La nuova figura di Agente in Attività Finanziaria

Roberto Bramato

di Roberto Bramato Operation Manager presso Milliora Finanzia Spa

Testo pubblicato con licenza http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it;
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http://www.compliancenet.it/content/la-nuova-figura-di-agente-in-attivita-finanziaria e su http://www.compliance-normativa.it/article/la-nuova-figura-di-agente-in-attivita-finanziaria, data di pubblicazione: 16 maggio 2012.
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1. Introduzione

In queste poche pagine, l'obiettivo che ci si propone è quello di realizzare, come già in tema di organizzazione antiriciclaggio era stato tentato di fare in "Il Presidio Antiriciclaggio negli Intermediari Finanziari ex Art. 106 [nota 1]" , un breve excursus su alcuni capisaldi normativi riguardanti la disciplina dell'agente in attività finanziaria, che serva da bussola agli operatori di settore per districarsi tra vecchie e nuove norme volendosi fare un'idea dei cambiamenti in atto, nonché per accendere l'attenzione su un argomento di forte attualità per tutto il mercato del credito.
I "nuovi confini" normativi, infatti, potrebbero (e forse in parte già lo realizzano) precorrere lo sviluppo di un nuovo modello distributivo per Banche ed Intermediari Finanziari. È ovvio che non potendo, andando a ritroso nelle norme, focalizzare l'attenzione su ogni aspetto, si procederà ad una soggettiva valutazione di quegli aspetti che si ritengono più interessanti [nota 2].

Il D. Lgs. 141 del 2010[nota 3]  ha determinato radicali cambiamenti nella disciplina riguardante due categorie di "professionisti" presenti sul mercato del credito: gli Agenti in Attività Finanziaria ed i Mediatori Creditizi.
L'attuale collocazione della disciplina, nel Testo Unico Bancario, rappresenta forse una volontà del legislatore di "recuperare" nel Testo Unico Bancario la regolamentazione normativa di entrambe le figure, essendo la stessa ab origine demandata ad un D. Lgs. del 1999 (n° 374 del 25 settembre 1999[nota 4] ) per gli Agenti in Attività Finanziaria e ad una legge del 1996 (n° 108 del 7 marzo 1996[nota 5]) per i Mediatori Creditizi.
Non completamente di "rottura" rispetto al modello del passato[nota 6] , risulta l'attuale collocazione delle norme di riferimento, nel Testo Unico, al Titolo VI-Bis. Quest'ultimo infatti, segue quello relativo alla Trasparenza delle Condizioni Contrattuali (Titolo VI) e non invece il Titolo V, che contiene le norme inerenti i Soggetti Operanti nel Settore Finanziario ed i successivi Titolo V bis e ter che norma le figure degli Istituti di Moneta Elettronica e degli Istituti di Pagamento.
Questa scelta, potrebbe essere dettata dall'intento del legislatore di non voler far assumere alle due figure professionali in questione i connotati tipici dell'intermediario finanziario, pur recuperandone la definizione normativa all'interno del Testo Unico e quindi nella legislazione generale, forse stante la delicatezza del ruolo che si trovano a svolgere, rappresentando in passato, nel presente e forse ancor più in futuro la longa manus commerciale degli intermediari finanziario-creditizi nella gestione commerciale con la clientela.
Gli articoli di riferimento sono quelli che vanno dal 128 quater al 128 quaterdecies.

