DIA: relazione semestrale 2016 – antiriciclaggio (9 marzo 2017)

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Attenzione alla dematerializzazione e virtualizzazione dei capitali e dei patrimoni frutto delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica
Nel primo semestre 2016 risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.

  • Fonte: capitolo “8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio” della 1° relazione semestrale 2016 della Direzione Investigativa Antimafia - DIA (qui il testo integrale della relazione in pdf , 10 M, 308 pp.)

8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio

a. Analisi e approfondimento delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette

La prevenzione dell'uso del sistema economico e finanziario legale a scopo di riciclaggio degli illeciti proventi rappresenta una missione prioritaria per la D.I.A..
Al riguardo, giova evidenziare che le organizzazioni criminali, allo scopo di estendere i traffici illeciti e rendere più sicuri e veloci i trasferimenti del "denaro sporco", sfruttano alcuni fattori che caratterizzano le moderne economie, ed in particolare:

  • la "fluidificazione dei confini" e l'attenuazione delle barriere doganali tra gli Stati, determinata dalla spinta alla creazione di aree di libero scambio commerciale;
  • l'accentuata tendenza alla "dematerializzazione" ed alla "virtualizzazione" dei capitali e dei patrimoni, grazie allo sfruttamento delle reti finanziarie mondiali ad alta tecnologia informatica.

Per quanto precede, assumono particolare rilievo i presidi antiriciclaggio che la disciplina vigente, dettata dal D.Lgs. 231/2007, individua nella tracciabilità dei flussi finanziari, assicurata dalla identificazione della clientela e dalla registrazione delle transazioni, nonché dalla partecipazione attiva degli intermediari abilitati, che si estrinseca nell'effettuazione delle segnalazioni di operazioni sospette.
Il citato decreto antiriciclaggio dispone che dette segnalazioni, una volta inviate dagli intermediari abilitati all'Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d'Italia, vengano da quest'ultima trasmesse alla D.I.A. ed al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, i quali informano il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in caso di rilevata attinenza delle segnalazioni alla criminalità organizzata.
In proposito, la D.I.A., al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema di analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, a decorrere dall'anno 2015, ha adottato nuove procedure, che consentono, grazie all'aggiornamento dell'applicativo informatico in uso (EL.I.O.S. - Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), di processare tutte le segnalazioni pervenute dall'UIF.
In tale quadro, nell'ottica di ottimizzare le suddette procedure, potenziando le sinergie tra gli organismi che compongono il citato dispositivo di prevenzione antiriciclaggio previsto dalla legge, il Direttore della D.I.A. ed il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo in data 26 maggio 2015 hanno siglato un Protocollo d'intesa - volto a consentire la rapida selezione delle s.o.s. attinenti alla criminalità organizzata e, nel contempo, la tempestiva informazione delle competenti Autorità giudiziarie - reso operativo nel corso del secondo semestre 2015.

In data 5 aprile 2016, inoltre, la DIA ha stipulato un Protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza, allo scopo di aggiornare un precedente memorandum risalente al 2012, consolidando le strategie operative in materia di contrasto al riciclaggio di proventi di attività criminose.
Il Protocollo persegue l'obiettivo di una tempestiva analisi delle informazioni contenute nelle segnalazioni di operazioni sospette e di un maggior coordinamento investigativo tra le due Istituzioni firmatarie, al fine di ottimizzare l'impiego delle rispettive risorse e di individuare prontamente, sulla base dell'analisi di specifiche anomalie, le nuove modalità di riciclaggio eventualmente poste in essere dalla criminalità organizzata.
A tale scopo, nell'accordo sono state previste anche alcune iniziative di formazione congiunta e taluni incontri con i soggetti e gli operatori economici obbligati all'invio delle s.o.s.
Al fine di illustrare l'attività svolta a livello centrale dalla D.I.A. nell'analisi ed approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, si espongono, di seguito, i più significativi dati statistici elaborati mediante il citato sistema EL.I.O.S.
Nel semestre in esame, risultano pervenute dall'UIF 46.587 segnalazioni di operazioni sospette, 42.590 delle quali analizzate.
Da tale processo di analisi è scaturito l'esame di 127.948 soggetti segnalati o collegati, di cui 93.653 persone fisiche e 34.295 persone giuridiche.
Per quanto concerne il grado di collaborazione attiva dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si rappresenta che le segnalazioni analizzate sono state effettuate, per la quasi totalità, dagli enti creditizi (33.149), seguiti dai professionisti (4.561), dagli intermediari finanziari (2.726) e dagli istituti di moneta elettronica (168).

