Eurojust: Mafia e organizzazioni criminali dietro i reati ambientali (10 dicembre 2014)

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  • Fonte: comunicato stampa Eurojust (qui in italiano in pdf )

Mafia : Un nuovo rapporto Eurojust- UE mostra che le organizzazioni criminali sono dietro i reati ambientali

(testo “corretto” a cura di Agatino Grillo rispetto al testo originale qui in pdf)
Secondo un nuovo rapporto (pdf , 3.3 M,  102 pp.) pubblicato da Eurojust, l’organismo europeo che si occupa di cooperazione giudiziaria, ci sono organizzazioni criminali sono dietro le attività di criminalità ambientale transfrontaliera.
Ma paradossalmente sebbene questo tipo di criminalità generi profitti sostanziali (le stime OCSE parlano di profitti criminali da 30 a 70 miliardi di dollari l’anno) le statistiche mostrano che raramente le autorità nazionali ottengono condanne per crimini ambientali.
Il numero di casi trasmessi ad Eurojust rimane basso anche perché il crimine deve essere compiuto in modo “transfrontalerio” per poter arrivare a una condanna.
Eurojust ha spiegato questa situazione durante un briefing a Bruxelles il 21 di novembre.
Qui sotto l’elenco dei reati ambientali :

  • Rifiuti pericolosi esportati abusivamente dall’Italia e l’Irlanda verso paesi terzi
  • Tipi diversi d’inquinamento delle acque in Grecia, in Ungheria ed in Svezia
  • Esportazione illegale di uova di volatili e di scimmie

Il primo rapporto di Eurojust sui reati ambientali si concentra su tre aree e approfondisce i temi del potenziamento delle strutture nazionali, della condivisione delle esperienze, delle possibili soluzioni per affrontare le sfide più importanti: traffico di specie in via di estinzione, traffico illegale di rifiuti, e inquinamento delle acque di superficie

Risultati più rilevanti

  • I profitti dei reati ambientali sono altissimi, mentre le sanzioni sono bassissime
  • i collegamenti con le organizzazioni criminali ed il traffico illegale di rifiuti non vengono riportati e neanche indagati
  • c’è assenza di coordinazione tra le autorità competenti al livello nazionale ed internazionale; ad esempio il procuratore generale spesso non riceve i dati necessari dalle dogane o dalle autorità veterinarie
  • gran parte delle autorità nazionali non riescono a risolvere casi adottando un approccio transfrontalerio
  • l’applicazione della legislazione UE a livello nazionale è diversa da uno Stato membro all’altro; ciò rappresenta un ostacolo alla lotta contro la criminalità ambientale
  • certi Stati membri non hanno strutture adeguati, quali ad esempio unità di polizia o procuratori che lavorano solamente sui casi di reati ambientali; procuratori specializzati si trovano solo in Svezia, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi

Proposte per possibili soluzioni

  • Le informazioni sono importantissime per questo tipo di criminalità; a livello degli Stati membri, le informazioni dovrebbero essere meglio raccolte utilizzando un approccio multi-disciplinare, in cui ci siano più collaborazione tra le diverse autorità e grazie a una compartecipazione delle migliori pratiche e dell’esperienza
  • Sarebbe opportuno coinvolgere Eurojust sin dall’inizio nel coordinamento delle indagini e dei procedimenti e utilizzare sistematicamente i suoi strumenti – quali le squadre d’indagine comuni, le riunioni di coordinamento e i centri di coordinazione – per contrastare in modo più efficace la criminalità ambientale transfrontaliera.

La Commissaria Vera Jourova ha commentato : “ Una delle mie priorità è di rinforzare la fiducia dei cittadini nei sistemi giudiziari dell’UE. Una delle cose necessarie per rinforzare questa fiducia è di effettuare procedimenti ed assicurarsi che i criminali pericolosi siano effettivamente mandati in prigione. Allo stesso tempo, è necessario proteggere i diritti dei cittadini e lo Stato di diritto, quando ordini di perquisizione e di sequestro vengono emessi. Per questo è imperativo per i procuratori essere coinvolti dall’inizio nelle iniziative contro la criminalità transfrontaliera. La criminalità ambientale è una minaccia per la vita umana, la salute, e per le risorse naturali. Questi reati hanno un effetto su tutta la società. C’è bisogno di combatterli a fondo come tutti gli altri reati.”
La Presidente di Eurojust, la Signora Michèle Coninsx, e il Signore Leif Görts , in carico della squadra di progetto, hanno dichiarato : “Questo rapporto è un segnale d’allarme per tutti i professionisti ed i responsabili politici; questo relativamente nuovo e sempre più frequente tipo di criminalità ha infatti conseguenze gravi per la società. Il fatto che le sanzioni non siano elevate incoraggia le organizzazioni criminali ad essere attive nella criminalità ambientale. È necessario operare con azioni transfrontaliere e istituire strutture di contrasto adeguate nei diversi Stati membri”.

Per ulteriori informazioni

EUROJUST Ulf Bergström Direttore del Servizio delle Comunicazioni e delle Relazioni Esterne
Servizio Stampa & RP Tel: +31 646 764 029 E-mail: ubergstrom@eurojust.europa.eu

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Allegato

  • Eurojust, "Strategic Project on Environmental Crime Report", 21 November 2014 (pdf , 3.3 M,  102 pp.)

Cos'è Eurojust

Eurojust è un organismo istituito nel 2002 per sostenere e rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra autorità nazionali nella lotta contro le forme gravi di criminalità transnazionale che interessano l'Unione europea.

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