2. L'agente in attività finanziaria: le origini della figura

I prodromi della figura si rintracciano nel D. Lgs. 374 del 1999[nota 7] , all'articolo 1 primo comma lettera n) in cui si richiama l'esercizio di agenzia in attività finanziaria prevista dall'art. 106 del Testo Unico Bancario[nota 8] , ed al successivo articolo 3 primo comma, secondo il quale "L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dell'agenzia in attività finanziaria, indicata nell'articolo 1, comma 1, lettera n), è riservato ai soggetti iscritti in un elenco istituito presso l'UIC.".
La determinazione del contenuto dell'attività lo si demandava al Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica attraverso l'emanazione di un regolamento "adottato, sentito l'UIC" (Art. 3, c.2) nel quale fissare anche le "condizioni di compatibilità con lo svolgimento di altre attività professionali".
I successivi commi 3-7 enunciavano, nell'ordine, le condizioni di iscrizione all'elenco, la perdita dei requisiti di onorabilità, l'esercizio dell'attività per i soggetti, iscritti all'elenco, diversi dalle persone fisiche, la funzione di controllo dell'UIC, la procedura ed i termini di iscrizione e pubblicità nonché, in ultimo, la cancellazione per gravi  violazioni di leggi, disposizioni e norme.
Ripartendo dal citato articolo 3 secondo comma, ci si ritrova di fronte al D.M.[nota 9]  485/2001 recante il Regolamento di cui sopra: i confini della figura di agente in attività finanziaria sono delineati dalla lettura combinata degli articoli 2, 3 e 5.
Nel testo dell'articolo 2 comma 1 di detto Decreto Ministeriale viene individuata come svolgimento di agenzia in attività finanziaria la promozione e conclusione di "contratti riconducibili alle attività finanziarie previste dall'art. 106, comma 1, del Testo Unico Bancario, senza disporre di autonomia nella fissazione dei prezzi e delle altre condizioni contrattuali", da parte dell'agente in attività finanziaria che "esercita nei confronti del pubblico" essendo stato "stabilmente incaricato da uno o più intermediari" [nota 10].
Rimanevano fuori dal perimetro delle attività esercitate da questa figura, ai sensi del successivo comma 2 lettere a) e b), la distribuzione di carte di pagamento e la promozione e conclusione di contratti compresi nelle attività previste dall'art. 106 TUB da parte di fornitori di beni e servizi "unicamente per l'acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con intermediari finanziari.". Previsione, quest'ultima che torna anche nella nuova previsione normativa.
Tra le attività ritenute compatibili, invece, venivano inserite (Art. 5 comma 1) "attività strumentali e connesse a quella di agenzia in attività finanziaria", essendo definita come strumentale "l'attività  che ha rilievo esclusivamente ausiliario a quella di agenzia" e come connessa "l'attività accessoria che consente di sviluppare l'attività di agenzia." Venivano altresì, ritenute compatibili l'"attività di agenzia per la promozione di contratti stipulati da banche[nota 11]  nell'esercizio delle attività indicate nell'articolo 106, comma 1 […]" e "altre attività professionali per le quali sia richiesta l'iscrizione in altri elenchi, ruoli o albi tenuti da pubbliche autorità, ordini o consigli professionali, secondo il regime proprio di ciascuna". È da porre l'attenzione, dunque, su come in riferimento ad altre categorie di professionisti (ad esempio per i promotori finanziari [nota 12]) la compatibilità sia demandata a ciascuna specifica disciplina di settore.
Per chiudere, l'art. 3 dava la possibilità agli operatori interessati di esercitare professionalmente l'attività, di farlo a meno di una specifica forma giuridica, essendo possibile esercitare come persona fisica o come società.

