Europa

Commissione UE: in vigore le norme rafforzate per combattere il riciclaggio di denaro (26 giugno 2017)

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Entrano in vigore norme UE rafforzate per combattere il riciclaggio di denaro, l'elusione fiscale e il finanziamento del terrorismo

Bruxelles, 26 giugno 2017
La Commissione Juncker ha fatto della lotta contro l'elusione fiscale, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo una delle sue priorità.
Oggi (26 giugno 2017 ndr) entra in vigore la quarta direttiva antiriciclaggio, che rafforzerà le norme esistenti, renderà più efficace la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e migliorerà la trasparenza al fine di prevenire l'elusione fiscale.
L'entrata in vigore della direttiva avviene mentre sono già in fase avanzata discussioni con il Parlamento europeo e il Consiglio in merito all'adozione di misure supplementari per rafforzarla ulteriormente.
Sempre oggi, la Commissione pubblica anche una relazione che orienta più concretamente le autorità degli Stati membri verso una migliore gestione dei rischi di riciclaggio.
Come previsto dalla nuova direttiva, la Commissione ha valutato i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell'ambito di diversi settori e prodotti finanziari. La relazione pubblicata oggi individua le aree più a rischio e le tecniche maggiormente utilizzate dai criminali per il riciclaggio di fondi illeciti.
Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Il riciclaggio di denaro alimenta criminalità, terrorismo ed elusione fiscale. Dobbiamo quindi eliminarlo nel modo più efficace possibile. Le norme rafforzate in vigore da oggi rappresentano un grande passo avanti, ma adesso dobbiamo raggiungere rapidamente un accordo sugli ulteriori miglioramenti che la Commissione ha proposto lo scorso luglio.”
Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Terroristi e criminali riescono ancora a trovare modi per finanziare le loro attività e riciclare i guadagni illeciti nell'economia. Le nuove norme sono cruciali per colmare già da oggi le lacune restanti. Invito quindi tutti gli Stati membri a metterle in atto senza alcun indugio: la presenza di standard inferiori all'interno di un paese renderebbe meno efficace la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo in tutta l'UE. Invito anche a raggiungere un rapido accordo sulle ulteriori modifiche proposte dalla Commissione a seguito della divulgazione dei “Panama Papers”, al fine di aumentare la trasparenza circa la titolarità effettiva.”
Rafforzare le norme esistenti
La quarta direttiva antiriciclaggio irrobustisce le norme esistenti introducendo i seguenti cambiamenti:

  • rafforza l'obbligo di valutazione del rischio per banche, avvocati e contabili;
  • elabora chiari requisiti di trasparenza per le imprese riguardo la titolarità effettiva. Queste informazioni saranno inserite in un registro centrale (ad esempio un registro di commercio) e saranno a disposizione delle autorità nazionali e dei soggetti obbligati;
  • semplifica i rapporti di cooperazione e lo scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria di diversi Stati membri per individuare e seguire trasferimenti di denaro sospetti al fine di prevenire e accertare i reati o le attività terroristiche;
  • istituisce una politica coerente nei confronti dei paesi terzi che presentano carenze normative nell'ambito dell'antiriciclaggio e della lotta al finanziamento del terrorismo;
  • rafforza i poteri sanzionatori delle autorità competenti.

Nel luglio 2016 la Commissione ha adottato una proposta volta a irrobustire ulteriormente le norme dell'UE in materia di antiriciclaggio per contrastare il finanziamento del terrorismo e aumentare la trasparenza sui veri titolari di società e trust. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere questo lavoro legislativo il prima possibile, in modo che le nuove norme possano entrare in vigore rapidamente. Basandosi sulla quarta direttiva antiriciclaggio, le nuove norme permetteranno di creare un solido quadro UE antiriciclaggio.
Migliorare la valutazione del rischio nel mercato interno
La relazione sulla valutazione sovranazionale dei rischi è uno strumento che aiuta gli Stati membri a identificare, analizzare e affrontare i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Essa analizza i rischi del settore finanziario e non finanziario ed esamina anche i nuovi rischi emergenti come quelli legati alle valute virtuali o alle piattaforme di crowdfunding. La relazione comprende:

  • una vasta mappatura dei rischi per campo di attività e un elenco dei metodi maggiormente utilizzati dai criminali per il riciclaggio di denaro;
  • una serie di raccomandazioni dirette agli Stati membri su come affrontare in modo adeguato i rischi individuati, per esempio ponendo maggiore attenzione sull'analisi dei rischi o su azioni di vigilanza circa attività specifiche.

Infine, la Commissione si impegna anche a esaminare una serie di opzioni che intendono migliorare il funzionamento e la cooperazione transfrontaliera delle unità di informazione finanziaria.

Prossime tappe

Quarta direttiva antiriciclaggio:

Gli Stati membri dovrebbero aver notificato il recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio entro oggi, 26 giugno 2017. La Commissione europea analizzerà ora lo stato di recepimento e prenderà rapidamente opportune misure nei confronti degli Stati membri che non abbiano ancora adottato le misure necessarie.

Relazione sulla valutazione sovranazionale dei rischi

La Commissione svolgerà le azioni necessarie delineate nella relazione, compreso l'esame delle opzioni per migliorare il funzionamento e la cooperazione transfrontaliera delle unità di informazione finanziaria attraverso norme specifiche dell'UE. Essa si impegnerà inoltre con gli Stati membri per monitorare l'attuazione delle raccomandazioni.
La Commissione continuerà a esaminare l'evoluzione dei rischi in materia di lotta al riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo e pubblicherà una nuova valutazione a riguardo, al più tardi entro giugno 2019 e successivamente ogni due anni.

Contesto

Il nuovo quadro antiriciclaggio è rappresentato da due strumenti giuridici (IP/15/5001, in inglese): la quarta direttiva antiriciclaggio e il regolamento sui trasferimenti di fondi, entrambi adottati il 20 maggio 2015.
Nel luglio 2016 la Commissione ha presentato una proposta volta a contrastare più efficacemente il finanziamento del terrorismo e a garantire una maggiore trasparenza delle transazioni finanziarie a seguito delle rivelazioni dei cosiddetti “Panama Papers” (IP/16/2380). Tali modifiche mirano ad assicurare un elevato livello di garanzie per i flussi finanziari provenienti da paesi terzi ad alto rischio, migliorando l'accesso alle informazioni da parte delle unità di informazione finanziaria - compresi i registri centralizzati dei conti bancari - e affrontando i rischi di finanziamento del terrorismo legati alle valute virtuali e alle carte prepagate. Tale proposta è attualmente in corso di negoziato in sede di Consiglio e Parlamento europeo e dovrebbe essere adottata nel corso del 2017.

