DIA – riciclaggio e infiltrazioni criminali nell’economia legale (2 maggio 2015)

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Nel febbraio 2015 la DIA – Direzione Investigativa Antimafia – ha pubblicato la sua relazione relativa al primo semestre 2014 (pdf, 89 M, 256 pp. – da pag 207 a pag. 2016).
Un capitolo della relazione è dedicato alle “Infiltrazioni criminali nell’economia legale” e riporta una serie di importanti informazioni e dati sul fenomeno del riciclaggio di denaro sporco.

5. Infiltrazioni criminali nell’economia legale

a. Antiriciclaggio

Il riciclaggio di denaro ed il reinvestimento dei proventi che derivano da attività criminali, per la loro progressiva espansione su scala nazionale ed internazionale, continuano a rappresentare vere e proprie emergenze economico-sociali.
Il fenomeno assume una considerevole rilevanza, segnatamente sul piano macroeconomico, dal momento che i flussi di denaro illecito, che la pratica del money laudering riversa nel sistema finanziario nel suo complesso, generano gravi distorsioni nell’economia legale alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati, nonché i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stabilità ed efficienza del sistema economico nella sua globalità.
Ne consegue che la lotta al riciclaggio è ormai una consolidata, imprescindibile necessità per la salvaguardia dell’integrità economico-finanziaria del sistema-paese.
In tale contesto la strategia adottata, ed unanimemente condivisa, per sviluppare l’attività di contrasto, è rivolta sostanzialmente a prevenire e perseguire l’accumulazione di capitali illeciti, la ripulitura di questi e la tracciabilità degli investimenti effettuati mediante tali risorse.
In merito la D.I.A. si colloca — unitamente al Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza — quale organismo investigativo specializzato cui compete l’esame delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette inviate, tramite l’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), dagli intermediari finanziari, professionisti, revisori contabili e dagli altri soggetti obbligati ai sensi del D. Lgs. 231/07 e successive modifiche.

Segnalazioni di operazioni sospette (art. 41 D. Lgs. 21.11.2007, nr. 231)

Dai dati di processo integrati nel sistema "El.I.O.S." (Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette) [315] è emerso che le segnalazioni di operazioni sospette "analizzate" dalla D.I.A. nel 1° semestre 2014 ammontano a 9.011.
Le stesse sono riconducibili a 27.265 soggetti segnalati o collegati, 18.635 dei quali costituiti da persone fisiche e 8.630 da persone giuridiche.
Sulla base di tali evidenze è emerso che le segnalazioni trasmesse dagli enti creditizi (7.526), dagli intermediari finanziari (553) e, in parte, dagli istituti di moneta elettronica (352), costituiscono le fonti pressoché esclusive della collaborazione attiva che caratterizza l’intero sistema.

Di portata limitata risulta, invece, il contributo degli operatori non finanziari e dei professionisti da cui si desumono difficoltà nell’adempimento degli obblighi antiriciclaggio, dovute, verosimilmente, alla maggiore personalizzazione del rapporto che si instaura con il cliente nonché ad un fin troppo avvertito vincolo di riserbo.
Con specifico riguardo al numero di operazioni relative alle 9.011 segnalazioni sopra ricordate, si evidenzia che esse risultano complessivamente pari a 29.468. Nella tavola che segue sono indicate le diverse tipologie rilevate

 

Prelevamento contante <15.000 euro

1215

5,00%

Bonifico a favore di ordine e conto

4426

20,00%

Prelevamento con moduli di sportello

3338

15,00%

versamento di contante

3039

14,00%

Bonifico in partenza

2826

13,00%

Bonifico estero

1901

9,00%

Disposizionidi trasferimento

1639

7,00%

Emissione di assegni circolari e titoli sim.

1418

6,00%

Versamento di assegni tratti altro itermed.

1364

6,00%

Addebito per estinzione assegno

1229

5,00%

 tav103.png
(Tav. 103)
La seguente tabella pone in risalto le macro aree territoriali per numero di operazioni segnalate nel semestre in esame:

 

Nord

11045

Centro

7860

Sud

7443

Isole

2650

N.d.

