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Cos’è l’antiriciclaggio?

di Agatino Grillo

 

 

« Il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo rappresentano fenomeni criminali che, anche in virtù della loro possibile dimensione transnazionale, costituiscono una grave minaccia per l’economia legale e possono determinare effetti destabilizzanti soprattutto per il sistema bancario e finanziario 1 »

Con antiriciclaggio (in inglese anti money laundering , in francese lutte anti blanchiment) si intende l’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro, beni o altre utilità. In Italia il riciclaggio è un reato previsto dall’articolo 648 bis del Codice Penale; banche, intermediari finanziari, assicurazioni e varie categorie di professionisti sono obbligati al rispetto di specifiche disposizioni per prevenire e identificare fenomeni di riciclaggio secondo quanto previsto dal decreto legislativo 231/07.

Definizioni

Riciclaggio

Antiriciclaggio

Necessità dell’antiriciclaggio

Distorsioni del quadro economico

Mancato sviluppo economico

Il meccanismo di riciclaggio di capitali

Quadro normativo

Evoluzione della normativa antiriciclaggio in Italia

Codice Penale

Evoluzione normativa dell’articolo 648 bis

Le tre direttive europee antiriciclaggio

Altre direttive europee correlate

Antiriciclaggio e responsabilità d’impresa

Antiriciclaggio e protezione dei dati personali

Gli adempimenti

Il d.lsg. 231/07

Disposizioni attuative di Banca d’Italia in materia di antiriciclaggio del 10 marzo 2011

Disposizioni attuative di CONSOB in materia di antiriciclaggio del 4 luglio 2011

Disposizioni attuative di ISVAP in materia di antiriciclaggio (bozza in consultazione) del 15 febbraio 2011

Formazione e informazione

Obblighi di formazione del d. lgs. 231/07

Obblighi di formazione delle disposizioni di Banca d’Italia del 10 marzo 2011

Le istituzioni

Il Comitato di Sicurezza Finanziaria

Unità di Informazione Finanziaria (UIF)

La Guardia di Finanza

Autorità di vigilanza

Bibliografia

Normativa

Provvedimenti delle autorità di vigilanza

Istruzioni UIF

Indicatori di anomalia

UIF: schemi rappresentativi di comportamenti anomali

Letture utili

Tesi di laurea in antiriciclaggio

Voci correlate (Wikipedia in italiano)

Collegamenti esterni

 

Definizioni

Riciclaggio

Riciclare denaro, beni ed altre utilità vuol dire investire capitali illecitamente ottenuti in attività lecite: in tal modo i beni che sono frutto di reato (sequestri, traffico di stupefacenti, rapine, evasione fiscale e qualsiasi altro reato non colposo) sono “ripuliti” e reimmessi nei circuiti economici e finanziari legali. In inglese il termine “riciclaggio di denaro” si traduce con money laundering che letteralmente significa “lavaggio di denaro”. Nell’ordinamento italiano il riciclaggio è un reato previsto dall’articolo 648 bis del Codice Penale; compie tale reato sia “chi sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo” sia chi ostacola l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

Antiriciclaggio

Con antiriciclaggio (in inglese Anti money laundering - AML) si intende l’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro, beni o altre utilità. In Italia la normativa antiriciclaggio si basa principalmente sul decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 che recepisce a sua volta la direttiva europea 2005/60/CE; il decreto ha introdotto nell’ordinamento nazionale una serie di adempimenti antiriciclaggio allo scopo di proteggere la stabilità e l’integrità del sistema economico e finanziario. I "soggetti obbligati2" a tale disposizioni sono banche, istituzioni finanziarie, assicurazioni e professionisti (notai, avvocati, consulenti del lavoro, ecc.). L’importanza del contrasto del riciclaggio è tale che la definizione di riciclaggio adottata – a fini di prevenzione - dal decreto 231/2007 e dalla direttiva 2005/60/CE è più ampia rispetto a quanto previsto dal codice penale all’articolo 648 bis; per il sistema penale, infatti, il reato di riciclaggio non si applica a chi ha commesso il reato presupposto cioè il reato da cui derivano i beni che si intende “ripulire”; l’articolo 2 del decreto 231/2007 invece richiede alle banche di considerare anche l’autoriciclaggio cioè il riciclaggio effettuato dalla stessa persona che ha commesso il reato presupposto.

