Nuove disposizioni antiriciclaggio - Intervista a Ferdinando Santagata (AIRA)

Ferdinando Santagata è socio fondatore e Segretario Generale di AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, nonché Partner di SP Consulting e IUS Consulting. Gli abbiamo chiesto un breve commento sulle recenti "Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli antiriciclaggio" emanate da Banca d'Italia l'11 marzo 2011.

ComplianceNet (CN): Quali i contenuti e le novità delle nuove disposizioni di Banca d'Italia?

Ferdinando Santagata (FS): Le "Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni che gli intermediari bancari e finanziari devono adottare a fini di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo" rappresentano un ulteriore evoluzione della normativa antiriciclaggio rispetto al precedente impianto. Ci sono nuovi, complessi ed articolati adempimenti per gli intermediari finanziari che riprendono, specificandoli chiaramente, i dettami del D. Lgs. 231/07.

CN: Quali a tua avviso le principali novità?

FS: L'obiettivo generale delle nuove disposizioni è la protezione dell'integrità del sistema bancario e finanziario e, indirettamente, la protezione della stabilità dello stesso; in nome di questo obiettivo gli intermediari dovranno affrontare adempimenti anche pesanti. Infatti come ha recentemente ricordato lo stesso governatore di Banca d'Italia "la criminalità organizzata può sfibrare il tessuto di una società e può mettere a repentaglio la democrazia, frenarla specie dove debba ancora consolidarsi".

CN: Questo cosa vuol dire per gli intermediari?

FS: Le attuali norme chiamano già gli intermediari alla c.d. "collaborazione attiva" vale a dire a segnalare le operazioni che destano sospetto circa la provenienza illecita dei fondi trasferiti. Con le nuove disposizioni si realizza un'anticipazione della soglia di tutela: le regole imposte alle imprese a presidio della piena e "adeguata" conoscenza del cliente vengono dettagliate e rafforzate, sino a prevedere che, nelle ipotesi in cui non si verifichi una completa disclosure tra le parti, il rapporto non debba essere instaurato o debba essere interrotto.

CN: In pratica l'intermediario cosa deve fare per essere conforme alle nuove disposizioni?

FS: Banca d'Italia parla chiaro. Per l'intermediario sono necessarie:

  • la responsabilizzazione del personale dipendente e dei collaboratori esterni;
  • la chiara definizione, ai diversi livelli, di ruoli, compiti e responsabilità nonché la predisposizione di procedure intese a garantire l'osservanza degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette e, inoltre, la conservazione della documentazione e delle evidenze dei rapporti e delle operazioni;
  • l'istituzione di un'apposita funzione incaricata di sovrintendere all'impegno di prevenzione e gestione dei rischi in discorso;
  • un'architettura delle funzioni di controllo che sia coordinata nelle sue componenti, anche attraverso idonei flussi informativi, e che sia al contempo coerente con l'articolazione della struttura, la complessità, la dimensione aziendale, la tipologia dei servizi e prodotti offerti nonché con l'entità del rischio associabile alle caratteristiche della clientela;
  • un'attività di controllo che abbia come oggetto il rispetto da parte del personale e dei collaboratori delle procedure interne e di tutti gli obblighi normativi, con particolare riguardo alla "collaborazione attiva" e alla continuativa analisi dell'operatività della clientela.

CN: Che altro?

FS: Altri due punti fondamentali. Il primo è che le nuove disposizioni richiamano esplicitamente alla gestione del rischio di non conformità, in termini anglosassoni compliance. La banca deve dunque introdurre presidi specifici per il controllo del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, mediante risorse, procedure, funzioni organizzative chiaramente individuate e adeguatamente specializzate. Il contenimento del rischio di riciclaggio assume rilievo anche sotto il profilo del rispetto della regolamentazione prudenziale che impone agli intermediari di fronteggiare, con un idoneo assetto organizzativo e un'adeguata dotazione patrimoniale, tutti i rischi cui sono esposti. Nella classificazione dei rischi, quello di riciclaggio viene ricondotto prevalentemente tra quelli di natura legale e reputazionale, ancorché non possano escludersi perdite su crediti o su strumenti finanziari dovute al finanziamento inconsapevole di attività criminose. Il rischio legale è ricompreso nell'ambito dei rischi operativi e come tale concorre alla determinazione del requisito patrimoniale previsto dal cd. "primo pilastro"; il rischio reputazionale viene trattato nell'ambito del cd. "secondo pilastro" e contribuisce, quindi, alla stima del grado di adeguatezza del capitale complessivo dell'intermediario.

CN: Il secondo punto?

FS: La formazione. Un'intera sezione delle disposizioni (la quinta del capitolo secondo) è dedicata alla formazione antiriciclaggio. Dice Banca d'Italia: "l'addestramento e la formazione del personale devono riservare particolare cura allo sviluppo di una specifica preparazione dei dipendenti e dei collaboratori che sono a più diretto contatto con la clientela. Specifici programmi di formazione appaiono opportuni per il personale appartenente alla funzione antiriciclaggio. A tali dipendenti si richiede un continuo aggiornamento in merito all'evoluzione dei rischi di riciclaggio e agli schemi tipici delle operazioni finanziarie criminali." Inoltre: "l'attività di qualificazione del personale deve rivestire carattere di continuità e di sistematicità e va svolta nell'ambito di programmi organici. Annualmente deve essere sottoposta all'organo con funzione di gestione una relazione in ordine all'attività di addestramento e formazione in materia di normativa antiriciclaggio."

CN: Vuoi aggiungere qualcos'altro?

FS: C'è un aspetto molto importante che ho notato nelle nuove "disposizioni" e che vorrei segnalare per l'importanza che ricopre. Parlo della "riservatezza" che va garantita nell'ambito delle segnalazioni di operazioni sospette. Nel documento Banca d'Italia affronta due volte questa tema: parlando dell'organo con funzione di supervisione strategica si ribadisce che è sua responsabilità assicurare "la tutela della riservatezza dei soggetti che hanno partecipato alla procedura di segnalazione di operazione sospetta". Parlando invece dell'organo di gestione Banca d'Italia  chiarisce che esso "adotta inoltre misure volte ad assicurare la massima riservatezza sull'identità delle persone che hanno partecipato alla procedura di segnalazione di operazione sospetta nonché strumenti, anche informatici, per la rilevazione delle operazioni anomale."
Sul tema delle segnalazioni di operazioni sospette ricordo che il prossimo 24 marzo 2011 a Milano AIRA terrà un convegno dedicato in cui è prevista la partecipazione di UIF; si parlerà anche di riservatezza delle SOS come già si è fatto nella edizione "romana" dello stesso convegno.

CN: Cosa deve fare la banca per rispettare i nuovi adempimenti?

FS: Occorre in primo luogo conoscere in modo approfondito la normativa ed essere costantemente aggiornati sulle novità. Da questo punto di vista AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio di cui sono Segretario Generale, offre una serie di servizi fondamentali: alert normativo in tempo reale, rassegna stampa giornaliera, articoli di approfondimento, convegni e workshop periodici.

CN: E per la formazione?

FS: A fine marzo 2011 comincerà l'edizione romana del "Corso di Alta specializzazione AIRA

CN: Quali sono gli obiettivi formativi del Corso?

FS: Il percorso di formazione persegue i seguenti obiettivi:

  • disegnare  il sistema dei controlli interni dopo gli interventi normativi degli ultimi anni
  • esaminare le attività assegnate alle diverse funzioni di controllo
  • approfondire il rischio di compliance e le particolarità inerenti alla normativa antiriciclaggio
  • analizzare il corpo normativo per la lotta all'antiriciclaggio ed approfondire le questioni applicative
  • analizzare i meccanismi dell'imputazione dell'ente per quanto attiene al reato di riciclaggio
  • comprendere il ruolo del nuovo Responsabile Antiriciclaggio nell'ambito del sistema dei controlli interni
  • approfondire il rapporto fra Responsabile Antiriciclaggio, Organismo di Vigilanza ed altre funzioni di controllo
  • approfondire il rapporto fra Responsabile Antiriciclaggio e organi aziendali (organo con funzione di supervisione strategica, organo con funzione di gestione e organo con funzione di controllo).

 

CN: Dove è il programma di dettaglio del Corso?

FS: Il programma è disponibile presso il sito AIRA in http://www.airant.it/content/corso-alta-specializzazione-2011-roma

CN: Costi?

FS: Il Corso di Alta Specializzazione ha un costo di Euro 3.000,00 oltre Iva. Ai Soci di AIRA sarà riservata la quota di Euro 2.500,00 oltre Iva.

CN: Grazie Ferdinando e buon lavoro.

FS: Buon lavoro a voi tutti.

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