Ranieri Razzante: "Sì, c'è la malavita dietro ai compro oro" (L'Indipendenza dell'11 febbraio 2012)

Ranieri Razzante: "Sì, c'è la malavita dietro ai compro oro" (L'Indipendenza dell'11 febbraio 2012)

Posted by Cristina Cellucci on Dom, 12/02/2012 - 11:19 in

di Leonardo Facco
Testo integrale disponibile online, sul sito dell'Indipendenza

Ranieri Razzante

Lunedì scorso, Ernesto Valvassori ha pubblicato su "l'Indipendenza" una breve inchiesta relativa alle attività di "Compro oro", ormai molto diffuse in tutta la penisola. L'argomento ha destato l'interesse sia dei lettori, che degli addetto ai lavori, che ci hanno inviato alcune loro precisazioni e una proposta di legge per regolamentare meglio il settore. Cogliendo la palla al balzo, abbiamo pensato di intervistare il professor Ranieri Razzante, presidente di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili antiriciclaggio.

Professore, le attività di "Compro Oro" sono cresciute in maniera esponenziale. Lei pensa che non sia solo dovuto ad una intuizione imprenditoriale, magari causa la crisi in corso, e quindi a possibilità offerte dal mercato?

Noi di AIRA riteniamo più correttamente che la crisi sia solo uno dei principali veicoli dello sviluppo del business: che poi la criminalità organizzata tenda a farsi pioniera dei nuovi settori in cui fioriscano affari è un dato di fatto e non siamo noi a scoprirlo. Quindi, per rispondere alla Sua domanda, certamente pensiamo che la crisi economica abbia pesato molto sullo sviluppo del mercato dei compro oro negli ultimi anni. Essi hanno iniziato, tra l'altro, a fungere come forma alternativa di finanziamento delle famiglie italiane, fino praticamente a sostituire il credito derivante dai circuiti bancari, sempre meno accessibili.
I costi limitati e i requisiti non stringenti previsti dall'attuale legge consentono a chiunque di aprire attività di questo genere, pur senza possedere particolari skills, ed è dimostrato che ogni esercizio compro oro riesca a procurare un giro d'affari annuale di tutto rispetto. Insomma un'attività in assoluta controtendenza rispetto all'andamento del mercato. La criminalità sta solo cavalcando l'onda soprattutto alla luce delle carenze che la normativa sui controlli ha sinora dimostrato.

Ma esistono dati concreti che confermino le vostre preoccupazioni riguardo ad attività illecite e di riciclaggio che si celerebbero dietro ai "Compro Oro"?

Innanzitutto è difficile dare una quantificazione certa del numero effettivo dei "Compro oro" presenti sul territorio e questo per un duplice motivo: primo, la totale assenza di un censimento ufficiale da parte delle Autorità che rilasciano le licenze (in questo caso le Questure); secondo, per il cosiddetto "balletto delle licenze". Si è osservato infatti come alcune attività rimangano operative solo per pochi giorni prima di essere chiuse o cedute ad altri soggetti e questo ha fatto scattare l'allarme. Si può quindi ritenere che dietro queste attività si celino operazioni illecite di riciclaggio e ricettazione di preziosi o denaro derivanti da reato (furti, rapine, usura). In questo modo è facile inquinare i bilanci degli esercizi con denaro sporco senza incorrere nel rischio di essere scoperti. Allo stesso modo, è facile ipotizzare che le medesime attività possano essere sfruttate per occultare la provenienza delittuosa di preziosi derivanti da furti o rapine: doveroso ricordare come l'attuale legge prevede un periodo obbligatorio di giacenza dell'oro (10 gg.) prima che possa essere rivenduto alle fonderie, al fine di consentire alla polizia di controllarne la provenienza qualora ve ne fosse necessità. Ma se il negozio chiude o cede la licenza prima che questo periodo sia trascorso è praticamente impossibile controllare la provenienza dell'oro. Le ultime indagini della Guardia di Finanza hanno ampiamente dimostrato quanto sinora illustrato.

So che avete presentato una proposta di legge in merito. Quali sono gli aspetti salienti della proposta?