Necessità dell’antiriciclaggio

Distorsioni del quadro economico

Il riciclaggio di beni e capitali illeciti genera gravi distorsioni nell’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stessa stabilità ed efficienza del sistema economico. Il riciclaggio di fatto assume rilevanza anche sul piano macroeconomico.

Mancato sviluppo economico

La lotta al riciclaggio assume una particolare valenza in Italia a causa della presenza della criminalità organizzata che si traduce in mancato sviluppo economico. Alcuni studi della Banca d’Italia hanno evidenziato che nelle aree a forte presenza criminale la crescita economica risulta compressa , le imprese pagano più caro il credito , gli investimenti sono disincentivati e “in quelle aree è più rovinosa la distruzione di capitale sociale dovuta all’inquinamento della politica locale3”.

Il meccanismo di riciclaggio di capitali

Le indagini della magistratura e delle forze di polizia hanno rivelato che i meccanismi utilizzati per il riciclaggio di denaro e beni sono in continua evoluzione anche perché la criminalità cerca sempre di sfruttare sia le innovazioni tecnologiche sia le innovazioni finanziarie. Sono stati tuttavia individuate alcune fasi “tipiche” del processo di “dissimulazione” e reimpiego dei profitti provenienti da attività criminose; questa fasi si riferiscono alla “dissimulazione” di beni sotto forma di denaro. Le “fasi operative” del riciclaggio di denaro sporco sono:

Quadro normativo

Evoluzione della normativa antiriciclaggio in Italia

Codice Penale

Il riciclaggio è un reato previsto dall’articolo 648 bis del Codice Penale4; tale articolo va “letto” insieme al precedente 648 che riguarda la ricettazione e al successivo 648 ter che riguarda l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Art. 648 - Ricettazione

Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque s’intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa da 516 euro a 10.329 euro. La pena è della reclusione sino a sei anni e della multa sino a 516 euro, se il fatto è di particolare tenuità. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l’autore del delitto, da cui il denaro o le cose provengono, non è imputabile o non è punibile.

Art. 648 bis - Riciclaggio

Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 a euro 15.493. La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale. La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni. Si applica l’ultimo comma dell’articolo 648.

Art. 648 ter - Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648 e 648 bis, impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 a euro 15.493. La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale. La pena è diminuita nell’ipotesi di cui al secondo comma dell'articolo 648. Si applica l’ultimo comma dell’articolo 648.

Evoluzione normativa dell’articolo 648 bis

L’art. 648 bis del codice penale è stato introdotto dall'art. 3 del decreto legge n. 591 del 21 marzo 1978 5 ed è stato successivamente modificato dalla legge n. 55 del 19 marzo 19906 che ha introdotto l’ipotesi delittuosa dell’art. 648 ter c.p e dalla legge 9 agosto 1993, n. 328. Il testo originario della disposizione del 1978 individuava come “reati presupposti” del riciclaggio esclusivamente “rapina aggravata, estorsione aggravata o sequestro di persona a scopo di estorsione”; la modifica del 1990 estendeva i reati presupposti ai “delitti di rapina aggravata, di estorsione, aggravata, di sequestro di persona a scopo di estorsione, o dai delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope”; infine la legge 9 agosto 1993, n. 3287, che ratificava la “Convenzione sul riciclaggio”, ha ampliato il numero dei “reati presupposti” a cui si applica il reato di riciclaggio (e ricettazione) a tutti i delitti non colposi.

Le tre direttive europee antiriciclaggio

Altre direttive europee correlate

La direttiva 2006/70/CE dell'agosto 2006 riporta, in relazione alla terza direttiva antiriciclaggio 2005/60/CE, una serie di misure di esecuzione per quanto riguarda la definizione di "persone politicamente esposte" e i criteri tecnici per le procedure semplificate di adeguata verifica della clientela e per l’esenzione nel caso di attività esercitate in modo occasionale o su scala molto limitata.

