Fabio Civale: I servizi e le attività di investimento nella disciplina MiFID (seminario AIRA)

Il 3 aprile 2009 l’avvocato Fabio Civale, dello studio Zitiello & Associati, è intervenuto quale docente al "Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" organizzato da AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio. Abbiamo chiesto all’avvocato Civale di illustrarci i contenuti del suo seminario.

AIRA:
Buongiorno avvocato. Può farci una sua rapida presentazione professionale?

Fabio Civale: Sono un avvocato del Foro di Milano ed ho collaborato con diversi studi legali nell’area "banking and financial law". Attualmente sono socio dello Studio Legale Zitiello e Associati, studio specializzato in diritto del mercato finanziario, diritto bancario e diritto assicurativo. Mi occupo in particolare di consulenza stragiudiziale ed assistenza giudiziale in ambito di intermediazione finanziaria, bancaria ed assicurativa. Sono abituale relatore in convegni, master e seminari, nonché autore di pubblicazioni in materia di diritto dei mercati finanziari e diritto bancario.

AIRA: Lei è stato docente al "Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" organizzato da AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio - con una lezione dal titolo "I servizi e le attività di investimento nella disciplina MiFID". Può illustrarci brevemente i contenuti della lezione?

Fabio Civale: La mia lezione rientra nel percorso didattico del primo modulo del Corso, modulo denominato "Legislazione degli intermediari finanziari". Il mio intervento si è focalizzato sulla normativa italiana e comunitaria relativa all’intermediazione finanziaria. Ho delineato sia il percorso storico/economico che ha portato all’attuale quadro normativo sia le caratteristiche di maggior rilievo di quest’ultimo.

AIRA: La MiFID è stata al centro della sua lezione. Quali aspetti sono stati trattati in particolare?

Fabio Civale: Per quanto riguarda la MiFID abbiamo approfondito, in particolare, i seguenti punti:

  • classificazione della clientela
  • valutazione di adeguatezza / appropriatezza
  • consulenza in materia di investimenti
  • gestione di portafogli
  • esecuzione di ordini per conto dei clienti – negoziazione per conto proprio
  • best execution.

AIRA: In che senso la MiFID ha mutato il quadro normativo dell’intermediazione finanziaria?

Fabio Civale: La Markets in Financial Instruments Directive rappresenta sicuramente uno spartiacque per quanto riguarda la legislazione degli intermediari finanziari. Professionalmente ho avuto la fortuna di vivere in prima persona sia la fase pre-Mifid sia l’attuale contesto normativo post-MiFID.
Uno dei cambiamenti più significativi introdotti dalla MiFID riguarda la  nuova qualificazione del rapporto intermediario – cliente, definibile oggi quale “relazione di servizio” basata sulla centralità dell’interesse del cliente. La MiFID segna il passaggio dalla logica del “prodotto” alla logica del “servizio” ed implica che l’intermediario non rappresenta oggi un mero “venditore” di prodotti finanziari e che il cliente non può essere definito quale semplice “consumatore”. Seppure secondo le differenze sostanziali che caratterizzano i distinti servizi di investimento, l’intermediario riveste oggi il ruolo ed assume le responsabilità del “prestatore di servizi” e l’investitore quello di “utente” o fruitore di un servizio.

AIRA: Quali sono le fonti normative più importanti in quest’ambito?

Fabio Civale: Le fonti primarie sono:

  1. Direttive MiFID, per tali intendendosi Direttiva 2004/39/CE, Direttiva 2006/73/CE ed il Regolamento della Commissione Europea n. 1287/2006;
  2. Il Testo Unico della Finanza (d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.

AIRA: Ma prima della MiFID non esisteva già una direttiva europea sui mercati finanziari?

Fabio Civale: La MiFID, in vigore dal 1° novembre 2007, ha effettivamente sostituito la precedente direttiva n. 93/22/CEE sui "Servizi di investimento nel settore degli strumenti finanziari" (Investment Services Directive - ISD), entrata in vigore il 10 maggio 1993. L’ISD era però una direttiva di "minima armonizzazione" mentre la MiFID è una direttiva di "massima armonizzazione" da cui gli stati membri possono discostarsi solo per eccezioni (e dando una giustificazione) tanto che il testo originario in inglese rispetto alla normativa italiano sono uguali circa al 90%.

AIRA:
Oltre alla MiFID quali sono le norme più importanti in ambito nazionale?

Fabio Civale: In quest’ambito non conta solo la normativa primaria ma anche quella secondaria adottata dalle autorità di controllo quali Consob, Isvap, Banca d’Italia e AGCOM.
Solo per limitarci alla Consob vanno tenuti in particolare considerazione:
 

  1. il regolamento Consob n. 16190 recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari;
  2. il regolamento Consob n. 16191, recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di mercati;
  3. il regolamento congiunto adottato da Consob e Banca d’Italia del 29 ottobre 2007 in materia di controlli e requisiti organizzativi.

Nel seminario abbiamo preso in considerazione in particolare il primo regolamento, quello relativo agli intermediari.
Ovviamente va sempre ricordato che al di là delle norme di settore occorre tener sempre presente sia il Codice Civile sia norme ulteriori quali la legislazione antiriciclaggio (d.lgs. 231/07).

AIRA: In che modo la MiFID ha mutato il modo di fare consulenza finanziaria?

Fabio Civale: Il servizio di consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari, che prima della MiFID poteva essere prestato da chiunque - compresi i soggetti che non sono qualificabili quali intermediari finanziari – è adesso qualificato come servizio di investimento che deve essere prestato in via esclusiva e riservata dagli intermediari finanziari abilitati e dai consulenti finanziari indipendenti.

AIRA: Con la MiFID cosa cambia per i consumatori?

Fabio Civale:  Vi è una accentuata graduazione della tutela offerta ai clienti in funzione del servizio prestato dall’intermediario.
I diversi servizi di investimento non sono soggetti alle stesse regole di condotta e, pertanto, le tutele accordate ai clienti e le connesse responsabilità dell’intermediario variano a seconda del livello di servizio di investimento richiesto dall’investitore. Sono individuabili tre livelli di servizi di investimento a cui corrispondono tre livelli di tutela per il cliente.
Ad un primo livello, si collocano i servizi di gestione di portafogli e di consulenza in materia di investimenti che prevedono una più ampia tutela per il cliente in quanto le decisioni di investimento sono assunte direttamente dall’intermediario (gestione di portafogli), ovvero vi è un elevato grado di affidamento da parte del cliente alle raccomandazioni personalizzate fornite dall’intermediario (consulenza in materia di investimenti). In tale ambito, l’intermediario dovrà effettuare la “valutazione di adeguatezza” degli investimenti, tenuto conto delle informazioni acquisite dal cliente in merito a conoscenza ed esperienza, situazione finanziaria e obiettivi di investimento.
Un secondo livello è riservato ai servizi tipicamente esecutivi di ordini dei clienti (ricezione e trasmissione di ordini, negoziazione per conto proprio, esecuzione di ordini, collocamento), per i quali è prevista la “valutazione di appropriatezza” basata solo su alcuni parametri soggettivi dell’investitore che riguardano conoscenza ed esperienza.
Ad un terzo livello si colloca, infine, la mera esecuzione o ricezione di ordini dai clienti (execution only), in cui l’intermediario si pone come mero tramite tra il cliente ed il mercato o le diverse sedi di esecuzione degli ordini. Nessuna informazione deve essere, pertanto, acquisita dall’intermediario, che non è tenuto ad effettuare valutazioni in merito all’ordine impartito dal cliente.

AIRA: Grazie avvocato.

Fabio Civale: Grazie a voi.

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