Per ulteriori informazioni

Quarta direttiva antiriciclaggio (pdf) e regolamento sui trasferimenti di fondi (pdf)
Relazione sulla valutazione sovranazionale dei rischi (English)
Documento di lavoro sulle unità di informazione finanziaria (English)
Modifica della quarta direttiva antiriciclaggio

Contatti per la stampa

  • Christian WIGAND (+32 2 296 22 53)
  • Melanie VOIN (+ 32 2 295 86 59)

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail

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Commissione UE: consultazione pubblica sulla protezione degli informatori - whistleblower (6 marzo 2017)

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La Commissione EU ha avviato una consultazione pubblica mediante un questionario (qui la versione in italiano) sul tema del whistleblowing .
Il whistleblower o "informatore" indica qualsiasi persona segnali o comunichi informazioni in relazione a una minaccia o a un pregiudizio all'interesse pubblico (cioè denuncia un reato) nel contesto dei suoi rapporti di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.
Obiettivo della consultazione è raccogliere le opinioni di un'ampia gamma di soggetti interessati, comprese le autorità pubbliche, i giudici, i pubblici ministeri, i difensori civici, le istituzioni e agenzie dell'UE, le organizzazioni internazionali, le imprese private, le associazioni professionali e commerciali, le organizzazioni e associazioni sindacali, i giornalisti, i rappresentanti dei media, la società civile, il mondo universitario e il pubblico in generale.
Le domande del questionario consentiranno di raccogliere informazioni, opinioni ed esperienze sui vantaggi e gli svantaggi della protezione degli informatori; sugli elementi che sono importanti per un'efficace protezione degli informatori; sui problemi a livello sia nazionale che dell'UE derivanti dalle lacune e carenze del sistema di protezione degli informatori e dalle differenze in tutta l'UE, come pure sulla necessità di standard minimi di protezione.
Al survey è allegato un breve testo di presentazione della problematica del whistleblowing di seguito riprodotto integralmente.

Consultazione pubblica sulla "protezione degli informatori (whistleblowers)"

Nell'ambito delle loro attività, i singoli possono imbattersi in informazioni riguardanti atti oppure omissioni che costituiscono una minaccia o un pregiudizio per il pubblico interesse (ad es. frodi, corruzione, evasione fiscale, minacce alla salute pubblica e alla sicurezza, alla sicurezza alimentare e alla protezione dell'ambiente, cattiva gestione dei fondi pubblici, abuso di dati personali, uso illecito di informazioni private o privilegiate, riciclaggio di denaro, ecc.).
Fornendo informazioni o comunicando tali atti oppure omissioni (in inglese "whistleblowing"), possono contribuire a scongiurare un danno all'interesse pubblico.
Se da un lato la trasmissione di informazioni abusive o malevoli va evitata, dall'altro le persone che nutrono reali preoccupazioni riguardo a una minaccia o a un pregiudizio al pubblico interesse dovrebbero poterle comunicare senza preoccupazioni: segnalandole all'interno dell'organizzazione, in modo che il datore di lavoro abbia la possibilità di affrontare la questione, o a un ente di controllo, se il datore di lavoro non è tenuto o non può essere ragionevolmente tenuto ad agire in merito alla segnalazione, o anche al pubblico, se altri canali di comunicazione adeguati non esistono o non hanno dato risultati positivi.
La Commissione sostiene pienamente l'obiettivo di protezione degli informatori contro le ritorsioni.
Il timore di ritorsioni può avere un effetto dissuasivo sui potenziali informatori.
Proteggere gli informatori dalle ritorsioni può quindi contribuire a tutelare l'interesse pubblico e a consolidare lo Stato di diritto e la libertà di espressione, sanciti dall'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.
L'UE svolge un ruolo importante nell'aiutare gli Stati membri a proteggere l'economia legale dalla criminalità organizzata, dalle frodi finanziarie e fiscali, dal riciclaggio del denaro e dalla corruzione, che ostacolano lo sviluppo economico e la competitività e lo Stato di diritto.
Nella sua comunicazione del 5 luglio 2016 (qui in pdf), su ulteriori misure per rafforzare la trasparenza e la lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali, la Commissione ha sottolineato che la protezione degli informatori nel settore pubblico e nel settore privato contribuisce a contrastare la cattiva gestione e le irregolarità, compresa la corruzione transfrontaliera relativa a interessi finanziari nazionali o dell'UE.
Ha posto in evidenza la necessità di adottare misure efficaci per tutelare coloro che segnalano o divulgano informazioni sulle minacce o su un pregiudizio al pubblico interesse, contribuendo in tal modo all'aumento dell'individuazione delle frodi e dell'evasione e dell'elusione fiscali.
Il diritto dell'UE contiene già disposizioni per proteggere gli informatori da alcune forme di ritorsione in settori diversi, che vanno dall'audit e dal riciclaggio di denaro ai segreti commerciali, agli abusi di mercato, ai requisiti patrimoniali e ad altri strumenti di regolamentazione dei servizi finanziari.
Dalle discussioni svoltesi al convegno annuale sui diritti fondamentali del 2016 sul tema "Pluralismo dei mezzi d'informazione e democrazia" e dalla relativa consultazione pubblica è emersa una forte preoccupazione circa la mancanza di un'efficace protezione degli informatori in tutta l'UE e le ripercussioni negative sulla libertà di espressione e il diritto del pubblico di accedere alle informazioni.
Il giornalismo d'inchiesta si basa sulle testimonianze di informatori che, a loro volta, hanno bisogno di protezione per sentirsi sufficientemente sicuri da fornire ai giornalisti informazioni di pubblico interesse.
La protezione degli informatori agevola pertanto il ruolo di vigilanza svolto dai giornalisti investigativi nelle società democratiche.
Al fine di rafforzare la protezione degli informatori, la Commissione sta valutando la possibilità di interventi orizzontali o di ulteriori azioni settoriali a livello dell'UE, nel rispetto del principio di sussidiarietà.
La presente consultazione pubblica contribuirà alla valutazione - senza, tuttavia, pregiudicare qualsiasi azione dell'Unione europea né anticipare la fattibilità giuridica di un intervento dell'UE per quanto riguarda i limiti della competenza dell'Unione.
L'obiettivo è raccogliere le opinioni di un'ampia gamma di soggetti interessati, comprese le autorità pubbliche, i giudici, i pubblici ministeri, i difensori civici, le istituzioni e agenzie dell'UE, le organizzazioni internazionali, le imprese private, le associazioni professionali e commerciali, le organizzazioni e associazioni sindacali, i giornalisti, i rappresentanti dei media, la società civile, il mondo universitario e il pubblico in generale.
Le domande del questionario consentiranno di raccogliere informazioni, opinioni ed esperienze sui vantaggi e gli svantaggi della protezione degli informatori; sugli elementi che sono importanti per un'efficace protezione degli informatori; sui problemi a livello sia nazionale che dell'UE derivanti dalle lacune e carenze del sistema di protezione degli informatori e dalle differenze in tutta l'UE, come pure sulla necessità di standard minimi di protezione.
Se desiderate fornire ulteriori informazioni (ad es. un breve documento che illustri la vostra posizione) o sollevare punti specifici non contemplati dal questionario, potete caricare documenti aggiuntivi al termine del sondaggio.
Si prega di notare che il documento caricato sarà pubblicato insieme alla risposta al questionario.
Il questionario è il contributo essenziale alla presente consultazione pubblica aperta.
Il documento facoltativo servirà unicamente come informazione supplementare per comprendere meglio la vostra posizione.

