Riciclaggio, corruzione ed economia legale. Wikipedia intervista Ranieri Razzante

Riciclaggio, corruzione ed economia legale. Wikipedia intervista Ranieri Razzante

Posted by Agatino Grillo on Ven, 19/08/2011 - 21:24 in

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Venerdì 19 agosto 2010 Wiki@Home ha pubblicato, a cura di Agatino Grillo, una ampia intervista a Ranieri Razzante presidente di AIRA sui temi dell’antiriciclaggio, della corruzione e dell’economia legale. Il testo dell’intervista, rilasciato con licenza aperta Creative Commons Attribution 2.5 (tranne dove altrimenti specificato) è disponibile in http://it.wikinews.org/wiki/Riciclaggio,_corruzione_ed_economia_legale._Wiki@Home_intervista_Ranieri_Razzante.
Di seguito la parte iniziale dell’intervista.

Microbiografia

Ranieri Razzante presidente di AIRA

Ranieri Razzante è il presidente di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, una organizzazione senza fini di lucro dedita alla diffusione e divulgazione della "cultura dell'antiriciclaggio" in banche e aziende. Razzante, laureato in Economia e in Legge, avvocato, dottore commercialista, revisore dei conti, autore di numerosi testi sul diritto dei mercati finanziari e sulla legislazione antiriciclaggio, docente all'università di Firenze, collaboratore de Il Sole 24 Ore, è anche consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali. È stato membro della Commissione del Ministero dell'Economiaper la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.

Incontro

L'incontro ha avuto luogo il 23 luglio 2011 presso la sede di AIRA a Roma. Sono giorni densi di lavoro per Ranieri Razzante. Nonostante il periodo estivo, la Commissione Antimafia, con la quale Razzante collabora, ha appena approvato all'unanimità la relazione sulle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito ed illecito [1], investendo il Parlamento della necessità di varare con urgenza misure adeguate alla gravità del fenomeno, comprese le misure per impedire il riciclaggio del denaro sporco. Durante l'intervista il cellulare di Ranieri squilla continuamente. Malgrado gli impegni, Ranieri ha voluto comunque concederci l'intervista.

Intervista

Riciclaggio, economia sommersa, corruzione, terrorismo

(Wiki@Home) W@H: Buonasera Ranieri e grazie per averci concesso questa intervista. Cos'è il riciclaggio di beni e denaro e perché è importante contrastare tale fenomeno?

Ranieri Razzante (RR): Il riciclaggio consiste nel "lavaggio di denaro sporco", cioè in quell'insieme di attività volte a reinvestire nell'economia legale risorse finanziarie o patrimoniali di origini illecite; il riciclatore agisce in modo da nascondere, occultare o comunque ostacolare l'accertamento delle fonti da cui provengono i beni "ripuliti". Il riciclaggio è un fenomeno che riguarda tutto il mondo, ma in Italia assume contorni e dimensioni particolarmente allarmanti. Infatti, secondo le rilevazioni fatte da Banca d'Italia, confermate da stime Eurispes e dell'Osservatorio Usura di Confesercenti, il riciclaggio in Italia vale circa il 10 per cento del PIL, per un importo complessivo valutato tra i 75 e 110 miliardi di euro, contro il 5 per cento a livello mondiale stimato dal Fondo monetario internazionale.

W@H:
Il riciclaggio è un reato che generalmente non suscita allarme sociale; si è portati a pensare che si tratti di un fenomeno connesso alla grande criminalità che non riguardi la gente comune. È così?

RR:
Purtroppo questa è una falsa percezione ed anche uno degli ostacoli maggiori per chi opera nella prevenzione e nel contrasto di tale fenomeno. Il mancato allarme sociale sul riciclaggio nasce dalla sottovalutazione sia dei volumi sia degli effetti sociali ed economici di questa attività. Per essere chiari: il riciclaggio non è assolutamente un fenomeno che riguardi solo la criminalità organizzata, ma al contrario un fenomeno diffuso anche tra gli "insospettabili" perché strettamente legato alla corruzione, all'economia sommersa e al "nero", problematiche purtroppo assai diffuse nella nostra società. Deve essere chiaro che è un riciclatore sia il mafioso che ripulisce i proventi del traffico di stupefacenti, sia il piccolo criminale che investe in un'attività commerciale i frutti della sua attività di usuraio, sia infine l'imprenditore, piccolo o grande, che falsifica la propria contabilità per creare fondi occulti da reimpiegare.

W@H: Tuttavia alcuni osservano che il riciclaggio in un certo senso contribuisce a creare ricchezza; al di là del riciclaggio "mafioso" che presuppone gravi reati si sostiene che il piccolo "riciclaggio" frutto di evasione fiscale o altri reati minori in realtà non faccia male a nessuno.

RR: Invece è proprio il contrario. Il riciclaggio di beni e capitali illeciti genera gravi distorsioni nell'economia legale, alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stessa stabilità ed efficienza del sistema economico. Uno degli effetti più deleteri del riciclaggio è, ad esempio, il mancato sviluppo economico; alcuni studi di Banca d'Italia hanno evidenziato che nelle aree a forte presenza criminale la crescita economica risulta compressa , le imprese pagano più caro il credito, gli investimenti sono disincentivati e "in quelle aree è più rovinosa la distruzione di capitale sociale dovuta all'inquinamento della politica locale[2]".

W@H:
Puoi farci un esempio concreto in cui il riciclaggio causa un danno economico alla collettività?

RR: L'esempio classico è l'inquinamento del mercato immobiliare. Se io desidero comprare un appartamento che viene offerto a 300.000 euro per prima cosa farò un'offerta di acquisto a 250.000 per tentare di spuntare un prezzo migliore. Viceversa chi ha soldi da riciclare è disposto a offrire di più del prezzo richiesto, diciamo 400.000 euro, perché il suo vero obiettivo è ripulire legalmente il denaro ottenuto in maniera illegale anche rinunciando ad una percentuale dello stesso. In tal modo il prezzo degli immobili sale non per motivi economici, ma per patologie criminose; in pratica i cittadini onesti sono penalizzati ed i disonesti sono premiati. Vorrei inoltre sottolineare lo stretto legame fra riciclaggio e finanziamento del terrorismo. E dirò di più: oggi senza riciclaggio le grandi organizzazioni criminali non potrebbero sopravvivere e il terrorismo verrebbe fortemente limitato.

W@H: Qual è il legame tra riciclaggio e finanziamento del terrorismo?

RR: Storicamente il collegamento nasce a seguito degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 contro le Torri gemelle di New York. Le indagini rilevarono che i terroristi si erano finanziati grazie al riciclaggio. Da quel momento il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo è diventata una priorità per tutto il sistema internazionale. Già a fine ottobre del 2011 il GAFI, che è un organismo intergovernativo che coordina la lotta al riciclaggio e che fa parte dell'OCSE, pubblicò una serie di "raccomandazioni speciali" per contrastare il finanziamento del terrorismo, raccomandazioni che si aggiungono a quelle che nel 1990 erano già state emanate per il riciclaggio.

W@H: E il legame tra riciclaggio e attività criminosa e mafiosa?

RR: Giovanni Falcone è stato il primo in Italia a capire che per sconfiggere la mafia occorreva colpirne le modalità di finanziamento: la sua strategia consisteva nel tracciare i flussi di denaro che arrivavano alla mafia e nel sequestrarli. È mio convincimento che la mafia può essere contrastata e definitivamente debellata grazie alla regolamentazione contro il riciclaggio, se tutti faremo il nostro dovere e ci impegneremo in prima persona. A riguardo approfitto di questa intervista per sottolineare, al di là degli schieramenti politici, la continua azione del governo, della magistratura e delle forze dell'ordine contro le associazioni criminali che sta producendo risultati significativi. Vorrei anche evidenziare l'importante contributo fornito dal mondo bancario e finanziario che sempre più collabora con le autorità su questo fronte[3] .

W@H: Cosa puoi dirci invece del rapporto fra corruzione e riciclaggio?

RR: Il GAFI, l'organismo internazionale che già citavo e che coordina la lotta di tutti i Paesi contro il riciclaggio e la criminalità economica, ha da tempo segnalato i rapporti stretti tra corruzione e riciclaggio. Il 14 giugno 2011 inoltre il GRECO, Gruppo di Stati contro la corruzione, l'organismo del Consiglio d'Europa deputato alla prevenzione e al contrasto della corruzione, ha reso noto il suo rapporto sull'Italia.
Il rapporto descrive una situazione in chiaroscuro; desta preoccupazione in particolare la mancata adozione delle norme relative all'Autorità nazionale anti-corruzione. Tuttavia il GRECO riconosce che sono stati fatti passi in avanti specie per quanto riguarda "le segnalazioni" di transazioni sospette legate alla corruzione ed al riciclaggio di denaro grazie all'articolo 41 del decreto legislativo 231 del 2007, il quale "fa obbligo di adottare indicatori di anomalie che possano aiutare ragionieri, commercialisti, notai, avvocati, consulenti, gestori di casinò, agenti immobiliari e società di certificazione a riportare transazioni sospette"; effettivamente indicatori di anomalia di possibili "operazioni sospette di riciclaggio" sono stati emanati dal Ministero dell'Interno (17 febbraio 2011) per gli operatori non finanziari, dal Ministero della Giustizia (16 aprile 2010) per i "professionisti" e dalla Banca d'Italia (24 agosto 2010) per gli "Intermediari finanziari".

