte dei soggetti apicali), ma che le stesse siano registrate on line in apposita sezione, ad accesso riservato, del Registro delle imprese.
Registrate, le informazioni sulla titolarità effettiva di ciascuna persona non fisica saranno disponibili:

  • alle Autorità competenti (senza restrizione) nonché alle Autorità preposte al contrasto dell’evasione fiscale, nei limiti idonei ad assicurarne l’utilizzo per tale finalità;
  • ai destinatari degli obblighi di adeguata verifica (intermediari bancari-finanziari e professionisti su tutti), previo espresso accreditamento sempre che ciò non possa evidentemente ledere il titolare effettivo;
  • ai titolari di un interesse specifico ovvero i portatori di interessi diffusi (es. associazioni, enti, ong e giornalisti), dietro apposita richiesta, purchè non esponga il titolare effettivo a pericoli per la propria incolumità o riguardi persone fisiche minori d’età o altrimenti incapaci.

2.    I trustee e il registro dei trust

Il trustee (o trust company) di trust istituiti ai sensi della Convenzione de l’Aja del 1° luglio 1985, così come delineato alla lett. d), par. 4, del Ddl, dovrà acquisire le informazioni concernenti la titolarità effettiva del trust medesimo. Dovrà, inoltre, ottenere e conservare le informazioni relative all’identità del fondatore, del guardiano (se esistente), dei beneficiari o della classe di beneficiari e delle altre persone fisiche che esercitano il controllo effettivo del trust.
Tali informazioni saranno registrate dal trustee in un apposita sezione del Registro delle imprese e disponibili ai soggetti sopra elencati alle lettere a),b) e c), previo accreditamento.
Peraltro, l’esercizio dell’ufficio di trustee, laddove non svolto da professionisti già soggetti a specifici regimi di autorizzazione e/o abilitazione per l’esercizio dell’attività, sarà subordinato al possesso di requisiti di onorabilità e professionalità.

(Quest'articolo continua)

3.     I reati fiscali

Seppur non ancora contemplato nella prima versione del Ddl, la IV Direttiva antiriciclaggio (in linea con le riviste raccomandazioni Faft-Gafi) include i reati fiscali tra i reati presupposto del riciclaggio. Per tali intendendosi i reati fiscali relativi a imposte dirette e indirette, così come specificato dalla normativa penale-tributaria italiana.
Posto che le definizioni di reati fiscali previste dalle normative di ciascuno Stato comunitario possono differire - non essendo prevista l’armonizzazione a livello comunitario della nozione di reato fiscale - l’Italia consentirà (così come gli altri Stati membri) lo scambio di informazioni ovvero la prestazione di assistenza tra le Unità di informazione finanziaria dell’Unione, sì da rimuovere tali eventuali disallineamenti.
Occorre rimarcare come l’inclusione dei reati fiscali quale ‘attività criminosa’ ai fini (anti)riciclaggio appare assai rilevante alla luce dell’introduzione nell’ordinamento giuridico italiano della fattispecie incriminatrice di autoriciclaggio di cui all’art. 648-ter 1. Su tutte: essere l’origine di una segnalazione di operazione sospetta.     

4.    Le polizze assicurative vita e linked

Coloro i quali svolgono attività assicurativa in forma associata o individuale nel caso in cui  intermediano contratti di assicurazione sulla vita o altre forme assicurative legate ad investimenti  dovranno ampliare il diametro dell’adeguata verifica della clientela da effettuare.
Più precisamente, l’art. 14, lett. d), par. 6, del Ddl, stabilisce che imprese, broker e agenti assicurativi saranno tenuti ad acquisire informazioni, oltre che su cliente e titolare effettivo, anche riguardo il beneficiario del contratto di assicurazione sulla vita o c.d. “linked” (non appena individuato o designato) nonché sull’effettivo percipiente della prestazione liquidata e sui rispettivi titolari effettivi.

5.    I money transfer UE

La lett. c), par. 3, dell’art. 14, del Ddl prevede che le compagnie di money transfer (rectius, istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica) comunitarie che operano in italia tramite una rete di agenti convenzionati - senza stabile insediamento -, per l’assolvimento degli obblighi antiriciclaggio, saranno tenuti ad istituire in Italia un punto di contatto centrale, sulla scorta di quanto appositamente disciplinato da Banca d’Italia.
Sarà, inoltre, previsto per gli emittenti di moneta elettronica (lett. c), par. 2) l’esonero di taluni obblighi di adeguata verifica della clientela, con stretto riferimento a strumenti di pagamento non ricaricabili ovvero ricaricabili entro ridotte soglie, utilizzati esclusivamente per l’acquisto di beni e servizi e non alimentabili con moneta anonima.