3. Il provvedimento UIC dell'11.7.2002

Il presente Provvedimento UIC è adottato ai sensi dell'articolo 3 settimo comma del D. Lgs. 374/1999 nonché dell'articolo 3 quinto comma del D.M. 485/2001, per fissare procedura e termini di iscrizione o, per contro, cancellazione nell'Elenco degli agenti in attività finanziaria, comunicazioni e forme di pubblicità.
Il Provvedimento si sofferma anche su alcuni aspetti operativi, ribadendo[nota 13]  come per esempio "nell'incarico conferito dall'intermediario finanziario a persone giuridiche devono essere specificati i nominativi delle persone fisiche per mezzo delle quali l'attività di agenzia viene svolta", o come non siano tenuti all'iscrizione, non svolgendo attività di agenzia in attività finanziaria coloro i quali, per il tramite di intermediari autorizzati (all'emissione e distribuzione),  si occupino di distribuire carte di pagamento. Viene ancora una volta, come nel passato, specificato come non configuri ‘attività di agenzia' la promozione  e conclusione di contratti da parte di fornitori di beni e servizi.
Pare interessante anche sottolineare il rapporto di compatibilità-incompatibilità tra 'attività di agenzia' e ‘attività di mediazione', non solo perché nel Provvedimento le due figure vengono a contatto ma anche e soprattutto per il fine, che all'inizio di queste pagine ci si era proposti, di rappresentare una bussola per gli interessati. E senza dubbio nel raggiungimento di tal fine non si può trascendere dalla realtà di mercato, forse un po' retrò nel momento in cui si scrive, essendo le norme di settore relative alla figura dell'agente in attività finanziaria e del mediatore creditizio già modificate ed il mercato fermentato dal cambiamento, ma pur sempre una realtà consolidata che negli anni ha visto radicarsi la prassi della duplice iscrizione da parte degli operatori coinvolti.
Tuttavia, soffermarsi su questo aspetto, è anche un modo per rispondere ad una domanda spesso rivolta alle autorità competenti ma anche spesso rivoltaci nello svolgimento del nostro lavoro: "c'è compatibilità tra le due attività?".
Ebbene, il Provvedimento all'articolo terzo recita che "Limitatamente all'attività di mediazione creditizia esercitata congiuntamente a quella di agenzia in attività finanziaria, essa non può avere ad oggetto contratti di finanziamento riferibili allo stesso intermediario dal quale si è ricevuto l'incarico di agenzia.".  
Prendiamo spunto da quanto sopra per mettere in risalto una delle tante novità che il D. Lgs. 141/2010 (e successive modifiche) ha introdotto, che è l'impossibilità di essere iscritti contemporaneamente in entrambi gli elenchi, tanto più che non è permesso neppure esercitare l'attività di mediazione creditizia se non in forma societaria ai sensi  dell'art. 128 septies [nota 14], primo comma, lettera a).  Per completezza, diciamo che l'art. 128 octies del TUB al primo comma vieta la "contestuale iscrizione" per i due soggetti, mentre al secondo comma vieta ai loro collaboratori di svolgere contemporaneamente la propria attività a favore di più soggetti. 

Il Provvedimento di cui sopra, conteneva anche l'elenco delle norme applicabili (compresi gli obblighi antiriciclaggio), le istruzioni per la compilazione della domanda di iscrizione, quelle per l'assolvimento delle comunicazioni obbligatorie all'UIC per i soggetti iscritti, i requisiti di onorabilità e la procedura di verifica dei medesimi,  le forme di pubblicità dell'Elenco, la procedura di cancellazione e sospensione, i rapporti con gli intermediari e con la clientela, gli obblighi di ritiro di banconote e monete sospette di falsità ed in ultimo le disposizioni in materia di documentazione amministrativa e tutela dei dati personali.

4. La situazione successiva al d. Lgs. 141 del 2010

Come accennato, la disciplina riguardante la figura dell'agente in attività finanziaria è contenuta adesso nel Titolo VI bis del Testo Unico Bancario, che si apre con il dettato dell'art. 128 quater, appositamente dedicatogli.
Si preferisce però partire da quanto si legge sul sito della Banca d'Italia, alla sezione della Vigilanza dedicata a questa figura. Questo perché oltre a rappresentare la prima forma di informazione facilmente disponibile, apre con il suo contenuto ad uno spunto ulteriore: le attività finanziarie riconducibili a questa figura non sono più le sole dell'art. 106, sempre richiamato nella normativa precedente, ma anche quelle di cui all'art. 114 sexies [nota 15] del TUB, dedicato quest'ultimo alla prestazione di servizi di pagamento [nota 16]. Nella definizione di agente in attività finanziaria fornita on-line dalla Banca d'Italia si legge anche che questo soggetto opera su incarico di intermediari finanziari ex artt. 106, 107 e 114 septies TUB. Anche qui, oltre agli intermediari finanziari citati dalle norme precedenti, cioè quelli iscritti nell'Elenco Generale (art. 106) e nell'Elenco speciale (art. 107), si fa riferimento ad un'altra tipologia di intermediario, cioè quella di cui all'art. 114 septies del TUB.
Proviamo a chiarire subito un aspetto che può ingenerare una piccola confusione in quegli operatori che al momento cercano di farsi un'idea sul proprio futuro professionale.
Qualora si cercasse di trovare un riscontro nel Testo Unico Bancario, bisogna sapere che l'art. 114 septies è relativo all'Albo degli Istituti di Pagamento, mentre l'Art. 107 non reca nella ‘nuova' formulazione alcun riferimento ad alcuna tipologia di intermediario finanziario, contenendo ora, invece, i requisiti richiesti da Banca d'Italia per autorizzare all'esercizio della propria attività gli Intermediari Finanziari iscritti all'Albo di cui al "nuovo" art. 106. È questa, dunque, la lettura prospettica che è giusto darsi. Per chiudere sugli Intermediari di cui al 114 septies, secondo il comma sesto dell'art. 128 quater, gli "agenti che prestano esclusivamente i servizi di pagamento sono iscritti in una sezione speciale" di un "apposito elenco tenuto dall'Organismo previsto dall'articolo 120-undecies."
Fatta questa brevissima digressione sulla figura di agente legata agli Istituti di pagamento, proviamo a tratteggiare i confini salienti della figura dell'agente in attività finanziaria, più strettamente legata a quel mondo del credito che ci interessa da vicino, come delineati dalla nuova normativa.
Ai sensi del primo comma dell'art. 128 quater "È agente in attività finanziaria il soggetto che promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari previsti dal Titolo V, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica. Gli agenti in attività finanziaria possono svolgere esclusivamente l'attività indicata nel presente comma, nonché attività connesse o strumentali.".
Per avere un raffronto con la precedente disciplina, bisogna evidenziare come, per effetto del secondo comma, "l'esercizio professionale nei confronti del pubblico dell'attività di agente in attività finanziaria è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco tenuto dall'Organismo previsto dall'articolo 128-undecies" nonché come, in deroga al primo comma del medesimo articolo, l'attività di "promozione e collocamento" di contratti relativi a prodotti bancari possa essere esercitata "su mandato diretto di banche" e quella relativa a prodotti di Bancoposta su "mandato diretto di Poste Italiane S.p.A.".
Interessante è, a fini strettamente operativi, chiarire se e come l'attività di agenzia possa o meno essere svolta non solo su "mandato diretto" da parte di soggetti di cui al comma primo  [nota 17], ma anche da parte di Banche e Poste Italiane Spa.
Leggendo attentamente si nota una chiara differenza lessico-formale tra il "concludere contratti" del primo comma e quanto ritroviamo, invece, nel secondo allorché ci si riferisce ad una attività di "collocamento di contratti".
Concludere è diverso da collocare perché nella seconda circostanza, piuttosto che nella prima,  ci si dovrebbe limitare alla semplice raccolta di richieste sottoscritte da parte del cliente ed al loro inoltro al finanziatore magari dopo una istruttoria preventiva.
È il caso di richiamare anche l'attenzione su quanto disponeva, in merito alle altre attività esercitabili dall'agente in attività finanziaria, il D.M. 485/2001 all'art. 3 c. 2 lettera a) che riconosceva la possibilità di esercitare "attività di agenzia per la promozione di contratti stipulati da banche nell'esercizio delle attività indicate nell'articolo 106, comma 1, del testo unico bancario;" In entrambe le norme si trova la possibilità di promuovere contratti, in quest'ultima formulazione dell'art. 128 quater si ritrova anche la possibilità di collocamento di contratti. Per cui il "mandato diretto" di Banche e Poste Italiane sembrerebbe permettere all'agente in attività finanziaria di svolgere presumibilmente attività di pubblicità e consulenza nei confronti del cliente, escludendone la conclusione.
Uno spunto di interesse lo suscita anche il primo comma, per cui i contratti sono quelli "relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma" mentre nel secondo comma, sembrerebbe quasi che su mandato diretto di banche si possa procedere a promuovere e collocare più genericamente "contratti relativi a prodotti bancari".  
Novità è rappresentata dalla possibilità per ogni agente in attività finanziaria di svolgere la propria attività "su mandato di un solo intermediario o di più intermediari appartenenti al medesimo gruppo", fatta salva l'eventualità che, per completare l'intera gamma di prodotti offerti, si possano assumere fino ad ulteriori due mandati.
Si è così creata una sorta di terza via tra una figura mono-mandataria ed una pluri-mandataria, generando un ibrido tra le due, forse nel tentativo di creare un "paracadute" per quei soggetti che potrebbero non avere a disposizione un'offerta completa e soddisfacente per la propria clientela, con un solo mandato, ma anche per tenere indenne il mercato da eventuali distorsioni, indotte da una norma forse non troppo lungimirante, alla concorrenza ed alla competitività. 
La volontà del legislatore di dare una bella scossa al mercato degli ultimi operatori finanziari (ultimi nel senso di rappresentare l'anello finale della catena distributiva), prevedendo requisiti di accesso più elevati ed un apposito organismo che ne tenga l'elenco, si manifesta per esempio nella necessità di superare un apposito esame, nella stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile per i danni arrecati nell'esercizio dell'attività, nell'aggiornamento professionale nonché in tutti gli altri dettami di cui all'art. 128 quinquies.
La maggiore professionalità e responsabilizzazione che le nuove norme provano a dare alla figura agenziale è insita anche nell'aggiornamento professionale a carico di dipendenti e collaboratori dell'agente, soggetti che ai sensi del primo comma dell'art. 128 novies sono "tenuti a superare una prova valutativa i cui contenuti sono stabiliti dall'Organismo di cui all'articolo 128-undecies", ma anche nel fatto che gli agenti "rispondono in solido dei danni causati" "dai dipendenti e collaboratori di cui si avvalgono".
Altra novità la si ritrova nell'art. 128 quaterdecies per effetto del quale la "consulenza e gestione dei crediti a fini di ristrutturazione e recupero" viene riconosciuta come attività che banche ed intermediari finanziari possono espletare avvalendosi di agenti in attività finanziaria, spostandone quindi la competenza dalla figura del mediatore creditizio. La legge 262 del 2005, cosiddetta legge sul risparmio, all'art. 17 riconosceva al mediatore creditizio la possibilità di "svolgere anche l'attività di mediazione e consulenza nella gestione del recupero dei crediti da parte delle banche o di intermediari finanziari di cui all'articolo 107 […]". In virtù di ciò, all'agente in attività finanziaria viene attribuita un'ulteriore possibilità.

5. Le disposizioni di attuazione ed il regime transitorio

In seguito alla modifica introdotta dal D. Lgs. 218/2010, l'art. 26 del D. Lgs. 141/2010, recita, limitatamente agli agenti in attività finanziaria, che i " soggetti iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto ovvero ai sensi del comma 3 [nota 18], […] nell'elenco degli agenti in attività finanziaria previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374, hanno sei mesi di tempo dalla costituzione dell'Organismo per chiedere l'iscrizione nei nuovi elenchi, previa presentazione della documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività ai sensi degli articoli 128-quinquies, […] e 128-quaterdecies".
Vale la pena di riportare anche il disposto del secondo comma dell'articolo di cui sopra, che ha un precisa valenza operativa, per i soggetti attivi nel settore. Infatti, i "soggetti indicati al comma 1 che hanno effettivamente svolto l'attività, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a tre anni nel quinquennio precedente la data di istanza di iscrizione nell'elenco, sono esonerati dal superamento dell'esame di cui all'art. 128-quinquies, comma 1, lettera c), e all'art. 128-septies, comma 1, lettera e), a condizione che siano giudicati idonei sulla base di una valutazione, condotta con criteri uniformi e predeterminati, dell'adeguatezza dell'esperienza professionale maturata".

6. Requisiti per l'esercizio
dell'attività

In merito ai requisiti di cui al citato art. 128 quinquies:

  • cittadinanza italiana, di uno Stato dell'Unione Europea, di uno Stato diverso nel rispetto dell'art. 2 del testo unico in materia di immigrazione (soggetti persone fisiche);
  • sede legale ed amministrativa o stabile organizzazione (soggetti comunitari) nel territorio della Repubblica (soggetti persone giuridiche);
  • onorabilità e professionalità per i soggetti persona fisica nonché per chi eserciti funzioni di amministrazione, direzione, controllo di soggetti giuridici;
  • onorabilità di coloro i quali detengono il controllo di soggetti giuridici;
  • superamento di un apposito esame per i soggetti persona fisica nonché per chi eserciti funzioni di amministrazione, direzione, controllo di soggetti giuridici;
  • polizza r.c. professionale per gli eventuali danni a terzi arrecanti nell'esercizio dell'attività (per condotte proprie o di terzi);
  • oggetto sociale conforme al comma primo dell'art. 128 quater e nel rispetto di requisiti patrimoniali, organizzativi e di forma giuridica;
  • aggiornamento professionale;
  • esercizio effettivo dell'attività.

Sono previsti particolari requisiti anche per i collaboratori e dipendenti (art. 128 novies) che entrano in contatto con il pubblico, essendo fatto obbligo all'agente in attività finanziaria di assicurare e verificare attraverso l'adozione di adeguate procedure interne alla propria struttura che questi stessi possiedano i requisiti di onorabilità e professionalità nonché superino una prova valutativa dai contenuti stabiliti dall'Organismo di cui all'art. 128 undecies. L'elenco di collaboratori e dipendenti deve essere trasmesso a detto Organismo.

7. La responsabilità solidale

La lettura congiunta del disposto del comma quinto dell'art. 128 quater e del comma quarto dell'art. 128 novies evidenzia l'esistenza di un principio di responsabilità solidale, anche accertato in sede penale, che unisce tutti i soggetti coinvolti nel processo distributivo a partire dal soggetto mandante per concludere con il collaboratore (passando attraverso il dipendente) dell'agente in attività finanziaria.

8. Avvio dell'operatività dell'organismo (OAM)[nota 19]

L'Organismo di cui all'art. 128 undecies, è stato costituito in data 12 Dicembre 2011. A far data dal 1 Giugno prossimo, le istanze di iscrizione saranno accolte al fine di verificare i requisiti necessari per essere iscritti. Sono stati definiti dall'Organismo anche:

  • i massimali delle polizze professionali da sottoscrivere;
  • le tabelle di classificazione dei prodotti finanziari e dei servizi di pagamento;
  • le materie oggetto di esame;
  • i contributi annuali da versare.

9. Conclusioni

È sicuramente un bene avere cercato di portare nuove regole in un mercato che negli anni sembra, vissuto dall'interno, aver avuto uno sviluppo quantomeno poco ordinato, tuttavia, alcune scelte sembrano andare nella direzione opposta rispetto al desiderio di ridare un assetto più definito e vigilato all'intero settore creditizio-finanziario.
Basta pensare, per esempio, che la nuova formulazione dell'art. 106 TUB non prevede più, ad esempio, tra le attività riservate l'assunzione di partecipazioni che anche se esercitata professionalmente non sarà più soggetta alla richiesta e rilascio di autorizzazione alcuna, creando l'allargamento di una "maglia" sufficiente non solo al possibile esercizio di una forma di "credito" mascherata da una generica forma di partecipazione finanziaria, ma anche all'intrusione facile di capitali di dubbia provenienza. Temi questi che esulano dallo scopo di queste pagine, ma che assieme all'esempio successivo lasciano, almeno a noi, qualche perplessità.
Il voler riscrivere i confini della figura dell'agente in attività finanziaria, così come quelli del mediatore creditizio, puntando su maggiori requisiti di professionalità, su un apposito organismo con poteri ispettivi e sanzionatori, sulla separazione netta tra le due figure la cui commistione sul mercato rappresentava invece, nella realtà, una prassi molto radicata, denota quindi una volontà di definire in maniera più netta rispetto al passato alcuni tipi di operatori ma pare stridere con alcune opacità di fondo come ad esempio quella riconoscibile nella non meglio precisata figura, che in via residuale promana dall'art. 121 del TUB. Il disposto di questo articolo, infatti, nel tentativo di dare un perimetro netto all'espressione "intermediario del credito" fa riferimento ad agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi ma anche ad altri soggetti che esercitando la propria attività commerciale o professionale presentano, propongono, effettuano attività preparatorie in vista della conclusione o concludono contratti di credito.  Almeno ad una prima lettura, questo sembrerebbe lasciare una certa alea attorno al nuovo quadro di soggetti che operano a stretto contatto con la clientela finale, suscitando una duplice perplessità: una certa incompiutezza verso la definizione delle nuove figure e forse anche una maggiore incertezza nel percorso avviato a livello comunitario di voler garantire maggiore trasparenza e tutela alla clientela.