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Le 42.590 segnalazioni analizzate includono complessivamente 128.301 operazioni sospette, suddivise nelle seguenti principali tipologie: bonifico a favore di ordine e conto (19.370), bonifico estero (17.516), versamento contanti (13.762), prelevamento con moduli di sportello (13.368), bonifico in partenza (12.382), versamento assegni (6.422), disposizione di trasferimento (6.199), emissione di assegni circolari e tioli similari/vaglia (3.926), addebito per estinzione assegno (3.227), prelevamento contanti inferiore a 15.000 euro (3.035), pagamento con carte di credito e tramite POS (2.266).

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Con riferimento alla distribuzione territoriale, la maggior parte delle operazioni oggetto di segnalazione è stata effettuata effettuata nelle regioni settentrionali (56.307), confermando l'andamento già registrato nei periodi precedenti, con a seguire le regioni meridionali (29.030) e centrali (25.321), per finire con quelle insulari (9.723).

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Nella tabella e nel grafico seguenti è stata esposta la ripartizione delle operazioni sospette su base regionale:

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Inoltre all'analisi delle segnalazioni di operazioni sospette operata centralmente dalla D.I.A., viene svolto presso la D.N.A.A., in base agli accordi assunti con il citato Protocollo d'intesa, anche l'approfondimento informativo delle segnalazioni risultate potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata.
In particolare, nel semestre in esame, le S.O.S. che hanno generato degli sviluppi investigativi, siano essi di tipo preventivo o giudiziario, sono state complessivamente 903, di cui:

  • 676 inviate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo direttamente alle competenti D.D.A., a seguito dell'analisi svolta per effetto del suddetto Protocollo d'intesa;
  • 227 trasmesse per gli approfondimenti investigativi alle articolazioni territoriali della D.I.A. (Centri e Sezioni Operative). Di queste, risultano prevalenti quelle riferibili alla 'ndrangheta (121), come evidente dalla rappresentazione grafica che segue:

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b. Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231

Uno degli strumenti di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia, nel quadro delle investigazioni preventive, sono i poteri delegati dal Ministro dell'Interno, in via permanente, al Direttore della D.I.A., relativi a:

  • accesso ed accertamenti, nei confronti dei soggetti previsti dal Capo III del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231;
  • richiesta di dati, informazioni e di esecuzione di ispezioni interne ai funzionari responsabili degli stessi (nota 439).

Il ricorso a tali istituti è volto alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto all'interno degli organi sociali, ovvero utilizzando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi dell'attività illecita, dissimulandoli nel circuito di quelli legali.
Esso rappresenta quindi uno strumento particolarmente incisivo nell'ambito della strategia di contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel circuito dell'economia legale e dei conseguenti effetti distorsivi arrecati al sistema finanziario.
L'esercizio di detti poteri è, inoltre, prodromico all'eventuale successivo avvio di specifiche attività di indagine sia in materia di misure di prevenzione che di natura giudiziaria.
Nel I semestre del 2016, la citata attività si è concretizzata nell'emissione e successiva esecuzione di:

  • 3 provvedimenti nei confronti di altrettanti Istituti di credito rientranti tra i soggetti previsti dall'art. 11 del D.Lgs 231/2007,
  • 19 richieste di dati ed informazioni effettuate nei confronti di Istituti di credito ed altri intermediari finanziari.

Note al testo

439)
Al Direttore della D.I.A. sono conferite ex lege le seguenti attribuzioni:

  • potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l'intermediazione finanziaria, delegato permanentemente ai sensi del D.M. 23 dicembre 1992;
  • poteri di accesso e di accertamento nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del D.Lgs. nr. 231/2007, al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa (art. 2, co. 3, della L. nr. 94/2009, che ha modificato l'art. 1, co. 4, del D.L. nr. 629/1982);
  • potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. nr. 231/2007", delegato permanentemente con l'art. 2 del D.M. 30 gennaio 2013.

Allegato

  • DIA - Direzione Investigativa Antimafia, "1° relazione semestrale 2016", 9 marzo 2017 (pdf , 10 M, 308 pp.)

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