La SEPA: il cammino percorso e i passi da compiere, intervento di Banca d’Italia

La SEPA: il cammino percorso e i passi da compiere, intervento di Banca d’Italia

Posted by Agatino Grillo on Lun, 27/10/2008 - 17:19 in

Il 27 ottobre 2008 il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia Antonio Finocchiaro è intervenuto al "III International Payment Summit" organizzato dal Gruppo SIA-SSB con una relazione (pdf, 24 K, 13 pp) che fa il punto sul progetto SEPA, Single Euro Payments Area, segnalando le difficoltà che ancora persistono. Di seguito una sintesi dell’intervento.

Un sentiero di montagna

Finocchiaro ha esordito ricordando l’importanza del progetto SEPA che non è solo un passo significativo verso un’area unica dei pagamenti in euro ma un tassello fondamentale nel processo di integrazione europea. Il progetto infatti solleciterà l’ulteriore diffusione degli strumenti di pagamento elettronici; un risultato di rilievo per un paese, come l’Italia, nel quale l’uso del contante risulta ancora elevato nel confronto con le altre principali economie.
Tuttavia, sottolinea Finocchiaro, l’esperienza di questi primi mesi indica che la via verso la realizzazione dell’area unica dei pagamenti in euro somiglia più a un sentiero di montagna che a una comoda autostrada.
Ostacoli seri riguardano l’adozione del nuovo schema di direct debit, per il quale l’avvio della migrazione alla SEPA è fissato al 1° novembre 2009. Alla base di tali criticità vi sono ancora una volta le maggiori opportunità offerte dagli schemi nazionali rispetto a quello paneuropeo: le differenze più evidenti riguardano il destinatario del mandato per l’esecuzione del pagamento, nonché il meccanismo di pricing per la banca del debitore e per quella del creditore. Un ulteriore elemento critico è rappresentato dall’esigenza, di cui dovranno farsi carico i legislatori nazionali, di estendere al direct debit europeo la validità dei mandati conferiti nell’ambito degli schemi domestici.
La transizione alla SEPA procede in maniera più soddisfacente nel settore delle carte di pagamento. Entro la fine del 2010 tutte le apparecchiature e tutte le carte a banda magnetica dovranno essere sostituite da quelle rispondenti ai nuovi canoni. L’adeguamento a standard europei appare quanto mai opportuno per l’Italia data l’attitudine delle nuove tecnologie a contrastare l’incidenza delle frodi osservata in anni recenti.

Il contributo della Banca d’Italia nell’offerta dei servizi di pagamento

Con riferimento alle attività della SEPA, la Banca d’Italia è impegnata su più fronti.
Sul piano organizzativo e propositivo essa presiede, unitamente all’ABI, il Comitato nazionale di migrazione,  nel quale contribuisce alle analisi critiche delle esigenze e delle soluzioni proposte.
Sul piano infrastrutturale la Banca d’Italia, che gestisce il sistema di compensazione nazionale per i pagamenti al dettaglio BI-COMP, fin dal gennaio scorso ha adeguato il proprio sistema ponendolo in grado di trattare strumenti paneuropei.
Per consentire lo scambio dei pagamenti paneuropei tra gli intermediari italiani e quelli europei, l’Istituto ha reso il proprio sistema interoperabile con analoghe infrastrutture europee: dall’inizio di aprile esso è connesso con Equens, l’operatore tedesco-olandese; entro la fine dell’anno l’interoperabilità sarà estesa all’infrastruttura gestita dalla banca centrale austriaca. La Banca d’Italia recepisce così l’invito dell’Eurosistema a favore dell’interoperabilità tra le infrastrutture; in prospettiva l’interoperabilità potrebbe beneficiare della definizione di uno schema di regole comuni da adottare negli accordi bilaterali tra Automated Clearing House.
Parallelamente, la Banca d’Italia offre alle banche anche la possibilità di partecipare indirettamente all’unica infrastruttura paneuropea di compensazione dei pagamenti al dettaglio attualmente esistente, STEP2. Possono così essere integrate nello scambio dei pagamenti paneuropei anche le banche medio-piccole che, per motivi di riservatezza, non intendono ricorrere all’intermediazione di altre banche commerciali o che, per motivi di economicità, non desiderano partecipare direttamente a tale sistema. Attualmente circa 30 banche usufruiscono del servizio offerto dalla Banca d’Italia.