Antiriciclaggio e responsabilità d’impresa

Il d.lgs. 231/2007 ha modificato il d.lgs. 231/2001 (“Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni”), normativa che ha introdotto in Italia la responsabilità amministrativa per le imprese nel caso di comportamenti fraudolenti da parte di loro impiegati e collaboratori per alcuni tipi di delitti e sotto certe condizioni. Il 231/2007 ha aggiunto ai reati previsti dalla 231/01 i delitti di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25 octies). Ciò significa che ogni ente (aziende, banche, assicurazioni, piccole imprese, associazioni, ecc.) deve adottare idonee misure per evitare che il proprio personale possa commettere tali reati.

Antiriciclaggio e protezione dei dati personali

Il rispetto degli adempimenti antiriciclaggio deve avvenire tenendo conto delle disposizioni contenute nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - "Codice sulla privacy" che richiede il rispetto della riservatezza delle informazioni trattate e l’adozione di misure di sicurezza in relazione ai trattamenti di dati personali sia con sistemi informatici sia con modalità manuali. Il 10 settembre 2010, inoltre, il Garante per la protezione dei dati personali ha promulgato uno specifico Provvedimento dal titolo "Misure relative alle comunicazioni fra intermediari finanziari appartenenti al medesimo gruppo in materia di antiriciclaggio" nel quale sono indicate disposizioni in ordine alle modalità di trattamento dei dati relativi all'antiriciclaggio.

Gli adempimenti

La prevenzione ed il contrasto del riciclaggio presso gli intermediari finanziari, gli altri enti obbligati e i professionisti, si realizzano per mezzo di controlli, organizzativi, tecnologici e “formativi” che permettano la piena conoscenza del cliente, la tracciabilità delle transazioni finanziarie e l’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio. Gli adempimenti derivano dall’ampia “normativa” antiriciclaggio nella quale rientrano, oltre a leggi e decreti legislativi, le Istruzioni di Vigilanza di Banca d’Italia, CONSOB e ISVAP , i pareri e le indicazioni del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF), dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) i pareri e le indicazioni del Comitato antiriciclaggio.

Il d.lsg. 231/07

Il decreto legislativo 231/07 impone obblighi di collaborazione per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio; la collaborazione può essere di 2 tipi:

  1. collaborazione passiva finalizzata a garantire la conoscenza approfondita della clientela e a prescrivere la conservazione dei documenti relativi alle transazioni effettuate;

  2. collaborazione attiva volta all’individuazione e segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio.

L’adeguata verifica della clientela è l’aspetto più importante per l’azione preventiva di contrasto al riciclaggio; essa consiste nell’identificazione del cliente e nella verifica dei dati acquisiti; l’identificazione e la verifica sono previste anche nei confronti del beneficiario sostanziale – il cosiddetto titolare effettivo - quando il cliente è una persona giuridica o effettua un’operazione per conto di altri soggetti. Altri adempimenti riguardano la raccolta delle informazioni sullo scopo e la natura del rapporto posto in essere dal cliente e il controllo continuo nel corso del rapporto stesso. Un altro importante adempimento è la registrazione dei rapporti e delle operazioni rilevanti nel cosiddetto Archivio Unico Informatico (AUI); attraverso l’AUI è possibile rendere disponibili a tutto il sistema antiriciclaggio le informazioni in modo strutturato e secondo standard tecnici omogenei per tutti gli operatori.

Un terzo fondamentale adempimento riguarda la segnalazione, all’UIF, delle operazioni sospette di riciclaggio. L’operazione sospetta è un’operazione che per caratteristiche, entità, natura o per qualsivoglia altra circostanza induce l’operatore in banca a “sapere, sospettare o ad avere motivo ragionevole per sospettare” che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo; in tal caso si deve inviare senza ritardo alla UIF una segnalazione. La UIF effettua approfondimenti sulle segnalazioni di operazioni sospette e le trasmette, arricchite dell'analisi finanziaria, al Nucleo speciale di polizia valutaria (NSPV) della Guardia di finanza e alla Direzione investigativa antimafia (DIA). Qualora le segnalazioni siano ritenute infondate la UIF le archivia. Anche la presenza di “motivi ragionevoli per sospettare” fa scattare l’obbligo di segnalazione all’UIF.