Attenzione:

  • Rispondere al questionario non richiederà molto tempo e il vostro contributo sarà molto apprezzato.
  • Solo i campi contrassegnati con un * sono obbligatori
  • È possibile salvare le risposte e continuare successivamente.

Definizioni

Ai fini del presente questionario:

  • "Informatore"(o "whistleblower") indica qualsiasi persona segnali o comunichi informazioni in relazione a una minaccia o a un pregiudizio all'interesse pubblico nel contesto dei suoi rapporti di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.
  • "segnalazioni degli informatori" comprendono le segnalazioni all'interno dell'organizzazione e a un ente di controllo. Comprendono inoltre la divulgazione al pubblico (per es. tramite i media e Internet, i gruppi di interesse pubblico o i membri del Parlamento).
  • "illecito" comprende gli atti o le omissioni che costituiscono una minaccia o un pregiudizio al pubblico interesse. Alcuni esempi, non esaustivi, sono la frode, la corruzione, l'evasione fiscale, la cattiva gestione dei fondi pubblici, i rischi per la salute e la sicurezza pubblica, per la sicurezza alimentare e l'ambiente, per la protezione dei dati personali e la sicurezza dei dati, la regolamentazione del mercato, il diritto del lavoro e il diritto sociale.

Allegati

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ESA - European Supervisory Authorities: parere sul rischio riciclaggio per la finanza europea (22 febbraio 2017)

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Il 20 febbraio 2017 le tre autorità di vigilanza europea (EBA, EIOPA ed ESMA - ESA) hanno pubblicato un parere congiunto indirizzate alla Commissione europea sui rischi di riciclaggio di denaro (Money Laundering - ML) e il finanziamento del terrorismo (Terrorist Financing - TF) per il settore finanziario dell'Unione europea.
Il parere è un contributo al lavoro di valutazione del rischio che la Commissione europea sta svolgendo e rientra nelle azioni da parte delle autorità di vigilanza europee per favorire una convergenza in materia di vigilanza e parità di condizioni in materia di antiriciclaggio (Anti Money Laundering - AML) e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Countering the Financing of Terrorism - CFT).

In particolare, questo parere congiunto sottolinea che esistono problemi da parte delle aziende nel comprendere e gestire i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Il parere evidenzia anche le difficoltà connesse con la mancanza di accesso tempestivo alle attività di intelligence che potrebbero aiutare le aziende a identificare e prevenire i rischi di finanziamento del terrorismo nonché le notevoli differenze nel modo in cui le autorità nazionali competenti esercitano le loro funzioni.
 
Questi problemi, se non affrontati rischiano di indebolire il sistema europeo di prevenzione e repressione AML/CFT; sono pertanto necessarie azioni per meglio assicurarne l’efficacia.
Ciò è particolarmente importante in quanto gli Stati membri UE si muovono verso approccio basato sul rischio al sistema AML / CFT, che richiede un livello adeguato di consapevolezza del rischio ML/TF e una management expertise che non tutte le imprese e tutti i settori hanno.

Diverse iniziative sono già in corso come ad esempio il lavoro delle autorità di vigilanza europee su un approccio comune basato sul rischio alla vigilanza AML/CFT che, nel breve-medio termine, servirà per affrontare molti dei rischi individuati.

Basi legali

Il parere congiunto è stata redatto sulla base dell’articolo 6 (5) della Direttiva UE 2015/849 - La quarta direttiva UE sul riciclaggio di denaro - che impone ogni due anni alle autorità di vigilanza europee di emettere un parere congiunto sui rischi ML/TF relativi al settore finanziario UE.

Allegato

  • ESAS Joint Opinion on the risks of money laundering and terrorist financing affecting the Union’s financial sector (JC-2017-07) [PDF, 269KB]

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Antiriciclaggio: la bozza V direttiva EU affronta il tema delle nuove valute virtuali (10 febbraio 2017)

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  • di Agatino Grillo

Il Consiglio dell'Unione europea ha pubblicato la prima bozza (pdf) della 5° Direttiva UE Antiriciclaggio (5AMLD) che aggiornerà e sostituirà l’attuale 4° direttiva (4AMLD) emanata lo scorso maggio 2015  e in corso di adozione da parte dei singoli paesi dell’Unione Europea.
La bozza di 5AMLD presenta una serie di novità rispetto a 4AMLD e si propone in particolare di:

  • affrontare le possibili minacce legate all'uso delle nuove tecnologie nelle transazioni finanziarie
  • rafforzare e armonizzare i controlli sui flussi finanziari di paesi terzi ad alto rischio
  • aumentare la trasparenza
  • conferire più poteri alle FIU - Unità di informazione finanziaria – nazionali.

