Mario Draghi: nuove problematiche riciclaggio per mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria, intermediari finanziari
È disponibile il testo dell’audizione presso il Senato della Repubblica del Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. L’intervento del governatore, dal titolo "Problematiche connesse al riciclaggio nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 733 e collegati in materia di sicurezza pubblica" (pdf, 89 K, 18 pp) ha avuto luogo il 15 luglio 2008.
Draghi ha auspicato una riforma della disciplina per quanto riguarda i mediatori creditizi, gli agenti in attività finanziaria e gli intermediari finanziari (specie per quanto riguarda i cd "money transfer"). Le linee di riforma dovrebbero essere essenzialmente volte a:
- introdurre più elevati livelli di capitalizzazione, che scoraggino l’avvio di iniziative cui non corrisponda un effettivo e legittimo progetto imprenditoriale;
- prevedere specifici requisiti di onorabilità e professionalità, che concorrano a selezionare i professionisti più affidabili;
- disciplinare ulteriori e più efficaci forme di controllo facendo leva anche sull’autoregolamentazione.
Draghi ha ricordato, inoltre, il disegno di legge AS/583 ("Disposizioni in materia di reati di grave allarme sociale e di certezza della pena") prevede una modifica delle fattispecie di "riciclaggio" e di "impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita" (articoli 648-bis e 648-ter del codice penale) tesa a perseguire per tali delitti anche l’autore del reato presupposto (cd autoriciclaggio).
Il governatore, infine, ha approfittato dell’occasione per riferire brevemente in merito alla costituzione presso la Banca d’Italia e alla fase di avvio della Unità di informazione finanziaria (UIF), alla quale la disciplina antiriciclaggio vigente (decreto legislativo 231 del 2007) ha affidato, unitamente alla Vigilanza della Banca d’Italia, importanti compiti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Nelle sue conclusioni Draghi ribadisce di ritiene opportuno la ripresa dei lavori di redazione di un testo unico della normativa antiriciclaggio per dare soluzione alle attuali incertezze interpretative e per assicurare, in materia sanzionatoria, una maggiore corrispondenza tra offensività delle condotte e rigore delle sanzioni.
Money transfer
L’attività di money transfer consiste nel trasferimento di denaro attuato tramite operazioni di compensazione effettuate all’interno di una vasta rete di operatori finanziari tra loro collegati. Lo schema più diffuso, di tipo piramidale, è articolato su tre livelli:
- le multinazionali (o network), che gestiscono al vertice il sistema;
- i loro agenti, operanti a livello intermedio nei diversi paesi sulla base di apposite convenzioni;
- i sub-agenti o locations, che assicurano alla base il contatto con la clientela.
Occorre distinguere la funzione svolta dai money transfer, della quale non va disconosciuta l’utilità sociale ed economica, dai comportamenti devianti spesso riscontrati nell’operatività dei sub-agenti.
L’illustrazione della disciplina degli operatori attivi nel circuito del money transfer offre lo spunto per richiamare l’attenzione del legislatore sull’inadeguatezza, più volte segnalata dalla Banca d’Italia, dei presidi di controllo previsti dalla normativa vigente per gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale, per gli agenti in attività finanziaria e per i mediatori creditizi.
Draghi sottolinea che recenti operazioni di polizia giudiziaria hanno accertato l'utilizzo dei circuiti di "money transfer" da parte di organizzazioni criminali o per finalità di terrorismo. L’anello fragile della catena è rappresentato dai sub-agenti, che operano sul territorio a diretto contatto con la clientela e, di norma, svolgono contestualmente attività commerciali (es. centri raccolta valuta, supermercati, cartolerie, rivendite di tabacchi); essi possono, anche inconsapevolmente, concorrere all’effettuazione di trasferimenti frazionati di ingenti disponibilità a mezzo di prestanome o di soggetti inesistenti.
L’Unità di informazione finanziaria
Con la soppressione dell’UIC e l’assunzione da parte della Banca d’Italia di tutte le sue funzioni, quelle in materia di antiriciclaggio sono state ripartite tra la Vigilanza e la UIF a far tempo dal primo gennaio 2008.
L’Unità, priva di personalità giuridica, è stata istituita nell’ambito della Banca d’Italia secondo modalità conformi agli standard internazionali di autonomia e indipendenza che contraddistinguono le Financial Intelligence Units (FIU).
Alla Vigilanza sono stati attribuiti poteri normativi in svariate materie (organizzazione e controlli interni, modalità per l’adeguata verifica della clientela e per la registrazione delle operazioni nell’archivio unico informatico) e compiti di controllo cartolari e ispettivi sul rispetto degli obblighi previsti a carico dei soggetti vigilati.
Presso la UIF sono stati accentrati i compiti in materia di segnalazione di operazioni sospette. Si tratta, in particolare, delle attività di approfondimento delle segnalazioni, di analisi dei flussi finanziari, di collegamento con i corrispondenti organismi esteri e con le autorità nazionali, di verifica anche ispettiva dei casi di omessa segnalazione.
Alla UIF è inoltre attribuito il compito di proporre indicatori di anomalia per l’individuazione delle operazioni sospette che, quando riferiti a intermediari sottoposti a vigilanza, saranno emanati con provvedimento della Banca d’Italia, assunto d’intesa con le altre autorità di vigilanza di settore (CONSOB, ISVAP).
L’organizzazione e il funzionamento della UIF sono stati disciplinati nel dicembre dello scorso anno da un Regolamento della Banca d’Italia; questa mette a disposizione dell’Unità i mezzi finanziari, i beni strumentali e le risorse umane e tecniche necessarie al perseguimento dei fini istituzionali. L’organigramma della UIF è stato varato il primo luglio scorso.
La fase d’impianto dell’Unità cade in un momento particolarmente delicato per la concomitanza degli altri cospicui processi riorganizzativi, nei quali la Banca d’Italia è attualmente impegnata. Il rafforzamento dell’organico della UIF, in corso di attuazione, persegue anche l’obiettivo di amalgamare esperienze e professionalità di diversa provenienza per realizzare sinergie tra attività di vigilanza e lotta al riciclaggio.
Per dare concreta attuazione al d.lgs. 231, la UIF è impegnata - insieme alla Vigilanza e alle altre funzioni della Banca d’Italia e istituzioni competenti in materia – a redigere norme applicative, a individuare specifici indicatori di anomalia, a stipulare protocolli d’intesa, a predisporre programmi informatici e canali di trasmissione telematica che garantiscano rapidità, sicurezza e riservatezza agli scambi di informazioni all’interno dell’apparato antiriciclaggio.
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- Sito di Banca d'Italia
- Mario Draghi, "Problematiche connesse al riciclaggio nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 733 e collegati in materia di sicurezza pubblica" (pdf, 89 K, 18 pp)
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