Intervista a Michele De Luca – tesi di laurea in "Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici" (28 novembre 2017)

171128-cover-tesi-michele-de-luca

ComplianceNet: Ciao Michele e grazie per la collaborazione al progetto "Tesi" di ComplianceNet. Ti vuoi presentare?

Michele De Luca: Mi chiamo Michele De Luca ho 25 anni e vivo a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli.
Ho concluso il mio percorso accademico lo scorso Ottobre conseguendo la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”  .
Ho sempre nutrito un forte interesse verso il mondo della finanza nonostante sia un giurista.
Una doppia anima, la mia, che mi ha portato ad approfondire la regolamentazione  dei mercati  e degli strumenti finanziari  .
Sono un ragazzo molto curioso e questo mi ha spinto a non fermarmi alla formazione accademica: fin dai primi anni di università ho frequentato corsi e seminari su varie branche dell’economia quali Marketing, Finanza, Bilancio ed Organizzazione maturando soft skills finalizzate a rendere il curricula personale quanto più completo e multidisciplinare possibile.
 
ComplianceNet: Puoi illustraci più in dettaglio il contenuti della tua tesi?
 
Michele De Luca: La mia tesi (qui in pdf, 707 K, 130 pp.) mira a far luce sul mondo ancora oscuro e fumoso delle valute virtuali.
Iniziando il lavoro con il cercare di spiegare in maniera semplice il funzionamento della tecnologia alla base delle suddette valute e le potenziali applicazioni della stessa , la tesi prosegue focalizzandosi sulla natura giuridica delle criptocurrecies e sulle normative Europee che disciplinano queste entità.
Non manca un focus sull’Italia e sui principali sistemi economici mondiali quali USA , Giappone e Cina.
Un lavoro di indiscussa attualità che spero serva a chiarire o quanto meno ad introdurre gli studenti e i curiosi al mondo delle Valute Virtuali.
 
ComplianceNet: Che esperienze professionali hai maturato dopo la conclusione degli studi? Che tipo di occupazione/lavoro cerchi?
 
Michele De Luca: Attualmente lavoro in Unicredit come consulente esterno.
Un lavoro iniziato al quinto anno di università che mi ha  portato grandi benefici in termini di maturità  e autodisciplina.
Avendo concluso il percorso di studi però sono alla ricerca di un lavoro più inerente al mondo legale.
Aspiro ad una posizione in organi di vigilanza economica e finanziaria  ma sarei altrettanto felice di lavorare nel reparto M&A o compliance di istituti finanziari e società di consulenza.
 
ComplianceNet: Letture consigliate? Hobby?
 
Michele De Luca: Nel tempo libero mi dedico ad attività di service : è un dovere civico aiutare chi ha bisogno e cercare di migliorare la società nella quale si vive.
Sono socio del Rotaract club Castellammare di Stabia  attualmente nella carica di Presidente.  L’associazione partner del Rotary club coinvolge giovani da 18 a 30 anni dando loro la possibilità di operare  in attività di servizio che unite ad una formazione che mira allo sviluppo della  leadership , consente di dare un aiuto sostanziale alla comunità e implementare le proprie capacità professionali.

ComplianceNet: Grazie Michele!

Michele De Luca: Grazie a voi.

Per contattare Michele De Luca

171128-michele-de-luca

Allegato

  • Michele De Luca, “Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici (Considerations on the use of the virtual currencies in the European Union: legal and economic profiles)”, Università degli studi di Napoli “Parthenope”, Dipartimento di Giurisprudenza, Corso di Laurea magistrale a ciclo unico, Tesi di Laurea in Diritto Europeo delle Imprese e dello Sviluppo, anno accademico 2016/2017, (pdf, 707 K, 130 pp.)

Introduzione della tesi “Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici”

