Guardia di Finanza: Rapporto annuale 2016 – antiriciclaggio (23 marzo 2017)

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Il "Rapporto Annuale" della Guardia di Finanza, edito fin dal 1984, fornisce un quadro completo delle attività svolte dalla Guardia di Finanza nel perseguire la propria missione istituzionale di polizia economico-finanziaria, attraverso un complesso coordinato di attività investigative e piani operativi mirati al contrasto dei più gravi fenomeni di illegalità economico - finanziaria, delle frodi sui finanziamenti pubblici nazionali e comunitari, delle frodi fiscali e dell'infiltrazione nell'economia legale da parte della criminalità organizzata, dei traffici di droga e di merci contraffatte, del contrabbando e del traffico di esseri umani, anche via mare.

  • Il testo completo del "Rapporto 2016" della Guardia di Finanza è disponibile qui in pdf (15 M, 65 pp.)  

Di seguito il paragrafo “Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria” del Rapporto 2016 che contiene numeri e indicazione delle azioni svolte in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (i numeri)

Svolti 11.942 accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente 9.882 persone fisiche e 2.060 fra aziende e società.
Eseguiti provvedimenti di sequestro ai sensi della normativa antimafia di 5.242 beni mobili e immobili, 281 aziende, nonché quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro.
Confiscati, ai sensi della citata normativa, 1.640 beni mobili e immobili, 239 aziende nonché quote societarie e diponibilità finanziarie per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro.
215 soggetti sono stati denunciati per associazione mafiosa, 74 dei quali tratti in arresto, mentre 810 sono stati i denunciati per il reato di trasferimento fraudolento di valori, indicativo di fenomeni di interposizione fittizia, di cui 68 arrestati.
In materia di riciclaggio sono state svolte 840 indagini e attività di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 2.035 soggetti, di cui 142 in stato di arresto.
2.150 sono, invece, le violazioni accertate in materia di trasferimenti di denaro contante per importi superiori alla soglia di legge prevista.
In relazione alla nuova fattispecie di auto-riciclaggio sono state eseguite 197 indagini e attività di polizia giudiziaria, con la denuncia di 531 soggetti, 16 dei quali in stato di arresto.
21.512 sono state, poi, le segnalazioni di operazioni sospette approfondite dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria e dai Reparti sul territorio appositamente delegati.
Le segnalazioni approfondite inerenti a possibili contesti di finanziamento del terrorismo sono state invece 570.
Nell'azione di contrasto all'usura, denunciati 402 soggetti, di cui 87 tratti in arresto, con il sequestro di patrimoni e disponibilità finanziarie per oltre 19,7 milioni di euro.
Nelle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa sono stati denunciati 6.660 soggetti di cui 358 tratti in arresto, nonché accertate distrazioni patrimoniali in danno di società fallite per circa 2,9 miliardi di euro ed effettuati sequestri a carico dei responsabili per oltre 880 milioni di euro.
I controlli svolti ai valichi di confine, presso i porti e gli aeroporti, in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, ai fini della verifica del rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta, hanno permesso di verbalizzare 11.280 soggetti per avere trasportato valuta in eccedenza rispetto al limite consentito, nonché intercettare valori al seguito complessivamente pari a 81,5 milioni di euro.

Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria (il Rapporto)

La lotta alle proiezioni economiche e imprenditoriali della criminalità

Nell'ambito del 3° obiettivo strategico sono stati elaborati 15 Piani Operativi per prevenire e contrastare ogni forma d'infiltrazione della criminalità nel tessuto economico e nel sistema finanziario del Paese, con investigazioni tese a ricercare i canali utilizzati per il riciclaggio e il reimpiego dei proventi di reato e ad individuare e sequestrare i capitali e i patrimoni illecitamente accumulati.
Le indagini e gli accertamenti in questo campo sono sviluppati, in primo luogo, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e dai Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO e GGICO), articolazioni specializzate nella lotta al crimine organizzato anche di stampo mafioso.
L'obiettivo di fondo è colpire le organizzazioni criminali sul versante degli interessi economici, finanziari e imprenditoriali, attraverso il sequestro di patrimoni e disponibilità riconducibili, anche tramite prestanome, a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia o di criminalità comune particolarmente gravi, ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria.
Lo strumento più efficace per conseguire questo risultato è rappresentato dalle investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sviluppate, spesso contestualmente, nell'ambito di procedimenti di prevenzione e nel corso di indagini di polizia giudiziaria.

