Eurispes: Rapporto Italia 2012 – dati su fatturato criminale, usura, riciclaggio, "compro oro" (5 febbraio 2012)

Fonte: Eurispes

Un Paese bloccato, immobile, rassegnato

Eurispes ha pubblicato la sintesi del "Rapporto Italia 2012".
L'Italia è un "Paese bloccato, immobile, rassegnato, ripiegato su se stesso" che non riesce a trovare la forza per reagire alla malattia, assistito da un nugolo di medici scarsamente dotati, nella migliore delle ipotesi, o interessati a che la malattia si protragga per continuare ad esercitare il proprio controllo sul malato, in quella peggiore.
I medici sono la metafora della nostra classe dirigente generale, di quella classe che dovrebbe affrontare e risolvere i problemi, indicare la mèta, mettere a punto il progetto ed impegnarsi a realizzarlo, coinvolgendo i cittadini di ogni ordine e grado.
Il rapporto sottolinea che si utilizza la definizione di "classe dirigente generale" per ribadire, ancora una volta, che occorre uscire dall'equivoco, non del tutto innocente, che pretende di attribuire alla sola responsabilità della politica l'origine di tutti i mali che affliggono l'Italia.

Una classe dirigente inadeguata

La politica ha grandi ed evidenti responsabilità, ma essa rappresenta solo una parte, e forse neppure quella decisiva, della "classe dirigente generale" alla quale sarebbe più corretto riferirsi. Sono classe dirigente i nostri "valorosi" imprenditori sempre pronti a delocalizzare, sono classe dirigente tutti quegli illustri professori che pontificano con forti richiami all'etica e intanto pilotano concorsi e mandano in cattedra figli, nipoti, generi e nuore, sono classe dirigente i nostri sindacalisti, proletari a parole e spesso radical-chic nei fatti, ancorati ad un mondo che non c'è più e che difendono con le unghie e con i denti.
Sono classe dirigente i manager delle banche, delle assicurazioni, delle grandi imprese pubbliche e private che, mentre si tartassano i cittadini con redditi da sopravvivenza, incassano compensi da milioni e milioni di euro l'anno e laute liquidazioni. Sono classe dirigente i grandi commis dello Stato che dopo aver goduto nel corso della carriera, di stipendi d'oro e di innumerevoli benefit, mantengono privilegi di stampo feudale, anche ad anni di distanza dal pensionamento. Sono classe dirigente i magistrati e i giudici che di sovente sbagliano, ma hanno il vantaggio di non dovere rendere conto a nessuno.
Sono classe dirigente, anzi lo sono ancora di più perché hanno il compito ed il dovere di raccontare la verità e di informare i cittadini, gli operatori dell'informazione talvolta troppo ligi e proni ai voleri della proprietà, pubblica o privata che sia, e che spesso deformano o ignorano la realtà quando questa non conviene.
Questa classe dirigente nel suo insieme è la vera responsabile dei ritardi, delle difficoltà, dei problemi dell'Italia. Insomma, della crisi che stiamo vivendo e della quale tutti siamo chiamati, sia pure con ruoli e responsabilità diverse, a rispondere e a dover pagare il conto. Questa classe dirigente costituisce ormai un blocco solidale e separato dal resto del Paese e non ha nessuna intenzione di rinunciare, neppure in piccola parte, ai vantaggi e ai privilegi conquistati.
È una classe dirigente articolata sul modello feudale dei vassalli, dei valvassori e dei valvassini. Un sistema all'interno del quale tutto si tiene e tutto si conviene. Dove ogni corporazione sostiene l'altra, nella consapevolezza che la caduta dei privilegi dell'una produrrà inevitabilmente la sfortuna dell'altra.

Il fatturato criminale

In Italia circolano più ricchezza e più contante di quanto le statistiche ufficiali abbiano mai censito. Infatti, all'enorme quantità di sommerso occorre aggiungere il cosiddetto "fatturato criminale", frutto del traffico di stupefacenti, estorsioni, prostituzione, usura, caporalato, corruzione, traffico d'armi, falsificazione e altro ancora che frutta, secondo le stime – confortate dalle analisi degli inquirenti e degli investigatori – oltre duecento miliardi l'anno.
In sostanza, l'Italia ha tre Pil: uno ufficiale, uno sommerso e uno criminale.

Lo specchio della crisi: i "Compro-Oro", la vendita di oggetti online e il rischio usura

Il combinato tra la restrizione dell'accesso al prestito bancario e la fiducia ai minimi storici verso gli istituti bancari hanno introdotto forme di prestito "informale" e hanno fatto proliferare nelle nostre città esercizi commerciali come i "Compro-Oro", ai quali si è rivolto, nell'ultimo anno, l'8,5% degli intervistati (Isole: 9,9%; Sud: 9,8%; Nord-Ovest: 8,5%; Nord-Est: 8,2% e Centro: 7,1%). In parallelo, la vendita di oggetti/beni attraverso canali di compravendita on line come eBay è stata utilizzata dal 12,4% degli intervistati.
Molto preoccupante il dato relativo a quanti, non potendo accedere a prestiti bancari, si sono rivolti a privati (non parenti e né amici) per chiedere soldi in prestito: il 6,3%. Occorre inoltre considerare, che una domanda così diretta su un fenomeno sommerso come l'usura, raccoglie fisiologicamente sempre meno indicazioni di quelle reali.

Usura

Un incremento di oltre il 21% hanno subito le denunce per usura. Su scala regionale spicca il dato della Puglia, che nel triennio 2008-2010 ha visto quasi raddoppiare il loro numero, passando da 27 a 52 (+92,6%), al contrario del Piemonte che si pone invece significativamente in controtendenza, manifestando una diminuzione di circa il 31,25%, passando dalle 32 denunce del 2008 alle 22 del 2010. Incoraggiante il dato rilevato nel 2011, che riporta i valori sui livelli del 2009 (374 denunce).

Riciclaggio

Le denunce per riciclaggio rilevate nel 2010 hanno registrato un incremento percentuale di quasi 5 punti rispetto al 2008 e di 1,3 rispetto al 2009. Nel 2011 la situazione è ulteriormente peggiorata, registrando un incremento del 5,9 % rispetto al 2010, arrivando ad un incremento su base quadriennale di oltre l'11,1 %.

Cos'è Eurispes?

Fonte: Wikipedia in italiano 

 

Eurispes

Fonte immagine http://it.wikipedia.org/wiki/File:Eurispes.jpg

L'Eurispes (dal 1982 al 1993 si chiamava "Ispes") è un istituto privato di studi politici, economici e sociali, senza fini di lucro. Opera nel campo della ricerca politica, ecomomica, sociale e della formazione. L'Eurispes ogni anno pubblica il Rapporto Italia, un'analisi sullo stato della politica, dell'economia e della società italiana. L'Istituto realizza studi e ricerche per conto di imprese, enti pubblici e privati, istituzioni nazionali ed internazionali. Nello stesso tempo, promuove e finanzia autonomamente indagini su temi di interesse sociale, attività culturali, iniziative editoriali, proponendosi come centro autonomo di informazione ed orientamento dell'opinione pubblica e delle grandi aree decisionali che operano in Italia.

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