Evasione e riciclaggio a braccetto (Italia Oggi, 24 aprile 2012)

  • Articolo completo disponibile online sul sito di Italia Oggi e in versione pdf  su Rassegna Stampa dell’Agenzia delle Entrate

di Christina Feriozzi e Luciano De Angelis

Evasione e riciclaggio a braccetto. Professionisti in allerta su edilizia, trasporti e pubblicità
Frodi fiscali quali reati presupposto del riciclaggio. Dalle imprese di pulizia, all’attività di consulenza e pubblicitaria, dal settore edile a quello del ferro e dell’autotrasporto, fino ai metalli preziosi ed ai cosmetici, sono i settori principalmente nel mirino dell’Uif allo scopo di individuare le operazioni sospette da segnalare ai fini antiriciclaggio. È quanto emerge dalla comunicazione UIF del 23/4/2012, recante: schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co.7, lett. b) del d.lgs 231/2007: operatività connessa con le frodi fiscali internazionali e con le frodi nelle fatturazioni (qui il testo della Comunicazione UIF, disponibile anche in formato mobi, epub, xhtml, doc, odt a cura di ComplianceNet ndr).

Il binomio evasione-riciclaggio

L’UIF afferma che l’evasione fiscale è, in Italia, un fenomeno con dimensioni molto più ampie di quelle di altri Paesi dell’Unione Europea. Le frodi fiscali, anche a livello internazionale, e il riciclaggio sono strettamente collegati, difatti l’evasione è lo strumento utilizzato per precostituire fondi da reinserire nel circuito economico o per agevolare condotte criminose. Ciò, destando una crescente attenzione internazionale, ha portato il GAFI, ad inserire espressamente i reati fiscali nel novero dei reati presupposto di riciclaggio (Raccomandazioni del 16/2/12).

La funzione dei nuovi schemi di anomalia

I nuovi indicatori di anomalia (emanati ai sensi dell’art. 41 d.lgs. 231/07), redatti dall’UIF in collaborazione con la G.d.F., per l’individuazione delle operazioni sospette riconducibili a fenomeni di evasione, integrano i precedenti schemi già pubblicati. In proposito, infatti, si ricorda nella comunicazione in commento, che riguardo agli intermediari, si richiamano, in quanto ancora validi, gli indicatori volti a rilevare l’utilizzo irregolare di rapporti bancari intestati a persone fisiche, sui quali transitano operazioni attinenti attività economiche d’impresa, o ripetuti girofondi tra conti societari e conti personali (provv. Banca d’Italia del 24/8/2010); mentre, per i professionisti si fa riferimento ai segnalatori riguardanti la costituzione e amministrazione di imprese, società, trust ed enti analoghi e quelli inerenti operazioni finanziarie e contabili (decreto del Ministero della Giustizia del 16/4/10). Inoltre, un apposito schema di anomalia relativo al rischio di frode all’IVA intracomunitaria era stato diffuso dalla UIF con comunicazione del 15/2/10. Ora, precisa l’UIF che i nuovi schemi operativi (art. 6, co.7, lett. b) del d.lgs. 231/07), sono diretti a facilitare la valutazione da parte degli intermediari di ulteriori operatività riconducibili a possibili fenomeni di frode fiscale. In particolare, si rileva che il contenuto degli stessi è applicabile anche all’attività dei professionisti. In proposito, poi, secondo quanto risulta ad Italia Oggi, l’UIF ha fornito agli esponenti delle categorie professionali la propria disponibilità a “tarare” più specificamente il contenuto degli indicatori stessi affinché risultino più aderenti ai controlli antiriciclaggio che possono essere messi in atto negli studi professionali.
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