Ranieri Razzante: "Non criminalizzare ma ora più controlli" (laDiscussione dell'11 gennaio 2012)

Ranieri Razzante

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Le transazioni attraverso il canale del money transfer è un fenomeno molto diffuso tra gli immigrati. «Ha una notevole facilità di accesso» che «rende i controlli più complicati». Ma sarebbe «sbagliato criminalizzare queste attività» anche perché la legislazione italiana garantisce «un elevato livello di controllo», spiega il professore Ranieri Razzante, presidente dell'Aira (Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio), consulente della Commissione parlamentare antimafia.

Professore come spiegare il boom dei money transfer?

È un sistema così diffuso perché presenta una notevole facilità di accesso. Pensiamo agli immigrati che vengono pagati in contanti per la singola giornata di lavoro. Non comporta l'obbligo di aprire un conto corrente quindi costa di meno. Certo non si tratta di pagamenti che avvengono attraverso transazioni commerciali. Il money transfer permettere di spostare soldi da una parte all'altra del mondo agilmente e in poco tempo.

Proprio per queste sue caratteristiche il money  transfer si presta ad essere utilizzato per attività criminose o per evadere il fisco. È un'impressione errata?

Certamente si presta ad essere utilizzato per attività criminose. Ma il money transfer non va criminalizzato. Utilizzando questi canali bisogna fornire il nome della persona che riceve i soldi. Poi, però chi controlla l'effettiva identità del destinatario? Una certa forma di accertamenti e controlli si può fare quando i soldi si spostano all'interno dello stesso stato. Ma quando la somma di denaro finisce in un altro Paese è molto più complesso. Soprattutto quando la somma di denaro liquida arriva in Paesi dove l'instabilità politica rende complicatissimo qualsiasi controllo degli operatori money transfer.

Le legislazioni italiane in materia permettono un adeguano livello di controllo e prevenzione?

Il decreto legislativo 109 del 2007 contiene indicatori di anomalia per gli intermediari e ha dato il via alle nuove segnalazioni di operazioni sospette in materia di antiriciclaggio. È uno strumento legislativo molto utile e ha consentito di bloccare o congelare oltre 60 fondi riconducibili a sospettati di terrorismo. Naturalmente la lotta al terrorismo internazionale è qualcosa di molto complesso. Un'operazione che richiede enormi sforzi e grande coordinamento a livello internazionale. L'Italia ha una legislazione avanzata. Certo ci sono margini di miglioramento soprattutto per quanto riguarda la lista dei soggetti terroristici. Si utilizzano gli elenchi europei e degli Stati Uniti che andrebbero aggiornati continuamente e in maniera tempestiva.

I money transfer sono sotto la lente d'ingrandimento dopo l'efferato delitto di Roma. L'uomo ucciso gestiva proprio uno sportello money trasfer molto utilizzato dalla comunità cinese. Potrebbe essere coinvolta, in qualche modo la mafia del Paese asiatico. Una realtà criminale potentissima ma avvolta da un alone di mistero. Come mai?

La criminalità organizzata cinese è ben radicata in Italia, soprattutto a Roma. Esercita un controllo praticamente esclusivo su alcune zone della Capitale e gestisce un ingente giro d'affari. Effettivamente è un fenomeno ancora poco esplorato. È una realtà difficilmente penetrabile a causa di fattori che definirei "culturali". Quella cinese è una comunità chiusa, quasi ermetica e impenetrabile. Un po' come le mafie italiane, la criminalità organizzata cinese si trincea dietro l'omertà e un elevato livello di fidelizzazione.

Alla luce di quanto detto, il sistema dei money transfer rappresenta un pericolo?

Bisogna chiarire che è un fenomeno importantissimo e di grandi dimensioni. Sarebbe un errore pensare che questo tipo di transazione venga utilizzata soltanto per riciclare denaro sporco o per il contrabbando. È sicuramente un fenomeno in espansione su cui bisogna vigilare. Bisogna fare prevenzione e continuare ad aumentare i controlli.

Chi è Ranieri Razzante?

Ranieri Razzante, laureato in Economia e Commercio (1991) e in Giurisprudenza (2001), è presidente e fondatore di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Presidente della società IUS Consulting, consulente antiriciclaggio e legale di numerose compagnie di assicurazione, banche e intermediari finanziari italiani ed esteri.
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 23 marzo 2010, membro de:

  • Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria presso Banca d'Italia,
  • Osservatorio sulla Criminalità Economica del CNEL,
  • Gipaf, "Gruppo Interdisciplinare per la Prevenzione Amministrativa
    delle frodi sulle Carte di Pagamento", istituito presso il Ministero
    Economia, Dipartimento Tesoro, Divisione "Prevenzione reati finanziari",
  • membro dello Steering Committee del Ministero dell'Economia (Direzione
    III) per l'attuazione del programma "Security and Safeguarding Liberties
    – Prevention of and Fight against Crime
    " della Dg Freedom, Security and
    Iustice
    della UE.

Già membro della Commissione del Ministero dell'Economia per la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.
Docente di:

  • "Legislazione antiriciclaggio" presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria;
  • "Economia degli Intermediari Finanziari" presso l'Università di Firenze;
  • Legislazione antiriciclaggio presso la "Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia" in Roma.

Collaboratore de " Il Sole 24Ore".
Autore de:

  • "Finanziamento del terrorismo e antiriciclaggio", Nuova Giuridica, 2011
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2011
  • "Il contenzioso finanziario nell'era Mifid" (a cura di), Giappichelli, Torino, 2010
  • "Il nuovo sistema dei controlli interni della banca", Franco Angeli editore, 2010
  • "La nuova disciplina dei reati informatici", con L. Cuomo, Giappichelli, Torino, 2009.
  • "Normativa antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", (con M.Arena), Esselibri, Napoli, 2009.
  • "Commentario alle nuove norme contro il riciclaggio", prefazione di G. Maresca, Cedam, Padova, 2008.
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", prefazione di P.L.Vigna, Giappichelli, Torino, 2006.
  • "La disciplina dei reati informatici" (con L. Cuomo, magistrato Procura di Isernia), Giappichelli, Torino, 2006.

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