Eni e ISPAC sottoscrivono accordo per la ricerca in materia di anticorruzione (25 ottobre 2011)

Eni ha sottoscritto, sotto l'egida dell'United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), un accordo per la ricerca in materia di anti-corruzione con l'International Scientific and Professional Advisory Council of the United Nations Crime Prevention and Criminal Justice Programme (ISPAC).
La ricerca, che avrà come oggetto "Anti-corruzione e il settore privato - il ruolo dei programmi aziendali anti-corruzione", sarà svolta da esperti della direzione legale di Eni, prima azienda ad aderire a questo tipo di progetto, e da cinque prestigiose università sotto il coordinamento dell'ISPAC.
I risultati saranno messi a disposizione della comunità scientifica, del settore privato e delle istituzioni internazionali.
Attraverso questo progetto Eni insieme all'Università Cattolica del Sacro Cuore, la LUISS, il Collège de France, l'Universidad de Castilla - La Mancha e la Northeastern University, i cinque istituti coinvolti, contribuirà significativamente alla definizione di un sistema di anti - bribery compliance e all'identificazione di best practices internazionali in materia di anti - corruzione.
Questo accordo è un'importante iniziativa internazionale di cooperazione tra pubblico e privato in materia di anti - corruzione e costituisce un'ulteriore evidenza dell'importanza attribuita da Eni alla lotta alla corruzione.

Procedure anticorruzione in ENI

Eni è attiva già da diversi anni nella lotta alla corruzione proibendo espressamente nel suo Codice Etico "pratiche di corruzione, favori illegittimi, comportamenti collusivi, sollecitazioni, dirette e/o attraverso terzi, di vantaggi personali e di carriera per sé o per altri". Il Codice deve essere rispettato da tutte le persone di Eni e viene espressamente accettato da tutti i fornitori in sede di qualifica.
Anche attraverso l'adesione al Global Compact e in particolare al suo 10° Principio, Eni si impegna a rispettare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, la Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali e i Business Principles for Countering Bribery di Transparency International.

L'impegno di Eni è stato ulteriormente rafforzato con l'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Eni e successiva emanazione, il 12 novembre 2009 (con entrata in vigore il 1° gennaio 2010), delle Linee Guida anti-corruzione e delle prime due Procedure Ancillari Anti-Corruzione relative agli accordi di joint venture e ai contratti di intermediazione.
A queste hanno fatto seguito, nel 2010, le Procedure Ancillari in materia di iniziative non profit, di contratti di sponsorizzazione, di spese di attenzione verso terzi, di vendite di beni immobili e di acquisizioni e cessioni di beni/affitti di azienda, di omaggistica, di segnalazioni anche anonime. Inoltre, sono state inserite disposizioni specifiche nelle procedure che disciplinano la selezione del personale, i rimborsi spese, le procedure contabili e l'acquisizione di consulenze e prestazioni professionali. Sono attualmente in corso di revisione altre procedure su materie specifiche.
Le Linee Guida Anti-Corruzione e le relative Procedure Ancillari sono volte a fornire un quadro sistematico di riferimento delle norme e procedure in materia di anti-corruzione già poste in essere e applicate da Eni nel tempo per assicurare il massimo rispetto del Codice Etico e delle leggi anti-corruzione nazionali ed internazionali applicabili in Italia e all'estero. A tal fine, le Linee Guida Anti-Corruzione e le Procedure Ancillari Anti-Corruzione vengono adottate da parte di tutte le società controllate di Eni sia in Italia che all'estero, tramite delibera del relativo Consiglio di Amministrazione (o del corrispondente organo/funzione).
Inoltre, nel corso dell'ultimo anno sono stati emessi i nuovi standard delle clausole contrattuali cd. di "Responsabilità Amministrativa" che, nelle loro ultime versioni, fanno riferimento oltre che al D.Lgs. 231/2001, anche al Foreign Corrupt Practices Act statunitense (FCPA), alla Convenzione OCSE inerente la Lotta alla Corruzione dei Pubblici Ufficiali Stranieri nelle Operazioni Economiche Internazionali ed alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione. Le normative interne adottate da Eni sul tema contemplano un coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione di Eni o della società controllata, a seconda dei casi, in fase di approvazione delle attività più significative.
Conformemente alle best practices applicate nel mercato internazionale è stata costituita, all'interno della Direzione Affari Legali di Eni, una struttura organizzativa dedicata denominata Anti-Corruption Legal Support Unit con il compito di:
prestare consulenza legale specialistica e supporto in materia di anti-corruzione alle unità di business di Eni e delle sue società controllate non quotate sia in Italia che all'estero;
monitorare il recepimento delle Linee Guida anti-corruzione da parte delle società controllate di Eni, sia in Italia sia all'estero;
esaminare e aggiornare periodicamente la normativa anti-corruzione per assicurarne l'efficacia, tenendo in considerazione gli eventuali gap e criticità segnalati dalle funzioni competenti e l'evoluzione delle best practices;
sottoporre una Relazione annuale sulla propria attività di monitoraggio all'Organismo di Vigilanza di Eni (ricevendo analoga Relazione annuale dalle Anti-Corruption Legal Support Unit delle società controllate quotate e unbundled di Eni). L'Internal Audit di Eni SpA sulla base del proprio programma annuale di audit approvato dal Consiglio di Amministrazione di Eni, esamina e valuta in maniera indipendente le attività svolte per aiutare a verificare che sia rispettato quanto richiesto dalle Linee Guida anti-corruzione;
rappresentare Eni nelle tavole rotonde tenute dal Global Compact in applicazione del decimo principio contro la corruzione;
promuovere seminari tematici in contesti diversificati. In questo ambito, si è tenuto un evento di presentazione volto a informare il personale delle nuove iniziative che l'azienda ha adottato e intende adottare nel prossimo futuro per contrastare sempre più efficacemente il fenomeno della corruzione.
È attualmente in fase di esecuzione un programma di training anti-corruzione mirato per il personale, che consisterà in un corso di tipo "informativo" fruibile in modalità e-learning e finalizzato all'inquadramento della materia dell'anticorruzione, e in una serie di workshop "formativi" e interattivi, finalizzati a confronti e approfondimenti su temi specifici, Nel corso del solo 2010 sono state formate, con i soli workshop "formativi", circa mille risorse di Eni.
Qualunque violazione, sospetta o nota, delle leggi anti-corruzione o delle Linee Guida Anti-Corruzione deve essere immediatamente segnalata tramite i canali indicati nella Procedura Eni sulle Segnalazioni anche Anonime.
Infine, Eni impone il rispetto delle norme anti-corruzione a tutti i propri business partner. Fra i business partner, particolare attenzione è rivolta ai "Covered Business Partner", ovvero a coloro che operano in aree a maggiore rischio per la probabilità che nello svolgimento della loro attività per conto di Eni abbiano contatti rilevanti con pubblici ufficiali.

Documenti scaricabili

  • ENI: "Linee guida anticorruzione", 12 novembre 2009 (pdf , 115 K, 27 pp.)

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