"I notai in campo sull'antiriciclaggio" (Italia Oggi 3 marzo 2012)

Fonte: Tgcom
di Antonio Ranalli
Più segnalazioni dai professionisti
"C'onsentire" alle autorità antiriciclaggio di fruire dei dati a disposizione dei notai. È la proposta lanciata ieri in occasione del convegno «il notariato parte attiva del sistema di riciclaggio», promosso dalla Fondazione italiana per il notariato. «Il notariato», ha affermato il presidente del Consiglio nazionale, Giancarlo Laurini, «sta facendo la sua parte per favorire l'attività delle autorità preposte all'antiriciclaggio. Stiamo studiando alcune possibilità per migliorare il nostro sistema di banche dati». Nel 2011 sono state 29.843 le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette pervenute alla Direzione investigativa antimafia da parte dell'Unità informazioni finanziarie, l'organismo preposto alla raccolta delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette. Una cifra superiore del 10% a quella dell'anno precedente: oltre 22 mila sono state le segnalazioni esaminate e di queste 445 quelle attinenti alla criminalità organizzata. «Il 49% del totale delle segnalazioni», ha spiegato il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, «riguarda lo sforamento dei limiti per i pagamenti in contanti». Per questo le istituzioni auspicano una migliore collaborazione con enti e professionisti. Ad oggi, infatti, le segnalazioni da parte dei professionisti ammontano solo all'1%, ma quella dei notai è la categoria più collaborativa. Secondo i dati diffusi dal direttore unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, nel 2011 sono arrivate 49 mila segnalazioni dagli istituti bancari (+31% rispetto al 2010, quando ne vennero registrate 37.300), mentre dai professionisti sono arrivate 500 segnalazioni (+60% rispetto al 2010). Di queste ben 195 arrivano dai notai (il 41% del totale), di cui 143 in forma anonima tramite il Consiglio nazionale e 52 in forma diretta. «I notai non devono fare alcuna attività di tipo investigativo», ha concluso il presidente del Consiglio notarile di Roma, Maurizio D'Errico, «ma rilevare attraverso elementi oggettivi fasce di criticità».

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