Mini-book "D.Lgs. 231/2001 La Responsabilità penale delle Società": presentazione, prefazione, indice e voci di esempio

Per gentile concessione di IUS Consulting, AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio e degli autori pubblichiamo la "Presentazione", la "Prefazione", l’indice ed alcune voci di esempio del mini-book "D.Lgs. 231/2001 La Responsabilità penale delle Società - Una guida pratica per gli Intermediari Finanziari ed Assicurativi" a cura del prof. Ranieri Razzante e dell'avv. Maurizio Arena.
Pubblichiamo inoltre, il paragrafo dal titolo "Il riciclaggio di denaro sporco è richiamato dalla 231?".
Il volume è stato presentato e distribuito ai partecipanti al convegno "Reati societari e responsabilità da reato delle società", che si è tenuto a Roma il 14 Maggio 2009 a cura di AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio .

Prefazione di Ranieri Razzante, presidente IUS Consulting

II volumetto si propone di affrontare, seppur in maniera sintetica, la normativa sulla responsabilità da reato degli enti collettivi, contenuta nel d.lg. 231/2001 e di recente estesa ai delitti di ricettazione, riciclaggio e impiego di utilità di provenienza illecita.
Gli enti collettivi - e non soltanto gli operatori finanziari - potranno trovarsi a fronteggiare rischi di responsabilità diretta per gli illeciti dei soggetti di vertice e del personale; in relazione a tale responsabilità potranno subire sanzioni pecuniarie ed interdittive ai sensi del d.lg. 231/2001.

Ecco che l'attenzione, ancora una volta, dovrà essere concentrata sull'adozione o sul miglioramento delle misure e procedure organizzative, gestionali e di controllo volte a prevenire tali rischi di compliance. In questo contesto un ruolo importante verrà svolto dall'Organismo di vigilanza previsto dal d.lg. 231/2001, al quale la recente normativa antiriciclaggio (d.lg. 231/2007) attribuisce obblighi di comunicazione, in favore di pubbliche autorità, delle infrazioni rilevate - in subiecta materia - nell'esercizio delle sue funzioni.

Per quanto riguarda tale ultima problematica, sarà cruciale stabilire e formalizzare adeguate modalità di collaborazione e di coordinamento tra l'ODV e gli altri attori del controllo interno: il collegio sindacale, il responsabile antiriciclaggio, la funzione compliance.

Prof. Ranieri Razzante Presidente IUS Consulting s.r.l.

Presentazione di Maurizio Arena, curatore della rivista "I Reati Societari"

Il sistema di responsabilità da reato degli enti collettivi, disciplinato dal d.lg. n. 231 del 2001, ha visto, via via, un ampliamento del suo ambito di operatività: si e passati dagli originari reati contro la pubblica amministrazione alle falsità in valori, ai reati societari, ai delitti terroristici, a quelli contro la personalità individuale, agli abusi di mercato, ai reati di omicidio e lesioni colpose commessi in violazione della normativa antinfortunistica, al riciclaggio di denaro di provenienza illecita, ai reati informatici.

II d.lg. n. 231 offre agli enti collettivi un possibilità di uscire indenni - o di subire sanzioni meno gravose -, consistente nell'adozione e nell'effettiva attuazione del c.d. Modelli di organizzazione, gestione e controllo per la prevenzione degli illeciti rilevanti. I Modelli rappresentano un insieme di misure e procedure organizzative, gestionali, etiche, di controllo e sanzionatorie che, con ragionevole sicurezza, assolvano al compito di ridurre i rischi di reato: servono insomma , in primo luogo, ad evitare le perdite patrimoniali connesse al coinvolgimento in un procedimento penale (sanzioni, ma anche danno di immagine, perdita di opportunità commerciali ecc.) La responsabilità dell'adozione e dell'attuazione risiede, e non poteva essere diversamente, nell'organo dirigente: quest'ultimo potrà essere chiamato a rispondere dagli azionisti nell'ipotesi in cui, per mancanza o per mancata attuazione del Modello, la società venisse chiamata a rispondere in sede penale.