Nuovi obblighi per i gestori e fornitori di valute elettroniche

La bozza di 5AMLD (pag. 4 punto 6) estende il suo ambito di applicazione alle “piattaforme di scambio di valute virtuali” e ai “prestatori di servizi di portafoglio digitale” (it is now proposed that 5AMLD will apply to “providers engaged in exchange services between virtual currencies and fiat currencies” and “custodian wallet providers”).

Il comunicato del 5 luglio 2016

Il 5 luglio 2016 la Commissione UE ha reso noto un comunicato ("La Commissione rafforza le norme sulla trasparenza per contrastare il finanziamento del terrorismo, l’elusione fiscale e il riciclaggio di denaro") in cui tra l’altro scrive:

Come annunciato nel piano d’azione  per rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo, la Commissione propone modifiche volte ad evitare che il sistema finanziario sia utilizzato per il finanziamento di attività terroristiche:
(…)

  • Lotta ai rischi di finanziamento del terrorismo legati alle valute virtuali: per evitare che le valute virtuali siano usate impropriamente per riciclare denaro e finanziare il terrorismo, la Commissione propone di includere nell'ambito di applicazione della direttiva antiriciclaggio piattaforme di scambio di valute virtuali e prestatori di servizi di portafoglio digitale. Queste entità dovranno applicare gli obblighi di adeguata verifica della clientela al cambio di valute virtuali in valute reali, ponendo fine all’anonimato associato a questi scambi (Tackling terrorist financing risks linked to virtual currencies: to prevent misuse of virtual currencies for money laundering and terrorist financing purposes, the Commission proposes to bring virtual currency exchange platforms and custodian wallet providers under the scope of the Anti-Money Laundering Directive. These entities will have to apply customer due diligence controls when exchanging virtual for real currencies, ending the anonymity associated with such exchanges).

Allegato

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  • Proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council amending Directive (EU) 2015/849 on the prevention of the use of the financial system for the purposes of money laundering or terrorist financing (pdf, 403 K, 48 pp.)

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Consiglio d’Europa: l’Italia adotti misure più rigorose per prevenire i conflitti d’interesse in Parlamento e nel sistema giudiziario (25 gennaio 2017)

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Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione

Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato oggi (19 gennaio 2017 ndr) il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione (in francese; in inglese).
Il testo si concentra sulla prevenzione della corruzione tra parlamentari, giudici e pubblici ministeri.
Il GRECO elogia l’Italia per i provvedimenti adottati in questi ultimi anni per far fronte al fenomeno dilagante della corruzione nel paese.
Valuta inoltre positivamente il ruolo guida e proattivo svolto con determinazione dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Tuttavia, il GRECO esorta il paese a gestire meglio la spinosa questione dei conflitti d’interesse.
Sollecita una profonda revisione del sistema attuale, compreso il consolidamento delle norme frammentarie che disciplinano la questione, e chiede meccanismi più efficaci di controllo e di responsabilità.
Il GRECO, pur apprezzando la recente adozione da parte della Camera dei Deputati di un Codice di condotta e della disciplina delle attività di lobbying, ritiene che dovrebbero essere compiuti ulteriori sforzi per garantire il rispetto di tali disposizioni.
Ha inoltre osservato che il Senato non ha ancora intrapreso un percorso analogo.
È stato ugualmente riesaminato il sistema giudiziario e, visti i casi non infrequenti di prescrizione dei procedimenti contro i delitti di corruzione, il GRECO ribadisce la necessità di migliorarne l’efficacia, al fine di garantire che i responsabili di violazioni della legge siano portati dinanzi alla giustizia entro i tempi previsti.
Ne va della credibilità dell’intero sistema.
Il GRECO ha inoltre raccomandato di rafforzare gli strumenti di integrità nei ricorsi tributari, viste le recenti segnalazioni di presunti illeciti in questo settore. Infine, pur riconoscendo l’indiscussa reputazione, la professionalità e l’impegno dei singoli giudici e pubblici ministeri, il GRECO ha lanciato un monito sugli effetti dannosi che ogni presunta politicizzazione della professione potrebbe avere sull’indipendenza percepita del sistema giudiziario nel suo complesso.
Ad esempio, si dovrebbe porre fine alla possibilità di assumere simultaneamente la carica di magistrato e di membro di un’amministrazione locale, e, più generalmente, la questione delle attività politiche dei magistrati dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi aspetti a livello legislativo.
Il GRECO ha notato nel complesso che la lotta contro la corruzione è una questione di cultura e non soltanto di norme; il che comporta un approccio a lungo termine, un’educazione continua in tutti i settori della società e un continuo impegno politico, oltre che un approccio estremamente rigoroso, di tolleranza zero, nei confronti di comportamenti corruttivi.
L’attuazione delle 12 raccomandazioni rivolte all’Italia sarà valutata dal GRECO nella seconda metà del 2018, nell’ambito della sua procedura di conformità.

Contatto

Cos’è il GRECO?

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) è un organismo del Consiglio d’Europa volto a migliorare la capacità dei propri membri di combattere contro la corruzione assicurando che siano conformi alle norme di lotta contro la corruzione.
Inoltre, aiuta gli Stati a individuare le mancanze nelle politiche nazionali anticorruzione, invitando a intraprendere le riforme legislative, istituzionali e pratiche necessarie.
Attualmente riunisce 47 Stati membri, la Bielorussia e gli Stati Uniti d’America.

Allegato

  • Evaluation report Italy, Corruption prevention in respect of members of Parliament, judges and prosecutors - Fourth evaluation round - Adopted by GRECO at its 73rd Plenary Meeting, Strasbourg, 17-21 October 2016 (pdf, 943 K, 52 pp.)

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Antiriciclaggio: Parlamento UE boccia black-list proposta dalla Commissione (24 gennaio 2017)

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Il Parlamento UE ha rinviato alla Commissione la sua proposta per una “lista nera” dei Paesi considerati a rischio per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, chiedendo di ampliarla per includere, ad esempio, i territori che agevolano i reati fiscali.

Il Parlamento europeo ha rinviato alla Commissione Ue la proposta di quest'ultima per una lista nera dei Paesi considerati a rischio per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.
L'aula di Strasburgo ha chiesto di ampliarla per includere, ad esempio, i territori che agevolano i reati fiscali.
Una risoluzione a riguardo è stata approvata con 393 voti in favore, 67 voti contrari e 210 astensioni.
La Commissione aveva elencato undici Paesi (Afghanistan, Iraq, Bosnia-Erzegovina, Siria, Guyana, Laos, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Corea del Nord) giudicati carenti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo e quindi da assoggettare a controlli più severi quando fanno affari in Europa.

Il Comunicato dell’EuroParlamento

 
Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL), co-relatrice, ha detto: "L’ampia maggioranza del voto riflette la forza della posizione del Parlamento circa l'inadeguatezza dell’elenco attuale. Ora speriamo che la Commissione si dimostri più ambiziosa nelle revisioni, in modo da stilare una lista nera che sia atta allo scopo.".

Krišjānis Karins (PPE, LV), l’altro co-relatore, si è astenuto nel corso della votazione, poiché: "Un Paese dovrebbe essere incluso nella ‘lista nera’ solo quando vi sia una chiara evidenza di una minaccia sistematica di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. La Commissione ha bisogno di avere un algoritmo semplice e trasparente, in grado di sostenere il controllo pubblico."

La Commissione elenca undici Paesi (Afghanistan, Iraq, Bosnia-Erzegovina, Siria, Guyana, Laos, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Corea del Nord) giudicati carenti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Le persone e i soggetti giuridici dei Paesi inclusi nella lista nera sono soggetti a controlli più severi quando fanno affari in Europa.

La risoluzione è stata approvata a maggioranza assoluta con 393 voti in favore, 67 voti contrari e 210 astensioni.

Procedura: obiezione agli atti delegati
Hashtag: #moneylaundering #terrorism
RIF. : 20170113IPR58027
Aggiornato il: ( 19-01-2017 - 13:16)
 
 
Contatti
 
Federico DE GIROLAMO
Addetto stampa PE
Numero di telefono(+32) 2 28 31389 (BXL)
Numero di telefono(+33) 3 881 72850 (STR)
Numero di cellulare(+32) 498 98 35 91
Indirizzo e-mail stampa-IT@europarl.europa.eu

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Privacy, UE: proposta di nuove norme per la protezione dei dati personali (12 gennaio 2017)

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La Commissione propone norme per tutte le comunicazioni elettroniche che garantiscono un elevato livello di tutela della vita privata e aggiorna le norme sulla protezione dei dati per le istituzioni dell'UE

Bruxelles, 10 gennaio 2017
La Commissione propone nuovi atti legislativi per tutelare maggiormente la riservatezza nelle comunicazioni elettroniche e allo stesso tempo schiudere nuove opportunità commerciali.
Le misure presentate oggi sono volte ad aggiornare le norme attuali, estendendone il campo di applicazione a tutti i fornitori di comunicazioni elettroniche. Mirano inoltre a creare nuove possibilità per trattare i dati relativi alle comunicazioni e rafforzare la fiducia e la sicurezza nel mercato unico digitale, il che costituisce uno degli obiettivi principali della strategia per il mercato unico digitale. Allo stesso tempo, la proposta allinea le norme sulle comunicazioni elettroniche alle nuove norme tecniche di altissimo livello del regolamento generale dell'UE sulla protezione dei dati. La Commissione propone inoltre nuove norme per fare in modo che il trattamento dei dati personali ad opera delle istituzioni e degli organismi dell'UE garantisca lo stesso livello di tutela della riservatezza previsto negli Stati membri a norma del regolamento generale sulla protezione dei dati, e definisce un approccio strategico alle questioni concernenti i trasferimenti internazionali dei dati personali.
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "Grazie alle nostre proposte, che completeranno il quadro dell'UE in materia di protezione dei dati, la riservatezza delle comunicazioni elettroniche sarà protetta da norme aggiornate ed efficaci e le istituzioni europee applicheranno gli stessi standard elevati che ci aspettiamo dagli Stati membri."
Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Le nostre proposte creeranno la fiducia nel mercato unico digitale che la gente si aspetta. Il mio intento è garantire la riservatezza delle comunicazioni elettroniche e la tutela della vita privata. Il nostro progetto di regolamento sull'ePrivacy permetterà di trovare il giusto equilibrio tra elevata protezione dei consumatori e possibilità di innovazione per le imprese."
Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha affermato: "La legislazione europea in materia di protezione dei dati adottata l'anno scorso fissa standard elevati a vantaggio sia dei cittadini sia delle imprese dell'UE. Oggi la Commissione presenta anche la sua strategia per agevolare gli scambi internazionali di dati nell'economia digitale globale e promuovere in tutto il mondo standard elevati di protezione dei dati."
Maggiore protezione online e nuove opportunità per le imprese
Il regolamento sulla riservatezza e le comunicazioni elettroniche proposto dalla Commissione garantirà una maggiore tutela della vita privata delle persone e schiuderà nuove opportunità commerciali.

  • Nuovi attori: il 92% degli europei ritiene importante mantenere la riservatezza delle e-mail e dei messaggi online. Tuttavia, la vigente direttiva ePrivacy si applica unicamente agli operatori di telecomunicazioni tradizionali. Le norme in materia di riservatezza si applicheranno d'ora in poi anche ai nuovi operatori che forniscono servizi di comunicazione elettronica - ad esempio WhatsApp, Facebook Messenger, Skype, Gmail, iMessage, Viber.
  • Norme più stringenti: aggiornando la direttiva vigente con un regolamento direttamente applicabile, tutti i cittadini e le imprese nell'UE potranno godere dello stesso livello di protezione delle comunicazioni elettroniche.Anche le imprese trarranno vantaggi da un unico corpus di norme applicabili in tutta l'UE.
  • Contenuto delle comunicazioni e metadati: la riservatezza sarà garantita sia per i contenuti sia per i metadati delle comunicazioni elettroniche (ad esempio, l'ora della chiamata e il luogo). Entrambi hanno una forte componente di riservatezza e, secondo le norme proposte, dovranno essere anonimizzati o eliminati in caso di mancato consenso degli utenti, a meno che non siano necessari, ad esempio per la fatturazione.
  • Nuove opportunità commerciali: una volta ottenuto il consenso al trattamento dei dati relativi alle comunicazioni (contenuti e/o metadati), gli operatori di telecomunicazioni tradizionali avranno maggiori opportunità di utilizzare i dati e fornire servizi aggiuntivi. Ad esempio, potranno produrre mappe di calore per indicare la presenza di persone di cui potranno avvalersi le autorità pubbliche e le imprese di trasporto nello sviluppo di nuovi progetti di infrastrutture.
  • Norme più semplici sui cookie: è prevista la semplificazione della cosiddetta "disposizione sui cookie", che ha dato luogo a un numero eccessivo di richieste di consenso per gli utenti di internet. Le nuove norme permetteranno agli utenti di avere un maggiore controllo sulle impostazioni, consentendo di accettare o rifiutare facilmente il monitoraggio dei cookie e di altri identificatori in caso di rischi per la riservatezza. La proposta chiarisce che il consenso non è necessario per i cookie non intrusivi che migliorano l'esperienza degli utenti (ad esempio, quelli che permettono di ricordare la cronologia del carrello degli acquisti). Il consenso non sarà più necessario per i cookie che contano il numero di utenti che visitano un sito web.
  • Protezione contro lo spamming: la proposta odierna vieta le comunicazioni elettroniche indesiderate, indipendentemente dal mezzo utilizzato, ad esempio email, SMS e, in linea di principio, anche chiamate telefoniche se gli utenti non hanno dato il consenso. Gli Stati membri possono optare per una soluzione che conferisca ai consumatori il diritto di opporsi alla ricezione delle telefonate a scopo commerciale, per esempio mediante la registrazione del loro numero in un elenco di nominativi da non chiamare. Gli autori delle telefonate a scopo commerciale dovranno mostrare il proprio numero telefonico o utilizzare un prefisso speciale che indichi la natura della chiamata.
  • Applicazione più efficace delle norme: la responsabilità di garantire il rispetto delle norme in materia di riservatezza previste dal regolamento spetterà alle autorità nazionali per la protezione dei dati.

