Responsabilità «231» per gli illeciti ambientali da non trascurare (Eutekne.info, 20 luglio 2012)

Fonte: Eutekne.info 
Di Maurizio MEOLI
La circolare ABI Serie Legale 12 luglio 2012 n. 15 fornisce le prime indicazioni per evitare sanzioni connesse ai nuovi «reati presupposto»
Per quanto le attività nell’ambito delle quali possono essere commessi illeciti ambientali – recentemente collocati tra i “reati presupposto” della Responsabilità “231” – non rientrino tra quelle tipiche riconducibili all’attività bancaria, sono comunque presenti profili di rischio potenziale per quanto concerne: la gestione dei rifiuti e le emissioni o gli impatti ambientali collegati ad impianti o beni utilizzati nei luoghi di lavoro; le ipotesi in cui la banca sia proprietaria di immobili su cui siano effettuati, ad opera di terzi, lo scarico illecito di sostanze pericolose o in cui si depositano rifiuti ovvero intrattenga rapporti con clienti coinvolti nelle attività illecite in questione. Occorre, quindi, predisporre adeguate cautele.
Sono queste le principali indicazioni fornite dalla circolare ABI Serie Legale 12 luglio 2012 n. 15.
Un primo aspetto problematico correlato alla configurabilità della responsabilità amministrativa degli enti anche per reati ambientali attiene al fatto che la maggior parte di tali fattispecie presentano natura contravvenzionale, con possibile attribuzione all’agente non solo per dolo ma anche per colpa; atteggiamento soggettivo incompatibile con il fatto che tali reati devono essere commessi dai vertici aziendali o dai sottoposti “nell’interesse” o “a vantaggio” dell’ente. Rileva, peraltro, la soluzione interpretativa elaborata con riguardo ai reati colposi contro la vita o l’incolumità fisica commessi in violazione della normativa antinfortunistica (art. 25-septies del DLgs. 231/2001).
L’interesse o il vantaggio dell’ente, quindi, andrebbero correlati alla condotta violativa di regole cautelari – allo scopo di ottenere un risparmio dei costi di gestione – che ha reso possibile la consumazione del reato (cfr. Trib. Trani 11 gennaio 2010 e Trib. Novara 1° ottobre 2010). Soluzione che, a maggior ragione, dovrebbe valere per gli illeciti in questione, dal momento che sono in gran parte costituiti da reati di mera condotta e di pericolo astratto (privi, quindi, di quell’evento materiale che, invece, è ravvisabile in caso di omicidio o di lesioni).
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