470

Totale

29468

tav104.png

(Tav. 104)

La tabella che segue indica, invece, per le segnalazioni ricevute nel 1° semestre 2014, il numero di operazioni distinto per regione:

 

Regione

Segnalazione pervenute

Lazio

4600

Lombardia

4060

Puglia

3617

Emilia Romagna

2532

Toscana

2495

Piemonte

2252

Sicilia

2185

Campania

2090

Veneto

955

Liguria

728

Calabria

616

Abruzzo

517

altro

470

Sardegna

465

Marche

464

Basilicata

396

Friuli Venezia Giulia

354

Umbria

301

Molise

207

Trentino Alto Adige

132

Valle d’Aosta

32

tav105.png

(Tav. 105)

Sulla base dei dati processati dal sistema El.I.O.S., a fronte delle 9.011 segnalazioni analizzate nel primo semestre 2014, 251 di esse sono state caratterizzate da ulteriori sviluppi operativi.
Queste segnalazioni di operazioni sospette (s.o.s.) inviate ai competenti Centri Operativi della D.I.A. per i necessari approfondimenti investigativi, hanno fornito - nel 1° semestre - un contributo a 18 indagini.
Di queste, 9 sono state avviate proprio grazie alle s.o.s..
L’approfondimento delle stesse ha inoltre dato luogo a 6 inchieste che hanno consentito sequestro o confisca di cospicui patrimoni immobiliari.
Contestualmente anche la cooperazione internazionale ha tratto beneficio da tale peculiare attività: infatti a seguito di una segnalazione proveniente da Europol per una presunta anomalia dei flussi finanziari dall’estero verso l’Italia, è stato avviato un monitoraggio che ha consentito di individuare 1382 casi meritevoli di ulteriore analisi ed approfondimento, tuttora in corso, col coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia.
Con riferimento alle s.o.s. ritenute d’interesse, nella tabella che segue, ripartendo le stesse in ragione dei profili di riconducibilità dei soggetti segnalati alle diverse organizzazioni criminali di tipo mafioso, spiccano i dati relativi alla ‘ndrangheta (103):

 

Organizzazioni criminali

1° semestre 2014

 

criminalità organizzata pugliese

6

2,39%

camorra

34

13,55%

altre org. Italiane

50

19,92%

cosa nostra

58

23,11%

ndrangheta

103

41,04%

Totale complessivo

251

100,00%

tav106.png

(tav. 106)

Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231

La Direzione Investigativa Antimafia, nel quadro delle investigazioni preventive, si avvale dei poteri delegati dal Ministro dell’Interno, in via permanente, al Direttore della D.I.A., relativi a:

  • accesso ed accertamenti, nei confronti dei soggetti previsti dal Capo III del D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 [316];
  • richiesta, ai funzionari responsabili, di dati, informazioni e di esecuzione di ispezioni interne [317].

Il ricorso a tali istituti è volto a prevenire le infiltrazioni della delinquenza mafiosa nel tessuto economico, attuate sia mediante l’inserimento diretto all’interno degli organi sociali, sia attraverso l’utilizzo dei canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi dell’attività illecita, dissimulandoli nel circuito legale.
L’esercizio di tali poteri è prodromico all’eventuale successivo avvio di specifiche attività di indagine di natura giudiziaria e/o finalizzate all’applicazione delle misure di prevenzione.
Nel 1° semestre del 2014, tale attività ha proseguito il suo trend positivo, concretizzatosi nell’emissione e successiva esecuzione di:

  • 1 provvedimento di accesso presso una società esercente attività connessa al gioco e alle scommesse, rientrante tra i soggetti previsti dall’art. 14 del D. Lgs. 231/2007. Nel corso di tale attività sono state acquisite informazioni relative a soggetti collegati direttamente o indirettamente ad organizzazioni criminali;
  • 2 provvedimenti di accesso e accertamento eseguiti presso altrettanti istituti di credito, che hanno portato all’acquisizione di notizie e documentazione relativa a posizioni finanziarie ritenute meritevoli di approfondimento poiché ricollegabili a soggetti legati alla criminalità organizzata;
  • 44 richieste di dati e informazioni a sedi centrali di altrettanti intermediari finanziari, in ordine a soggetti verosimil-mente legati alla criminalità organizzata, ai fini di indagini di natura patrimoniale. Nel corso di tale attività è stata acquisita documentazione relativa a 5 persone fisiche.

Riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

In questa parte del documento vengono illustrati i dati relativi ai reati di cui all’articolo 648-bis (riciclaggio) e 648-ter (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita) C.P., segnalati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria nel corso del periodo in esame.
Gli elementi attinenti alle menzionate fattispecie criminose non sono direttamente correlabili a quelli relativi alle segnalazioni di operazioni sospette, esaminati in precedenza, poiché sono desunti dalle segnalazioni SDI (Sistema di Indagine).
Inoltre le attività investigative, finalizzate all’accertamento delle fattispecie penali, sono spesso lunghe e complesse e rese ancora più difficoltose dalla necessità di dimostrare che l’autore non abbia commesso i reati-presupposto o non abbia concorso alla loro commissione.
In campo nazionale il numero di informative relative ai reati in esame, presentate nel 1° semestre 2014, continua a registrare una flessione rispetto agli analoghi precedenti periodi a partire dal 1° semestre 2012.
Tale trend, pur indicativo di una diminuzione della fattispecie criminosa, non deve condurre ad affrettate conclusioni, potendo scaturire dalla crescente complessità delle procedure di accertamento, determinata dalle sempre più sofisticate metodiche di riciclaggio adottate dalle organizzazioni criminali.
Non va inoltre ignorato che a fronte di una attività di contrasto conclusa con successo - inevitabilmente - segue una reazione della parte contrapposta, volta a ridurre le proprie vulnerabilità.
Per tale ragione è indispensabile che lo Stato sia sempre pronto a reagire adeguando gli strumenti legislativi, metodologici e tecnici.

 

2°Sem.2011

569

1°Sem.2012

779

2°Sem.2012

750

1°Sem.2013

914

2°Sem.2013

850

1°Sem.2014

626

tav107.png

(tav 107)

La tabella che segue evidenzia il numero di reati denunciati, distinti per regione.

Riciclaggio - nr. Reati denunciati

 

 

1° Sem. 2014

2° Sem. 2013

1° Sem. 2013

2° Sem. 2012

1°Sem. 2012

2°Sem. 2011

Abruzzo

7

8

6

7

9

5

Basilicata

2

4

3

3

3

8

Calabria

17

22

36

23

23

20

Campania

77

99

92

101

130

70

Emilia Romagna

16

41

49

50

48

29

Friuli Venezia Giulia

9

16

15

13

16

11

Lazio

59

64

86

78

76

64

Liguria

40

66

74

65

66

70

Lombardia

41

89

104

79

93

65

Marc He

4

34

30

19

24

18

Molise

1

3

2

2

4

2

Piemonte

21

51

62

57

69

31

Puglia

51

52

48

56

55

45

Sardegna

16

16

23

14

17

12

Sicilia

47

59

59

55

61

56

Toscana

24

165

148

68

41

26

Trentino Alto Adige

0

5

7

5

4

6

Umbria

1

1

2

4

4

2

Valle D'aosta

1

0

3

1

1

1

Veneto

16

55

65

50

35

28

Regione Ignota

176

0

0

0

0

0

Italia

626

850

914

750

779

569

tav108.png

(tav 108)

Nella seguenti tavole si evidenzia il dato in relazione alla cittadinanza dei presunti autori del reato in argomento (denunciati/arrestati).

 

Italia

1063

Romania

69

Luogo ignoto

69

Altri stati

63

Marocco

23

Albania

11

Moldavia

10

Repubblica Popolare Cinese

9

Ucraina

8

Perù

6

Russia

4

Bosnia ed Erzegovina

4

Tunisia

4

tav109.png

(tav 109)

 

 

Romania

39

9,00%

Italia

296

66,00%

Tunisia

20

4,00%

Marocco

16

4,00%

Luogo ignoto

14

3,00%

Nigeria

8

2,00%

Serbia-Montenegro (ex Jugoslavia)

7

1,00%

Georgia

7

1,00%

Albania

3

1,00%

Ucraina

5

1,00%

Francia

4

1,00%

Altri stati

30

1,00%

tav110.png

(tav 110)

 

Per quanto attiene al delitto di cui all’art. 648-ter c.p., la seguente Tabella evidenzia il dato in ambito nazionale.