Norme in materia di protezione dei dati per le istituzioni e gli organismi dell'UE

Il regolamento proposto sulla protezione dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi europei mira ad allineare le norme vigenti, che risalgono al 2001, alle nuove norme più stringenti fissate nel regolamento generale del 2016 sulla protezione dei dati. Tutti coloro i cui dati personali sono gestiti dalle istituzioni o dalle agenzie dell'Unione europea potranno beneficiare di standard di protezione più elevati.

Protezione internazionale dei dati

La comunicazione proposta definisce un approccio strategico ai trasferimenti internazionali di dati personali che agevolerà gli scambi commerciali e promuoverà una migliore cooperazione fra le autorità di contrasto, assicurando nel contempo un livello elevato di protezione dei dati. La Commissione si impegnerà attivamente in discussioni con i principali partner commerciali dell'Asia orientale e del Sudest asiatico, iniziando dal Giappone e dalla Corea nel 2017, ma anche con i paesi interessati dell'America latina e i paesi inseriti nella politica europea di vicinato, per giungere a "decisioni di adeguatezza" (che consentono il libero flusso dei dati personali verso paesi con norme in materia di protezione dei dati "sostanzialmente equivalenti" a quelle dell'UE).
La Commissione intende inoltre avvalersi appieno dei meccanismi alternativi previsti dalle nuove norme UE sulla protezione dei dati (regolamento generale sulla protezione dei dati e direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia) al fine di agevolare lo scambio di dati personali con i paesi terzi con i quali non sia possibile giungere a decisioni di adeguatezza.
La comunicazione ribadisce inoltre che la Commissione intende continuare a promuovere lo sviluppo di standard elevati di protezione dei dati sul piano internazionale, a livello sia bilaterale che multilaterale.

Prossime tappe

Con la presentazione delle proposte odierne la Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a lavorare in tempi rapidi e a garantire un processo agevole per l'adozione entro il 25 maggio 2018, data di applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati. L'intento è quello di offrire entro tale data a cittadini e imprese un quadro giuridico pieno e completo in materia di tutela della vita privata e protezione dei dati in Europa.
Insieme alle proposte odierne la Commissione ha presentato una comunicazione per dare slancio all'economia dei dati. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

Per ulteriori informazioni

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Contatti per la stampa

  • Johannes BAHRKE (+32 2 295 86 15)

  • Nathalie VANDYSTADT (+32 2 296 70 83)

  • Christian WIGAND (+32 2 296 22 53)

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UE: perseguibilità penale del riciclaggio e norme più severe contro finanziamento terrorismo (22 dicembre 2016)

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La Commissione europea ha adottato oggi (21 dicembre 2016 ndr) un pacchetto di misure per potenziare la capacità dell'UE di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata sulla base degli impegni assunti nel piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo del febbraio 2016.
Le proposte presentate dalla Commissione completeranno e rafforzeranno il quadro giuridico dell'UE in materia di riciclaggio di denaro, flussi illeciti di denaro contante e congelamento e confisca di beni.
Le misure, presentate insieme alla terza relazione sui progressi compiuti verso l'Unione della sicurezza, garantiscono una risposta europea forte e coordinata nella lotta contro il finanziamento del terrorismo e permettono all'UE di fare un passo avanti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica.
Le proposte sono state preparate da un gruppo guidato dal primo vicepresidente Frans Timmermans e dal vicepresidente Valdis Dombrovskis, in collaborazione con i commissari Dimitris Avramopoulos, Pierre Moscovici, Věra Jourová e Julian King.
Il primo vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "Con le proposte di oggi potenziamo i nostri strumenti giuridici per ostacolare e bloccare le fonti di finanziamento di criminali e terroristi. Dobbiamo garantire che vi siano strumenti adeguati per individuare e bloccare i flussi finanziari sospetti e per sostenere le autorità di contrasto, instaurando con queste ultime una collaborazione fruttuosa per la tutela della sicurezza dei cittadini europei".
Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha dichiarato: "Il terrorismo rimane una delle più gravi minacce per la nostra sicurezza. Dobbiamo fare passi avanti nella lotta contro i terroristi e combattere il finanziamento delle loro attività è parte di questo processo. Per questo, proponiamo oggi che il riciclaggio di denaro sia oggetto di efficaci sanzioni penali in tutta l'UE. Proponiamo misure transfrontaliere di congelamento e confisca dei proventi di reato nell'UE e poniamo fine all'elusione da parte dei criminali dei controlli sul denaro contante alle frontiere esterne dell'UE".
Con le proposte di oggi, come sottolineato dalla Terza relazione sui progressi compiuti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica, la Commissione europea rafforza la capacità dell'UE di combattere il terrorismo e la criminalità organizzata rendendo più difficile per i terroristi e i criminali finanziare le loro attività e agevolando al contempo gli interventi delle autorità per individuare e bloccare i loro movimenti finanziari.
Individuare i flussi finanziari sospetti e bloccare le fonti di finanziamento del terrorismo rappresenta uno dei modi più efficaci per impedire potenziali attentati terroristici e attività criminali.
Il rintracciamento dei flussi finanziari può anche essere utile per fornire alla polizia e alle autorità di contrasto informazioni fondamentali e strumenti efficaci per le loro indagini.