Lo studio che segue analizza gli aspetti giuridici ed economici, nell'ambito dell'Unione Europea , di uno dei fenomeni più stravolgenti degli ultimi 10 anni: le Valute virtuali.
Sin dalla loro nascita, nel 2008 con Bitcoin, le criptovalute hanno attirato l'attenzione di privati investitori , banche e governi.
Spinti dal sogno di un'economia monetaria onesta, i creatori delle virtual currencies hanno strutturato un sistema che elimina l'intermediazione delle banche e che garantisce la privacy delle transazioni.
Esse resistono alle regolamentazioni di un quadro normativo che si affanna a disciplinare questo nuovo settore il quale potrebbe rivoluzionare l'intera economia mondiale.
Sotto un'impronta prevalentemente giuridica discuterò di un tema di intelligence economica, nell'intento di unire le due anime ( giuridica ed economica) per far chiarezza su luci ed ombre proprie valute virtuali.
Sarà analizzata la tecnologia Blockchain, il funzionamento , l'uso attuale e potenziale , cercherò di individuare la natura giuridica delle criptocurrencies e la disciplina normativa europea che le fa da cornice.
Non sarà trascurato il dinamismo della trattazione in quanto saranno richiamati opinioni e pensieri di economisti e banchieri che forniranno pareri autorevoli e nuovi modi di concepire le criptovalute.
Dall'antichità ad oggi, i regnanti, prima, le autorità statali, poi, hanno posseduto il diritto pressoché esclusivo di battere moneta.
Le Banche Centrali, negli ultimi due secoli, hanno acquisito il monopolio di stampare banconote e persino l'autonomia e l'indipendenza dalle autorità governative.
Oggi tutto questo potere concentrato a livello istituzionale rischia seriamente di essere compromesso dal sistema decentrato delle criptovalute, nonostante non siano considerate delle monete.
Ripercorrendo la storia, bisogna ritornare nel 1.000 a.C. quando comparse in Cina la prima moneta metallica, mentre in Occidente serve risalire al 500 a.C. per il conio di monete costituite da metalli preziosi che godevano di un valore intrinseco.
È un dato che le criptovalute hanno allarmato le principali capitali del mondo insinuando un pregiudizio su oltre tremila anni di storia delle monete.
Se le autorità governative esercitano giuridicamente il loro potere su un'area territoriale ben definita, nel cyberspazio i confini sono molto più labili ed il diritto è per larga parte da costruire.
Le criptovalute, infatti, vengono battute non da presse d'acciaio dietro l'autorizzazione di un'amministrazione statale o federale, ma sono estratte dai "miners". Infatti, l'emissione di nuova moneta virtuale avviene attraverso un complesso processo informatico denominato "mining", ossia "estrazione".
La comparsa delle valute virtuali è stata così innovativa e dirompente da non riuscire a trovare un immediato inquadramento giuridico.
Governi e banche, all'inizio hanno sottovalutato il fenomeno non riuscendo a cogliere la mole di consensi su cui esso si basava e trascurando la filosofia alla base del nuovo strumento: il privato, sempre più colto e informato, si autodetermina e sfugge al pubblico potere creando un'economia parallela, una moneta parallela.
In un momento di massima sfiducia verso le istituzioni bancarie , ha preso piede un sistema che sul ruolo della fiducia impernia il suo funzionamento.
Transazioni e conti correnti diventano condivisi e trasparenti : l'individuo è al tempo stesso controllato e controllore della comunità di cui far parte.
Un fenomeno odierno e fortemente innovativo che negli ultimi mesi ha fatto parlare ogni giorno di sé: si è diffuso a macchia d'olio ed è ora presente nella vita quotidiana delle persone.
Non è più un fenomeno solo virtuale ma attuale e diffuso.
Il problema della qualificazione giuridica delle cripovalute è una questione (quasi) irrisolta anche nel nostro bel Paese ma non per questo gli operatori di mercato e gli enti soprattutto di natura comunitaria hanno ignorato il problema, al contrario hanno condotto numerosi studi individuando rischi e punti di forza del nuovo fenomeno.
Anche grazie la Corte di Giustizia UE è stato individuato un orientamento comunitario a cui gli stati membri possono guardare : ancora una volta l'Europa diventa guida e ispirazione per i governi, in un clima dove l'antieuropeismo è diventato un trend.

Indice della tesi ““Riflessioni sull’uso delle valute virtuali nell'Unione Europea: profili giuridici ed economici”

Introduzione
Capitolo 1 - Il concetto di “Moneta”: le sue origini e la sua storia
1.1    La moneta e le sue definizioni
1.2    Le origini della Moneta
1.3    Moneta e Valuta : il Pubblico Potere
Capitolo 2 - Il sistema dei pagamenti: mercato e mezzi di pagamento
2.1 Mercato : definizione
2.2 Pagamento : natura giuridica e mezzi di pagamento
2.3 La Rivoluzione Informatica
Capitolo 3 - Le Valute Virtuali
3.1 Le origini delle Criptovalute: Il movimento Cypherpunk
3.2 Valute Virtuali : definizione e panoramica nell' ottica dell' Unione Europea
3.3 Il sistema dei registri attuali e i registri condivisi: il ruolo della fiducia
3.4 La Tecnologia Blockchain
3.5 Blockchain : criticità della tecnologia e critiche in ambito europeo del sistema
3.6 Modalità di distribuzione: cowdsale e portafogli elettronici
3.7 Criptovalute: analisi giuridica
3.8 Analisi giuridica: Conclusioni
Capitolo 4 - Valute Virtuali : quadro normativo
4.1 Gli interventi delle autorità Europee
4.2 Virtual currency scheme
4.3 L'autorità bancaria europea – warning to consumers on digital currencies
4.4 Opinion on virtual currencies
4.5 Febbraio 2015 : A futher analisys
4.6 ESMA: call for evidence
4.7 Risoluzione del parlamento europeo - 17 Giugno 2016
Capitolo 5 - Gli interventi di vigilanza domestica
5.1 Banca di Italia : il documento “ Utilizzo anomalo delle valute
virtuali”
5.2 Il decreto legislativo del 25 maggio 2017 n.90
5.3 Cenni di natura tributaria in ambito Europeo
5.4 Focus sull'Italia
5.5 Sistemi Extraeuropei : USA, Giappone e Cin
Bibliografia
Sitografia
Ringraziamenti

 

 

 

ComplianceNet: