Antiriciclaggio, sulle Sos è bene non farsi cogliere impreparati (Italia Oggi, 23 aprile 2012)

Fonte: rassegna stampa Iusletter
di Luciano De Angelis e Christina Feriozz
L’applicazione scrupolosa degli indicatori di anomalia può salvare il professionista dalla contestazione della violazione per omessa segnalazione. È importante, inoltre, dimostrare l’adeguata preparazione e aggiornamento in tema antiriciclaggio sia del titolare di studio che dei collaboratori. Sono alcuni spunti suggeriti dalle istruzioni operative allegate alla circolare della Gdf n. 83607 del 19/3/12.

Controlli sulle segnalazioni di operazioni sospette

Il vaglio degli adempimenti relativi alle Sos (segnalazioni operazioni sospette), da parte della Gdf, secondo le indicazioni della circolare, prende le mosse dall’esito dei controlli preliminari con i quali sono state indagate le risorse coinvolte nel procedimento di segnalazione, individuato il responsabile cui compete l’adempimento, appurata l’eventuale frequentazione di corsi di formazione specifici sul tema. In merito, la circolare richiede espressamente di riscontrare, nello studio professionale, l’esistenza di normativa e manualistica interna, nonché l’adozione da parte del professionista ispezionato di misure di formazione del personale dipendente incaricato. Successivamente si procederà all’individuazione delle procedure interne di regolamentazione dell’iter valutativo, adottato dai professionisti. Queste, si legge nelle istruzioni, devono garantire omogeneità di comportamenti, assicurare la pronta ricostruibilità a posteriori delle motivazioni delle decisioni assunte e, in caso di richieste da parte delle Autorità competenti, consentire la ripartizione delle rispettive responsabilità. Il professionista potrà mostrare agli organi accertatori l’esistenza nello studio, di linee guida o griglie d’indicatori di anomalia eventualmente utilizzati per la costruzione del «profilo di rischio» del cliente. In ogni caso, tale documentazione dovrà risultare conforme agli indicatori di anomalia emanati dalle Autorità competenti (per professionisti e revisori: dm 16/4/2010). Nel caso di mancanza di detti strumenti, la Gdf prenderà comunque a riferimento gli indicatori «ufficiali» per i dovuti riscontri sul grado di anomalia delle operazioni rientranti nel campione, che può essere anche lo stesso già oggetto di selezione in materia di adeguata verifica dei clienti.
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