Resoconto della prima assemblea AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
Il 26 settembre 2008 si è tenuta a Roma, presso il Centro dei Congressi, la prima assemblea della Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (AIRA). Si è trattato del primo evento pubblico della neonata associazione, il cui presidente e fondatore, il professor Ranieri Razzante, abbiamo recentemente intervistato. Il prof. Razzante ha presentato scopi ed obiettivi dell’associazione e le prime attività già operative: il primo corso di alta specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio e la costituzione delle Commissioni di Studio. È seguita una tavola rotonda alla quale come previsto dal programma hanno partecipato ospiti prestigiosi che hanno relazionato sui principali temi di attualità in ambito antiriciclaggio: nuovo testo unico, attività di prevenzione, reato di autoriciclaggio. Nel seguito una sintesi degli interventi.
Professor Ranieri Razzante
Il prof. Razzante ha dato il via alla tavola rotonda spiegando le motivazioni che hanno portato alla costituzione di AIRA. La mission dell’associazione è diventare il punto di riferimento, in ambito antiriciclaggio, per intermediari e singoli venendo incontro alle necessità informative, organizzative ed operative degli associati e di tutti coloro che sono interessati a tale problematica. L’ambizione di AIRA, inoltre, è diventare una sorta di facilitatore nella comunicazione tra operatori ed autorità di controllo. Il prof. Razzante ha quindi presentato il comitato scientifico di AIRA.
- Presidente Onorario Cons. Piero Luigi Vigna
- Prof. Ranieri Razzante Università di Firenze – Università "Mediterranea" di Reggio Calabria
- Cons. Gaetano Caputi Capo Ufficio Legislativo MEF
- Prof. Nico D’Ascola Università "Mediterranea" di Reggio Calabria
- Avv. Eugenio Verbena Vice Presidente AIRA
- Avv. Enrico Granata ABI
- Avv. Sergio Maria Battaglia ABI
- Cons. Augusta Iannini Ministero Giustizia
- Prof. Lorenzo Gai Università di Firenze
- Dott. Gianluigi Gugliotta AssoSIM
- Dott. Enrico Tupone AIBE
- Prof. Francesco Sidoti Università de L’Aquila
- Dott. Franco Arosio FIAP
- Prof. Notaio Giancarlo Laurini Università di Napoli
- Dott. Emmanuele Di Fenza Intesa San Paolo
- Dott. Antonio Lo Monaco Esperto di Legislazione Bancaria
L’associazione ha già dato il via alle prime iniziative:
- il sito web;
- il numero zero della newsletter;
- il corso di alta specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio;
- le individuazioni delle commissioni di studio e dei relativi responsabili.
Sito web
Il sito web sarà il centro propulsore delle attività dell’associazione. L’obiettivo è farne un forum telematico aperto a tutti che sia un centro di raccordo autorevole e riconosciuto di informazioni qualificate in ambito antiriciclaggio. I servizi offerti attraverso il sito sono (e saranno sempre più)
- divulgazione di contenuti ed impostazioni operative;
- preparazione e divulgazione di materiale informativo utile alla diffusione ed alla condivisione delle norme "fondamentali" dell’antiriciclaggio;
- formazione, preparazione e gestione di gruppi di utenti esperti.
Corso di alta specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio
Per quanto riguarda il corso di alta specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio va subito chiarito che non si tratta di un master universitario ma di una iniziativa privata dell’associazione: il corso si rivolge a soggetti già impiegati presso intermediari finanziari, operatori non finanziari e professionisti; alcuni posti, infine, saranno riservati a neolaureati che avranno la possibilità, a conclusione del corso, di effettuare uno stage presso una delle aziende sponsor dell’iniziativa.
Commissioni di Studio
L’assemblea ha approvato, per acclamazione, la costituzione delle seguenti Commissioni di Studio con i relativi responsabili.
