Guardia di Finanza: sanzionata banca per omessa segnalazione di operazioni sospette di riciclaggio (30 settembre 2011)

Fonte: sito GdF
(disponibile anche un video su Youtube: "operazioni sospette, banca multata" in
http://www.youtube.com/watch?v=MlRu_07muno&feature=player_embedded, a cura di Antenna3 Nord Est)

Comando Provinciale Vicenza - 30 settembre 2011 - ore 9:57

Continua l'attività dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza, che hanno accertato che un istituto di credito ha omesso di segnalare all'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia transazioni sospette di riciclaggio per un ammontare di 480 mila euro, a fronte di chiari indici di anomalia evidenziati dall'operatività di un proprio cliente.

L'attività di controllo, di natura amministrativa, ha avuto origine dalle risultanze acquisite nel corso di una pregressa indagine di polizia giudiziaria, indirizzata alla repressione di un sistema di corruttela da tempo radicato nel territorio vicentino, consentendo di rilevare che un professionista, già indagato per corruzione, ha prelevato, con cinque distinte operazioni allo sportello (nel periodo compreso tra giugno 2006 ed ottobre 2007), realizzate per una parte rilevante in denaro contante, la somma totale di 480.000,00 euro.

I motivi di sospetto devono individuarsi non soltanto nell'ingiustificato ricorso al denaro contante, per consistente ammontare, ma anche nel fatto che tutti i prelevamenti sono stati addebitati - in assenza di plausibili giustificazioni - su un conto corrente intestato ad una società in accomandita semplice operante nei settori dell'elaborazione di dati contabili e della consulenza alle imprese, sostanzialmente azzerandone le disponibilità finanziarie, così realizzando una operatività bancaria certamente sproporzionata rispetto al suo ridotto volume d'affari (che nel 2007 è stato pari a poco più di 200 mila euro).

Peraltro, una parte rilevante del denaro prelevato, pari a 380.000,00 euro, è stata contestualmente trasferita su di un libretto nominativo personale intestato al medesimo professionista, ancorché lo stesso risulti totalmente privo di poteri di amministrazione nell'ambito della s.a.s. da cui sono state prelevate le consistenti somme di denaro, essendone soltanto socio accomandante, delegato ad operare sui rapporti bancari.

Tutto ciò avrebbe dovuto indurre l'istituto di credito a prendere in esame l'anomalia di tali transazioni finanziarie, da ritenere "sospette" sia sotto il profilo oggettivo delle operazioni, con il frequente ricorso a denaro contante per rilevanti importi, sia da un punto di vista soggettivo, perché realizzate da una persona che ha "svuotato" il conto corrente di un'impresa a proprio vantaggio, senza esserne l'effettivo amministratore.

Peraltro, la tesi sostenuta dai finanzieri ha trovato conforto nelle dichiarazioni rilasciate dagli stessi funzionari bancari che, sentiti in atti, hanno riconosciuto l'evidente anomalia delle operazioni, tali da giustificare in concreto l'inoltro di una segnalazione di operazioni finanziarie sospette all'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia.

Sale così a cinque il numero degli istituti di credito, con filiali operanti nel territorio di alcune province venete, che, dall'inizio dell'anno, risultano essersi resi responsabili di violazioni amministrative alla normativa posta a tutela del sistema finanziario ed a contrasto dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo.

In totale, le operazioni sospette non segnalate dagli istituti bancari riscontrate dai militari delle Fiamme Gialle di Vicenza ammontano - tenuto conto di quanto già rappresentato agli organi di stampa nello scorso mese di giugno - a circa 11.500.000,00 di euro, con sanzioni contestate ai funzionari responsabili di filiale ed alle banche, quali obbligate in solido, che possono arrivare (nel massimo) sino ad oltre 4,5 milioni di euro.

Dagli inizi dell'anno, invece, come già partecipato, le attività dei militari del Nucleo di Vicenza in ambito antiriciclaggio hanno consentito di individuare 36 milioni di euro di transazioni finanziarie sospette, tenuto conto degli esiti di ulteriori attività estese a differenti intermediari finanziari, quali le società fiduciarie.

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