6.    Le persone politicamente esposte (PEP)

Misure rafforzate di adeguata verifica saranno intraprese con particolare riferimento ai PEPs (lett. c), par. 4, dell’art. 14 del Ddl). Tra le stesse, spicca la parificazione delle PEP nazionali a quelle comunitarie ed extracomunitarie. A tutt’oggi, infatti, le misure rafforzate di customer due diligence sono prescritte con riguardo alle (sole) persone fisiche residenti in altri Stati comunitari o in Stati extracomunitari, che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche, nonchè i loro familiari diretti.

7.    Il sistema sanzionatorio

L’art. 14, lett. h), del Ddl, volge due premesse fondamentali. L’una, che l’apparato sanzionatorio antiriciclaggio mira a al rispetto del criterio del ne bis in idem. L’altra, che le sanzioni previste tengono conto del settore di attività, delle dimensioni e della complessità organizzativa dei sanzionati (es. netto distinguo tra enti creditizi-finanziari e altri soggetti obbligati, magari persone fisiche).
Ciò detto, la lett. h) segnala di apportare al sistema sanzionatorio antiriciclaggio le seguenti modifiche o integrazioni del caso:

  • sanzioni penali: limitare la previsione di fattispecie incriminatrici alle sole condotte di grave violazione degli obblighi di adeguata verifica e conservazione dei documenti, perpetrate attraverso frode o falsificazione e di violazione del divieto di comunicazione dell’avvenuta segnalazione, prevedendo sanzioni penali adeguate alla gravità della condotta e non eccedenti, nel massimo, i 3 anni di reclusione e 30.000 euro di multa.
  • sanzioni amministrative: conseguiranno illecito amministrativo, le violazioni gravi e reiterate delle misure di prevenzione antiriciclaggio (compreso i controlli interni).

Da adottare in via graduata, viene implementato un range afflittivo comprendente:

  1. una dichiarazione pubblica che individua il responsabile della violazione;
  2. un ordine che arresti il comportamento vietato o di astensione dal ripeterlo;
  3. la sospensione, o la revoca, dall’albo, elenco, ordine cui la persona sanzionata è iscritta;
  4. l’interdizione temporanea dall’esercizio delle funzioni del soggetto apicale della persona giuridica coinvolta e ritenuta responsabile della violazione;
  5. una sanzione amministrazione pecuniaria non inferiore a 2000 euro e non superiore ad almeno il doppio dell’importo dei profitti ricavati.

8.    I compro oro

Particolare focus, è dedicato (art. 14, lett. l), del Ddl) all’attività di compravendita all’ingrosso e al dettaglio di oggetti in oro e preziosi usati, da parte dei cc.dd. “Compro Oro”.
Tale attività diverrà oggetto di apposita disciplina organica di settore idonea a garantire:

  • la piena tracciabilità e registrazione delle operazioni di acquisto o vendita di oro o preziosi e dei mezzi di pagamento utilizzati quale corrispettivo per l’acquisto o la vendita;
  • l’acquisizione delle informazioni identificative dei soggetti coinvolti, nonché la tempestiva disponibilità di tali informazioni alle forze di polizia;
  • l’individuazione di specifiche sanzioni, di natura interdittiva, da raccordare e coordinare con il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza.

9.    Le ulteriori misure

In conclusione, l’art. 14, del Ddl, mira ad ‘ammodernare’ l’impianto antiriciclaggio italiano (sulla scorta di quanto definito dalla IV Direttiva AML) sulla base delle novità discorse.
Meritevoli di attenzioni anche le ulteriori misure predisposte, riguardanti:

  • la possibilità di aggiornare l’elenco dei destinatari delle prescrizioni antiriciclaggio (lett. b);
  • la decisione di non assoggettare alle misure di prevenzione coloro i quali esercitano in modo occasionale o su scala limitata, un’attività finanziaria a scarso rischio antiriciclaggio (lett. c), par. 1);
  • l’opportunità di avvalersi di terzi per l’adeguata verifica della clientela, responsabilizzando maggiormente il destinatario che ne beneficia (lett. c), par. 5);
  • il tempestivo accesso dell’UIF, previa autorizzazione dell’Autorità giudiziaria procedente, alle informazioni finanziarie, amministrative e alle informazioni investigative in possesso dell’Autorità del caso competente (per assolvere i propri compiti in modo adeguato) nonché la maggiore cooperazione con le FIU di altri Paesi (lett. f).     

Chi è Alessio Castronuovo ?

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Alessio è Compliance e AML officer presso Fiport Società Fiduciaria e Loconte & Partners - Studio Legale e Tributario. Laureato in Giurisprudenza, specializzato nella disciplina antiriciclaggio e nel regulatory compliance bancario e finanziario.

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