G8, l'Action Plan italiano per contrastare riciclaggio ed evasione fiscale (Huffington Post, 19 giugno 2013)

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Nove strumenti da mettere in campo contro l'evasione fiscale internazionale. Si articola così l'Action Plan che il nostro governo ha presentato martedì al vertice dei grandi della Terra che si è svolto a Lough Erne, in Irlanda del Nord.
In quello che ormai da tutti gli osservatori è stato battezzato il vertice delle tre T - Tax, Trade and Transaparency - proprio la trasparenza ha occupato un ruolo centrale nelle discussioni tra i Paesi. L'impegno dei paesi del G8, condiviso anche dal presidente del Consiglio italiano, va verso un rafforzamento nello "scambio automatico di informazioni fiscali" per contrastare i furbetti internazionali del fisco. Furbetti che di piccolo hanno ben poco visto che spesso si tratta di grandi multinazionali abili a sfruttare le falle tra i diversi regimi fiscali per ridurre al minimo la propria quota di imposte.
L'impegno presentato dal nostro Paese - spiega il Tesoro - "è in linea con gli standard definiti dal FATF-GAFI (Financial Action Task Force - Gruppo di Azione Finanziaria), l'organismo organismo che promuove a livello internazionale, attraverso l'adozione di principi normativi comuni, il contrasto del riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo".
"L'Action Plan italiano - spiega ancora il comunicato di via XX settembre -, in particolare, ha l'obiettivo di dare attuazione alle Raccomandazioni 24 e 25 del FATF-GAFI che impongono alle autorità nazionali di poter accedere tempestivamente alle informazioni sul titolare effettivo, cioè la persona fisica che in ultima analisi controlla e/o trae beneficio dalla legal entities o dal trust".
Dal rafforzamento delle autorità di controllo alla promozione della cooperazione internazionale per lo scambio delle informazioni sulle proprietà di imprese, trust e persone giuridiche, la ricetta del governo è nel solco di quanto espresso nel comunicato finale del vertice irlandese. Tra i nove punti messi in fila dal governo, anche la possibilità di applicare sanzioni secondo quanto previsto dal dl 231/2007 il decreto sulla responsabilità amministrativa delle imprese e, nei confronti di società e trust che non si dovessero adeguare ai nuovi standard di trasparenza.

Allegato

Il testo ufficiale condiviso al summit G8 del 17 e 18 giugno 2013, "Italy’s Action Plan to enhance transparency and prevent the misuse of companies and trusts" (pdf, 50 K, 2 pp.)

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