- Libere professioni (responsabile: avv. Annalisa D’Amuri, Assimoco)
- Penale (responsabile: avv. Annalia D’Amuri, Assimoco)
- Compliance (responsabile: dott.ssa Elisa Dellarosa, Credito Cooperativo)
- Intermediari bancari (responsabile: dott. Paolo Ciarrocchi - Cariparma)
- Intermediari assicurativi (responsabile: Dott. Giorgio Vittone: Reale Mutua)
- Intermediari ex artt. 106/107 TUB (responsabile: Avv. Michele Verin, Moneygram)
- SIM e SGR (al momento nessun responsabile)
- Fiduciarie (responsabile: avv. Fabrizio Vedana, Unione Fiduciaria)
- Altri soggetti obbligati (responsabile: Dott. Franco Arosio FIAP)
- Normativa 231/01 (responsabile: avv. Maurizio Arena)
- Commissione Tecnica (responsabile: dott. Massimo Summa, Studio Informatica)
Il Testo Unico sull’antiriciclaggio
Il prof. Razzante ha poi fatto un breve excursus sulla commissione di studio per la stesura del Testo Unico (TU) di tutte le disposizioni legislative e regolamentari in materia di contrasto al riciclaggio dei proventi di attività illecite. La commissione è stata istituita il 5 aprile 2007 presso il Ministero dell'Economia e Finanze ed è presieduta dal cons. Piero Luigi Vigna, presidente onorario di AIRA. La commissione non ha ancora completato i suoi lavori e quindi, ha sottolineato Razzante, non è possibile fornire anticipazioni sulle sue conclusioni. Una cosa però va detta e chiarita. Le disposizioni antiriciclaggio sono pienamente in vigore grazie al d.lgs. 231/07 e dunque non è possibile a nessun operatore o intermediario non adottare i provvedimenti richiesti con la scusa che si è in attesa del TU. Il Testo Unico ha una funzione solo ricognitiva e realizzerà un maggiore accordo tra D.Lgs 231/07 e D.Lgs. 109/2007. La normativa è pienamente in funzione, ha chiosato Razzante, ma aspettiamo ancora istruzioni e pronunciamenti sulle istruzioni operative. Infine il presidente di AIRA ha proposto alcuni temi per il ragionamento comune. La provenienza dei fondi "sospetti" deve essere dichiarata alle autorità di controllo? No, dice Razzante: l’operatore finanziario o il professionista non deve tramutarsi in un investigatore (funzione consentita per legge solo alle forze di polizia o alla magistratura); se hanno dubbi essi devono semplicemente segnalare "l’operazione sospetta". Ed è ovviamente inutile (e contro lo spirito della norma) obbligare il cliente a sottoscrivere dichiarazioni sulla provenienza lecita dei propri fondi.
Cons. Piero Luigi Vigna
Luigi Vigna ha ricordato le recenti deliberazioni adottate dal nuovo governo in ambito antiriciclaggio. Come è noto con il decreto legge 112/08 , in vigore dal 25 giugno 2008, ha modificato il D.Lgs 231/07; adesso i pagamenti cash o con titoli trasferibili (assegni) sono ammessi per somme sotto i 12.500 euro, anziché 5 mila. E chi gira un assegno "libero" non deve più inserire il proprio codice fiscale nella girata (Art. 32. - Strumenti di pagamento). Vigna ha sottolineato che le disposizioni originarie del D.Lgs 231/07 erano orientate maggiormente verso la tracciabilità delle transazioni economiche. Certo forse l’obbligo di indicare il codice fiscale quando si "girava" un assegno poteva sembra un inutile eccesso di zelo ma d’altra parte le leggi sono necessarie proprie per contrastare crimini già in essere.
Vigna ha poi affrontato il tema delle difficoltà interpretative della norma ed anche della preparazione dei magistrati chiamati a contrastare i reati di riciclaggio ribadendo la sua convinzione che i pubblici ministeri dovrebbero essere affiancati, come avviene già in Francia, da esperti di economia e finanza.
Infine Vigna ha delineato l’evoluzione della definizione giuridica di riciclaggio. In Italia solo alla fine di un lungo iter legislativo, dal 1978 al 1993, e con la promulgazione di ben 3 leggi, è stato introdotto in maniera chiara questo reato. Eppure oggi si pongono nuovi problemi in ordine all’omogeneità della nostra definizione di riciclaggio rispetto agli altri paesi. Si deve partire dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale del 2000 (convenzione ratificata in Italia solo 6 anni dopo) che contiene due definizioni fondamentali:
-
gruppo criminale organizzato;
-
transazionalità del crimine.
Questa convenzione regola i rapporti internazionali tra i paesi aderenti a cui impone di introdurre, nei propri ordinamenti, i seguenti delitti:
-
partecipazione a gruppo organizzato criminale;
-
riciclaggio;
-
corruzione;
-
intralcio alla giustizia.
