DIA: relazione 2° semestre 2015 – attività antiriciclaggio (2 agosto 2016)

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Con il solito ritardo e nel solito formato illeggibile (oltre 200 mega di immagine pdf) la DIA – Direzione Investigativa Antimafia – pubblica  la propria relazione semestrale relativa alla seconda metà del 2015 (qui in pdf: attenzione 200 mega!).
Come al solito ecco la “traduzione” in formato testo del capitolo relativo all’antiriciclaggio.

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8. Attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio

  • Fonte: da pag. 190 a pag. 198 della “Relazione semestrale al Parlamento” della DIA relativa al 2° semestre 2015

a. Analisi e approfondimento delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette

Un altro settore di intervento strategico nell'azione di contrasto alle mafie portato avanti dalla D.I.A. nel 2015 è stato quello della prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.
Il crescente grado di finanziarizzazione dei circuiti economici evidenzia come, da una prospettiva investigativa, sia fondamentale garantire la più ampia tracciabilità dei flussi finanziari, attraverso la previsione di modalità standardizzate di registrazione e conservazione delle informazioni che consentano di individuare origine, destinazione e beneficiari dei movimenti.
La disciplina vigente vede nella D.I.A. e nel Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della G. di F. gli organismi di polizia deputati a svolgere l'analisi e l'approfondimento investigativo delle SOS (Segnalazioni di Operazioni Sospette) inviate dall'UIF (Unità di Informazione Finanziaria) della Banca d'Italia, per poi informare il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo in caso emergano evidenze di criminalità organizzata.
I dati riferiti agli ultimi anni confermano l'aumento, quasi geometrico, delle SOS pervenute - cresciute esponenzialmente in conseguenza degli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio ad una maggiore platea di operatori -cui i menzionati Organismi di controllo hanno dovuto far fronte introducendo nuove procedure di analisi informatica.
Dal canto suo, la D.I.A. ha reso esecutivo, nel 2015, un innovativo sistema di analisi delle S.O.S., articolato su tre distinte ma complementari procedure che hanno consentito di raggiungere l'obiettivo di processare tutte le S.O.S. pervenute e di estrapolare quelle di interesse investigativo per la specifica missione istituzionale del contrasto alle organizzazioni mafiose.
Nel semestre in esame sono state, inoltre, rese pienamente operative le procedure di selezione delle segnalazioni attinenti alla criminalità organizzata, scandite nel Protocollo d'intesa siglato il 26 maggio 2015 dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dal Direttore della D.I.A., di cui si è fatto cenno nella Relazione relativa al semestre precedente
Questa sinergia operativa, che ha portato ad una piena interazione del Patrimonio informativo della D.I.A e della D.N.A. - dove è costituito un Gruppo di lavoro cui partecipa personale della Procura Nazionale e della Direzione -rende, ora, più incisivi gli accertamenti sui flussi finanziari ritenuti sospetti, permettendo una rapida selezione delle S.O.S. attinenti alla criminalità organizzata e, al contempo, la tempestiva informazione delle competenti Autorità giudiziarie.

Per meglio comprendere la portata delle attività svolte a livello centrale dalla D.I.A., si espongono, di seguito, i risultati ottenuti nello specifico ambito grazie all'implementazione del sistema EL.I.O.S. (Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), applicativo informatico in uso esclusivo alla Direzione e specificatamente dedicato all'analisi e all'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette.
Nel semestre in esame, risultano pervenute dall'U.I.F. 44.237 segnalazioni di operazioni sospette e, grazie all'adozione delle nuove procedure di selezione accennate in precedenza, ne sono state analizzate 50.125, smaltendo in questo modo anche una parte di quelle accumulate nei periodi precedenti. Ne è scaturito l'esame di 167.534 soggetti segnalati o collegati, di cui 112.845 persone fisiche e 54.689 persone giuridiche.
Proseguendo nell'analisi e avuto riguardo al grado di collaborazione attiva dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si evidenzia che le segnalazioni pervenute sono state trasmesse, per la quasi totalità, dagli enti creditizi (40.570), seguiti dai professionisti (3.476), dagli intermediari finanziari (2.591) e dagli istituti di moneta elettronica (396).

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Le 50.125 segnalazioni analizzate concernono, complessivamente, 182.038 operazioni sospette, ripartite nelle seguenti principali tipologie: bonifico a favore di ordine e conto (31.844), versamento di contante (21.452), prelevamento con moduli di sportello (19.119), bonifico in partenza (19.180), bonifico estero (16.188), versamento di assegni (11.438), disposizione di trasferimento (9.652), emissione di assegni circolari e titoli similari/vaglia (6.785), addebito per estinzione assegno (6.157) prelevamento in contante inferiore a 15.000 euro (5.012), ed, infine, pagamento con carte di credito e tramite POS (3.584).