Garantire la perseguibilità penale del riciclaggio

La Commissione propone oggi una nuova direttiva per perseguire penalmente il riciclaggio dei proventi di reati e fornire alle autorità competenti disposizioni di diritto penale adeguate per perseguire i criminali e i terroristi e incarcerarli.
Le misure proposte:

  • stabiliscono norme minime per la definizione dei reati penali e delle sanzioni connesse al riciclaggio di denaro, colmando le lacune esistenti al fine di impedire ai criminali di sfruttare le differenze esistenti tra le diverse legislazioni nazionali;
  • rimuovono gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia transfrontaliera istituendo disposizioni comuni per migliorare le indagini sui reati connessi al riciclaggio di denaro;
  • allineano le norme dell'UE agli obblighi internazionali in materia, quali quelli stabiliti dalla convenzione del Consiglio d'Europa di Varsavia e dalle raccomandazioni della task force "Azione finanziaria".

Istituire controlli più rigorosi sui grandi flussi di cassa

Al fine di fornire alle autorità competenti strumenti adeguati per individuare i terroristi e coloro che li sostengono finanziariamente, il nuovo regolamento sui controlli sul denaro contante presentato oggi mira a:

  • rafforzare i controlli sul denaro contante per coloro che entrano o escono dall'UE con €10 000 o più in contanti;
  • permettere alle autorità di agire anche in relazione a importi inferiori alla soglia prevista per le dichiarazioni doganali (€10 000), qualora si sospettino attività criminali;
  • migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità e gli Stati membri;
  • estendere i controlli doganali ai contanti inviati mediante pacchi postali o spedizioni di merci, ai prodotti preziosi come l'oro e alle carte di pagamento prepagate che attualmente non sono oggetto delle normali dichiarazioni doganali.

Congelamento delle risorse finanziarie dei terroristi e confisca dei loro beni

Rapidi interventi transfrontalieri di congelamento o confisca degli attivi finanziari permetteranno di impedire ai terroristi di utilizzare i propri capitali per commettere ulteriori attentati.
La proposta di regolamento sul riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato permetterà di:

  • disporre di uno strumento giuridico unico per il riconoscimento degli ordini di congelamento e confisca in altri paesi dell'UE, semplificando l'attuale quadro giuridico. Il regolamento si applicherebbe immediatamente in tutti gli Stati membri;
  • ampliare l'ambito di applicazione delle attuali norme sul riconoscimento transfrontaliero, al fine di includere la confisca nei confronti di terze persone collegate ai criminali. Rientra in tale ambito la confisca nei casi in cui gli autori dei reati non sono condannati, ad esempio perché fuggiti o deceduti;
  • migliorare la rapidità e l'efficienza degli ordini di congelamento o di confisca grazie a un documento standard e all'obbligo per le autorità competenti di comunicare tra loro. Le norme fissano termini chiari che prevedono scadenze più ravvicinate per gli ordini di congelamento;
  • garantire che il diritto delle vittime all'indennizzo e alla restituzione sia rispettato. Nel caso di esecuzioni transfrontaliere di ordini di confisca, il diritto della vittima è prioritario rispetto all'interesse dello Stato di esecuzione e di emissione.

Contesto

La sicurezza è stata un tema costante fin dall'inizio del mandato della Commissione Juncker, dagli orientamenti politici del Presidente del luglio 2014 all'ultimo discorso sullo stato dell'Unione del settembre 2016.
Basandosi sull'Agenda europea sulla sicurezza, adottata nell'aprile 2015, che ha sottolineato la necessità di adottare misure per combattere in maniera più efficace e globale il finanziamento del terrorismo, nel febbraio 2016 la Commissione europea ha definito un piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo al fine di garantire che gli Stati membri dispongano degli strumenti necessari per far fronte a nuove minacce.
Nell'aprile 2016 la Commissione ha stabilito che una delle azioni prioritarie da intraprendere per realizzare un'Unione della sicurezza efficace e sostenibile consiste nel bloccare l'accesso dei terroristi ai finanziamenti. Il fatto che il Presidente Juncker abbia creato uno specifico portafoglio per l'Unione della sicurezza nell'agosto 2016 testimonia l'importanza che la Commissione attribuisce al rafforzamento della sua capacità di reagire alle minacce terroristiche.
Come previsto nel piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo e come indicato nella relazione sui progressi compiuti verso l'Unione della sicurezza di oggi, la Commissione presenterà una proposta per rafforzare i poteri delle autorità doganali per quanto riguarda la lotta contro il finanziamento del terrorismo attraverso gli scambi commerciali nel 2017.
La Commissione intende inoltre ampliare il campo di applicazione della normativa vigente in materia di commercio illegale di beni culturali a un numero maggiore di paesi.
Nella relazione sui progressi compiuti la Commissione incoraggia inoltre i colegislatori a trovare nelle prossime settimane un accordo sulla revisione della IV direttiva antiriciclaggio.

Per ulteriori informazioni

Contatti per la stampa

  • Natasha BERTAUD (+32 2 296 74 56)
  • Tove ERNST (+32 2 298 67 64)
  • Kasia KOLANKO (+ 32 2 296 34 44)
  • Markus LAMMERT (+ 32 2 298 04 23)
  • Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail

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MEF: antiriciclaggio, consultazione pubblica per l’attuazione della direttiva UE AML (30 novembre 2016)

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Consultazione pubblica per l’attuazione della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE) e l’attuazione del regolamento (UE) 2015/847 del Parlamento Europeo e del Consiglio riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) 1781/2006

La direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio (c.d. IV Direttiva AMLD), abrogando le precedenti direttive in materia di antiriciclaggio ed allineando gli Stati membri ai più avanzati standard internazionali di settore, ha introdotto disposizioni finalizzate ad ottimizzare l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, costituendo, a partire dallo spirare del termine di recepimento, l’unico atto legislativo dell’Unione europea cui dovranno conformarsi gli Stati membri nel definire i propri ordinamenti interni.
Il Dipartimento del tesoro, ritiene opportuno sottoporre a consultazione pubblica lo schema di decreto legislativo (pdf, 947 K, 85 pp.), predisposto nel rispetto dei criteri di delega per il recepimento della IV Direttiva AMLD, volto a rettificare la normativa antiriciclaggio nazionale (decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni) nonché ad emendare le disposizioni normative collegate alla materia.
Obiettivo della consultazione è quello di acquisire i primi orientamenti e le osservazioni che i soggetti obbligati alle disposizioni antiriciclaggio, anche attraverso le associazioni di categoria rappresentative dei settori di appartenenza, volessero segnalare.
La consultazione è curata dall’Ufficio IV – Direzione V del Dipartimento del tesoro. I commenti possono essere inviati per e-mail, specificando nell’oggetto l’argomento posto in consultazione, entro il 20 dicembre 2016, all’indirizzo:dt.antiriciclaggio@tesoro.it
I commenti pervenuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli. Il generico avvertimento di confidenzialità del contenuto della e-mail, in calce alla stessa, non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti inviati

Documenti oggetto di Consultazione

  • Schema decreto legislativo recepimento IV AML (pdf, 947 K, 85 pp.)

Rassegna web

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Europol: Criminal Finances Online & cryptocurrencies (24 novembre 2016)

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Nel mese di novembre 2016 l’ Europol  - European Police Office – ha pubblicato il rapporto “Internet Organised Crime Threat Assessment (IOCTA) 2016”  (pdf, 11 M, 72 pp.) che illustra le proprie strategie contro il cybercrime.
Il documento indica anche 3 priorità per il 2017 contro la criminalità informatica: cyber attacks, payment fraud e child sexual exploitation.

Indice del documento

  • Foreword
  • Abbreviations
  • Executive Summary
  • Key Findings
  • Key Recommendations
  • Suggested Operational Priorities
  • Introduction
  • Malware
  • Online Child Sexual Exploitation
  • Payment Fraud
  • Social Engineering
  • Data Breaches And Network Attacks
  • Attacks On Critical Infrastructure
  • Criminal Finances Online
  • Criminal Communications Online
  • Darknets and Hidden Services
  • The Convergence of Cyber and Terrorism
  • Big Data, Iot and the Cloud
  • Internet Governance
  • The Geographic Distribution Of Cybercrime
  • Appendices

Nel seguito sintesi e traduzione (unofficial!) del paragrafo “Future threats and developments” nel capitolo “Criminal Finances Online”.

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Valute virtuali: sviluppi futuri e possibili minacce

Le valute virtuali continuano a guadagnare una sempre più ampia popolarità anche grazie alla crescita di una comunità ormai matura.
Sulle fondamenta di Bitcoin sono nati nuovi progetti ed iniziative certamente funzionali al business ma che espongono anche al rischio dell’infiltrazione criminale.
Ethereum https://www.ethereum.org/ (vedi anche wikipedia it https://it.wikipedia.org/wiki/Ethereum e http://www.ethereum-italia.it ) - nato nel luglio 2015 e già tra i servizi più popolari – è una piattaforma per l’uso dei contratti legali intelligenti – smart contract - contratti cioè in grado di auto-verificare le proprie condizioni utilizzando la tecnologia blockchain alla base di Bitcoin.
Ovviamente i “contratti intelligenti” hanno una vasta gamma di usi legittimi e positivi e tuttavia espongono anche al rischio che siano utilizzati dalla criminalità informatica per offrire i propri servizi.
Si noti che mentre molte cryptocurrencies sono orientate al business altre viceversa privilegiano questioni come la privacy e l’anonimato.
Mentre usando Bitcoin si lasciano tracce digitali che potrebbero essere utilizzati per collegare una transazione di un individuo esistono viceverssa nuove valute in via di sviluppo che cercano garantire un completo anonimato.
Come è ovvio la maggior parte delle forze dell'ordine attualmente concentra la sua attenzione su Bitcoin ed è logico supporre che alcune comunità criminali possano utilizzare cryptocurrencies meno note al fine di sfuggire ai radar.
Un altro tema da tenere sotto attenzione riguarda gli sforzi della comunità Bitcoin per la realizzazione di una soluzione di scambio completamente decentralizzata per garantire agli utenti un ulteriore livello di sicurezza e anonimato.
Nel 2016, è stata rilasciata una versione beta funzionale Bitsquare: si tratta del primo scambio decentrato che riunisce acquirenti e venditori di decine di valute virtuali.
Bitsquare utilizza una rete P2P costruito a partire da Tor dove a ogni utente viene assegnato un indirizzo .onion dedicato.

Raccomandazioni

Dato che l’uso criminale delle valute virtuali continua a guadagnare terreno è sempre più importante per le forze dell’ordine:

  • costruire e mantenere relazioni con le comunità delle monete virtuali e in particolare con gli “scambiatori” di moneta virtuale;
  • assicurarsi che gli investigatori finanziari e dedicati al cybercrime abbiamo una formazione adeguata per essere in grado di tracciare, sequestrare e indagare nell’ambito delle valute virtuali.

Bitcoin è la moneta virtuale più diffusa ma è necessario monitorare costantemente quali nuove valute virtuali si sviluppano e possono portare ad abusi.
Le forze dell'ordine dovrebbero continuare a investire e sviluppare nuovi strumenti investigativi e tecniche di indagine in collaborazione con partner provenienti da altri settori, per agevolare le inchieste che coinvolgono cryptocurrencies e la tecnologia blockchain.
Dopo il successo delle iniziative EMMA nel 2015 e 2016 – una iniziativa europea di contrasto al riciclaggio virtuale di denaro sporco - ulteriori paesi europei dovrebbero impegnarsi e contribuire a queste attività di prevenzione.
In ogni Paese le forze dell'ordine dovrebbero avere un quadro chiaro e aggiornato di chi opera nel campo delle valute virtuali al fine di sviluppare collaborazioni reciproche e ridurre l'abuso di tali servizi.

Allegato

  • Europol, “Internet Organised Crime Threat Assessment (IOCTA) 2016”  (pdf, 11 M, 72 pp.)

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(Fonte immagine: "Bitcoin paper wallet generated at bitaddress" di Open Source - http://bitaddress.org con licenza MIT tramite Wikimedia Commons)

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