La "Convenzione" è stata di fatto ripresa nei suoi contenuti fondamentali dalla III Direttiva sull’antiriciclaggio. Ma sia nella "Convenzione" che nella III Direttiva (e quindi nella 231/07), la definizione del reato di riciclaggio è più ampio di quanto previsto dall’art. 648 bis del nostro codice penale.
Ai fini delle azioni preventive contro il riciclaggio valgono però, osserva Vigna, le definizioni più ampie della III Direttiva rispetto al codice penale. Proprio questo è il tema in questi giorni al centro della discussione (anche sui giornali, si veda il Sole 24 Ore del 29 agosto 2008): il cosiddetto autoriciclaggio; infatti la circolare 81 del 18 agosto 2008 del Comando generale della Guardia di Finanza rimarcare l'evoluzione del decreto legislativo 231/2007 in modo particolare riguardo il principio dell'adeguata verifica della clientela. La circolare sottolinea infatti come la nozione di antiriciclaggio ai fini valutari comporti che l’obbligo di segnalazione si estenda anche ai casi di autoriciclaggio.
Giuseppe Maresca - Direttore Generale Divisione Antiriciclaggio MEF
Giuseppe Maresca ha fatto una rapida sintesi delle novità normativa seguite ai D.Lgs. 109/2007 e D.Lgs 231/07. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato la bozza di decreto legislativo sulla dichiarazione del denaro al seguito quando si passano le frontiere comunitaria. Infatti dal primo gennaio 2009, come previsto dal regolamento (Ce) 1889/2005 sui controlli dei flussi di denaro in entrata o uscita dalla Ue, vi è l’obbligo di dichiarare all'agenzia delle Dogane i movimenti di importo superiore ai 10.000 euro; tale bozza di decreto prevede alcune ulteriori misure di prevenzione contro il riciclaggio dei capitali e il finanziamento del terrorismo.
Il MEF sta inoltre lavorando sulla normativa secondaria relativa all’antiriciclaggio, sta predisponendo dei chiarimenti e proporrà delle modifiche al testo attuale del D.Lgs. 231/07 entro la primavera del 2009. Tali modifiche terranno conto di:
- richieste e suggerimenti da parte delle categorie interessate;
- esperienze maturate all’interno della commissione di studio per la stesura di un Testo Unico (TU).
Il dottor Maresca ha poi ripreso il tema dell’autoriciclaggio introdotto da Vigna concordando che in effetti nella normativa volta alla prevenzione del reato di riciclaggio esiste già il concetto di autoriciclaggio. Occorre dunque modificare l’articolo 648 bis del nostro codice penale.
Sergio Maria Battaglia, Settore Giustizia ABI
Il dottor Battaglia ha portato i saluti dell’Associazione Bancaria Italia e si è detto convinto della utilità di eventi come quello organizzato da AIRA che vedono allo stesso tavolo operatori, associazioni di categoria (come ABI), autorità di controllo. Battaglia ha poi ripreso il tema delle disposizioni contenute nel decreto legge 112/08 (limite a 12.500 euro per gli assegni liberi) segnalando che l’ABI è impegnata nel redigere una nuova "Guida Assegni" che tenga conto delle novità. Su questi temi è infatti necessaria la massima chiarezza mentre invece spesso i clienti sono confusi dal succedersi delle novità. A riguardo Battaglia ha ricordato il caso del bollo da 1,5 euro che era stato introdotto a partire dal 30 aprile 2008 per gli assegni emessi senza la clausola "non trasferibile" e che alcuni, erroneamente, avevano ritenuto abolito con il decreto legge 112/08.
Battaglia ha poi sottolineato i grandi passi fatti in avanti dal sistema bancario in materia di prevenzione del riciclaggio come testimoniato anche dalle anche dalle relazione al Parlamento del MEF per l’anno 2006 e dalla Relazione della DIA al Ministro dell’Interno per il secondo semestre 2007 che sottolinea i "variegati livelli della c.d. cooperazione attiva degli operatori finanziari" in ambito di segnalazioni sospette. A riguardo sono stati fondamentali, ha sottolineato Battaglia, i nuovi protocolli volti alla riservatezza previsti nel d.lsg. 231/07 per le comunicazioni fra DIA, UIF e Guardia di Finanza.
Emmanuele Di Fenza - Responsabile Antiriciclaggio Banca IntesaSanPaolo
L’intervento del dottor Di Fenza si è articolato su due punti:
- collaborazione tra il servizio Antiriciclaggio della banca e le autorità di controllo e polizia;
- importanza della cultura di Compliance anche nell’ambito dell’antiriciclaggio.