10. Chi è Roberto Bramato?

Roberto Bramato, laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari all'Università di Siena, Master in "Gestione del Risparmio" all'Università di Roma Tor Vergata, è Operation Manager presso Milliora Finanzia Spa, Società di Factoring e Intermediazione Finanziaria - iscritta all'Elenco Generale di cui all'Art. 106 TUB, dove svolge anche controlli di linea sulle procedure Antiriciclaggio, Trasparenza, Privacy.
Contatti

Note al testo

  1. http://www.compliancenet.it/content/il-presidio-antiriciclaggio-negli-in... e http://www.compliance-normativa.it/article/il-presidio-antiriciclaggio-n...
  2. Si ometteranno, per esempio, i passaggi delle norme che creano punti di contatto ed intreccio con soggetti come i money transfer, gli istituti di pagamento e quelli di moneta elettronica.
  3. Ed il successivo D. Lgs. 218 del 2010
  4. Legislazione Antiriciclaggio, “Estensione delle disposizioni in materia di riciclaggio dei capitali di provenienza illecita ed attività finanziarie particolarmente suscettibili di utilizzazione a fini di riciclaggio, a norma dell'articolo 15 della legge 6 febbraio 1996, n. 52”, art. 4.
  5. Cosiddetta “Legge Antiusura”.
  6. Pur trovando un nuovo contesto di riferimento, a differenza del passato, all’interno del Testo Unico, il loro rango sembrerebbe, in seguito a questa collocazione non elevarsi, per così dire, a quello di intermediario nel senso più specifico del termine.
  7. “Estensione delle disposizioni in materia di riciclaggio dei capitali di provenienza illecita ed attività finanziarie particolarmente suscettibili di utilizzazione a fini di riciclaggio, a norma dell’articolo 15 della legge 6 febbraio 1996, n.52.
  8. Si noti come nell’art. 106 del TUB (ante D. Lgs. 141/2010) non compaia, tuttavia, nessun riferimento ad “agenti in attività finanziaria” o ad “agenzia in attività finanziaria”, cosa che sembra essere anche un po’ strana in un contesto di richiami tra diverse norme.
  9. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il 13 Dicembre del 2001, emana ai sensi dell’articolo 3 del D. Lgs. 374/1999 il regolamento in materia di agenzia in attività finanziaria.
  10. Ai sensi dell’art. 1 c. 1 lettera d) si intendono come intermediari finanziari quelli iscritti nell’Elenco Generale o Speciale (artt. 106 e 107 TUB).
  11. Spunto interessante quello relativo alla possibilità di promuovere contratti stipulati da banche se si nota come non compaia la locuzione verbale “concludere”. Tema che sembra tornare anche nel nuovo art. 128 quater comma terzo.
  12. http://www.bancaditalia.it/vigilanza/regolamentati/albi-elenchi/ageattfi....
  13. Il D.M. 485/2001 , all’art. 3, c.3, “Le persone fisiche di cui si avvalgono le società italiane e i soggetti esteri di cui all’articolo 4 per lo svolgimento dell’attività di cui al comma 1 devono essere iscritte nell’elenco tenuto dall’UIC.
  14. 14) Articolo inserito dall’art. 11, D. Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’art. 8, D. Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218
  15. Inserito, unitamente al Titolo V ter, dall’art. 33 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11.
  16. L’art. 106 nella vecchia formulazione prevedeva tra le attività esercitabili, coperte da riserva di legge, l’“attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi”, ad oggi la prestazione di servizi di pagamento ha come riferimento normativo proprio l’art. 114  sexies.
  17. Intermediari Finanziari previsti dal Titolo V, Istituti di Pagamento, Istituti di Moneta Elettronica
  18. Comma 3 dell’art. 26 del D. Lgs. 141/2010 come modificato dal D. Lgs. 218/2010.
  19. OAM – Organismo degli agenti e mediatori, http://www.organismo-am.it/agente/requisiti/default.aspx
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