Intervista a Elisa Dellarosa, responsabile della commissione di studio AIRA sulla Compliance

Intervista a Elisa Dellarosa, responsabile della commissione di studio AIRA sulla Compliance

Posted by Cristina Cellucci on Mar, 21/10/2008 - 20:14 in

ComplianceNet (CN): Buongiorno dottoressa Dellarosa e grazie per la collaborazione. Il 26 settembre 2008 durante la prima assemblea della Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (AIRA) lei è stata eletta responsabile della commissione di studio AIRA sulla Compliance. Può presentarci rapidamente AIRA e spiegarci cosa sono le commissioni di studio dell’associazione?

Elisa Dellarosa (ED): L’obiettivo dell’associazione è divenire un punto di riferimento per intermediari e professionisti sul tema dell’antiriciclaggio e della compliance in generale. AIRA è forum per esigenze informative, organizzative ed operative degli associati e di tutti coloro che sono interessati alla disciplina settoriale concernente il corretto funzionamento dei sistemi finanziari e l’attività degli intermediari.
AIRA è un centro di raccordo di informazioni qualificate e svolge un’intensa attività divulgativa mediante l’attività di accademici, studiosi ed operatori del settore.
AIRA pensa nei termini di associazione globale, promuovendo la cultura della legalità, per accogliere le istanze di tutti coloro che sono coinvolti nel dibattito sull’antiriciclaggio, sviluppando collaborazioni per lo scambio di modelli organizzativi e soluzioni operative.
L’associazione agisce come lobby qualificata e ha l’ambizione di divenire una sorta di facilitatore nella comunicazione fra le categorie di intermediari e le authority come un interlocutore istituzionale per il confronto scientifico sulla normativa ed i connessi profili applicativi.

CN: In questo quadro che valenza assumono le commissioni di studio?

ED: Le commissioni sono il punto di partenza per lo studio, l’approfondimento e la divulgazione delle tematiche affrontate da AIRA. Nello svolgimento delle attività di competenza, ciascuna commissione ha un progetto di lavoro volto produrre soluzioni applicative e standard di condotta per la corretta interpretazione delle normative di riferimento ed il confronto scientifico permanente.

CN: Per la commissione sulla compliance quali sono i temi e la prima pianificazione prevista? Quali deliverable sono previsti e quando saranno disponibili?

ED: Per quanto concerne la commissione compliance abbiamo in animo di realizzare un assessment iniziale sulle tematiche di maggior interesse e pianificare un progetto di lavoro che per l’anno 2009 dovrebbe consentire di rilasciare position paper e strumenti di lavoro destinati ai compliance officer, ai responsabili antiriciclaggio ed ai risk manager. Intendiamo sviluppare codici di condotta aziendali ed intavolare, se possibile, un dibattito con le associazioni di categoria per individuare buone pratiche di gestione del rischio di non conformità e modelli organizzativi sostenibili. Nell’ambito dei lavori della commissione saranno certamente prese in esame le tematiche dell’antiriciclaggio, delle norme che regolano la prestazione dei servizi di investimento, le regole di tutela del consumatore.

CN: Negli ultimi anni le disposizioni di vigilanza e regolatorie hanno assunto sempre più un carattere principle-based e meno basate su regole prescrittive. Questo offre, alle aziende, opportunità ma espone anche a rischi? Qual è la sua visione? La commissione potrà essere utile anche da questo punto di vista?

ED: La ventata di normative comunitarie e sopranazionali risente di un’ispirazione tipicamente anglosassone e principle based (Nuovo Accordo sul Capitale, Conformità Normativa, MiFID, Market Abuse, Trasparency, Ias/Ifrs). Tuttavia accanto alle rule si accompagnano gli standard, cioè le norme di dettaglio, per cui riteniamo necessario lavorare accuratamente sulla regolamentazione, tenendo un corretto equilibrio fra momento ermeneutico e momento dogmatico, per fornire agli associati guideline di categoria. Lo spazio lasciato dal legislatore all’autoregolamentazione è un vantaggio, in quanto consente all’intermediario di rivedere il proprio posizionamento strategico e competitivo, formulando policy adeguate per il governo dei rischi e conseguentemente autodisciplinandosi. L’autodeterminazione delle regole di condotta lascia la facoltà all’intermediario per una misurata applicazione del principio di proporzionalità, permettendo l’adozione di un sistema di normative interne coerente con le proprie specificità dimensionali ed organizzative.

CN: Lei fa parte del Comitato Studio MiFID della Federazione Nazionale Bcc. La MiFID prevede proprie specifici requisiti in ambito compliance. C’è contrasto tra le istruzioni di vigilanza di Bankit e quelle di Consob? Come devo no comportarsi gli intermediari?


ED: Non vi è contrasto fra le istruzioni di vigilanza emanate da Banca d’Italia e la normativa comunitaria in tema di funzione di controllo di conformità alla MiFID, a cui è stato dato ingresso nel diritto nazionale mediante emanazione congiunta di un regolamento da parte di Banca d’Italia e Consob. Per realizzare economie funzionali e adeguate sinergie fra unità organizzative, la Commissione si occuperà di stilare protocolli di collaborazione fra le due figure in questione, elaborando check list, approntando metodologie di analisi e definendo puntualmente il perimetro normativo di rispettiva competenza e la gestione di tematiche contermini. Non è escluso che entrambe le funzioni di controllo siano ricondotte nella medesima area ed è proprio in ragione del principio di proporzionalità che gli intermediari potranno strutturare il proprio assetto organizzativo.

Chi è Elisa Dellarosa?

Laurea in giurisprudenza magna cum laude. Responsabile del Servizio Compliance di primario istituto bancario di Rimini. Membro della Commissione Studio MiFID della Federazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo. Esperienza decennale in istituzioni bancarie in qualità di Responsabile Area Finanza, Responsabile Organizzazione e Compliance. Ha collaborato con primarie società di formazione e consulenza. Specializzata nel diritto dei mercati finanziari  si occupa degli aspetti organizzativi e di conformità legati alla disciplina dei servizi bancari tout court.  Partecipa in qualità di relatore a convegni attinenti alla propria specializzazione, cura docenze e attività di formazione. Sta collaborando al progetto di adeguamento alla MiFID e alla normativa sulla Compliance per le banche appartenenti al Sistema del Credito Cooperativo. È stata recentemente nominata responsabile della commissione compliance di AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.

email:

dellarosa@airant.it
segreteria@airant.it

 

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