W@H: In questi giorni la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali ha reso noto la sua relazione finale sul "fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito"[4] con la quale lancia un allarme e chiede al Parlamento di intervenire urgentemente anche per gli aspetti relativi al riciclaggio attraverso le casa da gioco. Tu sei un collaboratore della Commissione per la quale hai lavorato proprio sul tema dell'antiriciclaggio. Qual è la situazione?

RR: Come ho già avuto modo di dichiarare, considero quello tra riciclaggio e gioco un "matrimonio perverso". La Commissione ha infatti rilevato preoccupanti infiltrazioni della malavita organizzata nel settore giochi e scommesse gestite dallo Stato. Inoltre, il gioco online viene utilizzato per riciclare denaro sporco, sfuggendo ai controlli attraverso lo "stabilimento" delle piattaforme internet all'estero. Quello che però genera veramente allarme è il costo sociale di giochi e scommesse. C'è una crescita esponenziale di cittadini attratti dal gioco, soprattutto tra i giovani e le classi più disagiate, che rischiano di essere "incastrati" in situazioni ancor più gravi come ludopatia e fenomeni di usura. Il gioco, comprese le scommesse su eventi sportivi, per i notevoli introiti che vengono assicurati, è ormai diventato la nuova frontiera della criminalità organizzata di tipo mafioso e per contrastare tali fenomeni è necessario agire con misure preventive concrete.

Continua

Note

  1. Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, 22 luglio 2011, "Relazione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito", Doc. XXIII, n. 8, in http://www.parlamento.it/documenti/repository/commissioni/bicamerali/ant...
  2. Mario Draghi, Governatore Banca d’Italia, “Le mafie a Milano e nel Nord: aspetti sociali ed economici”,11 marzo 2011 in http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/mafie-al-nord/draghi-..., pag. 5
  3. Giovanni Castaldi, Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), “L’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio”, 28 giugno 2011, audizione presso la Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere, in http://www.bancaditalia.it/homepage/notizie/uif/AUDIZIONE-COMMISSIONE-AN...

Link utili

Chi è Ranieri Razzante?

Ranieri Razzante

Ranieri Razzante, laureato in Economia e Commercio (1991) e in Giurisprudenza (2001), è presidente e fondatore di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Presidente della società IUS Consulting,
consulente antiriciclaggio e legale di numerose compagnie di assicurazione, banche e intermediari finanziari italiani ed esteri.
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 23 marzo 2010, membro de:

  • Osservatorio sulla Criminalità Economica del CNEL,
  • Gipaf, "Gruppo Interdisciplinare per la Prevenzione Amministrativa
    delle frodi sulle Carte di Pagamento", istituito presso il Ministero
    Economia, Dipartimento Tesoro, Divisione "Prevenzione reati finanziari",
  • membro dello Steering Committee del Ministero dell'Economia (Direzione
    III) per l'attuazione del programma "Security and Safeguarding Liberties
    – Prevention of and Fight against Crime" della Dg Freedom, Security and
    Iustice della UE.

Già membro della Commissione del Ministero dell'Economia per la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.
Docente di:

  • "Legislazione antiriciclaggio" presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria;
  • "Economia degli Intermediari Finanziari" presso l'Università di Firenze;
  • Legislazione antiriciclaggio presso la "Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia" in Roma.

Collaboratore de " Il Sole 24Ore".
Autore de:

  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2011
  • "Il contenzioso finanziario nell'era Mifid" (a cura di), Giappichelli, Torino, 2010
  • "Il nuovo sistema dei controlli interni della banca", Franco Angeli editore, 2010
  • "La nuova disciplina dei reati informatici", con L. Cuomo, Giappichelli, Torino, 2009.
  • "Normativa antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", (con M.Arena), Esselibri, Napoli, 2009.
  • "Commentario alle nuove norme contro il riciclaggio", prefazione di G. Maresca, Cedam, Padova, 2008.
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", prefazione di P.L.Vigna, Giappichelli, Torino, 2006.
  • "La disciplina dei reati informatici" (con L. Cuomo, magistrato Procura di Isernia), Giappichelli, Torino, 2006.

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