Intervento di Mario Draghi all’assemblea ABI del 9 luglio 2008 – quali priorità per la compliance?

Intervento di Mario Draghi all’assemblea ABI del 9 luglio 2008 – quali priorità per la compliance?

Posted by Cristina Cellucci on Mer, 09/07/2008 - 12:43 in

Il Governatore della Banca d’Italia è intervenuto (pdf, 153 K, 16 pp) all'assemblea annuale dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI). La relazione di Mario Draghi ha affrontato i temi più caldi in ambito bancario (concorrenza, trasparenza, massimo scoperto, BCC, governance). Al centro delle riflessioni del governatore anche la nuova funzione di compliance nei confronti della quale sono suggerite le azioni prioritarie. Nel seguito una sintesi dei contenuti.

Rischi ed incentivi perversi

Draghi ricorda che sono in vigore nuove regole sulla governance bancaria che, tra l’altro, impongono criteri per la remunerazione del management tesi a evitare incentivi perversi nell’assunzione e gestione dei rischi. Verificheremo, avverte il governatore, con la collaborazione delle strutture di compliance, la coerenza dei sistemi di incentivazione con i principi dettati dalle nuove regole.

Clientela

Anche parlando dei rapporti con la clientela il Governatore, oltre a ricordare che si intende procedere alla sostituzione della commissione di massimo scoperto con forme trasparenti di remunerazione commisurate al fido, segnala che nelle forme più complesse di raccolta si riscontrano talvolta scarsa trasparenza e alta incidenza dei costi. Draghi rammenta che tali forme di raccolta devono essere offerte solo a clientela selezionata, da informare pienamente su caratteristiche e profili di rischio delle emissioni. Le banche devono attenersi scrupolosamente a questo principio, per evitare rischi legali e di reputazione; le funzioni di compliance devono attivarsi a riguardo.

Educazione finanziaria

"Per una piena efficacia delle norme di tutela occorre però creare le condizioni perché crescano le conoscenze degli stessi clienti delle banche circa le caratteristiche prodotti finanziari in cui investono i propri risparmi, i rendimenti che si possono attendere, la natura e l’entità dei rischi che corrono. Varie indagini hanno documentato l’esistenza di lacune da colmare. In tempi recenti autorità e associazioni di categoria, inclusa l’ABI, e dei consumatori hanno intrapreso varie iniziative al riguardo. Dall’anno scorso la Banca d’Italia ha dedicato all’educazione finanziaria una sezione del proprio sito internet; inoltre abbiamo avviato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, un programma di formazione dei docenti delle scuole, perché l’educazione economica e finanziaria sia tra le materie oggetto di insegnamento." (pag. 14)

Le conclusioni

Nuove regole sono necessarie, non sufficienti. Il rilancio dello sviluppo dell’industria finanziaria è in ultima analisi affidato alla capacità competitiva delle aziende; alla loro prontezza nel cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e nel reagire alla sfida della sempre maggiore integrazione dei mercati e della struttura produttiva del settore, anche attraverso operazioni di concentrazione tra gestori. Occorre guardare lontano. È evidente da anni che difendere una nicchia locale, una clientela captive non è più una strategia vincente; ormai non è più neppure un efficace strumento di difesa.

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Link

  • Sito di Banca d'Italia
  • Mario Draghi, Intervento all'assemblea annuale dell'Associazione Bancaria Italiana del 9 luglio 2008 (pdf, 153 K, 16 pp)