Giovanni Castaldi: "Lotta all'evasione fiscale e alla corruzione. Il contributo dell'UIF" (28 novembre 2011)

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Il 28 novembre 2011 il dott. Giovanni Castaldi, direttore dell'Unità di informazione finanziaria (UIF) è intervenuto al convegno su "Riciclaggio, evasione fiscale ed abuso dei beni sociali: la responsabilità degli intermediari" tenutosi presso la Fondazione Centro Nazionale di prevenzione e difesa sociale/CNPDS a Milano.
Nel suo intervento il direttore dell'UIF ha ricordato che riciclaggio, evasione fiscale e corruzione sono fenomeni strettamente correlati, che danneggiano le politiche di sviluppo. Giovanni Castaldi ha criticato la classe politica, perché la "ricerca del consenso elettorale si è sempre basata su promesse di sgravi e agevolazioni piuttosto che su impegni di lotta all'evasione (…). Il partito degli evasori è molto potente e viene variamente blandito: si pensi allo smantellamento del falso in bilancio e alla continua erosione dei termini prescrizionali dell'azione penale. Leggi tributarie di difficile interpretazione incentivano comportamenti elusivi e alimentano un imponente contenzioso.
La corruzione in Italia rischia di assumere natura endemica, "coinvolgendo ampi strati del sistema istituzionale e imprenditoriale di un paese" rischiando di alterare i processi elettorali, la stabilità governativa, lo stesso ordine democratico.
Il testo completo dell'intervento di Giovanni Castaldi è disponibile nei seguenti formati:

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Nel seguito una sintesi dell'intervento.

Evasione fiscale e corruzione

Il direttore dell'UIF ha esordito ricordando che evasione fiscale e corruzione sono fenomeni fortemente correlati: il mancato pagamento dei tributi, infatti, è il principale strumento di accumulazione in nero della provvista necessaria per pagare il prezzo della corruzione.
Forte anche il rapporto tra riciclaggio, evasione fiscale e corruzione: in sede GAFI, è infatti in corso l'elaborazione di nuove "Raccomandazioni antiriciclaggio", che promuovono l'inclusione dei reati di natura fiscale tra quelli presupposto di riciclaggio. Ne dovrebbe conseguire, anche a livello internazionale, un ampliamento della gamma delle possibili segnalazioni di operazioni sospette.
Per quanto riguarda in particolare il flagello dell'evasione fiscale, Castaldi ha ricordato gli "effetti deleteri" che essa produce sull'economia dei singoli paesi.
Come è stato recentemente ricordato da esponenti della Banca d'Italia nel corso di un'audizione alla Camera, l'evasione fiscale è il primo freno alla crescita. Essa "riduce le risorse per le politiche sociali ... si traduce in maggiori tasse per chi le paga ... è la base della cosiddetta economia sommersa ... sottrae risorse alla collettività, le nasconde (nei paradisi fiscali) quindi le rimette in circolo creando corruzione o, come minimo, falsando il mercato, la concorrenza, l'economia".
Purtroppo, ha rimarcato il direttore UIF, occorre prendere atto che, nella cultura corrente, l'evasione non ha finora incontrato la dovuta riprovazione sociale. La ricerca del consenso elettorale si è sempre basata su promesse di sgravi e agevolazioni piuttosto che su impegni di lotta all'evasione. Il partito degli evasori è molto potente e viene variamente blandito: si pensi allo smantellamento del falso in bilancio e alla continua erosione dei termini prescrizionali dell'azione penale. Leggi tributarie di difficile interpretazione incentivano comportamenti elusivi e alimentano un imponente contenzioso.
In questa congerie di leggi confuse, esenzioni, agevolazioni, scudi e condoni, ha commentato Castaldi, prosperano faccendieri, consulenti e funzionari pubblici infedeli.
Fra evasione fiscale e riciclaggio sussiste uno stretto rapporto. Lo conferma la circostanza che i due reati condividono in gran parte gli espedienti utilizzati, rispettivamente, per celare redditi al fisco e per dissimulare l'origine illecita del danaro: paradisi fiscali, trust, società fiduciarie, sovra e sotto fatturazioni, cessioni di crediti e cartolarizzazioni, operazioni di finanza strutturata, ecc. Parimenti, diversi strumenti di contrasto dell'evasione e del riciclaggio sono ambivalenti: limiti all'utilizzo del contante, tracciabilità delle transazioni, monitoraggio della circolazione transfrontaliera di contante.

Il peso della corruzione

Al pari dell'evasione fiscale anche la corruzione produce effetti negativi sul corretto funzionamento dell'economia, ha chiaramente detto il direttore dell'UIF. Essa costituisce un fenomeno complesso: sociale, politico ed economico. Quando assume natura endemica, coinvolgendo ampi strati del sistema istituzionale e imprenditoriale di un paese, la corruzione può, non solo rallentarne lo sviluppo economico, ma addirittura giungere ad alterare i processi elettorali, la stabilità governativa, lo stesso ordine democratico.
A livello internazionale è diffuso il convincimento che i presidi antiriciclaggio e antiterrorismo siano efficaci per intercettare i proventi della corruzione. Proprio per questo, i leader del G20 hanno chiesto al GAFI di rafforzare le proprie "Raccomandazioni" in materia, ponendo il contrasto della corruzione tra le priorità della propria azione. Aderendo all'invito, il GAFI ha elaborato specifiche linee guida; ha rafforzato, nell'ambito della revisione delle Raccomandazioni, i presidi relativi alle "persone politicamente esposte" (cd. PEP); ha condotto uno studio sulle tipologie di riciclaggio connesse alla corruzione e infine, nel luglio scorso, ha approvato un dettagliato rapporto sull'argomento.
Nell'audizione alla Camera, la Banca d'Italia ha fornito una sintetica ed efficace definizione del fenomeno corruzione, richiamando in particolare l'attenzione sugli effetti economici a essa collegati, che ne pongono in risalto la natura plurioffensiva. La corruzione, infatti, non solo danneggia la P.A., ledendone l'integrità, il prestigio e il buon andamento, ma – ove particolarmente diffusa – può inquinare gli stessi meccanismi di produzione della ricchezza. Elevati livelli di corruzione, infatti, distorcono l'allocazione efficiente delle risorse, sottraendole alle attività produttive.
Gli indicatori sul grado di corruzione disponibili a livello internazionale, per quanto spesso basati su metodologie a basso rigore scientifico (es. interviste), collocano concordemente l'Italia tra i paesi OCSE a più elevato livello di corruzione, superata soltanto dalla Grecia.
In Parlamento è in discussione il ddl 4434/C, recante "Disposizioni per la prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione". Il ddl pur costituendo senz'altro un progresso rispetto al testo presentato al Senato, continua a essere sbilanciato sulla prevenzione rispetto alla repressione, col rischio di aggravare la situazione con ulteriori adempimenti formali. Il progetto continua, inoltre, a porre al centro della tutela la pubblica amministrazione, senza curarsi dei danni arrecati alla concorrenza e allo sviluppo economico.

Il contributo dell'UIF

Un utile contributo all'individuazione di casi di evasione fiscale economicamente poco rilevanti, ma notevolmente diffusi, potrebbe rivenire anche dall'applicazione del più recente schema pubblicato in materia di usura, che richiama anomalie relative a un'operatività frazionata e ripetitiva, basata su un intenso ricorso al contante e sull'utilizzo irregolare dell'assegno. Nell'ambito della tradizionale collaborazione, UIF e Guardia di finanza hanno in programma l'elaborazione di altri schemi di anomalia su alcune tipiche frodi fiscali, quali il transfer pricing tra società del medesimo gruppo, l'estero-vestizione, il ricorso alle cd. bare fiscali, le false fatturazioni, l'uso distorto delle ricevute bancarie (RiBa).
La costruzione di indici di anomalia relativi alla corruzione si presenta più impegnativa.
Il rischio di condotte corruttive andrebbe valutato con riguardo a una platea piuttosto estesa di soggetti, che comprende i politici, i gradi apicali della P.A. e delle imprese pubbliche, gli addetti agli uffici degli enti locali che gestiscono appalti o concessioni; né va trascurato il tenore di vita di familiari, amici e collaboratori.
In tale contesto, il corretto adempimento dell'obbligo di segnalazione richiede una specifica attenzione – ovviamente proporzionata al livello di rischio -in sede di adeguata verifica della clientela.
L'UIF ha diffuso schemi di anomalia sull'utilizzo dei conti dedicati e sull'abuso di finanziamenti pubblici, che possono risultare funzionali anche all'individuazione di ipotesi di corruzione.

 

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Agatino Grillo

Agatino Grillo è l'ideatore e curatore dei siti www.compliancenet.it e www.compliance-normativa.it

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