Insomma: i Modelli non sono obbligatori, ma rappresentano, di fatto, l’unica possibilità di difesa di cui dispone la società che venga sotto-posta ad indagini o imputata per taluno dei reati previsti dal decreto. II protagonista principale dei sistema di prevenzione degli illeciti voluto dal d.lg. n. 231 e l'Organismo di vigilanza. Un inedito organo "dell'ente" che, sin da subito, è stato al centro del dibattito: deve trattarsi di un organo monocratico o collegiale? Come deve essere composto? Come deve essere collocato nell'organigramma dell'ente? Di quali poteri deve essere dotato? In quale modo si rapporta con gli altri attori del controllo societario? Quali i suoi compiti e le sue responsabilità?
Di certo non e possibile fare a meno di notare l'estrema severità con cui i giudici hanno affrontato la problematica, in taluni casi discostandosi dalle indicazioni delle linee-guida di categoria: un simile orientamento, se confermato in futuro, potrebbe essere addirittura controproducente per la filosofia preventiva che permea il d.lg. n. 231.

Avv. Maurizio Arena, curatore della rivista "I Reati Societari"

Indice

  • Il d.lg. 231/2001
  • Perché si parla di responsabilità penale delle società?
  • I reati rilevanti (i)
  • I reati rilevanti (ii)
  • A quali condizioni la banca può essere sanzionata?
  • Cosa può fare la banca per andare esente da responsabilità?
  • Cosa sono i modelli organizzativi?
  • Quando devono essere adottati?
  • Che cosa è la mappatura dei rischi di reato?
  • Che cosa è il codice etico?
  • Che cosa sono i protocolli di cui parla il d.lgs. 231?
  • Che cos' è l'organismo dl vigilanza?
  • Quali sono i compiti dell'odv?
  • La legge antiriciclaggio contiene disposizioni particolari sull'odv?
  • In che cosa consiste il sistema sanzionatorio del modello organizzativo?
  • Ci sono altri punti qualificanti del modello organizzativo?
  • Quali sono le sanzioni previste dalla231?
  • Quando si applicano le sanzioni interdittive?
  • Le sanzioni interdittive possono essere applicate anche prima del processo vero e proprio?
  • Ci sono disposizioni particolari per banche, assicurazioni, Sim, Sgr, Sicav in tema di sanzioni interdittive?
  • Chi applicale sanzioni e con quali regole?
  • Quali sono i reati che più frequentemente possono coinvolgere una banca?
  • Il riciclaggio di "denaro sporco" è richiamato dalla 231?
  • La compliance antiriciclaggio aiuta nella compliance 231?
  • Esistono documenti di riferimento per la redazione del modello organizzativo?
  • Le indicazioni dei giudici sul contenuto dei modelli organizzativi (i)
  • Le indicazioni dei giudici sul contenuto dei modelli organizzativi (ii)
  • Per aggiornamenti e approfondimenti

Il riciclaggio di "denaro sporco" è richiamato dalla 231?

Sì, la legge antiriciclaggio ha introdotto il riciclaggio (assieme alla ricettazione ed al reimpiego di capitali di provenienza illecita) nel novero dei reati presupposto per la corresponsabilizzazione dell'ente.

Sono previste sia sanzioni pecuniarie che interdittive:

  • Sanzioni pecuniarie:
    - Da 200 a 800 quote se il denaro proviene da delitto non colposo cui la legge commina una sanzione inferiore ai cinque anni di re-clusione;
    - Da 400 a 1000 quote se il denaro proviene da delitto non colposo cui la legge commina una sanzione superiore ai cinque anni di reclusione.
  • Sanzioni interdittive: tutte quelle previste dal decreto 231, fino ad un massimo di due anni.

La legge pertanto considera il riciclaggio uno dei delitti più gravi in cui può incorrere una società, in quanto commina una sanzione pecuniaria che e la massima astrattamente irrogabile all'ente.

La compliance antiriciclaggio aiuta nella compliance 231?

Sì: possiamo dire che la prima e una parte della seconda; sono infatti due normative che si intersecano e che necessitano di essere integrate l’una con l'altra.

La normativa "antiriciclaggio", con gli oneri ed i presidi che essa postula, unitamente alle prassi applicative gia tradotte in protocolli comportamentali interni, costituiscono la base di lavoro fondamen-tale anche per le finalità preventive di cui al d.lgs. 231/2001.

La struttura del modello organizzativo non può quindi prescindere dall'articolazione dei presidi gia imposti dalla normativa di settore finalizzata alla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.

Il sistema di controlli interni e l'architettura dei compiti, poteri e responsabilità dei vari attori aziendali che si occupano della prevenzione del riciclaggio deve quindi essere reso coerente e fun-zionale anche alle finalità del d.lgs. 231/2001.

La 231 non fa altro che estendere il rischio di non compliance ai fini antiriciclaggio direttamente alla banca.

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