Ranieri Razzante: "Società a un euro? Una bufala" (L'Espresso, 10 settembre 2012)

Ranieri Razzante

di Emilio Fabio Torsello
"Nessuna banca può finanziare un'azienda con questo capitale e c'è il rischio che la criminalità ne approfitti per l'usura o per fare da socio occulto". L'attacco di Ranieri Razzante, presidente dell'associazione anti riciclaggio, alla riforma voluta da Monti
Si fa presto a dire "società a un euro". Presentata dal governo Monti come un'innovazione dedicata ai giovani "under 35", la forma societaria per cui un'azienda può essere aperta bypassando i costi notarili e praticamente in assenza di capitale sociale – ridotto alla simbolica cifra di un euro – rischia di essere un "flop tecnico" che non porterà alcun beneficio né ai giovani né allo Stato.
Niente prestiti. "Per le norme imposte dalla Banca d'Italia – spiega Ranieri Razzante, presidente dell'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (Aira) e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia – non esiste alcun istituto che possa finanziare un'impresa con un capitale sociale di un euro. Le istruzioni di Vigilanza di Bankitalia, infatti, prevedono un rapporto stretto tra gli affidamenti (i soldi prestati dagli istituti alle imprese, ndr) e le garanzie patrimoniali, costituite dal capitale sociale e dai fondi di riserva (cosiddetto "patrimonio netto", ndr). Se a queste garanzie si aggiungono quelle fideiussorie, non si capisce come questo tipo di società possa ottenere credito, soprattutto se si tratta di start-up costituite da giovani".

Le infiltrazioni mafiose

Ma un allarme da non sottovalutare riguarda anche e soprattutto le infiltrazioni mafiose: "il pericolo – prosegue Razzante, che è anche docente di Legislazione Antiriciclaggio presso l'università di Bologna – è il finanziamento all'impresa da parte della mafia, sia come forma di prestito ad usura, con fatture apparentemente legali verso aziende criminali collaterali di comodo cui si pagheranno le forniture, sia come socio occulto in un'azienda guidata da un insospettabile. Un allarme di questo tipo è stato lanciato anche da diversi magistrati antimafia".
E la questione del capitale è fondamentale, "poiché si possono richiedere prestiti per i macchinari e le attrezzature utili a far partire una società solo con un capitale sociale di garanzia: avere un euro nelle casse dell'azienda equivale a chiedere un prestito ed essere disoccupati. Nel provvedimento – aggiunge – non si parla invece di agevolazioni creditizie, norma che avrebbe dovuto essere prevista nel documento, con il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese o attraverso i Confidi garanti delle società presso le banche".

I controlli di legalità

Ma Ranieri Razzante sottolinea anche "l'assenza di controlli di legalità da parte dei pubblici ufficiali, visto che gli atti costitutivi non avranno forma obbligatoria. Assenza che non consentirà, tra l'altro, alcun controllo antiriciclaggio, previsto dalla normativa a carico dei notai quando si trovano a trattare operazioni sospette".
Quale guadagno per lo Stato?
E la questione riguarda anche gli introiti che lo Stato dovrebbe incassare una volta avviate queste società. "Le aziende a un euro sono veri e propri mostri giuridici che non porteranno soldi nelle casse dello Stato: quale volano di economia si dovrebbe creare attorno a queste imprese tale da permettere fatturati tassabili?". E infatti, sebbene in capitale sociale previsto sia irrisorio, la tassazione sarebbe tutt'altro che agevolata. Le società a un euro, aggiunge Razzante, "non potranno partecipare ad alcun appalto per cui è previsto un capitale sociale minimo. E in un periodo in cui chiudono piccole e medie imprese davvero ci si aspetta che aprano e sopravvivano società con un euro di capitale sociale? Ai tecnici la risposta". Contro la libertà d'impresa
Chi ha dovuto costituire spa o srl, infine, si troverà concorrenti con capitale a un euro, "un particolare che va contro la libertà di impresa. E si tratta – conclude Razzante – di osservazioni tecniche, non politiche, nei confronti di un Parlamento che ha approvato senza obiezioni una forma societaria che non può esistere".

Chi è Ranieri Razzante?

Ranieri Razzante, laureato in Economia e Commercio (1991) e in Giurisprudenza (2001), è presidente e fondatore di AIRA, l'Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Presidente della società IUS Consulting, consulente antiriciclaggio e legale di numerose compagnie di assicurazione, banche e intermediari finanziari italiani ed esteri.
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 23 marzo 2010, membro de:

  • Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria presso Banca d'Italia,
  • Osservatorio sulla Criminalità Economica del CNEL,
  • Gipaf, "Gruppo Interdisciplinare per la Prevenzione Amministrativa
    delle frodi sulle Carte di Pagamento", istituito presso il Ministero
    Economia, Dipartimento Tesoro, Divisione "Prevenzione reati finanziari",
  • membro dello Steering Committee del Ministero dell'Economia (Direzione
    III) per l'attuazione del programma "Security and Safeguarding Liberties
    – Prevention of and Fight against Crime
    " della Dg Freedom, Security and
    Iustice
    della UE.

Già membro della Commissione del Ministero dell'Economia per la redazione del Testo Unico in materia di Antiriciclaggio.
Docente di:

  • "Legislazione antiriciclaggio" presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria;
  • "Economia degli Intermediari Finanziari" presso l'Università di Firenze;
  • Legislazione antiriciclaggio presso la "Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia" in Roma.

Collaboratore de " Il Sole 24Ore".
Autore de:

  • "Manuale operativo delle sanzioni nella legislazione antiriciclaggio italiana", Giappichelli, Torino, 2012
  • "Finanziamento del terrorismo e antiriciclaggio", Nuova Giuridica, 2011
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2011
  • "Il contenzioso finanziario nell'era Mifid" (a cura di), Giappichelli, Torino, 2010
  • "Il nuovo sistema dei controlli interni della banca", Franco Angeli editore, 2010
  • "La nuova disciplina dei reati informatici", con L. Cuomo, Giappichelli, Torino, 2009.
  • "Normativa antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", (con M.Arena), Esselibri, Napoli, 2009.
  • "Commentario alle nuove norme contro il riciclaggio", prefazione di G. Maresca, Cedam, Padova, 2008.
  • "La regolamentazione antiriciclaggio in Italia", prefazione di P.L.Vigna, Giappichelli, Torino, 2006.
  • "La disciplina dei reati informatici" (con L. Cuomo, magistrato Procura di Isernia), Giappichelli, Torino, 2006.

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