Ranieri Razzante: Riciclaggio e Mafia

Il 25 ottobre 2011 Radio Voce della Speranza ha intervistato Ranieri Razzante, presidente di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, in occasione del VII Forum Nazionale contro la Mafia tenutosi a Firenze il 18 e 19 ottobre 2011.
Di seguito il link all’intervista audio (solo spezzone con Razzante o intero servizio) e la trascrizione dell’intervista.
Si ringrazia AIRA per aver concesso la ripubblicazione della trascrizione.

Trascrizione

Radio Voce della Speranza (RVS): Adesso vorrei approfondire il tema della relazione fra Mafia e Finanza con il professor Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio presso la scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza e professore di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università di Firenze.
Il professor Razzante è anche consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e ha fatto parte della Commissione per la redazione del Testo Unico antiriciclaggio del Ministero dell’Economia.

(RVS): Professor Razzante dal suo punto di vista qual è la linfa vitale della Mafia?

Ranieri Razzante (RR): La linfa vitale della Mafia per chi studia il riciclaggio è data dalle ricchezze illecite cioè dall’accumulazione e dalla ridistribuzione delle ricchezze illecite nell’economia legale.

RVS: Ci faccia un esempio.

RR: Parliamo di accumulazione di capitali rivenienti da reati: si vende droga, si intermedia in armi, si estorce il pizzo, si acquistano beni ricettati, si accumulano patrimoni in banca o presso investitori insospettabili che ne detengono il possesso, non la proprietà. La proprietà resta alla Mafia, cioè il possesso per fare una distinzione giuridica resta alla Mafia, e poi si investono questi denari nell’economia legale facendo acquisire ulteriori ricchezze. Il moltiplicatore della ricchezza di Mafia è del 300% rispetto all’investimento iniziale.

RVS: Quindi professor Razzante mi sembra di capire che la tracciabilità dei movimenti finanziari e l’utilizzo delle intercettazioni e dei tabulati telefonici forniscono alla magistratura oggi delle grosse potenzialità in fatto di lotta alle organizzazioni criminali.
Possiamo dire che la lotta alla mafia è soprattutto nelle mani della magistratura ma al tempo stesso vorrei anche dire che forse qualcosa per combattere la mafia, forse nel nostro piccolo possiamo cominciare a combatterla passando dalla lotta contro la cultura mafiosa.

RR: Il comportamento mafioso è rappresentato da tutti quei comportamenti che sono contro la legge. La Mafia è per definizione l’antistato e coincide con tutto ciò che si oppone alle leggi dello Stato.
Tutti i nostri comportamenti che in qualche modo tendono ad eludere e ad evadere gli obblighi legislativi sono comportamenti che io definisco paramafiosi perché si avvicinano a quanto fa chi si presta alla malavita che oggi è soprattutto la Mafia dei colletti bianchi e dei liberi professionisti.
Io credo che bisogna combattere il comportamento mafioso in ciascuno di noi perché la connivenza molto spesso è la rassegnazione di cui parla Ingroia; la connivenza è spesso anche nostra che facciamo finta di non vedere o comunque accettiamo passivamente ciò che vediamo.
Questa cultura antimafiosa si dovrebbe diffondere a mio giudizio a partire dall’Università (dove quest’evento è stato organizzato molto bene) per arrivare fino alle istituzioni pubbliche senza tralasciare nessuno dei nostri comportamenti.

Chi è Ranieri Razzante?

Ranieri Razzante

Ranieri Razzante, laureato in Economia e Commercio (1991) e in Giurisprudenza (2001), è presidente e fondatore di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Presidente della società IUS Consulting, consulente antiriciclaggio e legale di numerose compagnie di assicurazione, banche e intermediari finanziari italiani ed esteri.
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 23 marzo 2010, membro de:

  • Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria presso Banca d'Italia,
  • Osservatorio sulla Criminalità Economica del CNEL,
  • Gipaf, "Gruppo Interdisciplinare per la Prevenzione Amministrativa
    delle frodi sulle Carte di Pagamento", istituito presso il Ministero
    Economia, Dipartimento Tesoro, Divisione "Prevenzione reati finanziari",
  • membro dello Steering Committee del Ministero dell'Economia (Direzione
    III) per l'attuazione del programma "Security and Safeguarding Liberties
    – Prevention of and Fight against Crime
    " della Dg Freedom, Security and
    Iustice
    della UE.

Già membro della Commissione del Ministero dell'Economia per la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.
Docente di:

  • "Legislazione antiriciclaggio" presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria;
  • "Economia degli Intermediari Finanziari" presso l'Università di Firenze;
  • Legislazione antiriciclaggio presso la "Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia" in Roma.

Collaboratore de " Il Sole 24Ore".
Autore de:

  • "Finanziamento del terrorismo e antiriciclaggio", Nuova Giuridica, 2011
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2011
  • "Il contenzioso finanziario nell'era Mifid" (a cura di), Giappichelli, Torino, 2010
  • "Il nuovo sistema dei controlli interni della banca", Franco Angeli editore, 2010
  • "La nuova disciplina dei reati informatici", con L. Cuomo, Giappichelli, Torino, 2009.
  • "Normativa antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", (con M.Arena), Esselibri, Napoli, 2009.
  • "Commentario alle nuove norme contro il riciclaggio", prefazione di G. Maresca, Cedam, Padova, 2008.
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", prefazione di P.L.Vigna, Giappichelli, Torino, 2006.
  • "La disciplina dei reati informatici" (con L. Cuomo, magistrato Procura di Isernia), Giappichelli, Torino, 2006.

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