Disposizioni attuative di Banca d’Italia in materia di antiriciclaggio del 10 marzo 2011

Con queste disposizioni antiriciclaggio, in vigore dal 1° settembre 2011, per le banche è necessario:

Disposizioni attuative di CONSOB in materia di antiriciclaggio del 4 luglio 2011

Il 4 luglio 2011 la CONSOB ha pubblicato il "Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo delle società di revisione"8, delibera n. 17836 del 30 giugno 2011. Le disposizioni, rivolte alle società di revisione, richiedono l'introduzione di presidi specifici (risorse, procedure, funzioni organizzative) per il controllo del rischio di riciclaggio (e del finanziamento del terrorismo). In particolare è necessario:

Disposizioni attuative di ISVAP in materia di antiriciclaggio (bozza in consultazione) del 15 febbraio 2011

Il 15 febbraio 2011 l’ISVAP ha reso pubblico il documento in consultazione n. 42/2011 "Schema di regolamento concernente disposizioni attuative circa l’organizzazione, Le procedure ed i controlli interni volti a prevenire l’utilizzo delle imprese di Assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231"9.

Formazione e informazione

Un’efficace applicazione della normativa antiriciclaggio presuppone la piena consapevolezza delle finalità e dei principi che ne sorreggono l'impianto. Tutto il personale deve essere portato a conoscenza degli obblighi e delle responsabilità aziendali che possono derivare dal mancato adempimento dei medesimi.

Obblighi di formazione del d. lgs. 231/07

L’articolo 54 del d. lgs. 231/07 impone l’obbligo di formare il personale sulla disciplina antiriciclaggio; in particolare le aziende ed i professionisti devono predisporre “programmi di formazione finalizzati a riconoscere le attività potenzialmente connesse al riciclaggio”.

Obblighi di formazione delle disposizioni di Banca d’Italia del 10 marzo 2011

Banca d’Italia richiede che sia riservata particolare cura allo sviluppo di una specifica preparazione sull’antiriciclaggio dei dipendenti e dei collaboratori che sono a più diretto contatto con la clientela. Inoltre specifici programmi di formazione appaiono opportuni per il personale appartenente alla funzione antiriciclaggio. A tali dipendenti si richiede inoltre un continuo aggiornamento in merito all'evoluzione dei rischi di riciclaggio e agli schemi tipici delle operazioni finanziarie criminali. L’attività di qualificazione del personale deve, infine, rivestire carattere di continuità e di sistematicità e va svolta nell'ambito di programmi organici.

Le istituzioni

Il Comitato di Sicurezza Finanziaria

La regia complessiva delle politiche in materia di prevenzione del riciclaggio è attribuita al Ministro dell'Economia che si avvale, a tal fine, del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) presieduto dal Direttore generale del Tesoro e composto da rappresentanti del Ministero dell’interno, del Ministero della giustizia, del Ministero affari esteri, della Banca d’Italia, della CONSOB, dell’ISVAP, dell’Unità di informazione finanziaria (UIF), della Guardia di Finanza, della Direzione investigativa antimafia (DIA), dell’Arma dei Carabinieri e della Direzione nazionale antimafia (DNA).