Riguardo al primo punto Di Fenza ha ribadito l’importanza della collaborazione da parte degli intermediari finanziari con le autorità nell’ambito del contrasto tanto del riciclaggio quanto delle attività economiche illecite tout court.
Il tema della compliance comporta invece un ragionamento più ampio sul tema della cultura della legalità. Le disposizioni di vigilanza del luglio 2007 sulla Compliance hanno richiesto alle banche di individuare una funzione centrale deputata a fare da controllore sul rispetto delle norme ma ovviamente il Compliance Officer rischia di tramutarsi in un predicatore nel deserto se in azienda non esiste, ed è diffusa, una corretta culture della liceità.
Renzo Antonini Direttore Ufficio Centrale Antifrode mezzi di pagamento MEF
Il dottor Antonini ha presentato l'Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento (UCAMP). In particolare in seguito all'entrata in vigore della legge 166/2005 l'UCAMP esercita funzioni di competenza statale in materia di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi su tutti i mezzi di pagamento e sugli strumenti deputati all'erogazione del credito al consumo.
In materia di frodi sulle carte di pagamento , l'ufficio sta realizzando una strategia basata su due assi portanti: un archivio informatizzato che permetterà, alle società che le emettono, la consultazione la condivisione, in tempo reale, di dati ed informazioni riguardanti esercizi commerciali sospetti e operazioni con transazioni non andate a buon fine o a rischio; un "forum" permanente costituito dai massimi esperti nel settore delle frodi con funzioni di indirizzo e di analisi. Il sistema di prevenzione è pertanto finalizzato a tutelare il mondo bancario delle società emittenti e, indirettamente, il cittadino che ripone la propria fiducia negli strumenti di pagamento sostitutivi del contante. La prevenzione contribuirà a contenere il fenomeno particolarmente insidioso delle truffe mediante clonazione delle carte di pagamento.
Per la prevenzione delle frodi sul credito al consumo, si sta definendo una strategia basata sulla collaborazione tra il settore pubblico e quello privato. Si tratta di un approccio che permetterà alle società finanziarie di poter riscontrare la veridicità di alcune informazioni in possesso di amministrazioni ed enti pubblici, in modo che la loro verifica prima della concessione del finanziamento consenta di depotenziare quella fattispecie criminale denominata "furto di identità" (richieste di finanziamento ottenute utilizzando in modo fraudolento l'identità di un altro individuo, a sua insaputa e senza il suo consenso).
Enrico Tupone - Segretario Generale AIBE (Associazione fra le Banche Estere in Italia)
Il dottor Tupone ha presentato l’AIBE le cui finalità sono:
- tutelare gli interessi delle banche estere e delle rappresentanze di banche estere associate nonché degli altri enti finanziari esteri aderenti;
- trattare le problematiche di interesse del settore sottoponendole alle Autorità Ministeriali e/o alle Autorità di Tutela (Banca d'Italia, Consob, Ufficio Italiano dei Cambi, etc.);
- promuovere attività di analisi e approfondimento di tematiche attinenti alla finanza internazionale.
La normativa italiana sull’antiriciclaggio è oggetto di particolare attenzione da parte delle banche estere che devono coniugare i requisiti italiani con quelli dei loro paesi d’origine. La collaborazione con AIRA è dunque fondamentale anche per una corretta divulgazione di questi temi e Tupone ha annunciato una stretta collaborazione fra AIBE e AIRA.
Francesco Sidoti - Professore di Criminologia presso l'Università degli Studi dell'Aquila
Il professor Sidoti ha deliziato i convenuti con un brillante excursus storico sulla cultura della paura che oggi attanaglia il nostro paese ed il mondo intero. Mescolando abilmente fatti di cronaca anche recenti (crisi delle banche USA) con eventi drammatici non lontani (crollo delle torri gemelle) e sottili riferimenti politici e culturali attuali, Sidoti ha sottolineato l’importanza di comprendere realmente i fenomeni che accadono intorno a noi. Infine ha proposto di uscire dal dilemma "più sicurezza in cambio di meno libertà" attraverso la terza via della cultura della tracciabilità di cui ha indicato come esponente di rilievo proprio il consigliere Luigi Vigna.
Altri articoli sull'antiriciclaggio in questo sito
-
Compliance e antiriciclaggio (parte prima: il quadro di riferimento, parte seconda: un approccio per rischi)
- Banca d'Italia: Lineamenti della disciplina internazionale di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo
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