La conoscenza e la consapevolezza dei benefici della SEPA: il ruolo della comunicazione

Il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia ha sottolineato come la comunicazione svolga un ruolo importante nell’accrescere la consapevolezza degli utilizzatori dei servizi di pagamento SEPA sui benefici attesi.
"Occorre da parte delle banche italiane un più intenso colloquio con la propria clientela sui servizi SEPA" scrive Finocchiaro "a completamento dell’impegno profuso dell’ABI sia con la pubblicazione di informazioni sul suo sito web sia con la stampa di brochure mirate alla clientela retail e a quella corporate."
La Banca d’Italia ha realizzato una strategia di comunicazione degli obiettivi del progetto e dei connessi benefici utilizzando diversi canali: gli interventi di membri del Direttorio a seminari e convegni; il sito web dell’Istituto; un’attività di training nei confronti degli organi di informazione.
La Banca d’Italia, nel quadro della collaborazione con il Ministero dell’Economia, trasmetterà a breve una proposta di schema di recepimento del Titolo IV della Direttiva; il documento tiene conto sia delle indicazioni che stanno emergendo nel Transposition Group costituito presso la Commissione europea sia dei suggerimenti dei rappresentanti delle banche e delle imprese. Il documento potrebbe formare oggetto di osservazioni da parte dei soggetti interessati, anche in anticipo rispetto alla fase formale di consultazione sull’intero schema legislativo.
Va, infine, richiamata l’attenzione sull’articolazione e sulla complessità del quadro normativo che disciplina i pagamenti in Europa, il cui perimetro non si esaurisce nella direttiva sui servizi di pagamento. È di questi giorni la formalizzazione, da parte della Commissione europea, di due proposte di modifica di atti normativi comunitari: la prima riguarda la direttiva sugli Istituti di Moneta Elettronica e la seconda il regolamento sui pagamenti transfrontalieri in euro. Entrambe le proposte nascono dall’esigenza di razionalizzare il complessivo impianto normativo comunitario in materia.

Conclusione

La Banca d’Italia è consapevole che la creazione di un’area unica dei pagamenti in euro rappresenta un obiettivo strategico, capace di favorire la riduzione dei costi dell’industria dei pagamenti e di promuovere notevoli benefici, grazie all’ampliamento delle possibilità di sviluppo dei servizi bancari, in particolare di quelli offerti alle imprese; è altresì consapevole che la migrazione alla SEPA comporta per gli operatori oneri finanziari, procedurali, organizzativi e finanziari di rilevante entità.
Tuttavia, osserva Finocchiaro, "nel nostro Paese, una migrazione solo parziale alla SEPA – ad esempio soltanto per i pagamenti cross border – confermerebbe la duplicazione di un’area monetaria che invece non ammette barriere o ridondanze, pena l’accettazione di oneri ingenti, connessi con un’ingiustificata duplicità delle procedure. Sarebbe come se nel territorio italiano la Calabria, la Lombardia o la Campania avessero conservato, a fianco del sistema nazionale, sistemi di pagamento locali."
Nello stesso tempo va detto che l’ipotesi che si sviluppi spontaneamente nel mercato una massa critica di transazioni, non sembra trovare pronta conferma: la domanda dei nuovi strumenti SEPA da parte dell’utenza si è rivelata finora modesta. Da un lato le imprese - principali beneficiarie dei vantaggi conseguibili con la SEPA – sono restie a sostituire gli strumenti domestici con strumenti paneuropei, fin che questi ultimi offriranno funzionalità minori; dall’altra, molte banche locali, dato il circoscritto ambito territoriale di operatività nel comparto dei pagamenti retail, possono avere minor interesse a promuovere l’utilizzo dei nuovi strumenti presso la propria clientela.
In questo contesto di interessi diversi da comporre, occorre un’azione congiunta su più fronti.
Le Autorità europee, la Banca centrale, l’Associazione bancaria, le Associazioni degli utenti, le banche devono affrontare una problematica complessa: promuovere l’arricchimento degli schemi uniformi, sollecitarne l’adozione, monitorare la migrazione, verificare la trasparenza e la comparabilità delle condizioni applicate dagli intermediari. Questo impegno corale non può fallire. Deve avere successo nell’interesse del Paese e dell’Europa. La Banca d’Italia non farà mancare ogni utile contributo.

Indice della relazione di Antonio Finocchiaro

  • Premessa
  • La migrazione degli operatori privati
  • La migrazione degli enti della Pubblica Amministrazione
  • Il contributo della Banca d’Italia nell’offerta dei servizi di pagamento
  • La conoscenza e la consapevolezza dei benefici della SEPA: il ruolo della comunicazione
  • Prospettive istituzionali
  • Conclusione

Chi è Agatino Grillo?

Agatino Grillo, CISA, CISM, CISSP, è nel Comitato Direttivo di ISACA Roma e fa parte dell'Associazione Italiana Compliance (AICOM). Precedentemente è stato nel comitato direttivo di AIEA. Sito web: http://www.agatinogrillo.it/

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