La proposta di legge presentata da AIRA, l'associazione che presiedo, in collaborazione con ANOPO (Associazione Nazionale Operatori Professionali in Oro), già posta al vaglio alla Commissione parlamentare antimafia, è attualmente all'attenzione della politica, con possibili esiti parlamentari. Alla proposta è allegata una memoria nella quale si illustrano i limiti della normativa in vigore ed i rischi in cui attualmente incorre il settore – e di conseguenza il consumatore finale. Nella proposta si è ritenuto opportuno richiedere che i compro oro vengano assoggettati alla vigilanza della Banca d'Italia ma anche un controllo più stringente per far rispettare i limiti ai pagamenti in contante (ci arrivano quotidianamente segnalazioni, da parte di esercenti onesti, di negozi che non rispettano il limite di 1.000 euro imposto dalla legge). Questi ultimi sfruttano l'indigenza di chi si rivolge loro e necessita di liquidità immediata dietro un meschino ricatto: pagano l'oro un prezzo inferiore rispetto al reale valore di mercato, ma in contanti così il cliente, che si rivolge al compro oro per necessità, è costretto ad accettare condizioni meno vantaggiose pur di avere liquidità immediata. Questo crea un duplice danno: al consumatore, che riceve meno denaro di quanto in realtà non dovrebbe; e dall'altro all'intera economia, per un'evidente violazione delle regole della concorrenza, in danno cioè agli altri esercenti onesti e al fisco poiché queste operazioni non risultano registrate.
È necessario inoltre che i compro oro siano assoggettati a tutti gli adempimenti antiriciclaggio previsti dall'attuale legge (segnalazione di operazioni sospette, adeguata verifica, registrazione delle operazioni), e che l'ingresso nel mercato venga subordinato al possesso di specifici requisiti di professionalità ed onorabilità.

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Chi è Ranieri Razzante?

Ranieri Razzante, laureato in Economia e Commercio (1991) e in Giurisprudenza (2001), è presidente e fondatore di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Presidente della società IUS Consulting, consulente antiriciclaggio e legale di numerose compagnie di assicurazione, banche e intermediari finanziari italiani ed esteri.
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 23 marzo 2010, membro de:

  • Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria presso Banca d'Italia,
  • Osservatorio sulla Criminalità Economica del CNEL,
  • Gipaf, "Gruppo Interdisciplinare per la Prevenzione Amministrativa
    delle frodi sulle Carte di Pagamento", istituito presso il Ministero
    Economia, Dipartimento Tesoro, Divisione "Prevenzione reati finanziari",
  • membro dello Steering Committee del Ministero dell'Economia (Direzione
    III) per l'attuazione del programma "Security and Safeguarding Liberties
    – Prevention of and Fight against Crime
    " della Dg Freedom, Security and
    Iustice
    della UE.

Già membro della Commissione del Ministero dell'Economia per la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.
Docente di:

  • "Legislazione antiriciclaggio" presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria;
  • "Economia degli Intermediari Finanziari" presso l'Università di Firenze;
  • Legislazione antiriciclaggio presso la "Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia" in Roma.

Collaboratore de " Il Sole 24Ore".
Autore de:

  • "Manuale operativo delle sanzioni nella legislazione antiriciclaggio italiana", Giappichelli, Torino, 2012
  • "Finanziamento del terrorismo e antiriciclaggio", Nuova Giuridica, 2011
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2011
  • "Il contenzioso finanziario nell'era Mifid" (a cura di), Giappichelli, Torino, 2010
  • "Il nuovo sistema dei controlli interni della banca", Franco Angeli editore, 2010
  • "La nuova disciplina dei reati informatici", con L. Cuomo, Giappichelli, Torino, 2009.
  • "Normativa antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", (con M.Arena), Esselibri, Napoli, 2009.
  • "Commentario alle nuove norme contro il riciclaggio", prefazione di G. Maresca, Cedam, Padova, 2008.
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", prefazione di P.L.Vigna, Giappichelli, Torino, 2006.
  • "La disciplina dei reati informatici" (con L. Cuomo, magistrato Procura di Isernia), Giappichelli, Torino, 2006.

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