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Quanto alla distribuzione territoriale delle operazioni oggetto di segnalazione, la maggior parte si concentra verso le regioni settentrionali (80.842), confermando l'andamento già registrato nei periodi precedenti, con a seguire le regioni meridionali (46.646) e centrali (35.937), per finire con quelle insulari (12.670).

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Nella tabella seguente la distribuzione delle operazioni sospette viene ulteriormente ripartita su base regionale:

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L'attività svolta nel particolare settore operativo riguarda, come accennato, sia l'arricchimento informativo delle segnalazioni di operazioni sospette risultate potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata condotto presso la D.N.A., avvalendosi delle banche dati disponibili presso la stessa A.G., in attuazione delle intese protocollari assunte, sia gli sviluppi dell'analisi operata centralmente dalla D.I.A..
In particolare, come graficamente di seguito esposto, la sinergia avviata con la D.N.A. ha determinato positivi riscontri in relazione a complessive 1.799 segnalazioni, di cui 247 inviate alle locali D.D.A., per l'immediata utilizzazione ai fini processuali e le restanti 1.552 destinate al predetto Gruppo di lavoro congiunto, ai fini dell'eventuale esercizio del potere d'impulso del Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di cui all'art. 371 bis c.p.p.:

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Corroborano i riferiti positivi riscontri, gli ulteriori sviluppi delle attività di analisi che hanno portato, nel medesimo periodo, all'investigazione di ulteriori 69 segnalazioni, presso le competenti articolazioni periferiche (Centri e Sezioni Operative), così ripartite per matrice criminale di riferimento:

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Il grafico evidenzia chiaramente una preponderanza delle segnalazioni riconducibili a contesti di 'ndrangheta.

b. Esercizio dei poteri di accesso ed accertamento presso i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli artt. 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231.

Nel quadro delle investigazioni preventive, un altro strumento di cui si avvale la Direzione Investigativa Antimafia per verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione mafiosa sono i poteri delegati dal Ministro dell'Interno, in via permanente, al Direttore (analiticamente individuati al Capo III del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 [nota 1]), che consentono di accedere presso i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio, con facoltà di richiedere ai funzionari responsabili dati e documentazione ritenuti utili ai fini dell'espletamento delle funzioni conferite.

Il ricorso a tali istituti è volto, pertanto, alla prevenzione dei pericoli di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico, sia attraverso un inserimento diretto negli organi sociali, sia sfruttando i canali del sistema bancario e finanziario per riciclare i proventi derivanti da attività illecite, artatamente dissimulati nei circuiti finanziari legali.
L'esercizio di tali poteri, spesso funzionale all'avio di mirate attività investigative di natura giudiziaria o all'applicazione di una misura di prevenzione, si è concretizzato, nel semestre in esame, nell'emissione e successiva esecuzione di 5 provvedimenti di accesso presso altrettanti studi associati (partecipati da professionisti esercenti attività di consulenza aziendale e ragionieri e periti commerciali [nota 2]) ; 2 accessi presso un Istituto di credito ed altro Ufficio equiparato [nota 3] . A questi accessi si aggiungono 23 richieste di dati e informazioni rivolte ad Istituti di credito e ad altri intermediari finanziari.

Note al testo

[nota 1] Al Direttore della D.I.A. sono conferite ex lege le seguenti attribuzioni:

  • potere di accesso e di accertamento nei confronti di banche, istituti di credito pubblici e privati, società fiduciarie o presso ogni altro istituto o società che esercita la raccolta del risparmio o l'intermediazione finanziaria, delegato permanentemente ai sensi del D.M. 23 dicembre 1992;
  • poteri di accesso e di accertamento nei confronti dei soggetti previsti dal capo III del Digs. nr. 231/2007, al fine di verificare se ricorrono pericoli di infiltrazione da parte della delinquenza mafiosa (art. 2, co. 3, della L. nr. 94/2009, che ha modificato l'art. 1, co. 4, del D.L. nr. 629/1982);
  • potere di accesso e di accertamento presso "i soggetti destinatari degli obblighi indicati negli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del D.Lgs. nr. 231/2007", delegato permanentemente con l'art. 2 del D.M. 30 gennaio 2013.

[nota 2]  Rientranti tra i soggetti previsti dall'art. 12 del D.Lgs 231/2007.
[nota 3] Trattasi di soggetti ricompresi nell'art. 11 del D.Lgs 231/2007.

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