Unità di Informazione Finanziaria (UIF)

L’Unità di informazione finanziaria (UIF) è la struttura nazionale incaricata di prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. La UIF esercita le proprie funzioni in autonomia e indipendenza, avvalendosi di risorse umane e tecniche, di mezzi finanziari e di beni strumentali della Banca d'Italia. L’organizzazione e il funzionamento della UIF sono disciplinate con regolamento della Banca d'Italia. Per facilitare l'individuazione delle operazioni sospette e promuovere sempre più efficienti condizioni di collaborazione attiva, il d.lgs. 231/2007 assegna all'UIF il compito di:

La Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza effettua le investigazioni antiriciclaggio mediante:

La GdF effettua inoltre proprie “ispezioni antiriciclaggio”, con esercizio dei poteri di polizia valutaria, anche presso banche ed operatori finanziari. Nel 2010, su circa 37.000 segnalazioni per operazioni sospette, oltre 4.700 si sono tradotte in procedimenti penali aperti presso le Procure della Repubblica competenti ovvero in procedimenti penali per casi di riciclaggio, usura, estorsione, abusivismo finanziario, frode fiscale, truffa o infrazioni alla normativa antiriciclaggio e valutaria.

Autorità di vigilanza

Le autorità di vigilanza di settore (Banca d’Italia, Consob, Isvap ciascuna per quanto di loro competenza) sovrintendono al rispetto delle norme da parte dei propri vigilati ed emanano disposizioni in materia di obblighi di adeguata verifica del cliente, di registrazione, e di assetti organizzativi e di controllo idonei a prevenire il coinvolgimento dei soggetti vigilati in operazioni di riciclaggio. L’azione di supervisione è generalmente guidata da due principi cardine: la proporzionalità e l’approccio basato sul rischio e si avvale di verifiche ispettive anche mirate; le irregolarità sull’antiriciclaggio rilevate possono comportare sanzioni amministrative ed anche denuncia all’autorità giudiziaria o investigativa. Nei casi più gravi, quando le violazioni intaccano le condizioni minimali per la corretta prosecuzione dell’attività, vengono adottati provvedimenti inibitori, come il divieto di nuove operazioni o la chiusura di dipendenze.

Bibliografia

Normativa

Provvedimenti delle autorità di vigilanza

Istruzioni UIF

Indicatori di anomalia

UIF: schemi rappresentativi di comportamenti anomali

Letture utili

Tesi di laurea in antiriciclaggio

Voci correlate (Wikipedia in italiano)

Collegamenti esterni

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1  Banca d’Italia, “Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni che gli intermediari bancari e finanziari devono adottare a fini di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo”, 10 marzo 2011, pag. 4 (qui in pdf); il testo delle "Disposizioni" è disponibile anche nei formati epub, xhtml, doc e odt a cura di www.ComplianceNet.it

2  L’articolo 10 del d. lgs. 231/07 riporta i “destinatari” degli adempimenti, i cosiddetti “soggetti obbligati” che sono suddivisi nelle seguenti categorie: intermediari finanziari e altri soggetti esercenti attività finanziaria (meglio dettagliati nel successivo articolo 11, tra questi: le banche, Poste italiane, istituti di moneta elettronica, SIM, SGR, SICAV, assicurazione, agenti di cambio, riscossione tributi, ex 107, ex 106, succursali italiane di banche estere, Cassa depositi e prestiti, società fiduciarie, promotori finanziari, intermediari assicurativi, mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria) professionisti (meglio dettagliati nel successivo articolo 12, tra cui: ragionieri, periti commerciali, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, altri soggetti che svolgono in maniera professionale attività in materia di contabilità e tributi, notai, avvocati revisori contabili (meglio dettagliati nel successivo articolo 13) altri soggetti (meglio dettagliati nel successivo articolo 14, tra questi: recupero crediti, custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori, gestione di case da gioco, offerta attraverso la rete internet e altre reti telematiche o di telecomunicazione di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, agenzia di affari in mediazione immobiliare).

3  Mario Draghi, governatore Banca d’Italia, “Le mafie a Milano e nel Nord: aspetti sociali ed economici”,11 marzo 2011 in http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/mafie-al-nord/draghi-110311.pdf  pag. 5

4  http://it.wikisource.org/wiki/Codice_penale/Libro_II/Titolo_XIII

5  http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1978-03-21;591

6  http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-01-19;55

7  http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1993-08-09;328

8  http://www.consob.it/documenti/bollettino2011/d17836.pdf

9  http://www.isvap.it/isvap_cms/docs/F6407/Regolamento_controlli_interni_antiriciclaggio_definitivo.pdf