Il modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi (Cndcec, 30 ottobre 2012)

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha pubblicato  il 30 ottobre 2012 il documento "Il modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi" (qui in pdf, .3 M, 102 pp.)
Nel seguito il capitolo "I. Inquadramento normativo e applicabilità del d.lgs.231/2001 al terzo settore" e l'indice del documento.

I. Inquadramento normativo e applicabilità del d.lgs.231/2001 al terzo settore

1. L'ambito applicativo del D.Lgs. 231/2001
Il d.lgs. n. 231/2001 (nota 1) ha introdotto nel nostro ordinamento un peculiare meccanismo di imputazione
della responsabilità ai seguenti soggetti diversi dalle persone fisiche: enti forniti di personalità
giuridica, società e associazioni anche prive di personalità giuridica. In virtù di detto meccanismo, è
prevista l'imputazione all'ente della responsabilità derivante dalla commissione di alcuni reati, i cui
autori sono sempre persone fisiche, in considerazione del particolare legame che esiste tra lo stesso
ente e il soggetto che ha materialmente commesso l'illecito.
L'art. 1, comma 2, del decreto circoscrive l'ambito di applicazione delle disposizioni in esso contenute
a tutti gli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità
giuridica.
Schematizzando, sono soggetti alla norma in commento:

  • le persone giuridiche private;
  • le società di persone, di capitali, cooperative;
  • le associazioni non riconosciute;
  • gli enti pubblici economici.

Si ritiene, inoltre, che la norma debba essere indirizzata ad ogni tipo di soggetto collettivo, ponendo
l'attenzione sulla natura effettiva dell'ente. In altre parole, ai fini dell'assoggettamento alla norma
appare corretto che la discriminante non debba essere ricercata nella tipologia di soggetto, bensì
nell'attività da esso in concreto svolta. In tal senso si è pronunciata anche la recente giurisprudenza
di legittimità (Cass., 21 luglio 2010, n. 28699), che ha affermato la responsabilità ex d.lgs. 231/2001 delle società a partecipazione pubblica quando svolgono attività economica.
A chi si applica il d.lgs. 231/2001

  • Società di persone
  • Società di capitali
  • Società cooperative
  • Associazioni con personalità giuridica
  • Associazioni senza personalità giuridica
  • Enti pubblici economici
  • Enti privati concessionari di un pubblico servizio

Note al testo

Nota 1) D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300).

Indice

I. INQUADRAMENTO NORMATIVO E APPLICABILITÀ DEL D.LGS. 231/2001 AL TERZO SETTORE
1. L'ambito applicativo del D.Lgs. 231/2001
1.1. I soggetti esclusi
1.2. La c.d. "zona d'ombra" e i nuovi orientamenti giurisprudenziali
2. I criteri di imputazione della responsabilità
3. I reati presupposto
4. Il sistema sanzionatorio
4.1. Sanzioni pecuniarie
4.2. Sanzioni interdittive
4.3. Le altre sanzioni

5. Gli enti appartenenti al Terzo Settore: le tipologie classificabili
6. Applicabilità della normativa al Terzo Settore
II. GLI ENTI APPARTENENTI AL TERZO SETTORE: ASPETTI DEFINITORI
1. Classificazione generale
2. Profilo schematico degli enti
III. LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO ESIMENTE: LE FASI DI COSTRUZIONE
1. Premessa: caratteristiche e requisiti dei modelli organizzativi
2. Analisi e valutazione del sistema di controllo interno
3. Individuazione dei processi/attività a rischio-reato
4. Risk assessment
5. Principi e procedure di controllo
6. Codice etico e sistema disciplinare
IV. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI A RISCHIO
1. Premessa
2. Attività sensibili e reati potenziali
2.1. Reati potenziali e soggetti coinvolti
2.2. Strumenti di prevenzione e procedure di controllo
V. L'ORGANISMO DI VIGILANZA
1. Premessa
2. I requisiti e la composizione dell'OdV
3. I poteri e le funzioni
4. La responsabilità
APPENDICE: LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA (FOB)
1. Le dimensioni economico-patrimoniali e organizzative delle FOB
2. La natura economica delle FOB
3. La governance e la struttura organizzativa delle FOB
4. Le FOB e i parametri dimensionali
5. Alcune considerazioni in merito alle attività sensibili e ai reati potenziali delle FOB

ComplianceNet: