Mario Draghi: la visione e le iniziative di Banca D’Italia

Il 31 ottobre 2007 il governatore della Banca d’Italia intervenendo in occasione della giornata mondiale del risparmio ha illustrato nella sua relazione (pdf, 745 K 16 pp) la visione e le iniziative della vigilanza sui temi più caldi in questo momento: derivati, controlli interni, compliance, governance bancaria, MiFID. Di seguito una sintesi dei passi salienti.

Derivati e rischi di controparte

Cresce l’attività delle banche italiane in derivati. Tenendo conto anche dei contratti realizzati dalle controllate estere dei gruppi bancari italiani, che incidono in misura rilevante, alla fine del giugno scorso l’esposizione delle banche in relazione a derivati valutata al valore di mercato aveva raggiunto 150 miliardi di euro, il 6 per cento dell’esposizione complessiva. Le controparti di questi contratti sono per la maggior parte società finanziarie e operatori esteri; tende però a crescere la quota delle imprese italiane e delle amministrazioni pubbliche. Lo sviluppo di strumenti innovativi è positivo ma richiede una attenta valutazione dei rischi, in particolare di quelli di controparte. In presenza di movimenti avversi delle variabili di mercato e di meccanismi contrattuali che ne amplificano gli effetti, possono emergere difficoltà per la clientela ad adempiere alle proprie obbligazioni e perdite anche rilevanti per gli intermediari. Le operazioni in derivati complessi devono essere riservate a una clientela qualificata e accompagnate dalla massima trasparenza, assicurando la piena rispondenza dei prodotti collocati alle esigenze e ai profili di rischio del cliente. Carenze su questo fronte possono arrecare gravi danni alla reputazione di una banca.

Derivati, controlli interni e vigilanza

L’organizzazione e i controlli interni devono presidiare questi rischi; le funzioni di compliance e internal audit hanno un ruolo estremamente importante. I controlli sull’attività in derivati delle banche sono ripartiti tra Consob e Banca d’Italia. A questa compete vigilare sulla stabilità. Tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, di fronte alla crescita del comparto, abbiamo intensificato le attività di supervisione. Con l’inizio delle perturbazioni sui mercati, abbiamo chiesto agli organi di controllo delle banche interessate di effettuare un esercizio di autovalutazione dell’idoneità degli assetti organizzativi, dei processi operativi e del sistema di misurazione dei rischi sui derivati; ne renderemo presto noti i risultati. Abbiamo ribadito che le banche che non sono in grado di misurare e gestire correttamente i rischi dei derivati devono astenersi dal negoziarli. Abbiamo avviato ispezioni mirate presso gli intermediari più attivi. Nei casi in cui si sono riscontrati comportamenti non in linea con la sana e prudente gestione degli intermediari, siamo intervenuti.

Derivati ed enti locali

Alla fine di agosto il debito degli enti locali per operazioni in derivati verso le banche italiane era circa pari a un miliardo; poiché gli enti più grandi ricorrono spesso a intermediari esteri, questo valore sicuramente sottostima il fenomeno. Da tempo la Vigilanza ha richiamato le banche ad accertare la piena aderenza delle operazioni con gli enti locali alle norme che li regolano, che consentono l’uso di derivati solo a fini di copertura dei rischi, e che permettono l’indebitamento solo per finalità definite. Gli amministratori locali, dal canto loro, devono agire in modo consapevole. I derivati sono utili per gestire determinati rischi finanziari; non devono essere usati per migliorare temporaneamente i flussi di cassa addossando oneri, in modo non trasparente, alle amministrazioni future.

Governance bancaria

La Banca d’Italia ha pubblicato un documento di consultazione sulle regole in tema di governance bancaria. Secondo il criterio a cui ci stiamo attenendo in tutta la revisione della normativa di vigilanza, la nuova disciplina non individuerà soluzioni rigide, ma detterà principi generali; tra essi, chiara distinzione di responsabilità tra funzioni di supervisione strategica e di gestione; presenza incisiva di consiglieri non esecutivi e indipendenti; valorizzazione della funzione di controllo; tempestività e completezza dei flussi informativi; coerenza dei sistemi di remunerazione e di incentivazione collegati alla performance aziendale (quali le stock option) con le strategie di lungo periodo della banca e le sue politiche di controllo dei rischi. Ciascuna banca dovrà adottare un proprio progetto di governance; la Vigilanza ne valuterà la rispondenza ai principi.

MiFID

Con l’entrata in vigore in tutta l’Unione europea della direttiva MiFID, il mondo dei servizi finanziari si apre a una profonda trasformazione. Le nuove regole accrescono la trasparenza, promuovono una maggiore consapevolezza delle scelte di investimento, stimolano l’intermediario a coltivare e rafforzare il rapporto fiduciario con la clientela. L’armonizzazione europea, facilitando la prestazione di servizi nell’intera area, intensificherà la concorrenza. Sarà possibile offrire nuovi servizi, tra cui la consulenza al cliente in materia di investimento e l’attività di negoziazione in competizione con la borsa, con l’internalizzazione degli ordini o la gestione di piattaforme di negoziazione. Sono stati emanati due giorni fa i regolamenti di competenza della Banca d’Italia e della Consob, definiti anche con il contributo degli operatori. Si sono ridotte al minimo le rigidità burocratiche. Sulla base del principio di proporzionalità, gli obblighi informativi e le regole di comportamento sono stati graduati secondo la tipologia del servizio prestato, degli strumenti finanziari e del cliente. Anche qui la regolamentazione è per principi. Gli stessi intermediari dovranno definire soluzioni organizzative adatte ai servizi che intendono offrire; valutare i nuovi rischi operativi e di reputazione; mettere a punto il sistema dei controlli. L’adeguatezza dei presidi organizzativi e di capitale dovrà essere tenuta costantemente sotto controllo dagli organi aziendali. La Banca d’Italia verificherà che le soluzioni adottate siano idonee ad assicurare la stabilità. Il coordinamento sempre più stretto tra Banca d’Italia e Consob riduce oneri e incertezze per i soggetti vigilati. Questo pomeriggio sarà firmato il protocollo di intesa che precisa i compiti delle due autorità. Nel settore dei servizi di investimento tutela del risparmiatore e stabilità degli intermediari sono fortemente interrelate.

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