 

 

1° Sem. 2014

2° Sem. 2013

1° Sem. 2013

2° Sem. 2012

1°Sem. 2012

2°Sem. 2011

Abruzzo

1

2

3

1

1

0

Basilicata

1

0

1

2

1

1

Calabria

1

3

2

3

0

4

Campania

5

7

14

21

8

10

Emilia Romagna

1

3

2

1

1

1

Friuli Venezia Giulia

1

0

2

21

1

1

Lazio

1

7

6

10

3

6

Liguria

1

5

2

1

2

0

Lombardia

5

7

10

14

16

9

Marche

0

1

1

2

2

2

Molise

1

0

0

1

1

0

Piemonte

3

2

14

4

3

1

Puglia

11

1

3

4

1

2

Sardegna

1

4

1

2

3

0

Sicilia

4

7

3

4

7

1

Toscana

2

2

2

1

3

2

Trentino Alto Adige

0

1

4

1

0

0

Umbria

1

0

1

2

2

1

Valle D'aosta

0

0

0

0

1

0

Veneto

0

3

1

4

1

0

Regione Ignota

5

5

4

0

0

0

Italia

45

60

76

99

57

41

(tav 111)

Di seguito, suddivise per cittadinanza, le persone denunciate e arrestate per lo stesso reato.

 

Italia

103

Luogo ignoto

6

Repubblica Popolare Cinese

3

Perù

2

Russia

2

Romania

2

Senegal

1

Pakistan

1

Albania

1

Egitto

1

Costa d’Avorio

1

tav112.png

 
(tav 112)

 

Italia

74

Germania

1

Romania

1

 tav113.png
(tav 113)

Note

  • 315) Applicativo informatico finalizzato a supportare l’attività della D.I.A. sia nella ricezione, sia nella gestione, ai fini investigativi, del flusso documentale, costantemente in crescita negli ultimi anni, costituito dalle segnalazioni di operazioni sospette
  • 316) Art. 1, c. 4, del D. L. 6 set. 1982, n. 629, convertito in L. 12 ott. 1982, n. 726 e successive modificazioni; Art. unico, c. 3 della L. 7 ago. 1992, n. 356, che riconosce al Min. dell’Interno la facoltà di delega ai Prefetti ed al Dir. della D.I.A. delle competenze già attribuite all’Alto Commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa; Decr. del Min. dell’Interno 23 dic. 1992, 1° c., p. 1), che delega, in via permanente, al Dir. della D.I.A., il potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l’intermediazione finanziaria, secondo quanto previsto dall’art. 1, c. 4, del D. L. 629/82 e successive modificazioni; Art. 2, c. 3, della L. 15 lug. 2009, n. 94, che ha modificato l’art. 1, c. 4, del D. L. 629/1982, con il quale si dispone che i predetti poteri di accesso e di accertamento si esercitano anche nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del D. Lgs. 21 nov. 2007 n. 231 al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione ma¬fiosa; Art. 2 del Decr. del Min. dell’Interno 30 gen. 2013, che delega, in via permanente, al Direttore della D.I.A., il potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D. Lgs. 21 nov. 2007 n. 231";
  • 317)  Art. 1 bis, c. 1 e 4 del D. L. 629/1982, n. 726 e succ. mod.; Decr. del Min. dell’Interno 1° feb. 1994 che delega al Direttore della D.I.A. l’esercizio dei poteri di accesso e accertamento di cui all’art. 1, c. 4 del D. L. 629/82, la facoltà di richiedere ai funzionari responsabili degli enti e degli istituti di cui al punto 1) del decr. Min. predetto, dati e informazioni su atti e documenti in loro possesso ed ogni notizia ritenuta utile ai fini dell’espletamento delle funzioni conferite, ex-art. 1 bis D.L. 629/82 e successive modificazioni;

 

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