Ranieri Razzante: "Il rischio riciclaggio nell'attività di intermediazione finanziaria"
Ranieri Razzante, presidente di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, ha pubblicato su "Finanziaria - Quadrimestrale di Economia e Finanza Aziendale", n. 1/2011, l'articolo "Il rischio riciclaggio nell'attività di intermediazione finanziaria". Il testo è disponibile in formato pdf sul sito AIRA (490 K, pp. 24 – 33).
Nel testo l'avvocato Razzante analizza il rischio di riciclaggio nelle tre declinazioni di rischio penale "proprio", rischio di non conformità e rischio penale "improprio" privilegiando "senza alcuna velleità di esaustività, il punto d'osservazione degli intermediari finanziari, non foss'altro perché questi, più di altri, sono esposti al rischio de quo".
Riciclaggio: rischio penale "proprio"
Per rischio di riciclaggio penale "proprio" si intende il rischio connesso alla violazione delle norme previste dal codice penale o di altre disposizioni che abbiamo natura penale. L'articolo 648 bis del codice penale, che definisce il reato di riciclaggio, risultato di un travagliato iter legislativo, colpisce in sostanza qualsiasi forma di criminalità capace di produrre proventi pur escludendo l'autoriciclaggio.
"Allo stato" commenta Razzante "i reati di riciclaggio e reimpiego possono essere commessi da chiunque, quindi, anche da dipendenti/funzionari di intermediari finanziari".
Riciclaggio: rischio di non conformità
Il rischio di non conformità è un rischio operativo, in quanto tale attribuibile esclusivamente alle persone giuridiche che sono tenute al rispetto delle norme antiriciclaggio. Il rischio è direttamente proporzionale alla quantità (oltreché complessità) delle norme emanate.
"Al riguardo non è mai banale ricordare che il rischio sanzionatorio si abbatte soprattutto grazie alla possibilità (che l'intermediario realizza in autonomia) di ricostruire sempre l'iter valutativo seguito nell'applicazione delle norme: solo in tal modo l'obbligato può efficacemente difendersi da una ipotesi sanzionatoria elevata nei suoi confronti".
La "tracciabilità delle valutazioni" si ottiene anche grazie alla formalizzazione di efficaci procedure, osserva Razzante. "La nuova funzione antiriciclaggio, in quest'ottica, sarà onerata di verificare l'idoneità del sistema dei controlli interni e delle procedure adottati e proporre eventuali modifiche".
Il presidente di AIRA sottolinea infine che l'intermediario non può poi sottovalutare il rischio sanzionatorio per il mancato adempimento dell'obbligo formativo. Tutti i nuovi provvedimenti emanati dalla Banca d'Italia, d'altronde, sottolineano la necessità di una adeguata formazione. L'applicazione della normativa antiriciclaggio presuppone la piena consapevolezza delle finalità e dei principi del D.lgs. 231/07. La formazione deve essere calibrata in base alle funzioni svolte dal personale.
Riciclaggio: rischio penale "improprio"
È noto che il decreto 231/07 ha previsto l'inserimento dei reati di ricettazione, riciclaggio e reimpiego quali reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti (decreto legislativo 231/01). Tutti gli enti, dunque, devono (o meglio, dovrebbero) "organizzarsi" al fine di prevenire la commissione dei reati previsti dagli articoli 648, 648-bis e 648-ter del codice penale.
Sicuramente gli intermediari finanziari sono, fra gli "enti forniti di personalità giuridica", quelli esposti maggiormente al rischio riciclaggio.
Lo sforzo di conformità richiesto agli intermediari dal decreto antiriciclaggio, però, attenua l'impegno cui gli stessi devono far fronte per risultare compliant (ex decreto 231/01) alle fattispecie di reato in parola. La prevenzione obbligatoria - per alcuni ent i- del riciclaggio, favorisce la prevenzione (facoltativa) prevista dal decreto del 2001.
È bene ricordare, però, che non tutti gli enti possono usufruire degli adempimenti antiriciclaggio per contrastare al meglio le fattispecie previste dall'art. 25-octies del D.lgs. 231/01. Gli enti non soggetti all'antiriciclaggio, tuttavia, seppur esposti ad un minor rischio rispetto agli intermediari, non possono ignorare le criticità insite nell'operatività quotidiana.
"Si pensi, per esempio" scrive Razzante "al rischio riciclaggio/ricettazione in cui possono incorrere tutti gli enti nell'attività di gestione degli acquisti. Le aziende, difatti, stipulano costantemente contratti di compravendita e/o fornitura di beni. Il rischio di commissione del reato di ricettazione non è poi così inconsueto, così come non è eccezionale il rischio di pagare fatture tramite denaro (di origine illecita) entrato in precedenza nelle casse dell'ente.
Il rischio riciclaggio, dunque, può essere sotteso ad ogni operazione di incasso crediti che comporti un successivo riutilizzo delle somme (di provenienza illecita) da parte dell'ente. Si pensi, ancora, ad eventuali investimenti finanziari o immobiliari effettuati con denaro sporco.
All'ente, pertanto, è lasciata la diligenza nell'adozione di regolamenti interni (in primis, un idoneo codice etico, ma anche, per esempio, l'adozione di un manuale operativo che preveda e disciplini con esattezza il processo da seguire nel caso di acquisto di beni o servizi) che possano efficacemente prevenire la commissione dei reati".
Link utili
- Sito di AIRA
- Sito di "Finanziaria - Quadrimestrale di Economia e Finanza Aziendale"
Chi è Ranieri Razzante?
Ranieri Razzante, laureato in Economia e Commercio (1991) e in Giurisprudenza (2001), è presidente e fondatore di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Presidente della società IUS Consulting,
consulente antiriciclaggio e legale di numerose compagnie di
assicurazione, banche e intermediari finanziari italiani ed esteri.
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 23 marzo 2010, membro de:
- Osservatorio sulla Criminalità Economica del CNEL,
-
Gipaf, "Gruppo Interdisciplinare per la Prevenzione Amministrativa
delle frodi sulle Carte di Pagamento", istituito presso il Ministero
Economia, Dipartimento Tesoro, Divisione "Prevenzione reati finanziari", -
membro dello Steering Committee del Ministero dell'Economia (Direzione
III) per l'attuazione del programma "Security and Safeguarding Liberties
– Prevention of and Fight against Crime" della Dg Freedom, Security and
Iustice della UE.
Già membro della Commissione del Ministero dell'Economia per la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.
Docente di:
- "Legislazione antiriciclaggio" presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria;
- "Economia degli Intermediari Finanziari" presso l'Università di Firenze;
- Legislazione antiriciclaggio presso la "Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia" in Roma.
Collaboratore de " Il Sole 24Ore".
Autore de:
- "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2011
- "Il contenzioso finanziario nell'era Mifid" (a cura di), Giappichelli, Torino, 2010
- "Il nuovo sistema dei controlli interni della banca", Franco Angeli editore, 2010
- "La nuova disciplina dei reati informatici", con L. Cuomo, Giappichelli, Torino, 2009.
- "Normativa antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", (con M.Arena), Esselibri, Napoli, 2009.
- "Commentario alle nuove norme contro il riciclaggio", prefazione di G. Maresca, Cedam, Padova, 2008.
- "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", prefazione di P.L.Vigna, Giappichelli, Torino, 2006.
- "La disciplina dei reati informatici" (con L. Cuomo, magistrato Procura di Isernia), Giappichelli, Torino, 2006.
Contatti
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