Intervista all’avvocato Davide Nervegna sulla Best Execution
(intervista apparsa sul sito Compliance-antiriciclaggio di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, che si ringrazia per aver concesso di ripubblicare il testo)
AIRA: Buongiorno avvocato Nervegna. Vuole rapidamente presentarsi?
Davide Nervegna: Sono il responsabile dell’area normativa di Assosim, Associazione Italiana degli Intermediari Mobiliari.
AIRA: Cos’è Assosim?
Davide Nervegna: Assosim rappresenta gli operatori del mercato mobiliare italiano nei confronti degli Organi dello Stato e delle Amministrazioni pubbliche, delle altre Associazioni imprenditoriali, di Organizzazioni economiche e sociali e di altre Associazioni, Enti, Soggetti pubblici e privati. ASSOSIM svolge attività di ricerca, assistenza normativa e formazione, con pubblicazioni e organizzazione di convegni e seminari.
Assosim conta circa 80 associati (Banche, Società d’Intermediazione Mobiliare, succursali italiane di Intermediari Esteri), attivi sul mercato primario e secondario e su quello dei derivati, con una quota pari all’82% dell’intero volume negoziato sui mercati regolamentati italiani. Dal 2007, la membership è allargata a studi legali, società di consulenza e di sviluppo di soluzioni informatiche, e a quei soggetti che in forniscono servizi agli intermediari mobiliari.
AIRA: avvocato lei è stato docente al "Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" di AIRA dove ha svolto una lezione sul tema della Best Execution. Cosa si intende per Best Execution?
Davide Nervegna: Con "Best Execution" si intende l’obbligo dell’intermediario finanziario di adoperarsi affinché gli ordini dei clienti siano eseguiti o disposti alle migliori condizioni possibili in termini di prezzi pagati o ricevuti e agli altri oneri sostenuti direttamente o indirettamente dall’investitore considerato il momento, la dimensioni e la natura dell’operazione stessa.
AIRA: La Best Execution è una novità introdotta dalla direttiva MiFID?
Davide Nervegna: La Best Execution non è una novità assoluta nel quadro normativo relativo alla disciplina dei servizi di investimento e dei mercati finanziari. Infatti già la l. n. 1/1991 prevedeva che l’intermediario dovesse agire con diligenza, correttezza e professionalità, adoperandosi in particolare affinché, in caso dì negoziazione fuori di un mercato regolamentato, il cliente ottenesse il miglior prezzo possibile (art. 9, comma 2, lettere c), e d) e art. 11, comma 2). È stato tuttavia con la direttiva 1993/22/CEE (la "ISD") che il principio della Best Execution ha trovato maggiore riconoscimento e disciplina. La ISD ha svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione della legislazione comunitaria e nazionale in materia di mercati finanziari ed ha anche rappresentato un valido banco di prova per quanto sarebbe poi accaduto con la MiFID.
Diversamente da quest’ultima, tuttavia, la ISD non puntava al raggiungimento di un livello di massima armonizzazione tra le legislazioni dei diversi stati membri, limitandosi a definire i principi fondamentali e le regole guida comuni e demandando poi, agli organi competenti dei singoli Stati membri, il compito di tradurre tali direttrici in precise e dettagliate regole di condotta.
Norme di condotta che in Italia sono state introdotte con il decreto di recepimento della ISD, ossia il d.lgs. 23 luglio 1996, n. 415 poi confluito nel d.lgs. 24 febbraio1998, n. 58.
AIRA: Come cambia la Best Execution con la MiFID?
Davide Nervegna: Tra gli obiettivi della MiFID c’è anche quello di favorire l’efficienza dei mercati finanziari e conseguentemente di tutelare in termini sostanziali gli interessi degli investitori finali.
Il perseguimento di tale obiettivo non è, tuttavia, affidato alla sola abolizione della regola della concentrazione degli scambi, ma anche ad un rinnovato e più denso concetto di Best Execution, non più da intendersi come better execution o, addirittura, better price, bensì come un complesso di regole, criteri e misure organizzative e procedurali che tutti gli intermediari, che a diverso titolo intervengono nella catena della trasmissione/esecuzione degli ordini dei clienti, sono tenuti ad adottare. In tal modo si è inteso innescare un circolo virtuoso capace di promuovere la selezione dei "migliori" broker a cui trasmettere gli ordini dei clienti e delle "migliori" sedi di esecuzione ove eseguirli.
AIRA: Qual è dunque la definizione di Best Execution nella MiFID?
Davide Nervegna: La Best Execution è un insieme di regole, misure e criteri, in parte dettate dalla legge ed in parte assunte in via di auto- regolamentazione dai singoli intermediari, con una duplice finalità: promuovere l’efficienza dei mercati, da un lato e, dall’altro, perseguire il miglior risultato possibile per i clienti. La legge e i regolamenti delle Autorità di Vigilanza fissano i principi generali e gli obblighi fondamentali, l’intermediario, invece, definisce le procedure e i criteri di dettaglio per il corretto adempimento dei primi.
AIRA: Qual è l’ambito della Best Execution nella MiFID?
Davide Nervegna: La Best Execution si applica a tutti gli ordini impartiti dai clienti che abbiano ad oggetto un qualsiasi strumento finanziario, indipendentemente dal fatto che sia quotato o meno e a prescindere dal luogo in cui sia negoziato (mercato regolamentato, MTF, internalizzatore sistematico, negoziatore in conto proprio, etc.).
Gli obblighi di Besi Execution interessano sia i servizi di esecuzione quanto quelli di ricezione e trasmissione degli ordini e di gestione di portafogli.
AIRA: Dove non si applica la Best Execution nella MiFID?
Davide Nervegna: Parziale disapplicazione delle norme in materia di Best Execution si riscontra nei casi in cui il cliente impartisca istruzioni specifiche all’intermediario come anche nel caso di operazioni concluse sulla base di dealing o request for quotes. Nel caso di clienti controparti qualificate, salvo diverso accordo tra le parti e fermi restando gli obblighi più generali di agire con correttezza trasparenza e professionalità nel miglior interesse dei clienti, le norme in tema di Best Execution dettate dagli artt. 45 e ss. del Regolamento Intermediari non trovano applicazione.
AIRA: In quest’ambito quali sono le responsabilità dell’intemediario?
Davide Nervegna: L’intermediario non è tenuto ad ottenere per ogni singolo ordine il miglior risultato possibile, bensì ad applicare a ciascun ordine quelle regole, misure e criteri che costituiscono la strategia di Esecuzione. In caso di controversie con la clientela, l’intermediario si libera dalla responsabilità derivante dagli obblighi di Best Execution dimostrando che la Strategia di Esecuzione adottata è conforme alla legge e che, nell’eseguire l’ordine, si è attenuto a quanto previsto nella Strategia dì Esecuzione accettata dal cliente.
AIRA: Grazie avvocato Nervegna.
Davide Nervegna: Grazie a voi.
- by Cristina Cellucci
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