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La prevenzione e il contrasto al riciclaggio

L'impegno del Corpo su questo fronte persegue lo scopo di intercettare i flussi finanziari generati da comportamenti illeciti suscettibili di inquinare il tessuto economico legale e di falsare le condizioni di libera concorrenza sul mercato.
Sotto questo profilo, gli interventi svolti dai Reparti del Corpo si sostanziano, sul piano repressivo, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria mentre, in un'ottica di prevenzione, fondamentale è l'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori (mediatori creditizi, concessionari di gioco, società trasporto valori ecc.) cui si aggiungono i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.
Particolarmente importanti risultano anche le attività ispettive eseguite nei confronti dell'ampia platea di soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, al fine di verificare il corretto adempimento dei relativi obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e segnalazione delle operazioni sospette) e prevenire l'utilizzo del sistema finanziario per scopi illeciti.
L'obiettivo di fondo è seguire le tracce finanziarie dei reati che generano disponibilità economiche per poi promuovere le conseguenti iniziative volte al sequestro dei patrimoni accumulati illegalmente.

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La prevenzione e il contrasto al finanziamento del terrorismo

Un'attenzione specifica è rivolta alla prevenzione e al contrasto del finanziamento del terrorismo.
Per adempiere a questa missione, il Corpo è, tra l'altro, preposto all'esecuzione di misure di congelamento ovvero al blocco automatico delle disponibilità finanziarie ed economiche di persone indiziate di appartenere ad organizzazioni terroristiche, i cui nominativi sono inseriti nelle liste diramate dall'Unione Europea o da altri Organismi internazionali.
In questo ambito, anche alla luce dell'aumento del livello di attenzione nei confronti della minaccia terroristica, sono stati elaborati specifici piani d'azione con l'obiettivo di identificare i soggetti utilizzatori dei circuiti di pagamento alternativi ai canali bancari, verificare la tipologia delle operazioni di trasferimento di denaro poste in essere, accertare l'esistenza di precedenti di polizia e altri elementi di interesse.
Si tratta di attività di servizio eseguite nel quadro del controllo economico del territorio e che si affiancano a quelle ordinariamente svolte, quali gli approfondimenti di segnalazioni di operazioni sospette riconducibili allo specifico fenomeno e l'esecuzione di ispezioni e controlli antiriciclaggio e antiterrorismo.
Sul piano organizzativo, in ragione della particolare delicatezza dello scenario nazionale e internazionale, è stato istituito nell'ambito del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, il Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo (GIFT), con il compito, tra l'altro, di eseguire accertamenti su ogni input investigativo attinente al finanziamento del terrorismo, nonché di effettuare analisi di rischio mirate per contrastare la specifica minaccia.
Parallelamente, è stato potenziato, presso il Comando Generale, il II Reparto - Coordinamento Informativo e Relazioni Internazionali -, con funzioni di "cabina di regia" permanente per promuovere e coordinare i flussi informativi sia all'interno della Guardia di Finanza che verso altri Organi di intelligence e di polizia.
Questa revisione ordinativa è stata recentemente completata con l'istituzione, dal 1° gennaio 2017, delle Sezioni Investigative Finanziamento terrorismo presso i Nuclei di Polizia Tributaria di Roma, Milano e Napoli.

Allegati

  • Guardia di Finanza, “Rapporto 2016” (pdf, 15 M, 65 pp.)  
  • Comunicato stampa (pdf, 578 K, 6 pp.)
  • Video (3 minuti circa)

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