IRDCEC: “Recenti chiarimenti sugli obblighi antiriciclaggio dei professionisti: alcuni profili di criticità” (3 dicembre 2013)

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(clicca per scaricare la circolare in pdf)

Il 3 dicembre 2013 l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, IRDCEC, ha pubblicato la circolare n. 36/IR del CNDCEC, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dal titolo “Recenti chiarimenti sugli obblighi antiriciclaggio dei professionisti: alcuni profili di criticità” (qui in pdf, 234 K, 20 pp.)
Di seguito il sommario e la premessa del documento.

Sommario

1. Premessa
2. Obblighi antiriciclaggio del collegio sindacale
2.1. Comunicazione al MEF ex art. 51 del d.lgs. n. 231/2007
2.2. Segnalazione di operazioni sospette ex art. 41 del d.lgs. n. 231/2007.
3. Adeguata verifica della clientela.
3.1. Identificazione del cliente.
3.2. Identificazione del titolare effettivo.
3.3. Obblighi semplificati.
4. Conservazione e registrazione delle informazioni.
4.1. Modalità di registrazione.
4.2. Casistica: la registrazione dei contratti di affitto.
5. Limitazioni all’uso del denaro contante.
6. Segnalazione di operazioni sospette.
6.1. Termine di prescrizione.
6.2. Cessioni di quote di s.r.l.

1. Premessa

Nei giorni scorsi sono state diffuse alcune risposte fornite dal Ministero dell’economia e delle finanze, dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia e dalla Guardia di Finanza a fronte di quesiti aventi ad oggetto l’adozione delle misure antiriciclaggio previste dal d.lgs. n. 231/2007 (di seguito anche: Decreto) da parte dei professionisti destinatari della normativa (nota 1).
Attese le numerose lacune della disciplina generale e la mancanza dei regolamenti previsti per l’attuazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela e per quelli di conservazione e registrazione dei dati, è divenuto sempre più frequente nel corso degli anni il ricorso alle sopra elencate autorità (nota 2) al fine di ottenere chiarimenti in merito alle modalità di predisposizione delle misure imposte ex lege (nota 3).
Le tematiche affrontate nei quesiti rispecchiano i problemi comunemente riscontrati dai professionisti in fase di adempimento dei principali obblighi antiriciclaggio: dalla corretta individuazione delle prestazioni oggetto della adeguata verifica alla identificazione del titolare effettivo; dalla conservazione dei dati nel fascicolo della clientela alla registrazione delle operazioni; dalla segnalazione di operazioni sospette alle transazioni in denaro contante.
Particolare attenzione è posta altresì alla individuazione univoca dei soggetti destinatari degli obblighi aventi ad oggetto una comunicazione nei confronti delle autorità preposte alla vigilanza, nonché alla natura e agli esiti delle attività di verifica poste in essere dagli organi di controllo presso gli studi professionali.
Le risposte fornite da MEF, UIF e GdF in parte confermano alcune interpretazioni ormai consolidate nella prassi comune in materia di adempimenti antiriciclaggio, mentre, in relazione a specifici adempimenti, smentiscono il modus operandi finora ritenuto corretto.
Ritenendo che i suggerimenti contenuti nei chiarimenti in oggetto possano contribuire – se non a risolvere – quanto meno ad attenuare i numerosi dubbi normalmente correlati alla predisposizione delle misure antiriciclaggio da parte dei professionisti, la presente circolare analizza le principali questioni affrontate, comparandole con le posizioni in precedenza assunte sull’argomento anche nei documenti del CNDCEC e dell’IRDCEC, nel tentativo di fornire una soluzione univoca ai problemi maggiormente ricorrenti.

Note

  1. Le risposte sono state pubblicate su Italia Oggi - Sette l’11 novembre 2013, pp. 4-9.
  2. Nella fase interpretativa e in quella applicativa della normativa antiriciclaggio, un ruolo di indubbia centralità è, infatti, svolto dalle autorità cui il d.lgs. n. 231/2007 demanda l’attuazione delle disposizioni in esso contenute: il Ministero dell’economia e delle finanze (art. 5), l’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (art. 6), l’autorità di vigilanza di settore (art. 7) e, infine, le amministrazioni interessate, gli ordini professionali e le forze di polizia (art. 8).
  3. Detti chiarimenti, pur essendo finalizzati ad agevolare l’applicazione degli obblighi da parte dei soggetti interessati, finiscono per essere ritenuti dagli operatori del settore quali vere e proprie interpretazioni del disposto normativo; per tale motivo, ci si è più volte interrogati sulla valenza effettiva di tali pareri e sulla loro collocazione nell’ambito della gerarchia delle fonti (l’argomento è già stato affrontato nel Documento Aristeia n. 78, Antiriciclaggio: disciplina vigente e principali problematiche operative per i dottori commercialisti, luglio 2007, in www.irdcec.it).
  4. Sul punto, è intervenuto a suo tempo il soppresso Ufficio Italiano dei Cambi (su Italia Oggi del 27 marzo 2007, p. 34 e ss., in occasione della videoconferenza “Antiriciclaggio, istruzioni per l’uso” del 24 marzo 2007) che, nel ricordare la precisa funzione ad esso attribuita dal legislatore nell’azione di contrasto al riciclaggio, ha evidenziato come solo i provvedimenti emanati in attuazione di regolamenti ministeriali e pubblicati in pari data debbano essere considerati atti amministrativi normativi generali. Con riferimento alla natura giuridica dei chiarimenti in esame, secondo l’UIC essi “non possono essere considerati interpretazioni autentiche della legge, in quanto espressione di un organo deputato all’emanazione di una normativa tecnica di dettaglio, in applicazione di una fonte superiore”. Nondimeno, posto il ruolo di organo tecnico attribuito dalla legge all’UIC (oggi UIF), i pareri dallo stesso rilasciati fanno seguito a particolari quesiti considerati di interesse generale e, di conseguenza, sono meritevoli di essere diffusi presso il pubblico. Sul punto R. RAZZANTE, La regolamentazione antiriciclaggio in Italia, Torino, 2007, p. 70, ove si osserva che nella gerarchia delle fonti del diritto speciale degli intermediari finanziari le istruzioni emanate dagli organi di vigilanza costituiscono veri e propri precetti, la cui inosservanza dà luogo all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa primaria.

Allegato

  • IRDCEC, circolare n. 36/IR del CNDCEC, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, “Recenti chiarimenti sugli obblighi antiriciclaggio dei professionisti: alcuni profili di criticità” (qui in pdf, 234 K, 20 pp.)
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